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Chiosco di Piazzale Fiume, Ubaldi: “Restituire questo spazio ai cittadini”

7 Agosto 2026/0 Commenti/in Uncategorized, Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo.


A oltre un anno dall’acquisizione del chiosco di Piazzale Fiume da parte del Comune, Federica Ubaldi ha presentato un’interrogazione per conoscere lo stato del percorso di valorizzazione dell’immobile e i tempi previsti per la sua riapertura.

Nel maggio 2025 il Consiglio Comunale aveva approvato l’acquisizione della struttura, riconoscendone il prevalente interesse pubblico e individuando nella sua riqualificazione un’opportunità per restituire alla città un punto di ristoro, un luogo di aggregazione e un presidio capace di contribuire anche al contrasto del degrado nell’area verde. Oggi, però, a distanza di oltre un anno, non conosciamo lo stato di avanzamento del progetto né le tempistiche per la sua riapertura.

Con l’interrogazione chiediamo all’Amministrazione se siano già stati effettuati i sopralluoghi e le verifiche tecniche previste dalla delibera, quale sia lo stato di conservazione dell’immobile e quali interventi risultino necessari per renderlo nuovamente utilizzabile.

Un chiosco aperto non rappresenta soltanto un servizio di ristoro. Significa creare un luogo vissuto, favorire la socialità, aumentare la presenza delle persone negli spazi pubblici e contribuire alla sicurezza e al decoro dell’area. Lasciare un immobile inutilizzato equivale a rinunciare a una risorsa importante per il quartiere.

L’interrogazione punta, inoltre, a chiarire se esista già un progetto di valorizzazione, quali siano i costi previsti per il recupero della struttura, le coperture economiche individuate e quando il Comune intenda pubblicare il bando per l’affidamento in concessione. I cittadini hanno il diritto di conoscere il cronoprogramma dell’intervento. Se il Comune ritiene strategico valorizzare questo immobile, è necessario passare rapidamente dalle parole ai fatti. Restituire il chiosco alla città significa attivare un servizio, valorizzare un’area verde molto frequentata e dare nuova vita a uno spazio pubblico che oggi è triste ed inutilizzato.

Federica Ubaldi, ChiAma Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-08-07 12:31:362026-08-07 12:31:37Chiosco di Piazzale Fiume, Ubaldi: “Restituire questo spazio ai cittadini”

L’assessorato alla pace incompatibile con la fiera delle armi

30 Marzo 2026/0 Commenti/in Uncategorized/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo da Potere al Popolo

Siamo stupiti e ci sentiamo presi in giro dalle parole dell’assessora alla Pace (!) Jacopozzi, che si è spinta a farsi fotografare in un presidio contro il riarmo parlando del grande successo del regolamento di EOS a Parma, che sarebbe stata una manifestazione inerente esclusivamente la caccia e la pesca e non avrebbe promosso la cultura delle armi, in particolare verso i minori.

Crediamo che Jacopozzi invece di farsi scattare una foto in Piazza Garibaldi avrebbe fatto meglio a verificare di persona alle Fiere cosa stava succedendo. Come i video e le immagini che stanno circolando in rete grazie a XR Parma, che ha effettuato un’azione dimostrativa a EOS, si possono vedere quali “risultati eccezionali” siano stati raggiunti grazie al lavoro del Comune… (link su facebook per le foto)

Crediamo non ci sia nemmeno necessità di commentare. Chiediamo invece all’assessorato alla pace e alla giunta come concilia l’impegno per la pace con la presenza di un fornitore dell’IDF, Sig Sauer, alla fiera, o come si concilia l’impegno per la pace con il ruolo svolto da Beretta nella vendita di armi in Cisgiordania, oggi annessa di fatto da Israele e sottoposta alla violenza sistematica dei coloni. Non una parola.

Ci saremmo aspettati almeno un silenzio riflessivo, anche per rispetto nei confronti di chi ha svolto il compito di controllo che invece avrebbe dovuto operare il Comune: nell’incontro imbarazzante tenutosi al Toscanini il mese scorso era evidente che né il vicesindaco Lavagetto, nè Jacopozzi sapessero di cosa si stesse parlando. Ci chiediamo come sia possibile che degli amministratori pubblici non facciano nemmeno una ricerca su google per capire come affrontare le domande di una parte della cittadinanza su una manifestazione che è addirittura co-organizzata da un ente partecipato dal Comune.

Dal momento che è una giunta che, almeno nelle intenzioni, vuole operare “in coerenza con la sua visione politica di ricerca della Pace e del disarmo e della condanna della guerra- come recita art. 11 Costituzione-” a nessuno è venuto in mente che poteva essere un problema ospitare la più grande esposizione europea di armi leggere rivolta al pubblico, che si sposta da una città all’altra inseguita dalle contestazioni e che ospita fornitori ufficiali dell’IDF, tra gli altri. Se non fa questo, l’assessorato alla Pace cosa fa di preciso?

