New look per piazza Matteotti

C’è qualcosa di nuovo nella riqualificazione di piazza Matteotti, che prenderà il via in autunno per essere pronta al taglio del nastro nella primavera 2027.

Non è proprio un inedito poiché segue l’esempio del parco Vilma Preti (San Leonardo) rivisitato partendo dal basso, ossia dall’ascolto degli abitanti tra desideri ed esigenze pratiche. E che, così riqualificato, con panchine, giochi bimbi e attrezzature per lo sport libero, vede una frequentazione positiva di famiglie e ragazzi.

Piazzale Matteotti è la prima piazza a venir ripensata in questo modo, “partecipato” come si dice, e alla fine della presentazione, in un affollato incontro all’Oltrelab, sono solo applausi per l’assessore ai lavori pubblici, Francesco De Vanna e l’architetto Alessandro Iannello di Bios Atelier.

Il ridisegno di piazza Matteotti (e non rifacimento, tiene a specificare Iannello) è riassumibile in tre aspetti evidenziati da Iannello: ampliamento del verde disponibile; realizzazione di quattro piazzette interne; arredi con sedute, tavoli e giochi bimbi inclusivi.

Il ridisegno prevede la desigillazione di 490 mq di area attualmente pavimentata e la piantumazione di 30 alberi, 72 arbusti e oltre 500 mq di erbacee.

Il Comune stanzia 600mila euro per la riqualificazione, affidata a Parma Infrastrutture per i lavori.

Partendo dal lato est: l’obelisco che ricorda le vittime del lavoro viene valorizzato in due modi: attorno l’area viene pavimentata e sulla prospettiva verso via Don Bosco vengono tolti gli stalli di sosta per dare respiro e visibilità. Per lo stesso motivo, di respiro visivo, gli stalli verranno tolti anche nei due lati di “taglio” di via Don Minzoni. Nel ridisegno complessivo però di stalli ne vengono ricavati altri e alla fine il saldo è negativo solo per due unità.

La prima piazzetta è dunque attorno all’obelisco. Poco oltre ne viene disegnata un’altra, quadrata, con la possibilità di un palco e diverse panchine. Quindi, con vialetto ridotto di dimensioni, e con l’eliminazione del rialzo dei cordoli delle aiuole, si arriva all’attuale rettangolo che si interpone tra i due tratti di via Don Minzoni. Qui la novità è una serie di tavoli, fissi, che nelle intenzioni possano servire come luogo di ritrovo e anche studio nei periodi a temperatura mite. Nei pressi sarà spostata la fontanella. Infine l’attuale area dei tigli viene ridisegnata a cerchio interno, con sedute, e vedrà la posa di nuovi giochi per bambini.

Il mercato domenicale rimarrà ma con un riposizionamento dei banchi.

«Ridisegniamo lo spazio pubblico – ha introdotto De Vanna – per renderlo più fruibile e così rafforzare la comunità e i legami di prossimità. È un approccio che finora ha funzionato, specialmente se c’è l’elemento del gioco poiché la funzione ludica aggrega. Le sedute sono per ribadire che ci si può ritrovare senza necessariamente consumare e spendere. L’intenzione è restituire un luogo importante per la vivibilità futura. I tre concetti guida sono stati “desigillazione” dal cemento, anche per contrastare le isole di calore, “animazione” con spazi e giochi per tutti, “condivisione” per favorire l’incontro intergenerazionale che è il valore aggiunto degli spazi pubblici».

Qualcuno subito ha storto il naso all’idea di tante panchine e, soprattutto, dei tavoli. Elio Castrucci (laboratorio di quartiere) richiama: «I tavoli furono messi vent’anni fa in piazzale Inzani, una scelta sciagurata. L’idea del presidio ci sta, ma c’è il rischio che le frequentazioni non siano delle migliori».

De Vanna allarga le braccia e ribadisce che da altri parti questo tipo di riqualificazione ha funzionato e che, comunque, «serve l’impegno di tutti, a partire da noi».

Intervengono Massimo Pinardi (circolo Matteotti) e Annarita Maurizio (già consigliera comunale) per richiedere la posa di “un elemento” che ricordi Giacomo Matteotti e infine Barbara Rotelli (Ester aps) fa un ultimo tentativo per chiedere la realizzazione di uncampo da basket e un tavolo da ping pong, “per tenere i ragazzi in quartiere”. Il progettista scuote la testa, lo spazio non c’è.

(dra.fra)

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