La vertenza Md-Kamila-Coop si sposta in Regione

Nulla di fatto, ieri, all’incontro tra proprietà di MD Service e sindacati. Gli 87 licenziamenti rimangono confermati, per la chiusura e dismissione del magazzino Kamila allo Spip.

Tuttavia c’è un passo avanti. La richiesta di un “tavolo di crisi” è stata avanzata formalmente dai tre sindacati Adl Cobas, Cgil e Cisl all’assessore regionale al lavoro, Giovanni Paglia. L’incontro in Regione Emilia-Romagna dovrebbe tenersi mercoledì prossimo, 10 giugno.

La richiesta da parte sindacale è che al tavolo istituzionale sia convocata oltre a MD Service, il datore di lavoro degli 87 facchini, anche Kamila (la società che gestisce i magazzini) e Coop Alleanza 3.0 , unico committente dei magazzini Kamila.

Questo meccanismo a scatole cinesi è considerato un’aberrazione da Stefano Re, il sindacalista ADL Cobas che ha condotto la trattativa e che fa il punto con i lavoratori, una volta terminato l’incontro con MD Service. “Purtroppo è tutto legale e consentito – ha detto Re, con amarezza – ma sappiamo che la merce che arriva e che esce dal magazzino Kamila è solo e tutta di Coop che di fatto controlla il processo ma, appaltando all’esterno, non risulta responsabile. Insisteremo affinché siano presenti al tavolo in Regione”.

Così come i sindacalisti sperano sia presente anche l’Amministrazione Comunale di Parma. “I licenziamenti riguardano 90 persone che vivono qui, se rimangono in strada è un problema che si farà sentire”.

Ieri i facchini – che ricordiamo sono tutti immigrati africani e asiatici – hanno scioperato (con adesione quasi al 100%) per mostrarsi compatti alla trattativa con MD Service. L’incontro era convocato all’hotel Link, in via San Leonardo. Un modo per smorzare la visibilità della protesta. Il presidio dei lavoratori era di fatto nel parcheggio interno dell’hotel.

Abbiamo chiesto che, in subordine al ritiro dei licenziamenti, l’azienda apra la procedura per la cassa integrazione – ha aggiunto Re – sono stati invitati a farlo anche dal prefetto. Hanno detto che verificheranno questa strada; essendoci la chiusura dello stabilimento non è detto che sia praticabile. La cassa integrazione, a parte essere più consistente economicamente della Naspi, è molto importante perché mantiene in essere il rapporto lavorativo cosa che è fondamentale per la continuità del permesso di soggiorno” (come ha spiegato il delegato Sekou Coulibaly nella nostra intervista).

Non si è parlato di buonuscita – ha detto ancora il sindacalista Cobas, ai lavoratori – perché come emerso nell’assemblea dell’altro giorno la grande maggioranza di voi ha detto chiaramente che è innanzitutto interessata a proseguire il lavoro, non saremo di certo noi in questo momento a chiedere la buonuscita”.

Nella trattativa ADL Cobas perseguirà tutte le strade per far sì che il magazzino di via dell’Industria, se non può continuare con Coop, possa essere riconvertito su altri clienti; sarà avanzata anche la richiesta che gli altri centri di smistamento merci di Coop Alleanza possano assumere in via preferenziale i lavoratori licenziati, esplorando la possibilità di altre posizioni, anche nei supermercati. “Insomma – ha concluso Re – bisogna provarle tutte perché dobbiamo difendere i posti di lavoro fino alla fine

(dra.fra)

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