Riteniamo che sia gravissimo che il Comune, che detiene il 16% delle quote di fiere non abbia alzato nemmeno un sopracciglio, non abbia fatto un fiato: evidentemente la condanna della guerra vale fino a un certo punto, fino a quando non è economicamente conveniente. Chiediamo che Jacopozzi dia spiegazioni alla città rispetto a quanto andato in scena a Fiere di Parma, possibilmente reperendo informazioni attendibili e non enunciando dichiarazioni di principio.

Un assessorato alla Pace è incompatibile con la fiera delle armi, per questo riteniamo che l’amministrazione debba fare una scelta: o un impegno per la Pace o assumersi la responsabilità di concedere una vetrina a chi specula sulla guerra e sul genocidio. O una o l’altra. Che siano i cittadini a dover spiegare questo concetto elementare all’assessora alla Pace riteniamo sia una sentenza sull’utilità di questa figura.

Potere al Popolo Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-30 13:34:412026-03-30 13:34:43L’assessorato alla pace incompatibile con la fiera delle armi

Catturati tre Pikachu alla Fiera delle armi. La protesta di Extinction Rebellion

29 Marzo 2026/1 Commento/in Uncategorized, Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo

All’interno di EOS – European Outdoor Show, la principale fiera italiana dedicata alle armi da caccia e al tiro sportivo, tre grandi Pikachu gonfiabili hanno iniziato a muoversi tra i padiglioni come se cercassero una via di fuga. Non per gioco, ma per istinto: scappare dalle armi.

Nel giro di pochi minuti, i Pikachu sono stati inseguiti e accompagnati all’esterno della fiera, sotto gli sguardi stupiti e divertiti dei visitatori. Fuori dai cancelli, nelle numerose manifestazioni in città le attiviste e gli attivisti di Extinction Rebellion hanno spiegato il senso dell’azione distribuendo carte Pokémon a tutti i passanti con messaggi tipo: “Le armi in Fiera e i Pokemon manifestano”

Questa la dichiarazione di Extinction Rebellion oggi a Parma:

“Oggi noi siamo qui perché è inaccettabile che in una città che si racconta come cultura ai giovani ci siano venditori di morte, è inaccettabile avere la fiera delle armi EOS qui in città. Le armi servono per uccidere. E chi le produce, chi le espone, chi le promuove, sta vendendo morte. E mentre succede questo, fuori le guerre aumentano, si intensificano, si avvicinano. Oggi Pikachu vuole dare una scossa alle fiere di Parma. È entrato qui dentro e ha fatto l’unica cosa sensata da fare, scappare. Non accettiamo che le armi vengano normalizzate, raccontate come sport o divertimento. La morte non è un gioco. Noi scegliamo di non accettarlo, qui a Parma e in nessuna città.”



EOS viene presentata come fiera di “sport”, “outdoor” e “tradizione”. Ma ospita produttori e distributori di armi leggere e accessori militari, in un momento storico segnato da un’escalation sempre più ampia dei conflitti. Dopo gli ultimi attacchi tra Stati Uniti, Israele e Iran, il rischio di un allargamento della guerra è concreto. Già prima di questi eventi, nel mondo erano attivi 61 conflitti armati (Uppsala Conflict Data Program), il numero più alto dal 1946. Oggi quel dato non è solo statistica, ma un rischio concreto di normalizzazione della guerra. Ogni anno questi conflitti causano decine di migliaia di vittime civili, e nelle ultime settimane il rischio è che il numero aumenti ulteriormente con l’estensione delle tensioni in Medio Oriente. Le popolazioni civili restano le più esposte: sotto le bombe, sotto embargo, senza accesso a acqua, cibo e cure.



Mentre la crisi climatica continua a colpire con eventi sempre più estremi provocando oltre 12.000 morti in Italia per ondate di calore (ISS | Eurostat), la risposta non è la prevenzione ma il riarmo, risorse pubbliche vengono dirottate verso armi e conflitti invece che verso adattamento, sicurezza e cura dei territori.



La protesta dei Pikachu ha voluto parlare alla città di Parma, che sarà Capitale Europea dei Giovani 2027 e dichiara l’obiettivo di Carbon Neutral 2030.

«In questo contesto – prosegue XR Parma – normalizzare le armi come intrattenimento o sport non è neutrale, è una scelta culturale e politica. Che messaggio mandiamo ai giovani se una città che parla di futuro, sostenibilità e cura ospita una fiera di armi proprio mentre il mondo è in una spirale di guerra sempre più allarmante e invece di decidere consapevolmente di disarmarsi, continua ad aumentare gli investimenti in armi?».



