Europa Verde di lotta e di governo. Dall’Olio e Franceschi eletti co-portavoce
Il congresso della Federazione provinciale di Europa Verde Parma, svoltosi la scorsa settimana, ha eletto all’unanimità co-portavoce provinciali Nicola Dall’Olio (confermato) e Francesca Franceschi (novità, al posto di Sara Fallini che ha scelto di non ricandidarsi) . Ha partecipato all’assemblea anche l’europarlamentare verde Cristina Guarda. (Nella foto di apertura: da sinistra Franceschi, Ottolini, Guarda, Dall’Olio).
I voti sono confluiti sulla mozione “Crescere insieme per la responsabilità di governare”, che rappresenta un punto di svolta. Per dirla con la famosa immagine coniata negli anni ’70 da Enrico Berlinguer, i Verdi di Parma intendono presentarsi ai loro elettori e all’opinione pubblica come un partito “di lotta e di governo”.
Il titolo della mozione è la sintesi di questo programma: Europa Verde vuole cioè ottenere consensi continuando da un lato a lottare per promuovere una visione ecologica del pianeta come bene comune, inscindibile da un’emancipazione sociale a tutti i livelli, ma si candida a crescere spiegando meglio e con più efficacia – assumendo quando possibile responsabilità di governo – quale strada da percorrere in concreto per arrivare a una economia ecologicamente sostenibile. Una strada che sia alla portata di tutti, non solo delle tasche più ricche.
Il complicato periodo storico, segnato dal negazionismo scientifico e climatico (vedi Trump), dalle semplificazioni populiste spesso antidemocratiche, dall’arretramento generalizzato dei partiti Verdi europei e dal ridimensionamento del Green Deal, rende la sfida del “governare” particolarmente difficile. Ma a livello locale e nazionale i risultati di Europa Verde sono positivi. Nel giugno 2022 alle elezioni comunali il candidato sindaco Enrico Ottolini ha ottenuto il 4,6% dei voti, con oltre 3.000 preferenze sul nome, riportando i Verdi dopo vent’anni in Consiglio comunale. Alle successive elezioni politiche, l’Alleanza Verdi-Sinistra Italiana (AVS) ha superato la soglia di sbarramento con il 3,61% dei voti, tornando in Parlamento; alle europee, la stessa alleanza tra Verdi e Sinistra Italiana ha ottenuto a livello nazionale il 6,73%, ma nel Comune di Parma un clamoroso 9,52%. Infine, alle ultime elezioni regionali AVS si è presentata nella coalzione di centrosinistra di De Pascale ottenendo il 5,3% e tre consiglieri. Ottolini è stato il “verde” più votato in regione, anche se non eletto in Consiglio, con 2.189 preferenze (in seguito è diventato co-portavoce regionale del partito, il primo espresso da Parma).
E qui cominciano i problemi, perché l’aumento di consensi di AVS ha alimentato i timori tra alcuni militanti di perdere la forza propulsiva ideale e identitaria che ha sempre contraddistinto i Verdi. Altri invece, spinti dai risultati elettorali, vorrebbero tradurre il consenso in possibilità di “governare” per realizzare concretamente una parte delle proposte ecologiste, affrontando gli inevitabili compromessi.
Ma non è semplice riuscire a “pesare”. Ad esempio in Regione dove AVS ha appoggiato De Pascale, dovendo barcamenarsi tra la lealtà che l’alleanza politica richiede, diventando a volte compartecipi di operazioni che non si condividono del tutto o in parte (ad esempio il piano aeroportuale), e il riuscire ad incidere nelle scelte della maggioranza. Purtroppo non ha potuto partecipare al congresso il consigliere regionale Paolo Burani (Europa Verde Reggio Emilia) attuale presidente della commissione regionale Territorio Ambiente e Mobilità che avrebbe animato la discussione su questi temi.
A Parma la battaglia condotta dai banchi dell’opposizione dall’infaticabile Ottolini ha dato, come si è visto, buoni risultati. Tra le iniziative che Europa Verde ha condotto ricordiamo, ad esempio, la campagna di denuncia dei costi del teleriscaldamento, le petizioni al Parlamento Europeo, il continuo incalzare il Comune sulla transizione energetica, l’appoggio ai comitati contro i progetti dell’aeroporto-cargo, l’opposizione alla via Emilia-bis a salvaguardia dei fontanili, l’impegno contro la realizzazione di un prosciuttificio sotto il Castello di Torrechiara e del mega polo logistico di Medesano, il sostegno al decentramento del nuovo stadio, il ciclo di incontri sulle baby gang….
Ottimo lavoro, ma la mozione votata dal congresso segna un cambio di passo.
Abbiamo chiesto a Nicola Dall’Olio di delineare gli scenari nei quali Europa Verde si muoverà in relazione alle elezioni comunali e politiche del 2027.
Dall’Olio tiene a sottolineare come prima cosa il preoccupante contesto internazionale e il «rischio enorme, anche in Italia, di una deriva autoritaria dove non è solo minacciato il clima e l’ambiente ma la democrazia e le stesse istituzioni senza le quali non si possono neppure fare politiche ambientali» e «la necessità di una presa di responsabilità per quello che sta accadendo e una conseguente scelta di campo».
A livello nazionale è stata ribadita l’alleanza con Sinistra Italiana e AVS lavorerà per «una coalizione di centrosinistra perché ci sono in gioco questioni molto importanti come, ad esempio, l’elezione del Presidente della Repubblica. Ci vuole un’agenda in difesa della democrazia e che, contemporaneamente, guardi ad un futuro ecologico».
A livello regionale questa scelta è già stata fatta, mentre riguardo alle comunali Dall’Olio ricorda che nelle elezioni precedenti «non era ancora nata AVS quando ci siamo candidati assieme a Possibile. E con il PD c’erano sul tavolo questioni molto dirimenti come l’aeroporto cargo, lo stadio e altre situazioni per cui, eletto Ottolini, si è scelto di stare all’opposizione».
Ma è evidente che adesso la situazione è cambiata: «Con AVS a livello nazionale schierato con il centrosinistra sarebbe molto difficile – afferma Dall’Olio – spiegare agli elettori che vogliamo andare da soli, anche per la probabile concomitanza con le elezioni politiche. Dobbiamo sederci attorno a un tavolo per confrontarci con la maggioranza comunale attuale per vedere se si può definire un programma comune, senza dare l’esito per scontato e mantenendo la radicalità delle nostre proposte. Le contrapposizioni così nette sull’aeroporto cargo e lo stadio si sono ridimensionate e adesso ci sono le condizioni per trovare un terreno di dialogo. È arrivato il momento in cui la crescente fiducia ottenuta dall’elettorato deve essere messa in gioco e utilizzata come leva politica per riuscire a realizzare in parte le nostre idee. E ne abbiamo tante».
«Le elezioni comunali del 2027 – conclude il co-portavoce di Europa Verde Parma – sono in realtà molto vicine e vogliamo cominciare da subito a lavorare al nostro programma con dei gruppi dedicati, partendo da quello presentato alle scorse comunali, aggiornarlo, migliorarlo e averlo pronto per un confronto puntuale con la maggioranza che sarà solo su base programmatica: quanto più avremo le idee chiare su quello che vogliamo tanto più potremo negoziare».
Il congresso ha anche rinnovato l’esecutivo provinciale con la conferma di Ximena Malaga Palacio, Eugenio Lori, Rolando Cervi e Giuliana Nico, e l’ingresso di quattro nuovi iscritti: Francesca Gaburro, Federica Filippi, Fausto Richetti e Lorenzo Urbanetto.
Redazione















