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Desealing in piazzale Serventi: 466 firme chiedono la revisione del progetto pedonale

30 Aprile 2026/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo, da ChiAma Parma.

Sono state depositate lo scorso 14 aprile in Comune le 466 firme raccolte dai cittadini per chiedere una revisione dell’idea progettuale relativa a Piazzale Serventi. “L’Amministrazione dice di aver ascoltato le richieste dei cittadini, ma dalle idee progettuali uscite dal concorso è chiaro che non è così”, afferma Federica Ubaldi, consigliera comunale.

“Nel concorso di idee – aggiunge Federica Ubaldi per ChiAma Parma – non erano previsti criteri che permettessero di tenere conto delle indicazioni emerse dal percorso partecipativo. Le proposte progettuali presentate non rispecchiano quindi le richieste dei cittadini e lasciano aperti gli stessi interrogativi che avevamo già sollevato con una nostra interrogazione in Consiglio Comunale”.

Al centro delle criticità, la significativa riduzione dei parcheggi in una zona già in difficoltà. “Si tratta di un’area fondamentale per residenti e commercianti. Togliere posti auto senza una chiara alternativa significa penalizzare ulteriormente il quartiere e rischiare di favorire la desertificazione commerciale e residenziale. Ad oggi l’Amministrazione non ha ancora detto chiaramente cosa intende fare con i posti auto del Piazzale. Saranno rimpiazzati? Dove e in che numero?”.
Dubbi anche sulla destinazione degli spazi: “La previsione di nuove panchine e aree verdi appare poco motivata, considerando la vicinanza del Parco Ducale e dell’area verde del Complesso Santa Teresa. Sarebbe più utile intervenire per rendere più sicuri e fruibili gli spazi già esistenti, piuttosto che crearne di nuovi senza una funzione chiara”.

ChiAma Parma sottolinea inoltre la mancanza di un reale percorso partecipativo: “Ci saremmo aspettati un maggiore ascolto dei cittadini. Anche di fronte a quasi 500 firme, l’Amministrazione sembra intenzionata a proseguire senza modifiche sostanziali ad un’idea progettuale che rischia di penalizzare un intero quartiere”.

Infine, viene sollevata una questione di carattere politico legata al finanziamento del progetto: “La scelta di includere Piazzale Serventi in un intervento che avrebbe dovuto riguardare solo le Serre Petitot e il Teatro del Vicolo è frutto di una valutazione amministrativa superficiale. L’intervento su Piazzale Serventi, non necessario per le altre sue riqualificazioni, rischia di penalizzare il quartiere e, allo stesso tempo, avendolo vincolato a Teatro e Serre, è indispensabile per ottenere le risorse.
Tutte valutazioni che avrebbero dovuto essere fatte prima di partecipare al bando ed ottenere il finanziamento
”.

ChiAma Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-04-30 13:41:062026-04-30 13:43:20Desealing in piazzale Serventi: 466 firme chiedono la revisione del progetto pedonale

Le aree dismesse da fallimenti siano destinate a impianti fotovoltaici

29 Aprile 2026/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo.

Con documento congiunto della consigliera provinciale Federica Di Martino e del gruppo consiliare Vivere Langhirano (Comune di Langhirano), sono state depositate alla Commissione Ambiente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna proposte di integrazione e modifica al progetto di legge regionale sulle aree idonee per produzione di energia da fonti rinnovabili.

Focus della proposta è l’inserimento nella normativa regionale di meccanismi per facilitare l’utilizzo delle aree dismesse e dei fabbricati oggetto di procedure concorsuali e renderlo prioritario rispetto agli impianti su terreni agricoli. È indispensabile fare dialogare il Codice della Crisi d’Impresa con la normativa regionale, e auspichiamo anche con quella nazionale, per superare gli ostacoli che stanno rendendo difficile l’utilizzo di aree già impermeabilizzate e inutilizzate che dovrebbero essere il primo obiettivo per l’installazione di impianti fotovoltaici a terra o sui tetti.

