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La Cooperazione regge. Il problema non è l’AI ma la mancanza di manodopera

12 Giugno 2026/0 Commenti/in News/da redazione

Il movimento cooperativo è in buona salute e continua a essere l’ossatura trasversale del terziario tradizionale (commercio, logistica, trasporti, welfare, facility e global service). È quanto emerso dall’assemblea dei delegati di Legacoop Emilia Ovest, andata in scena al Palazzo del Governatore.

Il taglio dell’assemblea, impresso dal presidente Edwin Ferrari, è stato volutamente alto con sguardo alla geopolitica (con la relazione di Lucio Caracciolo di Limes) e alla frontiera dell’innovazione tecnologica che sta portando l’AI (intelligenza artificiale) sviscerata in un approfondito e appassionato intervento da Rita Cucchiara, rettrice di Unimore.

Proprio sul tema AI si è sviluppato il confronto nella tavola rotonda successiva, stimolata dal giornalista Marco Balestrazzi, dalla quale sono usciti gli spunti più interessanti nel rapporto tra teoria e realtà, con le esperienze pratiche di tre cooperative di punta: Proges, La Giovane e Copav.

Ma prima il quadro, fornito dal presidente Ferrari che si è soffermato con riflessioni amare ed acute sulla orribile strage di migranti ad Amendolara (Calabria), nel segno di un caporalato brutale: «In Italia c’è un pezzo di schiavitù significativa. Quasi un’azienda su tre dell’agroalimentare ha una dimensione opaca sui rapporti di lavoro. C’è un dumping di prezzo molto forte, nella produzione e nella distribuzione» che comporta «margini limitatissimi» a chi opera lecitamente «ed è evidente che chiedere solamente ai consumatori di essere etici nelle proprie scelte ha dei limiti». «C’è da proporre un nuovo patto tra Stato, forze dell’ordine e filiere produttive affinché ci sia una condizione che renda inequivocabili alcuni diritti». E Ferrari auto-invita il movimento cooperativo ad «avviare una riflessione pragmatica su questo tema, dato che difficilmente lo farà un mercato che sulla speculazione di quei margini ci vive e convive da troppi anni».

Il quadro è questo: le cooperative associate a Legacoop Emilia Ovest (Reggio, Parma e Piacenza) sono 279. Erano 300 quando Ferrari ha cominciato il secondo mandato, nel 2023. Dunque se ne perdono quattro, cinque all’anno. Le cause? Ferrari le spiega così: «C’è un elemento di calo demografico che significa meno imprese; c’è il fenomeno di aggregazioni societarie» ma il tema vero è che «facciamo fatica a fare nuove cooperative. È un tema che tratteremo di nuovo al congresso del prossimo anno». Il dato positivo è un altro: «Abbiamo 410.000 soci, mentre gli occupati sono 60mila (nei tre territori provinciali sono 17mila), più di quelli che erano i numeri prima della crisi della “produzione e lavoro” del 2010» sostituite dalle cooperative di servizi e sociali «che stanno resistendo meglio a una stagnazione». «Non stiamo registrando rischi di recessione del nostro sistema, ma però un 2026 molto fermo, con settori che hanno più tenuta ed altri in difficoltà, che sono quelli più sofferenti dal punto di vista energetico. Abbiamo delle grandi difficoltà nel recruiting di figure in tutti i settori. Questo ci mette pari anche all’impresa privata, parliamo di un tema economico fondamentale».

E alla fin fine è questo il cruccio che emerge dall’intervento di Nicola Illica Magnani di COPAV azienda di autotrasporti con sede a Fiorenzuola d’Arda. Dopo aver illustrato per sommi capi la creazione di una App basata su AI per ottimizzare i processi interni di trasporto e logistica, e aver spiegato che il caro-carburanti non incide, poiché tutti i contratti sono con la clausola di aumento al crescere dei prezzi (e, con onestà intellettuale ammette che è il consumatore finale a sostenere il costo), Illica Magnani ha evidenziato che la vera difficoltà è che la maggior parte degli autisti di camion ha «55 anni e tra una decina d’anni sarà un problema» poiché non si trova più nessuno disposto a fare questo lavoro.

Il concetto è stato ribadito anche da Ginetto Donati, presidente de La Giovane, cooperativa specializzata in logistica, con 105 mila metri quadri (lineari) di magazzino, in continua crescita di spazi, seppure da sette anni con gli stessi clienti che, peraltro aumentano le commesse. «Nei colloqui di lavoro – ha detto Donati – se dieci anni fa i giovani chiedevano quanto è la paga, oggi ci chiedono “quanto tempo libero ho?” . Ma noi come facciamo a rispondere, quando il problema sono proprio i tempi, oggi peggiorati dopo la chiusura di Hormuz». In pratica, a causa delle crisi belliche, la merce arriva con tempistiche non controllabili e i clienti chiedono che sia rapidamente smistata in uscita. Questo comporta una lavorazione con ore straordinarie anche nei week-end. Risultato: nessun italiano si presenta più ai colloqui di lavoro e, per gli standard de La Giovane, molti stranieri non sono adatti, spesso per la scarsa conoscenza linguistica italiana. Una novità c’è, però: la recente assunzione di un giovane programmatore informatico per gestire la parte a forte automatizzazione dei nuovi magazzini.

Demografia e coesione sociale, due concetti evidenziati in apertura da Caracciolo, sono stati rilanciati da Annalisa Pelacci, presidente Proges da cinque mesi. «Siamo una realtà “human intensity”, prendendoci cura delle persone. La crisi di manodopera la sentiamo in maniera molto forte, è una crisi che necessiterebbe a livello italiano di scelte strutturali, di indirizzi politici di gestione dei flussi migratori con un chiaro intento rispetto all’impiegabilità in base alle necessità delle varie categorie». Dopo essersi soffermata sulle possibili innovazioni di processo dell’AI , Pelacci ha concluso con una battuta, riprendendo i timori dell’affossamento di occupazione che potrebbe provocare l’AI: «Speriamo ci sia una stagione di vocazione per il lavoro di cura. Noi siamo quelli che prendiamo quello che voi scartate (riferendosi ai settori amministrativi, ndr)».

Alla tavola rotonda sono intervenuti anche Barbara Piccirilli (Consorzio Nazionale Servizi) e Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna, in dialogo con Rita Cucchiara e Giuseppe De Ruvo (Limes).

I saluti istituzionali sono stati portati da Francesco De Vanna per il Comune di Parma e Franco Torreggiani per la Provincia di Parma.

