Il quadrilatero smart e green che rimodella San Leonardo
Martedì l’inaugurazione del rinnovato parco Vilma Preti in via Verona
Si rafforzano le presenze storiche dell’Asd San Leo e della Casa nel Parco. E in futuro sarà Chiesi Gardens
C’è un quadrilatero che può cambiare volto, e narrazione, al San Leonardo: da quartiere difficile potrebbe diventare nel prossimo futuro un approdo tra i più gettonati della città. I quattro caposaldi sono l’Associazione sportiva San Leo e la Casa nel Parco del Naviglio, che si consolidano come presenze storiche, il rinato parco Vilma Preti che sarà inaugurato martedì prossimo, e infine il Chiesi Gardens, che sarà pronto nel 2028.
Che sia il momento in cui gli abitanti della Cittadella o del centro storico, zone nobili della città, possano col tempo trovare in San Leonardo la loro nuova abitazione mettendo le basi per una possibile gentrificazione? Ai posteri l’ardua sentenza.
Dopo aver scandagliato la porta del San Leonardo (leggi il primo reportage) – quella via Trento e dintorni, con i suoi edifici vuoti, con i problemi che comporta, di frequentazioni e di spazi abbandonati e di riaperture attese (il Wopa, che si chiamerà Manzini Off) – torniamo nel cuore del San Leonardo dove le cose girano diversamente.

Asd San Leo
Cominciamo da via Guastalla, dove sorgono i campi dell’Associazione sportiva San Leo che quest’anno festeggia 80 anni. Fondata nel 1946 da Don Ferdinando Azzali, vicario della parrocchia di San Leonardo insieme ai giovani Egisto Corradi e Luciano Porcari, è da sempre un punto di riferimento calcistico per i bambini del quartiere. Un libro celebrativo, appena pubblicato, con un ricco apparato fotografico, e tanti eventi in primavera ed estate onoreranno l’anniversario.

«Non ci sono ancora date o eventi precisi. Sicuramente a maggio ci sarà un grande evento nella nostra sede col quale coinvolgere, oltre i nostri 280 tesserati e le loro famiglie anche tutto il quartiere. Sono previste delle mostre fotografiche, esposizioni di magliette storiche, premiazione dei tesserati e una maglia celebrativa con il logo degli ottant’anni». A parlare è Antonio Lopardo, attuale presidente della San Leo. «Questa è la società di calcio dilettantistico più longeva di Parma e se siamo arrivati a tagliare questo traguardo è perché abbiamo capito che col tempo le esigenze cambiano. Se fino a qualche anno fa si badava esclusivamente a far giocare a calcio i bambini, negli ultimi anni abbiamo cercato di essere molto più attenti, oltre che nell’insegnare calcio, ad avere un focus diverso che ci ha portato ad un approccio che va aldilà del gioco». Non c’è cosa più seria del gioco diceva un vecchio detto e questo ha portato la San Leo a fare dell’aggregazione una metafora di vita, in cui il rispetto delle regole, la convivenza multietnica, l’associazionismo, diventano basi su cui sviluppare le relazioni quotidiane. «Non voglio essere presuntuoso – aggiunge Lopardo – ma per l’offerta data siamo il terzo polo educativo ,dopo la famiglia e la scuola. Sentiamo questa responsabilità e la percorriamo. Abbiamo voluto cogliere ed ampliare questa esigenza e grazie ai volontari la stiamo portando avanti. Fare volontariato all’interno di una struttura organizzata come la nostra fa bene agli altri e a sé stessi». In un tempo storico in cui gli oratori non ci sono più la San Leo diventa cuore pulsante del quartiere. «Noi ci poniamo come contraltare, grazie al quale mostrare l’enorme potenzialità di un quartiere che purtroppo nella narrazione comune viene visto sempre come centro di delinquenza e disordine». La fortuna di San Leonardo è «quella di essere multietnico in anticipo rispetto ad altre zone della città e in virtù di questo di essersi abituato prima a convivere con realtà differenti e questo porta San Leonardo un passo avanti. Nonostante ciò sono consapevole che altri problemi restano».
Casa nel Parco
Ci spostiamo di poco. Superato lo storico circolo dei “Molèn Bass”, oltrepassiamo via Naviglio Alto e andiamo a scoprire un centro aggregativo e ricreativo che mette a disposizione spazi in cui i ragazzi possono esprimere se stessi, le loro idee, la loro fantasia; un contenitore di opportunità in cui i giovani sono messi al centro del progetto: la Casa nel Parco, oggi gestita dalla cooperativa sociale Ecole.

È un centro giovani speciale, forse tra i più innovativi di Parma per la sua poliedricità, grazie alla stretta sinergia con le Officine On/Off e il FabLab Parma, già presenti presso la Casa nel Parco con diverse attività focalizzate sugli ambiti del coworking e della fabbricazione digitale. I laboratori digitali e creativi e le attività che sono rivolte alle scuole durante le mattine e nei pomeriggi di apertura uniscono il mondo digitale con quello manuale, la creatività con il sapere tecnico, l’espressività con il saper stare insieme. Casa nel Parco è un’offerta importante per ragazze e ragazzi di San Leonardo, specie per quelli cosiddetti di “seconda generazione”, ossia nati in Italia da genitori stranieri.
Oltre a queste attività c’è anche spazio per eventi, attività sportive e ludico-motorie, musicali, oltre a momenti conviviali, gite, uscite di gruppo. E in estate, nel giardino antistante, va in scena la rassegna “Sul Naviglio” organizzata da Loft (Libera organizzazione forme teatrali) che richiama pubblico da tutta la città.
C’è un “ma” sul futuro della Casa nel Parco, dato che non sono chiare le idee in proposito dell’Amministrazione Comunale. Tutti stanno con le bocche cucite, ma si mormora di screzi e dissapori nell’ultimo anno che, al momento, paiono rientrati.
Parco Vilma Preti
Attraversiamo via Venezia e ci dirigiamo in via Verona. Qui, martedì mattina, sarà inaugurato il lotto sud della riqualificazione del parco Vilma Preti, già noto come parco dei “Vecchi Mulini” poiché al di sotto scorrono le acque del canale Naviglio. Un tempo c’era la fabbrica Oreste Luciani: a seguito della chiusura e dismissione negli anni Novanta sono state costruite palazzine residenziali, il polo sanitario e realizzata un’area verde. Negli anni scorsi, per realizzare la nuova Casa della Comunità è stata sventrata una fetta del parco ma il cantiere dell’Ausl si è presto arenato lasciando una voragine. Anche per questo motivo il parco è diventato mal frequentato e sede di traffici loschi.