La necessità di aumentare prima possibile la produzione di energia da fonti rinnovabili (FER) è assodata e per questo bisogna evitare il conflitto sociale che, con proteste e ricorsi, può rallentare la transizione energetica. È innegabile e comprensibile che le installazioni di fotovoltaico a terra su terreni agricoli creino conflitto sociale, soprattutto quando gli impianti sono previsti a fianco delle case. Per questo motivo la normativa ambientale dovrebbe dialogare con i Tribunali che hanno in carico le procedure concorsuali, sottoscrivere protocolli d’intesa per facilitare l’individuazione di compendi immobiliari dismessi e rendere prioritario il loro utilizzo per le FER prima di presentare richieste su terreni agricoli.

Si raggiungerebbero contemporaneamente obiettivi importanti per la comunità: produrre energia da FER senza ostacoli, rigenerazione dei siti industriali dismessi, nessun consumo di ulteriore suolo, accelerazione nelle chiusure delle procedure concorsuali e redistribuzione dell’attivo ai creditori, spesso lavoratori dipendenti o piccole aziende. In altre parole si verificherebbe in via prioritaria una distribuzione più equa dei profitti che le compagnie energetiche sono disposte a riconoscere ai proprietari di terreni.

Qui il documento di osservazioni al pdl su Aree Idonee della Regione Emilia-Romagna.

Consigliera della Provincia di Parma Federica Di Martino

Gruppo consiliare del Comune di Langhirano “Vivere Langhirano”

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-04-29 08:40:322026-04-29 08:56:54Le aree dismesse da fallimenti siano destinate a impianti fotovoltaici

Cemento e nessuna sostenibilità per Parma Nord

29 Aprile 2026/1 Commento/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione


Riceviamo e pubblichiamo dal Manifesto per San Leonardo

E così tutte le notizie riguardanti gli interventi relativi ad infrastrutture e nuovi insediamenti a Parma Nord indicano che questi ultimi vanno sempre più delineandosi e concretizzandosi.

La bretella Spip/Chiozzola, il nuovo Svincolo autostradale, il già realizzato ampliamento industriale a Ravadese, la modifica di Strada Nuova Naviglio, i già realizzati insediamenti di logistica ed i nuovi che verranno (e cosa succederà con la Zona Logistica Semplificata?), il progettato ampliamento di Via Puppiola  …..  gli impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli fertili …. però non fanno intravvedere nulla di buono.

Come scrivevamo nelle nostre email nel recente passato “cemento e asfalto sembrano un binomio ormai imprescindibile per questo territorio” (vedi link in fondo).

“Vogliamo rendere Parma una città più sana, più sostenibile, più condivisa, più prospera e, in definitiva, più vivibile e desiderabile per le persone” … così leggiamo sul sito del Comune.

Per contribuire a raggiungere quanto nel paragrafo sopra nonché l’obiettivo di una “Parma Città Climate Neutral 2030″ nell’ambito della “Missione europea 100 città intelligenti e climaticamente neutrali”,  riteniamo necessario re-inoltrare alcune delle citate missive per rinnovare l’invito:

– ad aggiornare i progetti affinché gli stessi risultino ecocompatibili/ecosostenibili. Tutti sappiamo che le infrastrutture stradali sono fortemente impattanti sull’ambiente. Specie in un territorio sofferente dove già insistono molti servizi per la città (termovalorizzatore, autostrada, ferrovie, industrie, supermercati …);

– a far sì che i progetti siano oggetto di confronto e condivisione con gli abitanti e con i Laboratori di Quartiere;

– a realizzare opere di compensazione su questo territorio (ad esempio alberature lungo le strade, nuovi boschi, ampie opere di deasiling….) trattandosi di opere che elimineranno chilometri di terreno fertile;

– a mitigare l’effetto “frammentazione territoriale” attraverso la realizzazione di sovrappassi e sottopassi che consentano alle persone di potersi muovere liberamente (percorsi pedonali, ciclabili, ….) così come per gli animali (ecodotti);

– a realizzare piste ciclo-pedonali che consentano ai lavoratori di raggiungere il proprio luogo di lavoro in piena sicurezza; analoga garanzia andrà assicurata a cittadini e turisti che intendano raggiungere mete di svago/cultura/shopping (ad esempio realizzando e/o ripristinando attraversamenti pedonali semaforici a chiamata (che fine hanno fatto la ricostruzione del Ponte di Castelnuovo? La pista ciclabile Via Molino verso Strada Nuova Naviglio? …..);

– a mantenere le aree il più possibile simili a com’erano prima, in armonia con il paesaggio (ad esempio realizzazioni interrate….).