(dra.fra)

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9669.jpeg 480 640 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-06-12 11:59:592026-06-12 12:03:02La Cooperazione regge. Il problema non è l’AI ma la mancanza di manodopera

Si va verso la cassa integrazione per i 90 lavoratori MD-Kamila

10 Giugno 2026/0 Commenti/in News/da redazione


In Regione aperta la trattativa per la ricollocazione del personale, spuntano 35 posti

Prima la buona notizia. Si va verso la cassa integrazione per tutti gli 87 lavoratori di MD Service impiegati nello stabilimento Kamila allo Spip. Non è ancora una certezza ma dal tavolo di crisi in Regione si è usciti con la concreta possibilità di attivare la Cig per cessata attività. Si ipotizza la durata di un anno, tenendo presente che la cassa integrazione viene concessa dall’Inps nell’anno solare, quindi fino a dicembre. Ma se le condizioni non mutano, può essere rinnovata appunto fino a dodici mesi complessivi.

La cassa integrazione è già un primo passo, rispetto al licenziamento in tronco con accesso diretto alla Naspi, come fu comunicato via Pec ai lavoratori lo scorso 20 maggio.

Il valore della cig va oltre l’aspetto monetario, perché permette di mantenere una continuità di lavoro, almeno formale, che è dirimente per chi deve ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, ossia una buona parte degli 87 lavoratori alla Kamila che, ricordiamo, sono tutti stranieri extracomunitari.

L’altra notizia, mezza buona, mezza da interpretare, è che da qualche giorno in una parte del magazzino di via dell’Industria si è insediata la Catone e, secondo le indiscrezioni raccolte, sembra esserci una trattativa per l’acquisizione da parte di Catone di tutto lo stabilimento Kamila entro l’anno.

E qui andiamo sulle notizie meno buone. I sindacati speravano di ottenere più impegno e indicazioni per soluzioni occupazionali che riguardassero tutti i 90 facchini e carrellisti.

Invece sono uscite disponibilità per 35 posti, poco più di un terzo dei licenziandi, peraltro con proposte su tre siti di logistica di cui uno sarebbe proprio Catone, per una dozzina di posti, mentre gli altri sarebbero fuori provincia: in provincia di Pavia, nel Consorzio Cisa (di cui fa parte MD) e una dozzina, forse, ad Anzola nel rinnovato centro di smistamento Coop, gestito da Kamila.

Al tavolo di crisi nel palazzo della Regione Emilia-Romagna, coordinato dall’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, erano presenti dirigenti di Md Service, dei tre sindacati Adl Cobas, Cgil e Cisl (entrambi collegati da remoto) e gli assessori comunali Brianti e De Vanna (anche loro online). Negli spazi esterni di viale Aldo Moro a Bologna era presente un drappello di lavoratori, per un presidio colorato e rumoroso che, al termine ha inscenato una protesta di fronte alla sede di Legacoop.

Non era presente Kamila, che però avrebbe manifestato una disponibilità ad interloquire nel prossimo incontro che si terrà tra le parti, probabilmente la prossima settimana.

Non era presente Coop Alleanza 3.0 che nega recisamente di avere un ruolo e una responsabilità nella vicenda, a dispetto di quanto sostiene invece Adl Cobas.

Coop ritiene di essere solo un committente e comunque che fossero ben chiare le condizioni di apertura nel 2020 del magazzino Kamila a Parma, dovuto alla chiusura per ristrutturazione dell’hub della centrale cooperativa ad Anzola (Bologna). Una riqualificazione con spiccata automazione, su cui Coop ha investito decine di milioni di euro, che doveva concludersi in due anni e invece si è protratta fino all’inizio di quest’anno.

Proprio per queste ragioni Coop Alleanza non intende farsi parte di questa crisi.

Potrebbe tuttavia esserci un impegno del movimento cooperativo, che ha importanti aziende nella logistica, nel concorrere all’offerta di nuove posizioni lavorative in un momento in cui vi è comunque una difficoltà nel reperire personale, per lavori che gli italiani non sono disponibili a svolgere. (dra.fra)

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/06/Regione_presidioAdl-Cobas.jpeg 899 1599 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-06-10 23:51:192026-06-10 23:51:20Si va verso la cassa integrazione per i 90 lavoratori MD-Kamila

Nuovo parco giochi inclusivo a San Ruffino

10 Giugno 2026/0 Commenti/in News/da redazione

L’associazione “Gli Amici di Davide” ha celebrato un nuovo importante traguardo: la realizzazione del “Parco giochi inclusivo San Ruffino” (vedi mappa).

Sono passati circa due anni, era il 6 aprile 2024, quando veniva inaugurata la Casa “Gli amici di Davide”: appartamenti ricavati attraverso la ristrutturazione degli spazi della comunità parrocchiale di San Ruffino e destinati a famiglie con persone disabili.

Ora il nuovo parco, adiacente all’edificio e gestito dall’associazione, completa il progetto di un luogo senza barriere, coerente con la visione dell’associazione, orientata a promuovere l’integrazione e la partecipazione attiva delle persone con disabilità alla vita del territorio, guardando al “Dopo di noi”.

Il giardino si estende su 5.000 mq di area verde ed è stato progettato per garantire la massima accessibilità: giochi inclusivi, pavimentazione antitrauma e percorsi dedicati che collegano le diverse aree, consentendo anche alle persone con gravi disabilità di vivere pienamente lo spazio.

Oltre a rappresentare un luogo di gioco e socialità per i ragazzi della Casa, il parco è stato concepito come spazio aperto alla cittadinanza e destinato anche ad accogliere eventi culturali e momenti di comunità, dalle cene ai concerti.

“Il parco è un ulteriore tassello nel nostro percorso: uno spazio accessibile ed inclusivo dove tutti, famiglie, bambini, giovani, anziani, persone con e senza disabilità si possono incontrare, svolgere attività ludiche, culturali e creative – ha sottolineato Annamaria Schenardi presidente dell’associazione e mamma di Davide -. L’obiettivo è favorire l’autonomia e la socializzazione, in un luogo dove anche le persone con disabilità possano sentirsi protagoniste ed esprimere le proprie abilità e competenze attraverso laboratori, eventi, incontri di gruppi di giovani e famiglie, in collaborazione con le persone e le associazioni del territorio. È uno spazio aperto, ma lontano dalla strada e recintato così da permettere ai bambini/ragazzi con e senza disabilità di giocare in sicurezza. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nell’idea, enti e aziende che hanno reso possibile questo secondo importante traguardo”.

Un sogno che si realizza per Davide Schenardi che scrive: “Solo se sogni hai parte alla vita…solo se desideri terrai vivo il sogno”.


