Spiragli per i facchini Md-Kamila, dopo il blocco di Anzola

La vertenza Kamila potrebbe sbloccarsi la settimana prossima. Le controparti sono in attesa di una nuova convocazione del tavolo di crisi da parte dell’assessore regionale al lavoro, Giovanni Paglia che in queste ore è in contatto con i vari attori.

Molto dipenderà dalla volontà o meno di Coop Alleanza 3.0 di assumere un ruolo di interlocuzione, finora sempre negato. E rimangono un po’ criptiche da interpretare le parole del presidente di Coop, Domenico Livio Trombone rilasciate a seguito del blocco del magazzino logistico di Anzola, da parte dei lavoratori Kamila di Parma. Ma riepiloghiamo con ordine la settimana.

Martedì 30 giugno – Blocco e picchettaggio di Anzola

Fin dal primo mattino i lavoratori Md-Kamila di Parma, in circa 45, supportati dai sindacalisti di Adl Cobas hanno bloccato i cancelli in entrata e uscita del magazzino Kamila – Coop Alleanza 3.0 di Anzola Emilia, nei pressi di Bologna. Il blocco è durato 9 ore, impedendo il rifornimento dei supermercati Coop per l’intera giornata, causando un significativo disagio al principale gruppo della Gdo (Grande distribuzione organizzata). Non sono mancati momenti di tensione all’esterno dei cancelli ma le forze dell’ordine, chiamate a vigilare sulla situazione, si sono astenute dall’intervenire per non esacerbare gli animi. In un momento di pausa una delegazione dei lavoratori interni al magazzino bolognese ha portato la loro solidarietà ai manifestanti. Un delegato Cgil ha offerto dell’acqua a chi era da tante ore sotto il sole. Alla fine tutto è filato liscio. Dalle aziende Kamila e Coop nessun commento e nessun intervento, probabilmente avevano messo in conto di dover subire una giornata di blocco a causa di questa vertenza.

Nella stessa giornata anche negli altri magazzini di logistica che servono Coop Alleanza sono state incrociate le braccia in solidarietà con i lavoratori di Parma. Sciopero sia a Cesena, con qualche ora di blocco dei cancelli, e a Reggio Emilia, con adesione al 60%.

Una prova di forza

È stata una prova condotta con la forza della disperazione. Gli 87 lavoratori del Kamila non hanno nulla da perdere: lo scorso 18 maggio hanno ricevuto il preavviso di licenziamento collettivo a far data dall’8 agosto, per la chiusura del magazzino allo Spip di Parma. E al momento le alternative appaiono minime. Le proposte di ricollocazione avanzate da MD Service per i facchini, quasi tutti iscritti a un unico sindacato, Adl Cobas, sono su tre siti per 55 posti ma poco appetibili per varie ragioni.

Come già spiegato, gli operai sono in organico alla MD Service che gestisce in appalto lo stabilimento Kamila che, a sua volta, opera per un solo committente, Coop Alleanza.

È per questo che Adl Cobas punta tutte le proteste sul gruppo della GDO. Dapprima con manifestazioni e volantinaggi fuori e dentro gli ipermercati e poi alzando la conflittualità con il blocco dei magazzini che riforniscono Coop.

Mercoledì 1 luglio – Dichiarazioni di Trombone (Coop Alleanza)

Lasciamo gestire al fornitore la vicenda“. Un dispaccio dell’Agenzia Dire riporta il commento del presidente di Coop Alleanza 3.0, Domenico Trombone sulla vicenda del magazzino Kamila di Parma, chiuso dopo che il colosso della grande distribuzione ha deciso di trasferire le attività nel magazzino di Anzola dell’Emilia. “Noi abbiamo un contratto che è scaduto da tempo, era una vicenda nota. Sappiamo che c’è una vertenza in corso, sappiamo che se ne stanno occupando gli enti preposti, con in prima fila la Regione. Capiamo le problematiche che portano queste decisioni, ma non è una decisione che è stata presa oggi, era stata già pronunciata da tempo all’inizio del contratto con il nostro fornitore“, spiega Trombone a margine dell’inaugurazione della nuova casetta dell’acqua alla Coop di piazza Gorki a Bologna.

Venerdì 3 luglio – Replica di Adl Cobas

Alla luce di queste dichiarazioni il sindacato Adl Cobas ha teso una mano per dialogare, divulgando una lettera aperta (scaricabile qui) di cui riportiamo alcuni stralci.

Non stiamo parlando semplicemente di numeri. – si legge nella lettera – Parliamo di 87 persone che per anni hanno contribuito al funzionamento della filiera logistica di Coop Alleanza 3.0. Lavoratori che hanno costruito la propria vita in questo territorio: hanno trovato una casa, formato una famiglia, cresciuto figli, costruito relazioni e radici. Molti di loro hanno alle spalle percorsi migratori lunghi e complessi e oggi rischiano di perdere, insieme al lavoro, anche la stabilità conquistata con anni di sacrifici. Riteniamo che non sia sufficiente affermare che la vicenda debba essere “gestita dal fornitore”. Le responsabilità contrattuali seguiranno certamente i percorsi previsti dalla legge, ma esistono responsabilità che nessun contratto può cancellare”.

Noi – scrive il sindacato – crediamo che non sia ancora troppo tardi per costruire una soluzione condivisa che eviti di scaricare interamente sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo di una riorganizzazione annunciata da tempo. C’è ancora il tempo per dimostrare che le persone vengono prima degli appalti e che la responsabilità sociale di un’impresa non si esaurisce nei confini di un contratto. Coop Alleanza 3.0 faccia fino in fondo la propria parte.

Allora Presidente Trombone, – è l’appello conclusivo – dimostrate quello che siete capaci di fare: mettete veramente a disposizione il peso, le risorse e l’autorevolezza di Coop per una soluzione che salvaguardi il lavoro, la dignità e il futuro di queste 87 persone. È nei momenti come questo che quei valori smettono di essere parole e diventano scelte”.

La riconvocazione del tavolo di crisi

La vicenda – che non è l’unica crisi aziendale di grandi dimensioni in Emilia-Romagna, c’è anche il caso Realco a Reggio Emilia e quello Electrolux a Forlì – è seguita con attenzione dall’assessore regionale al lavoro, Giovanni Paglia. Se le interlocuzioni informali con i vari soggetti datoriali saranno positive, l’assessore riconvocherà il tavolo di crisi per giungere a una soluzione condivisa.

Martedì prossimo, 7 luglio, è prevista una nuova assemblea dei lavoratori in cui i sindacalisti esporranno l’esito delle trattative e discuteranno nuove iniziative di lotta.

A margine c’è anche il fatto che Coop Alleanza 3.0 ha chiuso un bilancio consuntivo 2025 proiettato verso i 6 miliardi di fatturato con volumi di vendita in aumento. Tanto che il magazzino di Anzola sta lavorando a pieno ritmo, domeniche comprese e con molte ore di straordinario. Secondo alcune voci sarebbe già al limite dell’operatività e per soddisfare le esigenze di Coop servirebbe un altro centro di smistamento. Rimane improbabile però che venga riattivato il magazzino a Parma, dopo averne deciso la chiusura.

Redazione

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