Connessione territoriale, salute degli abitanti, salvaguardia della natura e del paesaggio (anche in un’ottica di turismo locale) sono fondamentali per il progresso della città e la sopravvivenza di Parma Nord.

Lettera Aprile 2024 

Lettera Ottobre 2024

Lettera Dicembre 2024

Lettera Febbraio 2025

Manifesto Per San Leonardo

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-04-29 08:03:232026-04-29 08:03:25Cemento e nessuna sostenibilità per Parma Nord

EOS Fiera delle armi, lettera aperta di Casa della Pace

12 Aprile 2026/1 Commento/in Voci Parallele, Opinioni/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo

La fiera Eos si è conclusa a Parma il 30 marzo scorso. Si era saputo della relativa programmazione a Parma per il 2026 quando già Ente Fiere di Parma aveva firmato il contratto con Eos in questo senso. Fiera notissima, che non ci piaceva. Temendo che forse non si sarebbe riusciti ad evitare l’edizione 2026 nella nostra città avevamo ritenuto indispensabile, e consigliato, che il Comune di Parma facesse valere la sua qualità di socio pur di minoranza dell’Ente e stabilisse una collaborazione con tre associazioni nazionali (Opal, Rete Italiana Pace e Disarmo e Movimento Nonviolento) affinché si sviluppasse un’azione di regolamentazione e protezione (dei minori in particolare). Affinché si seguisse l’esempio di Verona, sede dell’ultima edizione.

Abbiamo seguito le notizie sulla stampa locale, abbiamo assistito all’incontro pubblico in proposito con due assessori del Comune di Parma, particolarmente abbiamo ricevuto un numero altissimo di segnalazioni e prese di posizione provenienti dal vasto mondo dell’associazionismo e dai cittadini. Siamo in grado di tracciare una sintesi, che qui desideriamo esporvi.

Ente Fiere aveva presentato come un proprio successo perseguito ed ottenuto l’arrivo a Parma, anziché in altre città, della fiera Eos, fiera delle armi “per la caccia e il tiro sportivo” e come opportunità di grande rilievo economico il far convergere qui produttori, operatori e appassionati, in una parola il business del settore. Anche a Parma la fiera ha esposto moltissime armi, la parte più “attrattiva”. Nelle altre città in cui prima era stata realizzata (Brescia, Vicenza e Verona) questa fiera aveva avuto vita breve, sempre contestatissima, da ultimo cacciata da Verona, per cui non definiremmo un successo l’averla fatta approdare a Parma.

Nella considerazione di questa fiera nemmeno si può prescindere dal problema più grande e generale che stiamo vivendo: una terza guerra mondiale, diffusa, “a pezzi”, folle, illegale, genocidaria, in cui i nostri figli potrebbero essere chiamati a combattere. E una violenza, anche minorile, che usa armi nelle relazioni quotidiane. I produttori di armi hanno fatturati eccellenti e proprio le loro lobby sono determinanti: vanno fermati, non proposti.

Ci viene ripetuto che Eos non ha esposto armi da guerra, solo da caccia, e che si impegnava a non promuovere l’argomento della difesa personale. Ma fino a che punto poi questi ambiti sono ben separabili? Consideriamo che:

–        tra i marchi presenti ad Eos vi erano anche produttori di armi da guerra (benché lì non le esponessero) o di armi leggere esportate ed usate in contesti di gravissime ed illegali violenze agite anche da parte di Stati. Questi marchi dovrebbero essere boicottati anziché esposti;

 –        la violenza privata è spesso perpetrata con armi legalmente detenute, magari detenute per uso sportivo;

–        pare risultare che anche dall’aeroporto di Parma partissero i “cecchini di Sarajevo” che andavano a sparare a civili inermi. Chi erano? Criminali, certamente. La stampa li presenta come soggetti “molto facoltosi appassionati di armi e di caccia”;

–        sapevamo che il tema delle armi per la difesa personale era stata escluso dalla fiera, tuttavia fino al giorno 21 marzo scorso, quando ne chiedemmo ragione, sul sito di Eos compariva la dicitura “Qui tutti gli amanti della caccia, del tiro sportivo, della difesa personale potranno trovare i brand di riferimento, parlare con i produttori”. Franca esplicitazione di un fine o refuso per labilità di confine?