«Non siamo qui per colpevolizzare chi entra in fiera – chiariscono gli attivisti – ma per rendere visibile una contraddizione enorme. Le armi non sono uno sport. Sono strumenti di morte. E oggi il mondo ne ha già abbastanza di violenza e di morti».

Extinction Rebellion Parma annuncia che questa è solo la prima giornata di mobilitazione e invita cittadine e cittadini a interrogarsi su quale modello di città vogliono costruire: una città che investe sulla vita, sulla prevenzione e sulla cura, o una che normalizza la violenza travestendola da sport.

Extinction Rebellion Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-29 15:50:002026-03-29 16:52:08Catturati tre Pikachu alla Fiera delle armi. La protesta di Extinction Rebellion

Gli echi del cannone per l’olio nero vi svuotano le tasche, eppure basterebbe la diavoleria dei grandi specchi

13 Marzo 2026/0 Commenti/in Uncategorized, Diario della Duchessa, Opinioni/da redazione

Caro diario,

In questi tempi sconsiderati non passa giorno senza che la quiete dell’empireo sia rotta dagli echi del cannone, dai quattro angoli del mondo. Non è certo qualcosa che mi faccia trasecolare, il mio imperiale consorte mi aveva reso avvezza al sentore della polvere da sparo e al frastuono della battaglia. Quello che mi provoca un moto di meraviglia è come, ancora una volta, si sia innalzato fino a toccare la volta celeste il prezzo di quel fetido olio nero che la follia contemporanea considera alla stregua del più prezioso degli elisir di lunga vita.

A ben vedere, i miei amati sudditi devono ringraziare la sorte se il bislacco monarca d’oltreoceano, dal crine color carota, ha deciso di volgere la spada contro le lande di Persia solo a marzo, quando i primi refoli di primavera iniziano a intiepidire magioni e palazzi. Ah, se quel conflitto fosse iniziato qualche mese fa, quanti avrebbero battuto i denti per il freddo nelle loro modeste dimore plebee!

Ai miei tempi avevamo la saggezza del carbone e della legna: sporchi, forse, ma sinceri. Oggi interi popoli dipendono da invisibili soffi di gas e neri umori di petrolio, detenuti da gaglioffi di ogni risma e che viaggiano per migliaia di leghe, per poi ritrovarsi nudi non appena un folle decide di far rombare i cannoni. Vedere questa modernità così orgogliosa dei suoi lumi trovarsi improvvisamente al buio e al gelo per mancanza di previdenza mi suscita un amaro sorriso. Cari sudditi, pare che il progresso vi abbia reso solo più fragili, non più saggi. Avete rinunciato alla rassicurante solidità di un ciocco nel camino per affidare la vostra sopravvivenza a quell’invisibile fluido fulmineo che avete osato incatenare entro sottili filamenti di rame che corrono nei muri. Se quel flusso si arresta, le vostre case diventano antri gelidi, il vostro mondo si oscura e cadete nel panico.

Eppure la diavoleria dei grandi specchi vi consente di imbrigliare l’ardore del sole per produrre il fulmine addomesticato, ma niente, voi preferite continuare a riempire d’oro le tasche di despoti e mariuoli, in cambio di fiumi d’olio mefitico. Certo, quelle lastre di vetro bluastro a base di silicio, simili a scaglie di un drago antidiluviano, fanno scempio della bellezza quando ricoprono i tetti dei palazzi. Se li avessi avuti ai miei tempi li avrei confinati nel contado, ma in quest’epoca dissennata pare che tanti si straccino le vesti di fronte a questa eventualità. Ma io dico, perché accanirsi sulle vestigia della nostra storia? Perché non distendere tali manufatti là dove il suolo è già votato alla produzione, nelle vaste lande agricole che circondano le mura?

Immagino già le obiezioni dei soliti mestatori: “Ma il terreno deve dare frutti!“. A parte che la vostra insipienza sta nutrendo di veleni il suolo, con la scomparsa dei cinguettìi che allietavano l’aere, ebbene: meglio un campo di girasoli di vetro che una città che pare un cantiere di ferraglia mal riuscito. Lasciate che i tetti continuino a guardare il cielo con l’onestà della terracotta, e confinate la vostra bramosia energetica là dove non offende la vista e il buon gusto.

Maria Luigia d’Asburgo Lorena

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/03/duchessa-pannelli-solari-scaled.png 1251 2560 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-13 08:46:232026-03-13 08:46:25Gli echi del cannone per l’olio nero vi svuotano le tasche, eppure basterebbe la diavoleria dei grandi specchi

Langhirano: il Garante Privacy sanziona l’Unione montana per videosorveglianza illecita della Polizia locale

13 Giugno 2025/0 Commenti/in Uncategorized, News/da redazione

Quando a essere multati sono i vigili la notizia è da manuale giornalistico: l’uomo che morde il cane.