Il progetto di riqualificazione del parco è stato avviato da un percorso partecipativo nel 2016/17 con l’iniziativa “San Leonardo – Il parco che vorrei”, promossa dall’associazione culturale Manifattura Urbana, in collaborazione con i Servizi sociali del Comune di Parma e dell’Ausl, la cooperativa sociale Fiorente, il Laboratorio Famiglia San Martino San Leonardo e il Consorzio Solidarietà Sociale. Dopo una pausa, il progetto è ripreso nel 2020/21, in forma di World Café: incontri pubblici nel parco, all’aria aperta, a causa dell’emergenza Covid-19. Vi hanno preso parte privati cittadini, dodici tra associazioni e gruppi di quartiere, la Parrocchia di San Leonardo e rappresentanti del Comune di Parma. I progettisti coinvolti sono Giulia D’Ambrosio e Francesco Fulvi con il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma e il supporto del gruppo Chiesi Farmaceutici. Il desiderio che accomuna enti, associazioni e cittadini coinvolti nel progetto è quello di offrire al quartiere San Leonardo uno spazio verde completamente rinnovato di incontro, di gioco, di condivisione in una prospettiva intergenerazionale.
Esiste la consapevolezza del rischio che, a distanza di pochi mesi dall’inaugurazione, il parco torni a essere in uno stato di incuria e degrado. Per questo motivo dovrebbe essere individuata una figura di coordinatore delle reti associative per una programmazione delle attività e un monitoraggio del parco. Dopo un primo periodo di sostegno da parte del Gruppo Chiesi, sarà il Comune di Parma a dover assumersi l’impegno della manutenzione ordinaria e straordinaria.
Per l’apertura completa del parco, nel lato nord, si attende l’estate per la fine dei lavori alla Casa della Comunità, lavori in dirittura d’arrivo grazie anche al fondo del PNRR.
Chiesi Gardens
Scendendo dal lato di via Bologna si arriva in via Palermo e svoltando a sinistra incontriamo lo storico stabilimento Chiesi Farmaceutici che è in corso di trasformazione in Chiesi Gardens la cui apertura è prevista nel 2028.

L’esigenza nella creazione del Chiesi Gardens nasce nel voler adeguare un sito industriale nato a metà degli anni Cinquanta alle esigenze di business di un’azienda che oggi opera in un contesto internazionale, su una scala completamente diversa rispetto a quella del passato. La diversificazione d’utilizzo dello storico stabilimento Chiesi, visto che oggi non ha più necessità di ospitare alcune funzioni, poiché nel tempo trasferite e scorporate in altre sedi, sempre in San Leonardo, tra cui ci sono un Centro Ricerche per le attività di ricerca e sviluppo, uno stabilimento produttivo, affiancato da un Biotech Center of Excellence, e l’Ead Quarter, ha visto la volontà di cambio di paradigma rispetto al passato. Uno spazio privato, chiuso nei confronti dell’esterno, si trasforma in così in uno spazio che mantiene una vocazione business ma che si apre alla città e alle comunità esterne (accademici, startupper, innovatori, terzo settore) e alla città di Parma. La componente verde avrà un rilievo particolare, da qui il nome Chiesi Gardens. In questa volontà d’intenti Chiesi Gardens diventa un progetto di respiro internazionale che tende ad avvicinare la città ad una vocazione europea. Non a caso la progettazione, dopo una consultazione che ha coinvolto più studi di architettura, è stata affidata allo studio belga 51N4E e allo studio svizzero-serbo Ten. Due realtà specializzate in progetti di rigenerazione urbana. Se si vuole paragonare Chiesi Gardens ad un possibile modello è quello del campus Novartis a Basilea, in Svizzera, dove spazi business e pubblici convivono: la differenza sarà l’assenza di uno spazio museale/espositivo.
Ad un primo sguardo tutto questo potrebbe essere inteso come una sorta di mecenatismo 3.0 da parte della famiglia Chiesi; in realtà l’intenzione, nonché le parole chiave sono “valore condiviso”. Si parla di valore condiviso quando una certa idea di business sceglie di procedere pari passo con il progresso della comunità, grazie al quale ne beneficia. Il Chiesi Gardens rappresenta la volontà di un’azienda che decide di evolvere insieme al territorio che la ospita, accompagnandone i cambiamenti e sostenendone le energie positive.
Come nel caso del parco Vilma Preti, all’inaugurazione che probabilmente avverrà nel 2028, seguirà un impegno costante del gruppo Chiesi nel prendersi cura, insieme con altre realtà pubblico/private del quartiere San Leonardo, affinchè quest’ultimo possa finalmente incamminarsi verso la sua rinascita.
Stefano Frungillo



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