Le attività della casa de “Gli amici di Davide”

Un progetto che ha alle spalle tanta determinazione e voglia di fare. In questi due anni la Casa de “Gli Amici di Davide” si è confermata un luogo di incontri e relazioni ricco di attività.

Tante le idee già messe in campo. Tra queste: il Gruppo Giovani; il laboratorio di scrittura attraverso la tecnica della Comunicazione Facilitata Alfabetica con Brunetta Zinelli, che ha permesso ai partecipanti di esprimere i propri vissuti e i propri desideri; il percorso di ArteTerapia “Colori per tutti”, che ha portato alla realizzazione di una mostra di acquerelli corredata dai testi degli autori esposta proprio in occasione dell’inaugurazione.

Accanto a queste iniziative hanno trovato spazio anche: i trattamenti Shiatzu; il laboratorio “Un tempo per noi”, realizzato in collaborazione con la cooperativa Eidè, dedicato a momenti di ascolto e condivisione; la Musicoterapia; una piccola bibliotecaad ingresso libero per chi frequenterà il parco.

Grande attenzione è stata riservata anche al rapporto con la natura, attraverso attività nel giardino della Casa e un nuovo laboratorio dedicato alle erbe aromatiche ed officinalicoltivate negli spazi verdi, arricchiti anche dalla piantumazione di un centinaio di alberi a cura di Kilometro Verde Parma,tra questi anche alcuni alberi da frutto.

Una grande festa

L’inaugurazione in Strada Montanara 357 a San Ruffino, è stata una grande festa che ha visto la partecipazione di istituzioni, imprese, famiglie e cittadini, intervenuti numerosi per condividere questo nuovo momento significativo del progetto.

Sono intervenuti: per il Comune di Parma, l’assessore alle Politiche Sociali Ettore Brianti e l’assessora all’Associazionismo Daria Jacopozzi; il presidente di Fondazione Munus Paolo Andrei; il Vice Presidente del Consiglio Generale di Fondazione Monteparma Luca Trentadue; Fondazione Cariparma ha partecipato con un messaggio rivolto a tutta l’associazione inviato dal presidente Avv. Franco Magnani.

A chiudere gli interventi con la presidente Schenardi: il rappresentante di San Ruffino all’interno della Fondazione Futuramente Mauro Bocciarelli; la vicepresidente della Fondazione Futuramente Stefania Losi; Padre Pietro Rossini missionario saveriano molto vicino all’associazione; Brunetta Zinelli, esperta di comunicazione facilitata, figura sempre al fianco di Davide per aiutarlo ad esprimersi tramite la scrittura, permettendogli anche la pubblicazione di un libro di poesie “La mia vita è un dono”; Davide Diemmi, volontario dell’associazione che ha moderato l’inaugurazione e illustrato i vari interventi realizzati nel parco, ricordando il grande entusiasmo percepito durante i lavori da parte di tutta la comunità di San Ruffino.

A benedire il giardino come delegato del Vescovo è stato Don Crispino Ngala della parrocchia di San Ruffino.

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/06/interventiassociazione.jpg 1500 2000 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-06-10 10:14:282026-06-10 10:14:30Nuovo parco giochi inclusivo a San Ruffino

Dall’Olio (Verdi – AVS): “Sui temi ambientali serve una svolta radicale con azioni visibili e concrete in ogni quartiere. E occorre tornare alla gestione pubblica dell’acqua”

5 Giugno 2026/0 Commenti/in News, Interviste/da redazione

Nicola Dall’Olio, co-portavoce di Europa Verde, avete avviato con gli iscritti il percorso per redigere il programma di Alleanza Verdi Sinistra (AVS) per le elezioni del prossimo anno. Ci sono già dei punti fermi?

Il punto fermo è proprio quello di mettere il programma al centro delle priorità per confrontarsi con le altre forze politiche del centrosinistra e capire se è possibile costruire insieme un programma di governo della città che faccia fare uno scatto in avanti a Parma.

L’impressione è che abbiate un giudizio ambivalente sull’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Guerra.

Rispetto a quello che abbiamo vissuto fino adesso, noi crediamo che servano delle scelte più radicali e concrete, capaci di rendere più bella e vivibile la città, in tempi di crisi climatica ed energetica, migliorando la qualità della vita dei cittadini.

Rispetto agli impegni che sono stati assunti dall’Amministrazione, che sono condivisibili, devono poi seguire delle azioni concrete, degli investimenti, degli interventi diffusi che diano il senso di una rigenerazione in chiave di sostenibilità come stanno vivendo tante città in Europa. Sull’obiettivo della neutralità carbonica, che noi sosteniamo, è stato detto molto ma fatto poco per il momento. Per questo costruiremo un programma partecipato, che coinvolga quante più persone possibili per raccogliere fabbisogni ed esigenze sulla città per i prossimi cinque anni, ovviamente dal punto di vista dei Verdi, nel contesto di Alleanza Verdi Sinistra.

Nicola Dall’Olio

Quindi l’ingresso nella coalizione del sindaco Guerra, non è scontato?

Non è scontato, nel senso che dipende dal programma e da quanto ci si impegna a fare nei prossimi anni. Nel recente congresso provinciale di Europa Verde il titolo della mozione che ha portato al rinnovo delle cariche era “Crescere insieme per la responsabilità di governare”, quindi noi ci poniamo il tema di governare, non vogliamo essere semplicemente una forza di minoranza o di opposizione. A livello nazionale stiamo lavorando ad una coalizione con le altre forze del campo di centrosinistra e in questa prospettiva AVS ha avviato un percorso programmatico partecipato sulla piattaforma “Decidiamo” perché, prima dei nomi, vengono i programmi e le azioni per dare risposte ai bisogni dei cittadini dopo 5 anni di un governo immobile che non ha nemmeno saputo sfruttare i 200 miliardi di euro messi a disposizione dalla UE.

Dall’altra parte a livello comunale una possibile coalizione si può fare se c’è una convergenza sulle priorità condivise, sapendo che ci sono alcune tematiche che per noi non sono negoziabili.

Questo percorso locale lo facciamo in contemporanea con il percorso nazionale e vogliamo arrivare a novembre con una nostra proposta. Su quella base ci confronteremo e vedremo se ci sono gli elementi per iniziare a costruire qualcosa insieme. Lo vedremo anche negli ultimi atti di questa Amministrazione Comunale, perché ricordiamoci che adesso siamo all’opposizione

Gli ultimi atti riguardano l’approvazione finale del Pug e cos’altro?