Quanto all’argomento della caccia. A noi non piacciono rapporti impostati sulla violenza: verso altri esseri umani ed anche verso gli animali. Sappiamo certamente che la caccia non è vietata, constatiamo che la pratica della caccia in Italia è (fortunatamente) da anni in declino e che comunque i cacciatori già ora possono rifornirsi presso le armerie dovunque presenti, perciò ci chiediamo quale senso abbia dedicare una fiera alla caccia. Per rilanciarla? sarebbe questo il fine? Ci sembra irreale l’evocazione di una ruralità retorica in cui sarebbero i cacciatori le sentinelle dell’ambiente e l’indicazione della caccia come modalità consigliata di vivere l’ambiente. Ci appaiono più convincenti le ragioni espresse dalle associazioni ambientaliste: cercare di attribuire alla caccia un preteso quanto indimostrato ruolo sociale nella salvaguardia della biodiversità significa normalizzare l’uso delle armi, favorirne l’acquisizione da parte dei cittadini.

Le si prova per acquistarle. L’abbondanza di linee di tiro disponibile alla Fiera di Parma evidenzia la finalità commerciale. Osservatorio Opal e Movimento Nonviolento hanno riferito l’esito della mediazione condotta con il Comune di Parma verso Ente Fiere nell’articolo “Parma, prova di tiro senza licenza” (https://ilmanifesto.it/parma-prova-di-tiro-senza-licenza): progresso nella definizione del Codice Etico ma anche il manifestarsi di due gravi criticità, dovute alla intransigenza di Ente Fiere:

–        lasciare accedere alle linee di tiro apprestate presso Ente Fiere di Parma qualsiasi adulto anche se privo di porto d’armi e di abilitazioni mediche, permettergli di impugnare armi da fuoco cariche e di sparare è cosa che non si verifica in nessun altro contesto di carattere pubblico e significa incentivare all’uso delle armi;

–        la possibilità di accesso ai minorenni.

Inaccettabile e senza possibili giustificazioni che i minorenni, pur accompagnati dai genitori, abbiano potuto entrare ad Eos. Con ingresso gratuito fino a 12 anni. Sconvolgente vedere foto e video di ragazzini all’interno della fiera che impugnano armi. (https://www.facebook.com/share/r/1C7vaDnT9U/). A manifestazioni di questo genere l’ingresso ai minori deve essere vietato.

Nel lungo week end in cui a Parma si svolgeva Eos si sono tenute nella città molte manifestazioni, molto partecipate e nonviolente, contro questa fiera di armi (https://voladora.noblogs.org/post/2026/03/25/dal-24-al-29-marzo-una-serie-di-iniziative-contro-la-fiera-delle-armi-e-sabato-28-un-corteo-cittadino/)

Casa della pace ha organizzato per il 28 e il 29 marzo, in piazza Garibaldi a Parma, un presidio esteso alle associazioni del territorio e totalmente alternativo ad Eos (https://parma.csvemilia.it/news/parma-e-fiera-del-disarmo-e-della-nonviolenza/)

Alta la partecipazione, tanti gli interventi e le attività che pubblicheremo sul sito di Casa della pace. Tra gli interventi segnaliamo quello di una insegnante di scuola superiore, da cui stralciamo: “Ci è giunta notizia che alcune classi siano state accompagnate in gita ad Eos. Pare non del Comune di Parma, ma è comunque aberrante pensare che qualche scuola abbia potuto giudicare “educativa” un’uscita didattica simile. E fa specie che ci si sbalordisca tanto per il gesto (gravissimo e ben più complesso da comprendere) del tredicenne italiano che ha ferito la sua insegnante con un coltello, e invece si trovi normale che si svolga una fiera come quella, in cui i minori di 12 anni entrano gratis”. 

