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Potere al Popolo: il 4 ottobre Parma si infesta!

22 Settembre 2026/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Musica, cibo, spettacoli e politica per la festa di Potere al Popolo Parma, sabato 4 ottobre dalle 15:00 al circolo Arci Post, Strada dei Mercati, 15/d, Parma.

Riceviamo e pubblichiamo:

Dalle ore 18.00 confronto con gli ospiti sui temi dell’agenda politica attuale con particolare riferimento alle recenti modifiche della legge elettorale sul numero di firme necessarie per la presentazione delle liste e sulle prossime elezioni amministrative del 2027 a Parma.

Ospiti confermati: Giuliano Granato, portavoce nazionale Potere al Popolo, Antonella Bundu, attivista già candidata presidente in Toscana con Toscana Rossa e membro della Global Sumud Flotilla, José Nivoi, portuale e sindacalista genovese, referente di USB e attivista del CALP.

“Ci chiamano zecche rosse. Abbiamo deciso di prenderla bene. – scrive Potere al Popolo di Parma – Del resto, in questi anni abbiamo cercato di essere proprio questo: una presenza difficile da scrollarsi di dosso. Quando si parla di case e affitti diventati insostenibili, quando si taglia il welfare e si risponde al disagio sociale con polizia e carcere, quando altro suolo viene sacrificato alla logistica, quando la crisi climatica presenta il conto, quando si spendono miliardi per armi e guerre mentre in Palestina continua il genocidio, noi abbiamo provato ad esserci. Nelle piazze, nei quartieri, nelle assemblee, nelle vertenze.

Non perché ci piaccia protestare per professione, ma perché pensiamo che questa città, e questo Paese, abbiano bisogno di cambiare rotta.

Non ci convince la destra che costruisce consenso sulla paura, sui capri espiatori e sulla guerra tra poveri. Ma non ci basta nemmeno un centrosinistra che troppo spesso amministra lo stesso modello economico limitandosi a renderlo un po’ più presentabile.

Viviamo un tempo abbastanza fosco da non potersi accontentare del meno peggio. Servono più diritti, più salari, più welfare, più democrazia, meno rendita, meno guerra e meno paura. Servono risposte capaci di mettere in discussione una rotta che ci sta portando verso una società più diseguale, più autoritaria e perfino più difficile da abitare.

Il 4 ottobre però non faremo soltanto politica. Faremo soprattutto festa”.

Il programma:

dalle 13.00 pranzo  (con noi anche Antonella,  Josè e Giuliano). Prenotazione obbligatoria a 3382613103 entro 1 ottobre;

dalle 15.00

– spazio 0/99: mercatino del baratto e pins&ring con i Lego

– pensati zecca: selfie e stencil

– stand di gruppi e associazioni

– shisha bar

– dj set: Dhap e Bufo

18.00

– dibattito con Antonella Bundu, Josè Nivoi, Giuliano Granato

21.00

– concerto Muro del canto

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-09-22 17:25:162026-09-22 17:25:18Potere al Popolo: il 4 ottobre Parma si infesta!

La promo di Promenade insozza i marciapiedi del centro

22 Settembre 2026/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

L’avvio di Parma Promenade (il centro commerciale che è subentrato al Parma Retail) si sta caratterizzando per una massiccia campagna promozionale in città. Una forma che si fa notare è la stampigliatura della pubblicità di Promenade sui marciapiedi del centro storico, anche sulle pietre di luserna. Questo marketing su suolo pubblico è di dubbio gusto e trova la contrarietà della consigliera comunale Maria Federica Ubaldi (ChiAma Parma) che, pur senza citare la ditta ma allegando foto inequivocabili, chiede chiarezza all’Amministrazione Comunale sulle autorizzazioni alla campagna pubblicitaria e, al contempo, quale sia il sostegno al commercio di vicinato.

(Comunicato Stampa di ChiAma Parma). In questi giorni, sulle vie del centro storico sono comparse numerose stampe pubblicitarie direttamente sui marciapiedi, utilizzate per promuovere il nuovo centro commerciale recentemente riqualificato. In Via Mazzini, Via Repubblica, Borgo del Correggio e in altre strade del centro, i passanti si sono trovati davanti a una vera e propria campagna pubblicitaria diffusa sul suolo pubblico, con messaggi che promuovevano l’iniziativa e annunciavano fino a 500 euro di buoni sconto da utilizzare nell’area commerciale.

Una modalità che solleva più di una perplessità, soprattutto in relazione all’utilizzo dello spazio pubblico e alle politiche che l’Amministrazione dichiara di voler perseguire a sostegno del commercio di vicinato.