Parliamo del Piano urbanistico generale che è già in buona parte definito e sicuramente ha anche già recepito alcune nostre proposte; c’è stata l’approvazione del regolamento del verde; è passato il piano per la mobilità sostenibile e diverse cose che abbiamo chiesto sono state recepite, non tutte purtroppo, tra cui lo stralcio della via Emilia bis e su questo rimane una distanza.

In prospettiva il punto nodale sarà il bilancio preventivo per l’anno prossimo, lì vedremo dove saranno messe le risorse perché quello cambierà molto.

Faccia un esempio.

Vedremo se vengono portate avanti azioni e attività su cui noi crediamo come la rigenerazione urbana per adattare la città alla crisi climatica che stiamo vivendo, ad esempio aumentando le aree verdi attraverso la depavimentazione (il cosiddetto de-sealing) per rendere la città più permeabile, aumentare l’ombreggiatura, ridurre l’isola di calore e renderla alla fine anche più vivibile e bella.

Sono stati avviati alcuni interventi, come per piazza Matteotti, anche in forza di una mozione presentata dal nostro capogruppo in Consiglio comunale Enrico Ottolini, ma si procede ancora in modo troppo timido e forse con una comunicazione non adeguata ai cittadini, come avvenuto per la gestione del verde. Servono azioni faro, che diano il senso del cambiamento, ad esempio abbattendo l’ecomostro che da ormai vent’anni fa brutta mostra di sé in Via Colorno, una delle principali porte della città. Pensate se al posto di quel parcheggio multipiano abbandonato ci fosse un bosco. Ci guadagnerebbe l’ambiente e l’immagine della città.

Un altro tema a noi molto caro, oggetto di un’altra nostra mozione approvata dal Consiglio comunale, è quello dei parcheggi. Adesso, nel periodo estivo, se uno lascia la macchina in un’area parcheggio, che sia uno scambiatore, un centro commerciale o la piazzola di quartiere, se la ritrova rovente, quasi inaccessibile. In un momento di crisi climatica con il gran caldo che già a maggio ha raggiunto i 36 gradi, alla faccia di chi nega il riscaldamento climatico, bisogna fare in modo che questi parcheggi diventino dei luoghi più permeabili, con verde e pensiline fotovoltaiche che, oltre ad ombreggiare, producono energia pulita e possono essere collegate a colonnine di ricarica per i veicoli. Nella teoria siamo tutti d’accordo, nella pratica il Comune è rimasto fermo al palo.

Eppure l’assessore alla mobilità e transizione ecologica, Borghi, ha elaborato un piano di pensiline fotovoltaiche ma Parma Infrastrutture sembra lo abbia stoppato. Come bisogna affrontare la questione?

Intanto partiamo col ricordare che grazie ad emendamenti e mozioni presentati dal consigliere Ottolini, che per inciso ha fatto un lavoro enorme in questi anni, questi emendamenti sono stati recepiti dalla maggioranza e si è proceduto alla mappatura di queste aree, da coprire col fotovoltaico. Prendiamo atto con favore che l’Amministrazione abbia voluto portarla avanti, ma crediamo che qualcosa bisognasse già farlo in questo mandato, con piccoli interventi esemplari. Invece si è puntato su un progetto di partenariato pubblico-privato molto grande, con un appalto di oltre 100 milioni di euro che espone molto Parma Infrastrutture.

Credo si potesse partire con dei progetti pilota più semplici da gestire, uno in ogni quartiere, che però avrebbero dato già un’idea di quella che per noi sarà la visione trasformativa della città per il futuro, come stanno facendo tutte le grandi città: a Parigi sembrava impossibile che si potesse andare lungo la Senna a passeggiare in bicicletta in mezzo agli alberi e fare il bagno e invece l’hanno fatto, e a Parma bisogna iniziare a immaginare che si possa tornare a fare il bagno nel maretto.

Per andare nel concreto. Da dove inizierebbe?

Con una ricognizione nei quartieri. E faccio un esempio per il mio. Piazzale Parri a San Lazzaro, è un piazzale totalmente impermeabilizzato, con quattro piante striminzite e rinsecchite, le macchine al sole e l’asfalto che cola dal caldo tra maggio e settembre; di questi slarghi ce ne sono tanti in cui intervenire per dare anche bellezza ai luoghi del vivere quotidiano che è un ottimo antidoto al degrado.

Un tema forte su cui fate subito un’iniziativa, è sull’acqua pubblica. Che posizione avete?

Come AVS faremo l’incontro “Acqua e servizi locali: la sfida della gestione pubblica” sabato prossimo, 13 giugno, alle ore 10 alla sala civica Bizzozero, con interventi di associazioni, sindacati e rappresentanti di altri partiti e forze politiche dell’area del centro sinistra.

Il tema dei servizi pubblici locali per noi è centrale soprattutto nell’ottica della gestione pubblica. Abbiamo visto cosa è successo con il teleriscaldamento: quando c’è stato l’aumento del prezzo del gas i cittadini che erano collegati alla rete si sono trovati a pagare delle bollette altissime, nonostante il calore sia prodotto per il 70% dai rifiuti del termovalorizzatore, non certo dal gas. E poi vediamo quanto il fatto di avere i servizi nelle mani di una multiutility quotata in borsa, quale è Iren, sia un conflitto di interessi perché una multiutility per forza di cose deve massimizzare il profitto e i dividendi per gli azionisti, soprattutto quelli privati, ma anche quelli pubblici. Noi pensiamo che i servizi pubblici locali invece devono essere gestiti direttamente dal pubblico e per l’acqua c’è stato un referendum nel 2011 in cui il popolo italiano si è espresso e non viene ancora applicato. Abbiamo una grande occasione ossia la scadenza del contratto nel 2027 che comporta la scelta di arrivare ad un unico gestore a livello provinciale e c’è la possibilità davvero di tornare a una gestione pubblica diretta. In provincia di Parma ci sono attualmente tre gestori, due totalmente pubblici che sono Emiliambiente e Montagna 2000, l’altro è Iren.

Di Emiliambiente è socio anche il Comune di Parma: è una realtà totalmente pubblica che gestisce in maniera eccellente i propri servizi. Crediamo che ci siano opportunità reali per questa soluzione, che permetterebbe di mantenere i ricavi del servizio sul territorio e recuperare la prossimità, con un ente che è vicino e che ha dei propri centri decisionali qua non a Genova o Torino.