Anpi ha sottolineato la gravità che ad ogni livello si produce nel normalizzare l’uso delle armi. Anche da Anpi riportiamo uno stralcio: “C’è poi una questione che viene spesso sollevata: anche i partigiani hanno usato le armi. È vero. Ma va capito bene il contesto. I partigiani e le partigiane della Resistenza italiana vivevano in una situazione estrema: senza libertà, sotto una dittatura, in un Paese occupato. Le armi non erano una scelta di valore, ma una necessità. Non c’era una cultura delle armi da promuovere, c’era una libertà da riconquistare. Non c’era un mercato da sostenere, c’era un’oppressione da fermare. Quella esperienza non può essere paragonata a oggi. È stata un momento difficile che ha portato a una scelta diversa: costruire una democrazia basata sul diritto, sulle istituzioni e sulla riduzione della violenza. Da lì nasce una Costituzione che affida la sicurezza allo Stato e che mette al centro la pace. Oggi, anche in Italia, il tema della sicurezza è molto presente. Le persone chiedono protezione e stabilità. Ed è una richiesta giusta. Ma è importante capire come si costruisce davvero la sicurezza. Una società è più sicura quando le istituzioni funzionano, quando i servizi sono accessibili, quando le disuguaglianze diminuiscono, quando i problemi vengono affrontati prima che diventino conflitti”.

Portare a Parma Eos è stata una scelta sbagliata, fin dall’inizio. Apprendiamo che Ente Fiere ne aveva dato la notizia agli Enti pubblici soci solo dopo aver firmato il contratto con Eos. Gli Enti pubblici soci, pur in minoranza, sono il Comune di Parma, La Provincia di Parma e la Regione Emilia Romagna. Stupisce – ma pare che così sia accaduto, salvo contraddizione – che il presidente di Ente Fiere, che il Comune ha nominato, e il rappresentante del Comune nel Consiglio d’amministrazione, non avessero usato la sensibilità di confrontarsi anticipatamente con il Comune.

Non era più possibile evitare questa edizione? Ci opponiamo all’idea che a Parma possa essercene un’altra. Lo precisiamo visto che Fiere di Parma ha già annunciato la prossima edizione, in Parma, nei giorni dal 20 al 22 marzo 2027. Noi riteniamo che la fiera delle armi strida molto in un Comune, in una Provincia e in una Regione che propongono scelte per la pace, scelte che spesso abbiamo condiviso. Nel nostro comunicato di indizione della manifestazione “Parma è fiera del disarmo e della nonviolenza” definivamo questa fiera come un corpo estraneo a Parma. Ora aggiungiamo da estirpare, senza affibbiarla ad altre città. Né qui né altrove.

Casa della pace ETS

Il presidente

Emilio Rossi

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-04-12 20:27:562026-04-13 08:04:05EOS Fiera delle armi, lettera aperta di Casa della Pace

Aeroporti e logistica: la nuova legge regionale è incompatibile con gli obiettivi climatici e rappresenta un sussidio ai combustibili fossili