“Trovare i marciapiedi del centro storico tappezzati di pubblicità a favore di un grande centro commerciale è una scelta che merita spiegazioni – dichiara Maria Federica Ubaldi, consigliera di Civiltà Parmigiana e promotrice di ChiAma Parma –. Non mettiamo in discussione il diritto di un’attività commerciale a promuoversi, ma riteniamo legittimo chiedere chi abbia autorizzato questa campagna, con quali modalità, secondo quali regole e a quali condizioni sia stato concesso l’utilizzo del suolo pubblico”.

Per questo Ubaldi ha depositato un’interrogazione consiliare con l’obiettivo di fare chiarezza sull’iter seguito dall’Amministrazione e sulle autorizzazioni rilasciate.

“Qui non è in discussione soltanto una campagna pubblicitaria. È in discussione la coerenza delle scelte dell’Amministrazione – prosegue Ubaldi –. Se da una parte si parla di tutela del commercio di vicinato e di contrasto alla desertificazione commerciale, dall’altra non si può far finta di nulla quando lo spazio pubblico del centro storico viene utilizzato per una massiccia campagna promozionale di dimensioni e caratteristiche completamente diverse da quelle dei piccoli esercizi che ogni giorno tengono vive le nostre strade”.

Una richiesta di trasparenza che si inserisce, dunque, in una riflessione più ampia sul futuro del commercio di prossimità.

“Il commercio di vicinato non è soltanto una questione economica. È una componente essenziale della vitalità, della sicurezza e della vivibilità dei nostri quartieri – afferma Ubaldi –. Proprio per questo il sostegno alle attività commerciali deve essere concreto, non può limitarsi a dichiarazioni di principio o a iniziative di facciata. Servono politiche coerenti, condizioni eque e attenzione nell’utilizzo dello spazio pubblico”.

Il Comune di Parma ha recentemente aderito alla proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti nazionale per la tutela e il rilancio del commercio e dei servizi di prossimità.

“Alla luce di questo impegno, quale messaggio viene dato ai tanti commercianti che ogni giorno pagano affitti, tasse, utenze e investono risorse nelle proprie attività? – domanda Ubaldi –. Da un lato si sottoscrivono impegni per contrastare la desertificazione commerciale, dall’altro assistiamo a un utilizzo così invasivo dei marciapiedi del centro. È proprio questa apparente contraddizione che vogliamo venga chiarita”.

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-09-22 17:04:402026-09-22 17:04:42La promo di Promenade insozza i marciapiedi del centro

Affrontare l’emergenza climatica a Parma

22 Settembre 2026/1 Commento/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo la posizione del Forum Ambiente PD Parma

La difficile estate che abbiamo trascorso conferma le peggiori previsioni degli esperti sulle conseguenze del riscaldamento globale (solo per citare due dati: a luglio in Italia l’aumento delle morti per caldo nella fascia over gli 85 anni, confermato da dati del Ministero della Salute, è stato dell’8% e, secondo una prima stima di Coldiretti, fatta nell’agosto 2026, tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro) induce ad alcune valutazioni.

In primo luogo si rende necessario valutare con attenzione gli effetti delle dichiarazioni di coloro che ancora mettono in dubbio le cause antropiche del cambiamento climatico e minimizzano i danni che da questo derivano. Queste dichiarazioni ostacolano la pronta acquisizione di consapevolezza da parte della generalità delle persone e di fatto ritardano le iniziative necessarie alla mitigazione (la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra) e all’adattamento (le misure volte a contenere gli impatti dei fenomeni meteo estremi che comunque si faranno sempre più intensi e frequenti).

Il nostro invito a tutte le forze politiche è quello di accettare di confrontarsi, a livello locale come a livello nazionale, sulla base delle conoscenze scientifiche acquisite e di non cedere alla tentazione di assumere posizioni populiste o demagogiche. Negare la necessità di agire per contrastare il riscaldamento globale e limitarne gli impatti significa assumere posizioni di totale irresponsabilità etica e politica. Nel contesto dato, anche l’inerzia rappresenta una forma di implicito quanto colpevole negazionismo.

Detto questo ci sembra quindi opportuno condividere alcune considerazioni utili ad affrontare la complessa questione sul piano locale con particolare riferimento alla nostra città, che, lo ricordiamo, è tra le 9 città italiane individuate dalla Commissione Europea come idonee per raggiungere la Neutralità Climatica al 2030. Citare il Progetto Parma Carbon Neutral serve a ricordare che già tutta una serie di iniziative sono state prese con la partecipazione attiva di molteplici soggetti della società civile e che sono confluite nel Contratto Climatico della Città e su cui non ci soffermiamo perché già opportunamente presentate in altre occasioni dall’Amministrazione comunale. È tuttavia importante sottolineare che, per recuperare il ritardo accumulato a livello globale nel riconoscere l’urgenza della crisi climatica, occorre mettere in campo tutte le energie, le competenze e l’impegno disponibili. Anche per questo, un piano d’azione per il clima realmente efficace deve saper affiancare a incisivi atti amministrativi un insieme di interventi programmati e realizzati con la più ampia partecipazione dei diversi soggetti sociali ed economici. Non si tratta soltanto di avviare nuovi progetti, ma di contribuire a trasformare schemi di pensiero, metodi di progettazione e pratiche che, nei più diversi ambiti, hanno orientato il nostro agire individuale e collettivo negli ultimi decenni.