Francesco Dradi

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/01/ev_coportavoce.jpg 1200 1600 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-06-05 12:59:572026-06-06 14:44:54Dall’Olio (Verdi – AVS): “Sui temi ambientali serve una svolta radicale con azioni visibili e concrete in ogni quartiere. E occorre tornare alla gestione pubblica dell’acqua”

New look per piazza Matteotti

4 Giugno 2026/0 Commenti/in News/da redazione

C’è qualcosa di nuovo nella riqualificazione di piazza Matteotti, che prenderà il via in autunno per essere pronta al taglio del nastro nella primavera 2027.

Non è proprio un inedito poiché segue l’esempio del parco Vilma Preti (San Leonardo) rivisitato partendo dal basso, ossia dall’ascolto degli abitanti tra desideri ed esigenze pratiche. E che, così riqualificato, con panchine, giochi bimbi e attrezzature per lo sport libero, vede una frequentazione positiva di famiglie e ragazzi.

Piazzale Matteotti è la prima piazza a venir ripensata in questo modo, “partecipato” come si dice, e alla fine della presentazione, in un affollato incontro all’Oltrelab, sono solo applausi per l’assessore ai lavori pubblici, Francesco De Vanna e l’architetto Alessandro Iannello di Bios Atelier.

Il ridisegno di piazza Matteotti (e non rifacimento, tiene a specificare Iannello) è riassumibile in tre aspetti evidenziati da Iannello: ampliamento del verde disponibile; realizzazione di quattro piazzette interne; arredi con sedute, tavoli e giochi bimbi inclusivi.

Il ridisegno prevede la desigillazione di 490 mq di area attualmente pavimentata e la piantumazione di 30 alberi, 72 arbusti e oltre 500 mq di erbacee.

Il Comune stanzia 600mila euro per la riqualificazione, affidata a Parma Infrastrutture per i lavori.

Partendo dal lato est: l’obelisco che ricorda le vittime del lavoro viene valorizzato in due modi: attorno l’area viene pavimentata e sulla prospettiva verso via Don Bosco vengono tolti gli stalli di sosta per dare respiro e visibilità. Per lo stesso motivo, di respiro visivo, gli stalli verranno tolti anche nei due lati di “taglio” di via Don Minzoni. Nel ridisegno complessivo però di stalli ne vengono ricavati altri e alla fine il saldo è negativo solo per due unità.

La prima piazzetta è dunque attorno all’obelisco. Poco oltre ne viene disegnata un’altra, quadrata, con la possibilità di un palco e diverse panchine. Quindi, con vialetto ridotto di dimensioni, e con l’eliminazione del rialzo dei cordoli delle aiuole, si arriva all’attuale rettangolo che si interpone tra i due tratti di via Don Minzoni. Qui la novità è una serie di tavoli, fissi, che nelle intenzioni possano servire come luogo di ritrovo e anche studio nei periodi a temperatura mite. Nei pressi sarà spostata la fontanella. Infine l’attuale area dei tigli viene ridisegnata a cerchio interno, con sedute, e vedrà la posa di nuovi giochi per bambini.

Il mercato domenicale rimarrà ma con un riposizionamento dei banchi.

«Ridisegniamo lo spazio pubblico – ha introdotto De Vanna – per renderlo più fruibile e così rafforzare la comunità e i legami di prossimità. È un approccio che finora ha funzionato, specialmente se c’è l’elemento del gioco poiché la funzione ludica aggrega. Le sedute sono per ribadire che ci si può ritrovare senza necessariamente consumare e spendere. L’intenzione è restituire un luogo importante per la vivibilità futura. I tre concetti guida sono stati “desigillazione” dal cemento, anche per contrastare le isole di calore, “animazione” con spazi e giochi per tutti, “condivisione” per favorire l’incontro intergenerazionale che è il valore aggiunto degli spazi pubblici».

Qualcuno subito ha storto il naso all’idea di tante panchine e, soprattutto, dei tavoli. Elio Castrucci (laboratorio di quartiere) richiama: «I tavoli furono messi vent’anni fa in piazzale Inzani, una scelta sciagurata. L’idea del presidio ci sta, ma c’è il rischio che le frequentazioni non siano delle migliori».

De Vanna allarga le braccia e ribadisce che da altri parti questo tipo di riqualificazione ha funzionato e che, comunque, «serve l’impegno di tutti, a partire da noi».

Intervengono Massimo Pinardi (circolo Matteotti) e Annarita Maurizio (già consigliera comunale) per richiedere la posa di “un elemento” che ricordi Giacomo Matteotti e infine Barbara Rotelli (Ester aps) fa un ultimo tentativo per chiedere la realizzazione di uncampo da basket e un tavolo da ping pong, “per tenere i ragazzi in quartiere”. Il progettista scuote la testa, lo spazio non c’è.

(dra.fra)

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9532.jpeg 309 637 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-06-04 10:23:522026-06-04 10:23:54New look per piazza Matteotti

La vertenza Md-Kamila-Coop si sposta in Regione

4 Giugno 2026/0 Commenti/in News/da redazione

Nulla di fatto, ieri, all’incontro tra proprietà di MD Service e sindacati. Gli 87 licenziamenti rimangono confermati, per la chiusura e dismissione del magazzino Kamila allo Spip.

Tuttavia c’è un passo avanti. La richiesta di un “tavolo di crisi” è stata avanzata formalmente dai tre sindacati Adl Cobas, Cgil e Cisl all’assessore regionale al lavoro, Giovanni Paglia. L’incontro in Regione Emilia-Romagna dovrebbe tenersi mercoledì prossimo, 10 giugno.

La richiesta da parte sindacale è che al tavolo istituzionale sia convocata oltre a MD Service, il datore di lavoro degli 87 facchini, anche Kamila (la società che gestisce i magazzini) e Coop Alleanza 3.0 , unico committente dei magazzini Kamila.

Questo meccanismo a scatole cinesi è considerato un’aberrazione da Stefano Re, il sindacalista ADL Cobas che ha condotto la trattativa e che fa il punto con i lavoratori, una volta terminato l’incontro con MD Service. “Purtroppo è tutto legale e consentito – ha detto Re, con amarezza – ma sappiamo che la merce che arriva e che esce dal magazzino Kamila è solo e tutta di Coop che di fatto controlla il processo ma, appaltando all’esterno, non risulta responsabile. Insisteremo affinché siano presenti al tavolo in Regione”.

Così come i sindacalisti sperano sia presente anche l’Amministrazione Comunale di Parma. “I licenziamenti riguardano 90 persone che vivono qui, se rimangono in strada è un problema che si farà sentire”.