10 Aprile 2026/2 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo

La nuova legge regionale sul sistema aeroportuale e logistico dell’Emilia-Romagna (n.2183 del 2026) voluta e promossa dalla Giunta Regionale e sostenuta dalla maggioranza guidata dal Partito Democratico, solleva gravi criticità sul piano ambientale e climatico. Dietro l’anacronistica retorica dello sviluppo e dell’attrattività territoriale, si nasconde infatti una scelta politica che va in direzione opposta rispetto agli impegni di decarbonizzazione e transizione ecologica.
Le risorse pubbliche stanziate, incluse quelle destinate alla compensazione delle tasse aeroportuali, configurano a tutti gli effetti un sussidio al trasporto aereo e ai combustibili fossili. Il trasporto aereo è uno dei settori a più alta intensità di emissioni climalteranti. Ridurre i costi per le compagnie aeree significa impiegare il denaro dei contribuenti per incentivare l’aumento del traffico, e quindi delle emissioni, in netto contrasto con gli obiettivi europei e nazionali.
In questo contesto, risulta particolarmente problematico il sostegno pubblico a un modello di sviluppo fondato sulla crescita del traffico aereo e logistico nel suo complesso e non di una sua mera ridistribuzione. È evidente a qualunque osservatore dotato di un minimo di conoscenza della materia che lo sviluppo aeroportuale e quello logistico, non sono compatibili con un modello di sviluppo che voglia definirsi sostenibile, ma siano inestricabilmente legati ad aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, consumo di suolo, pressione sulle infrastrutture e incremento delle emissioni dirette e di quelle indirette legate alla mobilità indotta. Tutti elementi che aggravano una situazione ambientale già critica in tutta la regione.
Per quanto riguarda gli emendamenti proposti da componenti della stessa maggioranza ed approvati, pur introducendo alcuni richiami alla sostenibilità e alla transizione ecologica ed un irrisorio e ambiguo impegno economico sull’intermodalità, non modificano la sostanza del provvedimento. Rimane infatti intatto l’impianto complessivo della legge, che continua a
prevedere il sostegno pubblico al trasporto aereo e alla logistica senza vincoli stringenti di riduzione delle emissioni, azzeramento del consumo di suolo, compensazioni adeguate per nonparlare di una riconversione strutturale dell’intero sistema.
In questo quadro, la dichiarazione congiunta di tutte le forze politiche di maggioranza che esprime soddisfazione per l’approvazione del progetto di legge in Commissione Territorio e Ambiente, contribuisce a veicolare un messaggio di presunta compatibilità tra espansione aeroportuale,crescita logistica e sostenibilità.
Una mistificazione fuorviante e dannosa, perché rafforza nell’opinione pubblica l’idea che non siano necessari cambiamenti nei modelli di sviluppo, mobilità e consumo, indebolendo al contempo la diffusione tra cittadinanza e società civile della consapevolezza su questi temi e sull’urgenza di comportamenti coerenti. In definitiva, questa legge rappresenta un significativo passo indietro, accompagnato da un rilevante impegno finanziario e strutturale orientato in direzione opposta rispetto alla necessaria transizione ecologica.
Il percorso legislativo non è ancora concluso.È necessario fermare una legge che appare nettamente in contrasto con gli articoli 9 e 41 della costituzione, ignora l’idea stessa di futuro, e di certo non sarà migliorabile con singoli emendamenti. È urgente aprire un confronto pubblico trasparente e basato sulle evidenze scientifiche su come attuare un modello di sviluppo realmente sostenibile. Sebbene appaia improbabile che questo avvenga a questo punto del percorso, le prese di posizione e ancor più le scelte delle varie forze politiche coinvolte saranno di certo valutate dagli elettori alle prossime elezioni.

Sottoscrivono: Parma Sostenibile APS, WWF Parma, Associazione Donne Ambientaliste, ISDE Medici per l’Ambiente sezione di Parma, FIAB Parma, Parma Città Pubblica, Comitato TardiniSostenibile. Manifattura Urbana, I Monnezzari di Parma, Parma Etica, ENPA, Kilometro Verde Parma.

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-04-10 10:43:212026-04-10 10:49:08Aeroporti e logistica: la nuova legge regionale è incompatibile con gli obiettivi climatici e rappresenta un sussidio ai combustibili fossili

Le responsabilità della Fiera delle armi a Parma e le leve del Comune per fermarla

29 Marzo 2026/1 Commento/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo da Nicola Dall’Olio, Co-portavoce provinciale Europa Verde – Verdi di Parma:

Per capire perché a Parma, in questi tempi di guerra, sia arrivata una Fiera delle armi senza che l’Amministrazione Comunale, a parole contraria, potesse impedirla, bisogna conoscere la storia recente della società Fiere di Parma e andare al 2017.
In quell’anno, proprio a ridosso delle elezioni amministrative, il Comune di Parma, guidato da Federico Pizzarotti, e la Provincia di Parma, soci paritetici di maggioranza delle Fiere decidono di vendere parte delle loro azioni per fare cassa e di dare il controllo della società ad un privato, ovvero Credit Agricole.
In cambio di 5 milioni di euro a testa, Credit Agricole diventa socio di maggioranza relativa con il 36% mentre Provincia e Comune, che insieme detenevano la maggioranza assoluta, scendono a poco meno del 17% ciascuno. Anche sommando le quote di Regione e Camera di Commercio, la partecipazione pubblica resta sotto al 50%.

Ai tempi si disse che sebbene divenuti soci di minoranza, gli enti pubblici avrebbero mantenuto il controllo delle scelte strategiche attraverso un patto di sindacato. La realtà è che la gestione operativa e la programmazione fieristica, così come la nomina delle principali cariche direttive, è passata totalmente in mano al socio di maggioranza relativa, che è stato poi affiancato dall’ingresso in società di Fiere di Milano con una quota del 18%.