La transizione energetica, ad esempio, che implica una progressiva elettrificazione di varie forme di consumo (dal riscaldamento alla mobilità) e il ricorso a fonti rinnovabili deve poter contare sul fattivo contributo di imprese, privati cittadini e operatori del settore. Non possiamo nasconderci il fatto che dovranno essere messe in campo considerevoli risorse economiche, pubbliche e private, le quali, insieme al supporto del sistema creditizio, saranno necessarie a sostenere la transizione, auspicabilmente in un quadro normativo e fiscale favorevole.

Le misure di adattamento potranno essere sicuramente più rapide ed efficaci se cittadini e associazioni sapranno coglierne il significato e collaborare attivamente alla loro attuazione. Si pensi a questo proposito come anche l’incremento e la cura del verde privato, a fianco di quello pubblico, potranno contribuire a combattere le isole di calore e a rendere la città più vivibile. Alla politica, in questa complessa situazione, spetta il compito di organizzare le condizioni affinché ciascuno, anche nell’ambito cittadino, possa fornire il proprio contributo nel modo migliore.

Forum Ambiente Partito Democratico Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-09-22 16:34:042026-09-22 17:10:39Affrontare l’emergenza climatica a Parma

Caldo estremo: Parma deve affrontare il nuovo clima. Le proposte di AVS

7 Agosto 2026/1 Commento/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo.

Ieri (giovedì 6 agosto) a Parma è stato il giorno più caldo di sempre: 40.3 di massima, 26.8 di minima e una media record da paese tropicale: 33,55 gradi. Dal primo giugno, si sono registrati 60 giorni su 67 con massime superiori ai 30 gradi. Ben 43 giorni con valori superiori ai 34. Le minime non vanno meglio: 19 notti tropicali in giugno; 26 in luglio; tutte le notti di agosto fino ad oggi con previsione di arrivare anche oltre Ferragosto.

Sono questi i numeri dell’emergenza climatica che stiamo vivendo a Parma come in tutta l’Europa, una delle aree del pianeta più colpite dal riscaldamento globale. Numeri che ci dicono che non ha nemmeno più senso parlare di ondate di calore. Quarantatré giorni di temperature superiori ai 34 gradi in poco più di due mesi, con punte ripetute di 38-40, non sono un’ondata. È, purtroppo, la nuova norma in cui a dominare, inamovibile e incontrastato, è l’anticiclone africano, salvo brevissime interruzioni caratterizzate da violenti temporali causati proprio dall’eccesso di calore.

Inutile sperare di tornare indietro. Misurazioni, modelli e previsioni ci dicono che fra 10 anni quella del 2026 potrà perfino apparire un’estate fresca. E d’altronde ha già polverizzato il record del 2003 a lungo considerato un anno eccezionale non superabile.

La causa è risaputa ed è denunciata da decenni dagli scienziati e dalle forze ecologiste: le emissioni in atmosfera derivanti dall’uso smodato di combustibili fossili. Giusto per avere un’idea, nel 2025, a livello mondiale, sono stati bruciati 38 miliardi di barili di petrolio e 4.000 miliardi di metri cubi di metano.

Gli effetti sulla vita delle persone, sul territorio, sul paesaggio sono devastanti. Solo quest’anno – e l’estate non è ancora finita – sono andati in fumo nella UE centinaia di migliaia di ettari di foresta; i primi studi indicano decine di migliaia di decessi collegati all’eccesso di calore; interi territori soffrono di siccità e carenza idrica e diventano ormai inadatti per coltivazioni con tradizioni secolari; le città sono invivibili, in particolare per gli anziani e per chi vive in abitazioni non climatizzate; lavorare nei cantieri o nei campi nelle ore centrali e pomeridiane è letteralmente a rischio vita; anche solo spostarsi all’esterno è ormai proibitivo.

Questo è quello che ci regala la crisi climatica. E chi continua a negarla su basi antiscientifiche e puramente ideologiche o anche solo a ignorarla, nascondendola dietro casi di cronaca o finte emergenze costruite a tavolino, è un irresponsabile che deve essere chiamato a darne conto ai cittadini e agli elettori. Perché non fa nulla per contrastarla, prevenirne gli effetti e proteggere la popolazione.

