Nuovo polo logistico a Fidenza: M5S chiede trasparenza e visione diversa di sviluppo

Riceviamo e pubblichiamo.

Non sappiamo se l’Amministrazione del Sindaco Malvisi abbia voluto attendere il completamento dell’iter tecnico con i pareri definitivi di tutti i componenti della Conferenza dei Servizi, ma accogliamo con sollievo il rinvio del voto sul polo logistico di Chiusa Ferranda.

Su interventi di tale portata ogni valutazione deve essere fondata su atti ufficiali e ponderata attentamente in tutte le sue implicazioni presenti e future. Su questo punto una delegazione del Gruppo Territoriale Bassa Parmense del MoVimento 5 Stelle ha insistito durante l’incontro del 27 luglio con il Sindaco e l’Assessore Amigoni.

Abbiamo anche ricordato che le trasformazioni del territorio sono scelte politiche che devono basarsi su una visione chiara e coraggiosa di sviluppo, che ponga al centro ambiente, salute, qualità della vita e un’economia più sostenibile e innovativa.

Il dibattito pubblico recente è stato spesso avvelenato da attacchi personali e allarmismi da condannare. Per esempio, è utile ricordare che siti sottoposti alla “direttiva Seveso” non sarebbero un unicum nel territorio comunale e che l’applicazione di norme più rigorose impone controlli più stringenti da parte dei soggetti preposti, nei quali riponiamo massima fiducia.

Sul piano occupazionale bisogna contestare ogni trionfalismo miope: la logistica crea lavoro, è vero, ma in gran parte impieghi poco qualificati e vulnerabili all’automazione nel medio periodo. L’ampliamento di altri 20 ettari su suolo agricolo richiesto da H.Essers (che oggi occupa 5 ettari e circa 20 addetti a Fidenza) appare del tutto sproporzionato, anche a fronte di centinaia di potenziali posti di lavoro e di rilevanti oneri di urbanizzazione. Proprio in ragione del fatto che tale richiesta sia formalmente legittima ai sensi della normativa regionale (art. 53 della legge regionale 24/2017, Giunta Bonaccini) riteniamo indispensabile una revisione radicale dell’attuale quadro normativo in quanto, con procedure accelerate e “corsie preferenziali”, spiana la strada ad interventi a fortissimo impatto ambientale e improntate ad un consumo di suolo selvaggio.

Certamente il margine decisionale dei Comuni si è ridotto, ma il PUG è uno strumento per definire una strategia complessiva di sviluppo: la Giunta deve mostrare coraggio e approvarlo rapidamente, altrimenti casi come questo si ripeteranno senza regole chiare.

Chiediamo infine il coinvolgimento della cittadinanza: il rinvio del voto finale ci offre tempo per un dibattito pubblico aperto e partecipato. Sollecitiamo il Sindaco Malvisi e la sua Giunta a darci risposte in merito all’approvazione del PUG e alla nostra proposta di un dibattito pubblico che restituisca trasparenza ai cittadini.

Michele Larini, coordinatore provinciale M5S
Claudio Galloni, Rappresentante Gruppo Territoriale Bassa Parmense M5S

1 commento
  1. Mariacristina Testi
    Mariacristina Testi dice:

    Ben detto! Fondamentale è un dibattito aperto: i sotterfugi aprono a sospetti . Inoltre, la salute dei cittadini va prima di tutto, come anche preservare i terreni agricoli. Nella famosa Food Valley, la cementificazione è ancora molto alta, nonostante in troppi si riempiono la bocca con la parola “green”….Che poi, cominciamo ad eliminare questi inglesismi dalla nostra bella lingua?

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