Dall’Olio (Verdi – AVS): “Sui temi ambientali serve una svolta radicale con azioni visibili e concrete in ogni quartiere. E occorre tornare alla gestione pubblica dell’acqua”
Nicola Dall’Olio, co-portavoce di Europa Verde, avete avviato con gli iscritti il percorso per redigere il programma di Alleanza Verdi Sinistra (AVS) per le elezioni del prossimo anno. Ci sono già dei punti fermi?
Il punto fermo è proprio quello di mettere il programma al centro delle priorità per confrontarsi con le altre forze politiche del centrosinistra e capire se è possibile costruire insieme un programma di governo della città che faccia fare uno scatto in avanti a Parma.
L’impressione è che abbiate un giudizio ambivalente sull’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Guerra.
Rispetto a quello che abbiamo vissuto fino adesso, noi crediamo che servano delle scelte più radicali e concrete, capaci di rendere più bella e vivibile la città, in tempi di crisi climatica ed energetica, migliorando la qualità della vita dei cittadini.
Rispetto agli impegni che sono stati assunti dall’Amministrazione, che sono condivisibili, devono poi seguire delle azioni concrete, degli investimenti, degli interventi diffusi che diano il senso di una rigenerazione in chiave di sostenibilità come stanno vivendo tante città in Europa. Sull’obiettivo della neutralità carbonica, che noi sosteniamo, è stato detto molto ma fatto poco per il momento. Per questo costruiremo un programma partecipato, che coinvolga quante più persone possibili per raccogliere fabbisogni ed esigenze sulla città per i prossimi cinque anni, ovviamente dal punto di vista dei Verdi, nel contesto di Alleanza Verdi Sinistra.

Quindi l’ingresso nella coalizione del sindaco Guerra, non è scontato?
Non è scontato, nel senso che dipende dal programma e da quanto ci si impegna a fare nei prossimi anni. Nel recente congresso provinciale di Europa Verde il titolo della mozione che ha portato al rinnovo delle cariche era “Crescere insieme per la responsabilità di governare”, quindi noi ci poniamo il tema di governare, non vogliamo essere semplicemente una forza di minoranza o di opposizione. A livello nazionale stiamo lavorando ad una coalizione con le altre forze del campo di centrosinistra e in questa prospettiva AVS ha avviato un percorso programmatico partecipato sulla piattaforma “Decidiamo” perché, prima dei nomi, vengono i programmi e le azioni per dare risposte ai bisogni dei cittadini dopo 5 anni di un governo immobile che non ha nemmeno saputo sfruttare i 200 miliardi di euro messi a disposizione dalla UE.
Dall’altra parte a livello comunale una possibile coalizione si può fare se c’è una convergenza sulle priorità condivise, sapendo che ci sono alcune tematiche che per noi non sono negoziabili.
Questo percorso locale lo facciamo in contemporanea con il percorso nazionale e vogliamo arrivare a novembre con una nostra proposta. Su quella base ci confronteremo e vedremo se ci sono gli elementi per iniziare a costruire qualcosa insieme. Lo vedremo anche negli ultimi atti di questa Amministrazione Comunale, perché ricordiamoci che adesso siamo all’opposizione
Gli ultimi atti riguardano l’approvazione finale del Pug e cos’altro?
Parliamo del Piano urbanistico generale che è già in buona parte definito e sicuramente ha anche già recepito alcune nostre proposte; c’è stata l’approvazione del regolamento del verde; è passato il piano per la mobilità sostenibile e diverse cose che abbiamo chiesto sono state recepite, non tutte purtroppo, tra cui lo stralcio della via Emilia bis e su questo rimane una distanza.
In prospettiva il punto nodale sarà il bilancio preventivo per l’anno prossimo, lì vedremo dove saranno messe le risorse perché quello cambierà molto.
Faccia un esempio.
Vedremo se vengono portate avanti azioni e attività su cui noi crediamo come la rigenerazione urbana per adattare la città alla crisi climatica che stiamo vivendo, ad esempio aumentando le aree verdi attraverso la depavimentazione (il cosiddetto de-sealing) per rendere la città più permeabile, aumentare l’ombreggiatura, ridurre l’isola di calore e renderla alla fine anche più vivibile e bella.
Sono stati avviati alcuni interventi, come per piazza Matteotti, anche in forza di una mozione presentata dal nostro capogruppo in Consiglio comunale Enrico Ottolini, ma si procede ancora in modo troppo timido e forse con una comunicazione non adeguata ai cittadini, come avvenuto per la gestione del verde. Servono azioni faro, che diano il senso del cambiamento, ad esempio abbattendo l’ecomostro che da ormai vent’anni fa brutta mostra di sé in Via Colorno, una delle principali porte della città. Pensate se al posto di quel parcheggio multipiano abbandonato ci fosse un bosco. Ci guadagnerebbe l’ambiente e l’immagine della città.