L’emergenza climatica, anche se si finge di non vederla, non scompare, anzi peggiora. Ogni giorno perso senza affrontarla significa fare crescere il conto dei danni economici, territoriali e sociali che pagheremo domani, anche in termini di vite umane. Dobbiamo muoverci con urgenza e determinazione, invece di passare il tempo a mettere in discussione i vitali obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea.

Da un lato, dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni accelerando nella transizione energetica alle rinnovabili che sono anche la soluzione per ridurre il costo delle bollette, migliorare la qualità dell’aria e garantire una piena autonomia e sovranità energetica, liberandoci dalle guerre, dalle importazioni e dalle dipendenze geopolitiche dei produttori di gas e petrolio. Con un’avvertenza: azzerare le emissioni non ci consentirà di tornare indietro, perché occorreranno secoli per riassorbirle. Serve però a impedire che il termostato della Terra vada fuori controllo facendoci rimpiangere l’estate del 2026.

Dall’altro, bisogna adattarsi perché questo, che ci piaccia o meno, sarà a lungo il clima con cui dovremo convivere. E da questo punto di vista bisogna ripensare completamente le città che sappiamo essere degli accumulatori di calore con temperature notturne superiori di 5-6 gradi rispetto alla campagna circostante. Ripensarle anche in chiave di adattamento ai fenomeni estremi, di vento e di pioggia, prodotti proprio dall’aumento delle temperature.

Come AVS Parma crediamo che la prossima amministrazione comunale dovrà concentrare la sua azione su questi due filoni: conversione energetica e adattamento. Le soluzioni e gli esempi, già attuati con successo in altre città europee, non mancano, spesso coniugano i due aspetti e servono a rendere la città più vivibile, fruibile e bella.

Rimozione dell’asfalto, creazione di nuovi spazi verdi, incremento delle alberature, solarizzazione di tutti i parcheggi con pensiline ombreggianti, utilizzo di nuovi materiali per pavimentazioni e coperture, sostegno alla rigenerazione e all’efficientamento energetico e climatico degli edifici, promozione della mobilità elettrica. Sono alcune delle linee di intervento che abbiamo illustrato in una iniziativa pubblica a inizio luglio e che rilanceremo a settembre quando presenteremo a Parma la proposta di legge regionale sul clima promossa dal gruppo AVS in Regione

Non c’è tempo da perdere, non possiamo allentare l’attenzione con l’arrivo dell’autunno, non possiamo aspettare una nuova estate per magari scoprire che è ancora più calda di quella attuale. La posta in gioco è la salute e la vivibilità, per tutti, nella nostra città

Nicola Dall’Olio

Coportavoce provinciale Europa Verde – Coordinamento AVS Alleanza Verdi Sinistra Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-08-07 12:46:442026-08-07 12:46:46Caldo estremo: Parma deve affrontare il nuovo clima. Le proposte di AVS

Ancora troppo asfalto a Parma Nord

7 Agosto 2026/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta a sindaco, giunta e consiglio comunale e laboratorio di quartiere San Leonardo e Cortile San Martino.

Negli ultimi anni, ed anche in questi ultimi giorni a causa del grande caldo, abbiamo sentito parlare molto dell’importanza del “verde” nel contrasto al cambiamento climatico, all’aumento delle temperature … in una parola alla crisi climatica. È una evidenza ormai nota a tutti e quindi siamo ben contenti che anche a livello locale si parli di forestazione, di boschi urbani, di rivoluzione verde, di deasiling, di natura espansiva, di città-parco…
Certo negli ultimi anni – grazie anche all’intervento dei privati (con particolare riferimento a Kilometroverde ma non solo) – la città ha visto nascere nuovi boschi urbani e la messa a dimora di alberi in vari luoghi.
 
Anche a Parma Nord (San Leonardo e Cortile San Martino) abbiamo assistito ad interventi in tal senso ma quando sentiamo parlare di “rivoluzione verde” ci vengono i brividi … Sembra che a nessuno appaia evidente quello che invece si palesa davanti ai nostri occhi: tanto asfalto, tante strade senza alberi, cementificazione in aumento, parcheggi senza alberi, traffico in crescita, alberi abbattuti da anni e mai sostituiti, alberi secchi da tempo.
 
Con la prospettiva, purtroppo, che il consumo di suolo non si fermerà: nuove strade, nuovi fabbricati produttivi, fotovoltaico a terra e chissà cosa dobbiamo aspettarci in questa parte della città (logistica?, data center?, biometano? …) che, come dicevamo alcuni anni fa, non sembra affatto la porta della città ma lo zerbino.  
 