Ieri i facchini – che ricordiamo sono tutti immigrati africani e asiatici – hanno scioperato (con adesione quasi al 100%) per mostrarsi compatti alla trattativa con MD Service. L’incontro era convocato all’hotel Link, in via San Leonardo. Un modo per smorzare la visibilità della protesta. Il presidio dei lavoratori era di fatto nel parcheggio interno dell’hotel.

“Abbiamo chiesto che, in subordine al ritiro dei licenziamenti, l’azienda apra la procedura per la cassa integrazione – ha aggiunto Re – sono stati invitati a farlo anche dal prefetto. Hanno detto che verificheranno questa strada; essendoci la chiusura dello stabilimento non è detto che sia praticabile. La cassa integrazione, a parte essere più consistente economicamente della Naspi, è molto importante perché mantiene in essere il rapporto lavorativo cosa che è fondamentale per la continuità del permesso di soggiorno” (come ha spiegato il delegato Sekou Coulibaly nella nostra intervista).

“Non si è parlato di buonuscita – ha detto ancora il sindacalista Cobas, ai lavoratori – perché come emerso nell’assemblea dell’altro giorno la grande maggioranza di voi ha detto chiaramente che è innanzitutto interessata a proseguire il lavoro, non saremo di certo noi in questo momento a chiedere la buonuscita”.

Nella trattativa ADL Cobas perseguirà tutte le strade per far sì che il magazzino di via dell’Industria, se non può continuare con Coop, possa essere riconvertito su altri clienti; sarà avanzata anche la richiesta che gli altri centri di smistamento merci di Coop Alleanza possano assumere in via preferenziale i lavoratori licenziati, esplorando la possibilità di altre posizioni, anche nei supermercati. “Insomma – ha concluso Re – bisogna provarle tutte perché dobbiamo difendere i posti di lavoro fino alla fine”

(dra.fra)

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_9525.jpeg 274 637 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-06-04 08:24:102026-06-04 14:56:50La vertenza Md-Kamila-Coop si sposta in Regione

La vertenza Kamila si inasprisce. Sciopero e presidio in centro. Incontri con le istituzioni

28 Maggio 2026/0 Commenti/in News/da redazione

Dopo l’annuncio di 90 licenziamenti e la chiusura del magazzino Kamila di Parma entro inizio agosto, la protesta dei lavoratori in sciopero (adesione quasi alla totalità) supportata dal sindacato Adl Cobas è arrivata oggi nel centro della città emiliana con un doppio presidio: sotto la prefettura e in municipio.

Il sindacato ha chiesto in entrambe le sedi l’apertura di un tavolo di crisi con la cooperativa Md Service, che si occupa di logistica per la grande distribuzione. I lavoratori sono stati ricevuti dal prefetto Antonio Lucio Garufi, in seguito hanno avuto un colloquio gli assessori al welfare Ettore Brianti e alle politiche del lavoro Francesco De Vanna.

Le richieste sono il ritiro immediato dei licenziamenti, l’immediata apertura delle procedure per la richiesta di cassa integrazione e in subordine la ricerca di ricollocamento presso i cantieri di Kamila e Coop Alleanza 3.0.

I due rappresentanti della giunta Guerra hanno preso l’impegno di sondare altre aziende dell’area Spip che potrebbero eventualmente afferire nel magazzino Kamila una volta chiusa l’attuale gestione. Il sindacato ha sollecitato la parte politica a chiedere l’apertura di un tavolo di salvaguardia occupazionale a livello regionale. Agli incontri non hanno partecipato rappresentanti della cooperativa che, secondo Adl Cobas è soltanto l’ultimo anello della catena d’appalto e fino ad oggi “ha soltanto comunicato i licenziamenti dichiarando di non essere in grado di mettere in campo soluzioni alternative: licenziamenti e Naspi per tutti”.

Per Adl Cobas “questa situazione è il risultato delle scelte industriali di Coop Alleanza 3.0, che ha deciso di spostare le attività con la riapertura del centro di distribuzione di Anzola dell’Emilia, luogo che già sei anni fa era stato teatro di un pesantissimo conflitto sociale che aveva lasciato per strada oltre 200 lavoratori. Ora quel sito è stato riaperto proprio con la gestione in appalto della stessa Kamila, assorbendo il lavoro di Parma ma non i lavoratori“.

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_9483-1.jpeg 317 616 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-05-28 20:38:422026-05-28 20:46:22La vertenza Kamila si inasprisce. Sciopero e presidio in centro. Incontri con le istituzioni

Alberi al parco Ducale, la proposta di Alinovi per preservarli

28 Maggio 2026/2 Commenti/in News/da redazione

«Gli alberi del Parco Ducale si potrebbero preservare valutando la tecnica dell’espianto. La abbiamo già utilizzata con successo». Michele Alinovi, presidente del consiglio comunale, già assessore ai lavori pubblici dal 2012 al 2022, interviene sul dibattito innescato dal progetto di abbattimento dei 18 alberi adiacenti alle mura farnesiane, nel lato nord del parco.
Al momento solo un tiglio è stato tagliato, per errore della ditta secondo quando dichiarato dall’assessore De Vanna. Il cantiere è fermo e se ne riparlerà a settembre e non è detto che si proceda con l’eliminazione del filare di alberi.

«Il progetto di risistemazione del lato nord del parco Ducale risale ad alcuni anni fa – spiega Alinovi – e si è proceduto per stralci, a partire dalla demolizione del muro di cinta su viale Piacenza, retrostante al palazzo ducale. Questo è l’ultimo atto e riguarda la preservazione delle mura farnesiane che sono l’ultimo tratto rimasto fuori terra in tutta la città e credo siano un patrimonio da salvaguardare. La realizzazione di un rilevato può al tempo stesso valorizzare e conservare le mura».

«C’è il tema delle piante cresciute a fianco delle mura – specifica il presidente del consiglio comunale – ma il modo di preservarle c’è, lo abbiamo sperimentato con successo qualche anno fa nel giardino della scuola Anna Frank. Un macchinario speciale ingloba tronco, rami e radici ed espianta l’albero che poi si può riposizionare altrove. All’Anna Frank li abbiamo ripiantumati a poca distanza, nello stesso giardino e ora sono rigogliosi, l’operazione ha avuto successo al 100%. È chiaro che ha un costo. All’epoca, il 2021, il nolo delle macchine era sui 30.000 euro, se non ricordo male».