È accaduto a Langhirano. La telecamera di sorveglianza dell’accesso al comando di Polizia locale non era adeguatamente segnalata e dunque era illecita (o meglio: illecito l’uso che se ne è fatto).

Una denuncia per “violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali, riguardante il trattamento dei dati personali, mediante una telecamera di videosorveglianza” all’esterno della sede dei vigili urbani, è stata presentata nel 2023 al Garante della Privacy, che ha aperto un fascicolo istruttorio, chiedendo informazioni al titolare del trattamento dati ossia all’Unione Montana Appennino Parma Est, sotto cui ricade la Polizia locale a servizio dei Comuni consociati (sette comuni: Langhirano, Lesignano, Neviano, Tizzano, Corniglio, Monchio, Palanzano).

Dopo le risposte fornite dall’Unione e ulteriori approfondimenti il Garante ha stabilito “che, nel caso di specie, il livello di gravità della violazione commessa dal titolare del trattamento sia alto”.

È quanto si legge nel provvedimento n. 201 del 10 aprile 2025 (emesso il 28 aprile) in cui il Garante della Privacy, concedendo che l’Unione montana “non ha precedenti” ed “ha offerto buona cooperazione” “ritiene di determinare l’ammontare della sanzione pecuniaria nella misura di euro 8.000” e di ingiungere al pagamento della sanzione (riducibile alla metà se pagata entro 30 giorni) e di apporre “un’informativa di primo livello sul trattamento dei dati personali”.

L’Unione montana ha accettato l’ingiunzione e il 26 maggio ha emesso due determine riconoscendo implicitamente di avere torto (nella prima determina è scritto: “ritenuto opportuno non proporre ricorso dinnanzi all’autorità giudiziaria ordinaria avverso il Provvedimento del Garante”), per pagare la somma ridotta di 4.000 euro e acquistare 4 cartelli con la scritta “Area videosorvegliata” per 122 euro.

Cercando di uscire dal linguaggio burocratico-legalese degli atti tentiamo di spiegare in termini semplici cosa è successo. Alla base di tutto è bene sapere che vi è un rapporto fortemente conflittuale tra agenti e comando della polizia municipale dell’Unione montana (su questo torneremo in un prossimo articolo). La sede del comando all’epoca dei fatti era in via Cascinapiano 1 a Langhirano, mentre ora è ubicata nella palazzina comunale in via Pelosi 11 sempre a Langhirano, che è il paese in cui ha sede l’Unione montana, essendo Langhirano il Comune principale con una popolazione di oltre 10mila abitanti, sui 22mila dell’intera Unione montana.

Il 2 gennaio 2023 un agente di polizia municipale fuori servizio entra alle 20 nella sede del Comando ad uffici chiusi, per cercare degli effetti personali che ha dimenticato. Non sta compiendo atti illeciti (come è stato appurato successivamente). La domanda è: potrebbe entrare a sede chiusa per motivi personali o non potrebbe? E nel farlo deve seguire delle procedure particolari?

Il punto viene messo dal comandante che notifica all’agente un provvedimento disciplinare che si basa anche sul fatto che è stato ripreso dalla telecamera di sorveglianza. E qui scatta l’incogruenza che porta l’agente a denunciare il fatto, considerandolo un abuso, al Garante della Privacy.

Nell’istruttoria il Garante, tramite le informazioni ricevute dall’Unione montana, appura che la telecamera è stata installata nel 2016 per motivi di sicurezza urbana a tutela degli immobili di proprietà, e che, per questi motivi, il termine massimo di conservazione dei dati sia 7 giorni. Peccato che nella notifica all’agente del procedimento disciplinare sia indicata la data del 13 gennaio (undici giorni dopo il fatto) e che le riprese non potessero essere utilizzate per il “trattamento dei dati personali dei lavoratori”.

Semplificando, possiamo dire che si tratta di due errori gravi commessi dal Comando di Polizia locale che il Garante accerta chiedendo chiarimenti all’Unione la quale li fornisce senza remore, in uno scambio epistolare a più riprese nel corso del 2024.

Due in particolare i rilievi mossi dal Garante: il primo è che per il tipo di inquadrature della videocamera di sorveglianza essa non si può configurare idonea per la “sicurezza urbana integrata”, il secondo è che è possibile riprendere l’attività dei lavoratori ma questo aspetto deve essere oggetto di un accordo sindacale e notificato specificamente (informativa di secondo livello) ai lavoratori. L’Unione montana ha siglato l’accordo sindacale sulla videosorveglianza il 21 novembre scorso, dopo l’avvio del procedimento del Garante.

Insomma, ora quella telecamera è in regola.

Francesco Dradi

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/06/videocamera_pexels-photo-207574-scaled.jpeg 1707 2560 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-06-13 09:15:272025-06-13 09:26:29Langhirano: il Garante Privacy sanziona l’Unione montana per videosorveglianza illecita della Polizia locale

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