Giustamente potreste obiettare che state facendo il possibile per affrontare questa “sfida epocale”, ma a nostro parere il passo è troppo lento e non sufficiente. E purtroppo anche i Rifugi Climatici (idea assolutamente valida) diventano inutili se non ci sono percorsi “ombreggiati” per raggiungerli senza colpi di calore …
 
In attesa di una reale transizione ecologica-ambientale, salutiamo cordialmente.

Manifesto per San Leonardo

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Chiosco di Piazzale Fiume, Ubaldi: “Restituire questo spazio ai cittadini”

7 Agosto 2026/0 Commenti/in Uncategorized, Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo.


A oltre un anno dall’acquisizione del chiosco di Piazzale Fiume da parte del Comune, Federica Ubaldi ha presentato un’interrogazione per conoscere lo stato del percorso di valorizzazione dell’immobile e i tempi previsti per la sua riapertura.

Nel maggio 2025 il Consiglio Comunale aveva approvato l’acquisizione della struttura, riconoscendone il prevalente interesse pubblico e individuando nella sua riqualificazione un’opportunità per restituire alla città un punto di ristoro, un luogo di aggregazione e un presidio capace di contribuire anche al contrasto del degrado nell’area verde. Oggi, però, a distanza di oltre un anno, non conosciamo lo stato di avanzamento del progetto né le tempistiche per la sua riapertura.

Con l’interrogazione chiediamo all’Amministrazione se siano già stati effettuati i sopralluoghi e le verifiche tecniche previste dalla delibera, quale sia lo stato di conservazione dell’immobile e quali interventi risultino necessari per renderlo nuovamente utilizzabile.

Un chiosco aperto non rappresenta soltanto un servizio di ristoro. Significa creare un luogo vissuto, favorire la socialità, aumentare la presenza delle persone negli spazi pubblici e contribuire alla sicurezza e al decoro dell’area. Lasciare un immobile inutilizzato equivale a rinunciare a una risorsa importante per il quartiere.

L’interrogazione punta, inoltre, a chiarire se esista già un progetto di valorizzazione, quali siano i costi previsti per il recupero della struttura, le coperture economiche individuate e quando il Comune intenda pubblicare il bando per l’affidamento in concessione. I cittadini hanno il diritto di conoscere il cronoprogramma dell’intervento. Se il Comune ritiene strategico valorizzare questo immobile, è necessario passare rapidamente dalle parole ai fatti. Restituire il chiosco alla città significa attivare un servizio, valorizzare un’area verde molto frequentata e dare nuova vita a uno spazio pubblico che oggi è triste ed inutilizzato.

Federica Ubaldi, ChiAma Parma

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Nuovo polo logistico a Fidenza: M5S chiede trasparenza e visione diversa di sviluppo

7 Agosto 2026/1 Commento/in Voci Parallele, Opinioni/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo.

Non sappiamo se l’Amministrazione del Sindaco Malvisi abbia voluto attendere il completamento dell’iter tecnico con i pareri definitivi di tutti i componenti della Conferenza dei Servizi, ma accogliamo con sollievo il rinvio del voto sul polo logistico di Chiusa Ferranda.

Su interventi di tale portata ogni valutazione deve essere fondata su atti ufficiali e ponderata attentamente in tutte le sue implicazioni presenti e future. Su questo punto una delegazione del Gruppo Territoriale Bassa Parmense del MoVimento 5 Stelle ha insistito durante l’incontro del 27 luglio con il Sindaco e l’Assessore Amigoni.

Abbiamo anche ricordato che le trasformazioni del territorio sono scelte politiche che devono basarsi su una visione chiara e coraggiosa di sviluppo, che ponga al centro ambiente, salute, qualità della vita e un’economia più sostenibile e innovativa.

Il dibattito pubblico recente è stato spesso avvelenato da attacchi personali e allarmismi da condannare. Per esempio, è utile ricordare che siti sottoposti alla “direttiva Seveso” non sarebbero un unicum nel territorio comunale e che l’applicazione di norme più rigorose impone controlli più stringenti da parte dei soggetti preposti, nei quali riponiamo massima fiducia.

Sul piano occupazionale bisogna contestare ogni trionfalismo miope: la logistica crea lavoro, è vero, ma in gran parte impieghi poco qualificati e vulnerabili all’automazione nel medio periodo. L’ampliamento di altri 20 ettari su suolo agricolo richiesto da H.Essers (che oggi occupa 5 ettari e circa 20 addetti a Fidenza) appare del tutto sproporzionato, anche a fronte di centinaia di potenziali posti di lavoro e di rilevanti oneri di urbanizzazione. Proprio in ragione del fatto che tale richiesta sia formalmente legittima ai sensi della normativa regionale (art. 53 della legge regionale 24/2017, Giunta Bonaccini) riteniamo indispensabile una revisione radicale dell’attuale quadro normativo in quanto, con procedure accelerate e “corsie preferenziali”, spiana la strada ad interventi a fortissimo impatto ambientale e improntate ad un consumo di suolo selvaggio.