«Sarebbero soldi ben spesi ma si tratta di valutare nel dettaglio la fattibilità tecnica – conclude Alinovi – e se fattibile credo sia un’opzione da considerare, tanto più che è prevista la posa di un nuovo filare a poca distanza, e dunque potrebbero essere gli stessi alberi trapiantati. O comunque si potrebbero riposizionare in altre aree del Parco Ducale, dove ve ne sia necessità. Chiaramente non è detto che vada sempre tutto bene con questo tipo di operazioni e, in secondo luogo, occorre fare un sopralluogo puntuale perché potrebbero esserci alcuni alberi sorti troppo a ridosso delle mura e con le radici che si sono innestate tra i laterizi. In questo caso l’unica via dolorosa temo sia l’abbattimento della pianta che sta arrecando un danno strutturale al muro farnesiano recentemente restaurato, unica porzione fuori terra rimasta in città che, anche per questo, credo sia corretto preservare».

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/05/espianto_alberi.jpeg 933 1244 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-05-28 13:09:572026-05-28 13:09:57Alberi al parco Ducale, la proposta di Alinovi per preservarli

Larini, M5S: «Considerazioni positive sulla giunta Guerra, avremo un’interlocuzione»

27 Maggio 2026/0 Commenti/in Interviste, News/da redazione

Il Movimento 5 Stelle torna alla luce del sole dopo anni travagliati, a Parma. A prendere il carico di oneri e onori è Michele Larini, nuovo coordinatore provinciale dei due gruppi M5S presenti sul territorio: “Bassa parmense” e “Parma e collina”.
Larini ha 60 anni, è funzionario dell’Eber (ente bilaterale dell’artigianato) e in passato ha ricoperto ruoli sindacali in Fillea e Filcams Cgil.

Alla sua presentazione alla stampa era presente lo stato maggiore del Movimento 5 Stelle dell’Emilia-Romagna: il senatore e coordinatore regionale Marco Croatti, il coordinatore regionale Gabriele Lanzi e il consigliere regionale Lorenzo Casadei. (In foto: da sinistra Casadei, Lanzi, Larini, Croatti)

Il “timing” è quello giusto per arrivare preparati alla prossima tornata elettorale: le politiche e le comunali che si terranno presumibilmente nel giugno 2027.
La prima chiamata al popolo “grillino” (ma questo termine non è più in voga) è avvenuta a metà maggio con Nova, una sorta di conferenza programmatica aperta a tutti, svolta in contemporanea in tutta Italia. Nel parmense l’appuntamento era a Ponte Taro ed hanno partecipato un centinaio di persone che hanno focalizzato le proposte su sanità, scuola, giovani, immigrazione e ambiente.

Per quanto riguarda Parma, invece qual è il giudizio sull’Amministrazione Comunale del sindaco Guerra?
«Le nostre considerazioni sulla giunta Guerra – risponde Larini – sono tutto sommato positive. Il tema principale è la sicurezza che non riguarda solo Parma e non è affrontabile solo con enunciazioni politiche generali come fa il centrodestra. Sul livello amministrativo pensiamo che siano migliorabili le azioni nel sociale e nell’ambiente. Confidiamo che dal confronto escano spunti positivi».

Avete già chiesto un incontro al sindaco o alle altre forze politiche della maggioranza?
«Le interlocuzioni ci saranno – assicura Croatti – ma verteranno sulle idee per il programma».

Ma avete intenzione di chiedere un allargamento della attuale maggioranza e di entrarvi?
«Tutti gli scenari politici sono nel merito del programma – spiega Croatti – Il Movimento 5 Stelle si aprirà al confronto sui temi e con le forze progressiste. Senza l’obbligo di allearci. Nelle recenti tornate elettorali in Emilia-Romagna in 50 casi eravamo nelle liste in campo progressista e in altri 9 abbiamo corso da soli. Intendo dire che non c’è un’alleanza organica, ma si definisce su un programma condiviso».

A Parma il passato del Movimento 5 Stelle ha un peso per la figura del sindaco Pizzarotti, con tutte le conseguenze che ne sono seguite. Come pensate di rapportarvi?
«Il passato non lo disconosciamo ma siamo proiettati sul futuro – dice netto Lanzi – e lavoriamo affinché il Movimento torni stabile anche qui».

Andando nel concreto, quali argomenti o progetti sentite più rilevanti per la città?
«Un argomento caldo rimane l’aeroporto. – risponde Larini – La nostra storia è di opposizione alla trasformazione in aeroporto cargo e anche per merito dell’Amministrazione Guerra c’è stato un passo indietro rispetto a questa ipotesi. Ora si tratta di capire come evolverà il piano aeroporti regionale per evitare che si riversi su Parma un traffico eccessivo».
«Un altro tema a noi caro – prosegue Larini – è lo stadio. Abbiamo espresso contrarietà ad un progetto che stravolgesse il luogo. La proprietà americana può legittimamente avanzare i suoi progetti ma crediamo vadano discussi e contemperati nel rispetto di quello che è il Tardini oggi».

«Terza priorità – aggiunge Larini – è l’agrivoltaico: siamo circondati da richieste non tutte accettabili; vi sono società che mirano a un forte business e occorre uno sguardo attento alle pratiche di questi impianti. Sapendo che il governo italiano vuole sfruttare queste problematiche per riproporre il nucleare, su cui siamo nettamente contrari».
«La legge nazionale sulle aree idonee – interviene Casadei – è rigida e a livello regionale possiamo intervenire limitamente con una legge regionale che andrà presto in aula per definire meglio alcuni parametri territoriali. Tuttavia l’errore sta a monte, perché tutta l’impostazione è per la produzione di energia per il mercato libero, con nessun beneficio per i cittadini che si trovano nelle vicinanze di questi impianti. Doveva svolgere questa funzione il sistema delle CER (Comunità energetiche rinnovabili) che però non sta funzionando: va rivisto, semplificato e incentivato».

(dra.fra)

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/05/Image-M5S.jpeg 1119 1600 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-05-27 14:50:562026-05-28 13:23:34Larini, M5S: «Considerazioni positive sulla giunta Guerra, avremo un’interlocuzione»

Licenziamento per 87 facchini alla Kamila. Sono tutti immigrati, non fa notizia

26 Maggio 2026/0 Commenti/in News/da redazione

Alle due del pomeriggio, il sole è cocente.

In via dell’Industria, allo Spip, non capiti per caso. Devi andarci apposta. È una strada larga e lunga, a elle, senza uscita, che finisce nei campi. Sul lato sinistro una cortina di alberi nasconde un canale. Sul lato destro un’infilata di capannoni di logistica. L’ultimo è targato Kamila.