Un altro tema a noi molto caro, oggetto di un’altra nostra mozione approvata dal Consiglio comunale, è quello dei parcheggi. Adesso, nel periodo estivo, se uno lascia la macchina in un’area parcheggio, che sia uno scambiatore, un centro commerciale o la piazzola di quartiere, se la ritrova rovente, quasi inaccessibile. In un momento di crisi climatica con il gran caldo che già a maggio ha raggiunto i 36 gradi, alla faccia di chi nega il riscaldamento climatico, bisogna fare in modo che questi parcheggi diventino dei luoghi più permeabili, con verde e pensiline fotovoltaiche che, oltre ad ombreggiare, producono energia pulita e possono essere collegate a colonnine di ricarica per i veicoli. Nella teoria siamo tutti d’accordo, nella pratica il Comune è rimasto fermo al palo.
Eppure l’assessore alla mobilità e transizione ecologica, Borghi, ha elaborato un piano di pensiline fotovoltaiche ma Parma Infrastrutture sembra lo abbia stoppato. Come bisogna affrontare la questione?
Intanto partiamo col ricordare che grazie ad emendamenti e mozioni presentati dal consigliere Ottolini, che per inciso ha fatto un lavoro enorme in questi anni, questi emendamenti sono stati recepiti dalla maggioranza e si è proceduto alla mappatura di queste aree, da coprire col fotovoltaico. Prendiamo atto con favore che l’Amministrazione abbia voluto portarla avanti, ma crediamo che qualcosa bisognasse già farlo in questo mandato, con piccoli interventi esemplari. Invece si è puntato su un progetto di partenariato pubblico-privato molto grande, con un appalto di oltre 100 milioni di euro che espone molto Parma Infrastrutture.
Credo si potesse partire con dei progetti pilota più semplici da gestire, uno in ogni quartiere, che però avrebbero dato già un’idea di quella che per noi sarà la visione trasformativa della città per il futuro, come stanno facendo tutte le grandi città: a Parigi sembrava impossibile che si potesse andare lungo la Senna a passeggiare in bicicletta in mezzo agli alberi e fare il bagno e invece l’hanno fatto, e a Parma bisogna iniziare a immaginare che si possa tornare a fare il bagno nel maretto.
Per andare nel concreto. Da dove inizierebbe?
Con una ricognizione nei quartieri. E faccio un esempio per il mio. Piazzale Parri a San Lazzaro, è un piazzale totalmente impermeabilizzato, con quattro piante striminzite e rinsecchite, le macchine al sole e l’asfalto che cola dal caldo tra maggio e settembre; di questi slarghi ce ne sono tanti in cui intervenire per dare anche bellezza ai luoghi del vivere quotidiano che è un ottimo antidoto al degrado.
Un tema forte su cui fate subito un’iniziativa, è sull’acqua pubblica. Che posizione avete?
Come AVS faremo l’incontro “Acqua e servizi locali: la sfida della gestione pubblica” sabato prossimo, 13 giugno, alle ore 10 alla sala civica Bizzozero, con interventi di associazioni, sindacati e rappresentanti di altri partiti e forze politiche dell’area del centro sinistra.
Il tema dei servizi pubblici locali per noi è centrale soprattutto nell’ottica della gestione pubblica. Abbiamo visto cosa è successo con il teleriscaldamento: quando c’è stato l’aumento del prezzo del gas i cittadini che erano collegati alla rete si sono trovati a pagare delle bollette altissime, nonostante il calore sia prodotto per il 70% dai rifiuti del termovalorizzatore, non certo dal gas. E poi vediamo quanto il fatto di avere i servizi nelle mani di una multiutility quotata in borsa, quale è Iren, sia un conflitto di interessi perché una multiutility per forza di cose deve massimizzare il profitto e i dividendi per gli azionisti, soprattutto quelli privati, ma anche quelli pubblici. Noi pensiamo che i servizi pubblici locali invece devono essere gestiti direttamente dal pubblico e per l’acqua c’è stato un referendum nel 2011 in cui il popolo italiano si è espresso e non viene ancora applicato. Abbiamo una grande occasione ossia la scadenza del contratto nel 2027 che comporta la scelta di arrivare ad un unico gestore a livello provinciale e c’è la possibilità davvero di tornare a una gestione pubblica diretta. In provincia di Parma ci sono attualmente tre gestori, due totalmente pubblici che sono Emiliambiente e Montagna 2000, l’altro è Iren.
Di Emiliambiente è socio anche il Comune di Parma: è una realtà totalmente pubblica che gestisce in maniera eccellente i propri servizi. Crediamo che ci siano opportunità reali per questa soluzione, che permetterebbe di mantenere i ricavi del servizio sul territorio e recuperare la prossimità, con un ente che è vicino e che ha dei propri centri decisionali qua non a Genova o Torino.
Francesco Dradi



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