Certamente il margine decisionale dei Comuni si è ridotto, ma il PUG è uno strumento per definire una strategia complessiva di sviluppo: la Giunta deve mostrare coraggio e approvarlo rapidamente, altrimenti casi come questo si ripeteranno senza regole chiare.

Chiediamo infine il coinvolgimento della cittadinanza: il rinvio del voto finale ci offre tempo per un dibattito pubblico aperto e partecipato. Sollecitiamo il Sindaco Malvisi e la sua Giunta a darci risposte in merito all’approvazione del PUG e alla nostra proposta di un dibattito pubblico che restituisca trasparenza ai cittadini.

Michele Larini, coordinatore provinciale M5S
Claudio Galloni, Rappresentante Gruppo Territoriale Bassa Parmense M5S

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-08-07 12:23:162026-08-07 12:23:18Nuovo polo logistico a Fidenza: M5S chiede trasparenza e visione diversa di sviluppo

Il Trianon ritrovato e la maggioranza silenziosa

29 Luglio 2026/1 Commento/in Diario della Duchessa, Opinioni/da redazione

Caro Diario,

dopo un’attesa da far parere brevi i cantieri della Cattedrale, l’isolotto del mio amato Giardino ha finalmente ritrovato la sua legittima sovrana. La Fontana del Trianon, che al tempo del mio regno troneggiava all’ombra dell’augusta magione di Colorno, è tornata a zampillare, restituendo l’antico aspetto a quella peschiera che per troppi mesi è parsa un desolato acquitrino in secca.

Certo, la cerimonia ha brillato per quella mesta sobrietà che i moderni governanti, non più avvezzi all’arte della celebrazione, scambiano per virtuosa discrezione: nessun nastro da recidere, brindisi o effetti pirotecnici, i sudditi si sono accontentati delle solite, fortunatamente brevi e puntualmente dimenticabili, orazioni delle autorità: dal Primo Cittadino ai suoi solerti Assessori, fino al Comandante dei Carabinieri, acquartierati tra le avite mura che dominano il Giardino. Ma la vera notizia, caro Diario, non stava su quel modesto palco. Era riposta sulle sponde del laghetto, tra le centinaia di persone accorse per vedere l’acqua tornare a fluire.

Vi erano, è vero, i soliti volti noti della politica, maestranze e scrivani municipali e alcuni notabili cittadini. Ma la folla era per lo più composta da plebe e borghesia di ogni età, giunta al solo scopo di rimirare la fontana risorta. Un momento di appartenenza, giacché per questa città il Trianon non è una semplice opera del Settecento, nata dall’ingegno artistico che solo quei secoli hanno saputo donare, ma un custode di ricordi. Dai rampolli del Gotha al più umile dei parmigiani, ognuno conserva la memoria di un pomeriggio d’infanzia trascorso a gettar briciole ai pesci o a giocare tra i vialetti sotto le fronde ombrose.

In questa piccola adunata, tuttavia, ho notato un dettaglio ancor più prezioso. A sentire le quotidiane lamentazioni che corrono su quelle “reti sociali” dove demagoghi e aspiranti tribuni – gretti come carrettieri e reazionari quanto un nobile della Restaurazione – strepitano di “degrado”, “emergenze” e ruina imminente, parrebbe che Parma sia una nave alla deriva. Sia chiaro, persino dall’empireo il mio augusto sguardo scorge le magagne su cui chi governa dovrebbe profondere ben altro impegno. Eppure ieri attorno alla peschiera si è palesata la vera città, quella maggioranza discreta che non bercia nei baccanali digitali: cittadini che sanno indignarsi quando le cose non funzionano, ma che conservano ancora la grazia di fermarsi, riconoscere e applaudire un lavoro ben eseguito, con una semplicità d’altri tempi, che temevo smarrita per sempre. Il restauro del Trianon non era forse l’urgenza precipua per le sorti del Ducato, e ammetto che i ritardi accumulati avrebbero meritato qualche frustata ai capomastri, ma la giornata di ieri ha dimostrato che la bellezza ritrovata e la memoria sono un collante potente per il popolo che mi fu suddito.

