Niente trasferta a Firenze, peccato.
La distanza non impraticabile, la partita di domenica, l’orario pomeridiano.
Insomma, ormai capita di rado di avere tutte queste concordanze astrali.
Eppure, s’è deciso di non andare.
E come mai un tifoso, anzi, una tifoseria intera per dir la verità, sceglie di non accompagnare i propri colori lontano dal Tardini?
Lo stadio fiorentino, in piena città, è in via di ristrutturazione da ormai parecchi mesi, che son diventati anni. I lavori sono fatti a stralci, per evitare chiusura e trasferimento. I punti di contatto con la situazione ducale sono evidenti.
Ebbene, in questi stralci e mesi, la società viola ha deciso di limitare, di comune accordo con municipalità e prefettura, lo spazio per i tifosi ospiti a soli 300 posti. Un numero davvero risibile, anche per una tifoseria non proprio massiva come quella gialloblu.
Però, per una distanza ragionevole, uno scontro salvezza con punti pesantissimi in palio, una collocazione oraria e festiva ideale, sono veramente pochi.
Troppo pochi.
E così, come lo scorso anno, Boys e CCPC (Centro Coordinamento Parma Clubs, per evitare fraintendimenti) hanno deciso di disertare la trasferta. O tutti o nessuno.
Ecco, a me queste prese di posizione piacciono e molto.
Sarà che sono un po’ idealista, un po’ illuso che la coesione possa condizionare le scelte o indirizzi della società in generale, ma mi piace quando i tifosi alzano la voce non solo per incitare la squadra, ma anche per esprimere in maniera chiara e netta una opinione, una sensazione, una posizione, un dispiacere, la solidarietà.
Sempre più spesso siamo trattati tra bestiame e bancomat.
Spostati in mandrie, a orari prefissati, ingressi contingentati, scaglionati, numerati, filmati in una dilatazione di tempi che arriva a coprire diverse ore prima e parecchie dopo la gara effettiva.
Per non parlare dei prezzi e costi, poi.
I biglietti, immancabilmente sopra i 20€, spesso sopra i 30€, talvolta a sfiorare i 40€ e parlando di settori popolari.
Birra, di ben dubbia qualità che arriva a costare anche 8€ e servita in contesti alquanto degradati, disorganizzati e spesso gestiti in modi opachi.
Anche qui, un piccolo inciso, sulle intenzioni di rendere più attiva e attrattiva la vita negli stadi: questo sarebbe un buon punto di partenza. Con le sole birre, il Tottenham pagava lo stipendio di Harry Kane, il Dortmund parte significativa delle giovanili. Qui, mah…
Quindi, rinunciare a una trasferta, specie per un papà e figlio, tra biglietti, birrette, panini, viaggio & compagnia è un risparmio significativo sul bilancio mensile familiare.
Dall’altro, un gesto per me, per noi, forte e significativo della nostra identità.
Che è prima di tutto, sempre collettiva, inclusiva, come abbiamo detto altre volte di famiglia allargata.
A chi sta fuori, probabilmente non interessa, anzi potrà sembrare un po’ surreale o demenziale. E non è detto che non lo sia.
Però, ci si espone, si parla, si chiede, si sta insieme, si prova a cercare rispetto.
Fuori dalla curva, qual è oggi la partecipazione collettiva, comune?
E per cosa, per la soluzione di quale dei moltissimi problemi che affliggono la società contemporanea? Per quali dei diritti negati o in via di sottrazione ci si spende ancora insieme agli altri, attivamente?
Non siamo andati a Firenze ma ci siamo trovati in sede, a mangiare prima e poi a guardare la partita, tutti assieme. Come si faceva una volta la domenica, in famiglia.
La partita, gestita ormai con la serenità, la consapevolezza, la calma di una squadra a cui è difficilissimo fare gol. Alla fine, un altro punto guadagnato sulla terzultima. Mancano 10 partite, abbiamo 10 punti di vantaggio.
Fiorentina-Parma 0-0
Domenica 8 marzo 2026, stadio “Artemio Franchi”, Firenze. Spettatori: 20.534 (nessuno ospite).
Giallo & Blu 🟡 🔵