Una Pec: siete licenziati

Alle due del pomeriggio c’è il cambio turno e per quell’ora è stata convocata d’urgenza un’assemblea sindacale, davanti ai cancelli del magazzino/fabbrica, per avere la massima presenza. E in effetti ci sono tutti o quasi gli 87 dipendenti che venerdì scorso hanno ricevuto la PEC di preavviso di licenziamento collettivo da MD Service, la cooperativa che gestisce in appalto il magazzino Kamila che ha un solo committente: Coop Alleanza 3.0.

Ad agosto il magazzino chiuderà i battenti. Ciao e a non più rivederci.

Arrivando in fondo a via dell’Industria è come un flash: al riparo dell’ombra, tra gli alberi. sono numerosi i lavoratori con indosso le casacche aziendali, color arancione. Il fatto è che tutti, tutti, i facchini / operai sono immigrati di origine africana. Il flash, per un attimo, sembra un fotogramma del film “Io, capitano” di Garrone. Come fosse qui, in questo lembo di pianura emiliana, la fine della traversata.

E invece la vicenda Kamila fa capire che è solo un approdo temporaneo, nei marosi della vita di un migrante.

Riparo all’ombra se lo concedono anche poliziotti e carabinieri, impeccabili in divisa, sotto la tettoia nel lato nord del casotto di portineria. Sono in buon numero, arrivati con due volanti e due gazzelle, coordinati dalla Digos, a presidiare.

Un gruppetto di facchini si è seduto su un muretto a fianco dell’ingresso: dietro penzolano due striscioni con le rivendicazioni sindacali. Ci sono alcuni ragazzi del Fronte gioventù comunista che sono venuti a portare solidarietà ai lavoratori e invitarli a una manifestazione, sabato.

Non c’è nessun altro, eppure c’è una protesta con in ballo il destino di 87 persone che rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro. Ma zero politici, zero giornalisti, zero telecamere. Non fa sufficientemente notizia.

 

Una storia di 6 anni

Mi rimandano a Tiziano Ghidelli, giovane sindacalista dell’Adl Cobas, l’unico sindacato presente, l’unico a cui sono iscritti i facchini che lavorano qui. «I magazzini Kamila sono del gruppo Italtrans, società bergamasca – spiega – e sono appaltati alla cooperativa MD Service ma hanno un unico committente in Coop Alleanza 3.0. Questo magazzino che serve tutta la regione ha aperto nel 2020 quando Coop Alleanza ha chiuso per ristrutturare con processi di automazione il magazzino ad Anzola Emilia, nel bolognese. Adesso lo ha riaperto accentrando là tutto lo smistamento merci e chiuderà questo sito. Ma qui sono in 90 che ci lavorano, non è che puoi dire: tutti a casa».

«Siamo entrati qui qualche anno fa, – prosegue Ghidelli – quando si verificò un’altra situazione difficile. L’azienda non pagava la malattia, i lavoratori non facevano ferie da due anni e mezzo; c’era una situazione di schiavismo, con caporali nei reparti. Con vertenze e scioperi siamo riusciti a sanare le irregolarità, i livelli sono stati corretti ma non c’è nessun tipo di indennità migliorativa». È cresciuta anche la coscienza sindacale: il delegato è un giovane senegalese, Sekou Oumar Coulibaly, stimato da tutti.

Battaglia durissima

Ora la nuova battaglia è durissima. Il magazzino Kamila allo Spip di Parma fu aperto come una soluzione-ponte temporanea in attesa di ripristinare il centro Coop Alleanza ad Anzola; la situazione era chiara. Al momento non ci sono altre committenze pronte a subentrare qui, e forse non sono nemmeno mai state cercate. In tutto questo però i facchini operai non sono merce. Sono uomini, sono famiglie.

Eppure, quante storie dolorose di lavoratori in esubero, licenziati senza appello, ha già vissuto la nostra città? Dallo sciopero agrario del 1908, all’occupazione della Bormioli nel 1949 , alle lotte in Borsari, Scedep e via proseguendo.

Di diverso c’è che nel mondo globalizzato qui, alla Kamila, i lavoratori sono tutti immigrati stranieri. Non ce n’è uno con cittadinanza italiana, dice Ghidelli. Chi può solidarizzare con loro? E, banalità: fanno il lavoro che gli italiani non vogliono più fare; e quando non servono più si chiude. È facile prevedere che qualcuno resterà per strada e, in città e nei paesi, serpeggerà, neanche tanto sottovoce, la parola remigrazione.

Incontri e scioperi in vista

«Ci stiamo muovendo – prosegue Ghidelli – le lettere di licenziamento sono arrivate venerdì. Abbiamo chiesto un incontro all’assessore comunale De Vanna, abbiamo chiesto l’istituzione di un tavolo di crisi in Regione all’assessore Paglia. Incontreremo la proprietà di MD Service ma qui dev’essere Coop Alleanza a intervenire, di fatto è un loro magazzino e dopo tutti questi anni decide così, con un colpo di penna, di cancellare letteralmente questo magazzino e spostare tutta la produzione su Anzola su cui intanto il magazzino è stato parzialmente automatizzato».

Il lavoro in Kamila sta scemando da un paio di settimane. I camion con le merci in arrivo si stanno rarefacendo. Nell’ora di assemblea ne è entrato uno solo. Altri tre attendono pazientemente che finisca. Ma non c’è fila, non c’è andirivieni.

Nel frattempo il sindacalista dell’Adl Cobas ha ottenuto una probabile convocazione dal prefetto per l’indomani (cioè oggi), con la mediazione della Digos. Per il momento può bastare. Dopo alcuni conciliaboli Ghidelli convoca tutti in cerchio e spiega: “Domani andremo in prefettura con una delegazione, e mercoledì pomeriggio è confermato l’incontro con i manager di MD Service. L’assemblea per oggi può finire qui se siete d’accordo e riprendere il lavoro, in modo lento. È importante che ci siate mercoledì fuori, dall’hotel dove si farà l’incontro con MD (alle ore 16, hotel Link, via San Leonardo 124, ndr) e, se serve, fate due ore di sciopero per esserci”.

La parola sciopero galvanizza, scatta l’applauso di approvazione.

Si gira il video da mettere sui social e mandare ai politici, alle istituzioni e ai media.

I lavoratori chiudono ritmando il grido: “Lotta dura, senza paura”.

Aggiornamento: l’incontro con MD Service è stato posticipato al 3 giugno

Guarda il video con le dichiarazioni

Francesco Dradi

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_9463-scaled.jpeg 1920 2560 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-05-26 09:00:292026-05-28 20:49:02Licenziamento per 87 facchini alla Kamila. Sono tutti immigrati, non fa notizia
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