Maria Luigia d’Asburgo Lorena

Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/07/Duchessa_trianon_01.jpeg 843 1600 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-07-29 07:06:322026-07-29 07:06:33Il Trianon ritrovato e la maggioranza silenziosa

Si fa presto a dire desealing

24 Luglio 2026/4 Commenti/in Opinioni, Editoriali/da redazione

Ma il Comune di Parma cementifica ancora, più che depavimentare

Desealing è la parola magica dell’estate parmigiana. Da mantra del mondo ambientalista, che la invoca da almeno un lustro, è all’improvviso assurta a “must” trasversale del lessico politico culturale cittadino. Parma addirittura, per un illustre giornale, sarebbe un esempio nazionale, di desealing. Meraviglie del marketing.

Il desealing, per chi se lo chiedesse, è la desigillazione o depavimentazione dell’asfalto o del cemento dal suolo, restituendolo a terreno naturale. Siccome è un’operazione impegnativa e costosa (e richiede uno switch culturale nei progetti) finora è sempre rimasta nei cassetti.

Allora cosa sta cambiando oggi che tutti vogliono fare desealing?

A parte i numerosi esempi di Milano che è partita per prima in Italia nel 2019 e continua tuttora con numerosi interventi, e di Genova con la sindaca Salis superstar che annuncia l’inserimento normativo del depaving nel Piano Urbanistico Comunale (mannaggia a Parma che “dimenticandosi” di questo tema ha appena approvato il PUG e si è fatta sfuggire l’occasione), oggi ci si accorge che per tentare di contrastare il super caldo estivo, provocato dal cambiamento climatico di origine antropica, la misura più rapida ed efficace in città è togliere cemento e mettere vegetazione (prati e alberi): è matematica, il verde riduce le isole di calore e calmiera le temperature.

Un esempio da manuale è quello realizzato a Forlì negli anni scorsi. Un grande piazzale del centro adibito a parcheggio è stato riconvertito a prato. Per chi vuole saperne di più questo il sito del progetto: sos4life E qui si può visualizzare su google earth la trasformazione seguendo la linea del tempo.

Torniamo a Parma. Il sindaco Guerra, raccontano, è entusiasta del desealing. Vorrebbe farne uno dei cavalli di battaglia nella prossima campagna elettorale. Per ora incentiva gli assessori Vernizzi e De Vanna a intervenire ovunque per spingere sul desealing come cambiamento culturale e con una nuova sensibilità ambientale.

Ma come stanno davvero le cose?

Ahi noi, come talvolta accade, si predica bene e si razzola male e in questo caso l’Amministrazione Comunale si fa cogliere facilmente in fallo. I numeri sono spietati: nei progetti del Comune di Parma sono ben maggiori i metri quadrati di nuova cementificazione rispetto alla depavimentazione e restituzione al terreno “naturale”. E gran parte è “colpa” dell’assessore allo sport, Bosi. Detto con ironia, si intende che i progetti sono approvati dall’intera giunta comunale.

Vediamo il perché.

Nella comunicazione del Comune, che infiocchetta uno degli aspetti innovativi del Pug, nel paragrafo “Piazze che tornano permeabili” si citano i piazzali Borri (centro), Bassano del Grappa (rione Cristo, quartiere San Leonardo), Serventi e Matteotti (Oltretorrente). Il totale di desigillazione di questi interventi sarebbe di oltre 2.500 mq, ma leggendo bene si scopre che in via Bassano “nella porzione centrale della piazza ci sarà la posa di un calcestruzzo drenante ad alte prestazioni”. Altolà: siano benedetti gli architetti e gli ingegneri che trovano sempre una soluzione a tutto. In pratica si toglie un cemento impermeabile anni Sessanta (era un campo da basket) e si mette un “calcestruzzo drenante”; sempre cemento è, però fa passare l’acqua nel sottosuolo. Le aree riconvertite effettivamente a prato sono di 800 mq. Stesso discorso vale per piazzale Serventi, intervento molto controverso e indigesto tanto che si rassicura “Il progetto non vedrà la perdita di parcheggi”. In piazzale Matteotti invece il ridisegno prevede un desealing di 490 mq.

C’è infine il caso di piazzale Borri, progetto di riqualificazione promosso e sostenuto integralmente dal Consorzio Km Verde. Nella comunicazione ufficiale prudentemente non si accenna al desealing ma si enfatizza la posa di 122 tra alberi e arbusti. Molti saranno piantumati lungo il perimetro della piazza, con aiuole sinuose che “scacciano” i lastroni di luserna. Tuttavia nella porzione che era già a verde vengono ricavati dei vialetti di camminamento, con sottofondo impermeabile. Insomma par di intuire che per il suolo sarà un saldo zero, se va bene. Ma lo scopo, come detto, è rendere la piazza più ombreggiata e vivibile, e il restyling sembra accattivante.

Nel contempo che si promuove il desealing, l’altra mano del Comune continua imperterrita a impermeabilizzare suolo. Annuncio del 3 luglio: in strada Zarotto nuova piscina pubblica all’aperto, di oltre 300 metri quadrati … sottratti al parco Ferrari. Lo stesso parco che quattro mesi fa ha visto inaugurare il nuovo campo da calcio in sintetico dell’Audace, misura 64 x 104 metri, ossia 6.656 metri quadri di terreno naturale tolto e impermeabilizzato con una soletta.

I conti son presto fatti: desealing previsto 2.500 mq, suolo impermeabilizzato 7.000 mq, quasi il triplo.

E un altro campo in sintetico è stato promesso alla San Leo, a sostituire uno in terreno, nel complesso sportivo in via Guastalla.

Non c’è solo lo sport. Nel settore mobilità è stato approvato il settembre scorso il taglio di un pezzetto di 150 mq della Picasso Food Forest per fare una rotatoria.

La rassegna potrebbe continuare con costruzioni in corso di strutture pubbliche (case della salute, biblioteche) su aree verdi, ma guardiamo avanti e fiduciosi sulla rotta del desealing.

Francesco Dradi

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_0066.jpeg 960 1280 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-07-24 12:32:042026-07-24 15:53:34Si fa presto a dire desealing

Vertenza Kamila/Coop: ancora nessun accordo. Lunedì 27 sciopero ad Anzola

24 Luglio 2026/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo da ADL Cobas

Si è concluso senza esito positivo anche il quarto Tavolo di salvaguardia occupazionale convocato dall’Assessorato al Lavoro della Regione Emilia-Romagna per la crisi che coinvolge gli 87 lavoratori, dipendenti della cooperativa MD Service nel magazzino Kamila di Parma. La vertenza nasce dalla chiusura dell’appalto da parte di Kamila che per anni ha operato per la distribuzione di Coop Alleanza 3.0, con il definitivo spostamento delle attività, da parte di quest’ultima, in provincia di Bologna.

Dopo il confronto di martedì, la Regione aveva formulato una proposta di mediazione. Nella riconvocazione di giovedì 23 luglio, le Organizzazioni sindacali ADL Cobas, FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, unitariamente, hanno condiviso l’impianto della proposta, che garantisce un numero significativo di ricollocazioni a tempo indeterminato, adeguato sostegno economico in caso di trasferimento fuori provincia, un congruo periodo di CIGS per accompagnare i percorsi di ricollocazione e una soluzione economica dignitosa per i lavoratori destinati all’esodo.

La cooperativa MD Service, invece ha respinto la proposta, confermando le stesse posizioni di settimane fa e impedendo, di fatto, il raggiungimento di un accordo.

Da parte sua il committente Kamila – mai presente ai Tavoli istituzionali – contribuirebbe con appena una ventina di ricollocazioni a tempo indeterminato, con un contributo economico del tutto insufficiente per il trasferimento presso il sito di Anzola dell’Emilia e nessuna risorsa aggiuntiva per gli esodi rimanenti.

Assordante resta il silenzio di Coop Alleanza 3.0 che, con il proprio peso e la propria autorevolezza, potrebbe e dovrebbe svolgere un ruolo decisivo nel favorire una soluzione positiva della vertenza.

Dopo settimane di confronto, questa scelta rappresenta un grave atto di irresponsabilità da parte dell’intera filiera.

Una posizione che ignora il lavoro di mediazione svolto dalla Regione Emilia-Romagna e gli appelli al senso di responsabilità rivolti anche dal Comune di Parma, pienamente consapevole delle pesanti conseguenze sociali di un licenziamento collettivo di queste dimensioni.

Tutto questo mentre il tempo sta per scadere: il 5 agosto terminerà la procedura di licenziamento collettivo e, senza un accordo, i licenziamenti diventeranno effettivi nel giro di pochi giorni.

Per questo le Organizzazioni Sindacali ADL Cobas, FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI prendono atto dell’atteggiamento della controparte e, insieme ai lavoratori, proclamano per lunedì 27 luglio una giornata di sciopero con presidio presso il magazzino Coop di Anzola dell’Emilia.

Confermando la piena disponibilità a proseguire il confronto fino all’ultimo momento utile, e nella piena fiducia del lavoro delle Istituzioni, la mobilitazione proseguirà fino a quando tutti i soggetti della filiera non contribuiranno concretamente a un accordo giusto che garantisca la massima tutela occupazionale e sociale per gli 87 lavoratori coinvolti e delle loro famiglie.

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-07-24 12:09:012026-07-24 12:09:03Vertenza Kamila/Coop: ancora nessun accordo. Lunedì 27 sciopero ad Anzola
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