Ricordo che nell’ultima seduta in Consiglio Comunale del mio mandato denunciai questa svendita che avrebbe privato il Comune di Parma e i soci pubblici del controllo delle Fiere. Le conseguenze di quell’atto, che fu finalizzato dalla giunta Pizzarotti tra il primo e il secondo turno delle elezioni per compiacere e avere il sostegno dei poteri locali, si rendono manifeste oggi, con una Fiera delle armi che con un controllo pubblico non sarebbe mai arrivata sul nostro territorio.

Il Comune di Parma, pur ridotto a socio di minoranza, dispone però ancora di efficaci strumenti per condizionare le scelte di Fiere di Parma. Tutte le autorizzazioni ed i permessi per svolgere le attività fieristiche o semplicemente per ristrutturare od allargare i padiglioni, adeguare i parcheggi, migliorare l’accessibilità dipendono dall’amministrazione comunale. Che, se vuole, ha quindi in mano le leve per intervenire sulle scelte delle manifestazioni fieristiche. Scelte che non possono essere dettate unicamente da questioni di profitto o essere in contrasto, non solo con i valori e le deleghe del programma di mandato, ma con i principi di pace espressi nello Statuto Comunale.

La manifestazione tenutasi sabato a Parma con grande partecipazione popolare dice chiaro una cosa: la fiera delle armi non si deve più tenere. E il Comune non può semplicemente disertare l’inaugurazione. Deve fare in modo che dall’anno prossimo non abbia più luogo. 

Nicola Dall’Olio

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-29 20:09:252026-03-29 20:09:27Le responsabilità della Fiera delle armi a Parma e le leve del Comune per fermarla

Fiera EOS: armi ai minori solo sportive e se autorizzati. La posizione dell’assessora Jacopozzi

29 Marzo 2026/3 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Comune di Parma è grato alla Casa della Pace che con tante associazioni ha organizzato un presidio in piazza Garibaldi per dire forte il bisogno di pace e non di riarmo a lato della fiera EOS. In coerenza con la sua visione politica di ricerca della Pace e del disarmo e della condanna della guerra- come recita art. 11 Costituzione- il comune si è impegnato a lavorare con Fiere di Parma perché la fiera Eos resti e rimanga nel perimetro della caccia come sport outdoor.

Nulla della difesa personale e della promozione dell’uso delle armi in sé può essere presente o promosso da EOS: su questo punto abbiamo lavorato fortemente inserendo elementi che non erano presenti gli scorsi anni: obbligo di presentare certificazione autentica (non digitale) per chi fa parte delle federazioni sportive per entrare nelle linee di tiro dai 14 anni in su;

controllo da parte della Questura del poligono di tiro al piattello, accessibile ai soli maggiorenni che volessero provare, con limitazioni assolute dell’utilizzo del fucile all’interno di un perimetro dedicato e delimitato in piena sicurezza; manleva dei genitori, che devono dichiarare il permesso per i figli minorenni di entrare alla fiera; divieto assoluto ai minori di manipolare qualunque arma da fuoco o da taglio all’interno della fiera, con controllo di stuard dedicati, pagati da Fiere, che possono allontanare gli adulti che violano questa normativa.

È falsa la notizia per cui i quattordicenni potrebbero liberamente accedere ai poligoni di tiro. Lo possono fare solo coloro che sono iscritti, e lo dimostrano, ad una federazione .

Daria Jacopozzi

Assessora alla Partecipazione, Associazionismo, Quartieri, Pace

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-29 16:36:322026-03-29 16:36:34Fiera EOS: armi ai minori solo sportive e se autorizzati. La posizione dell’assessora Jacopozzi

Catturati tre Pikachu alla Fiera delle armi. La protesta di Extinction Rebellion

29 Marzo 2026/1 Commento/in Uncategorized, Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo

All’interno di EOS – European Outdoor Show, la principale fiera italiana dedicata alle armi da caccia e al tiro sportivo, tre grandi Pikachu gonfiabili hanno iniziato a muoversi tra i padiglioni come se cercassero una via di fuga. Non per gioco, ma per istinto: scappare dalle armi.

Nel giro di pochi minuti, i Pikachu sono stati inseguiti e accompagnati all’esterno della fiera, sotto gli sguardi stupiti e divertiti dei visitatori. Fuori dai cancelli, nelle numerose manifestazioni in città le attiviste e gli attivisti di Extinction Rebellion hanno spiegato il senso dell’azione distribuendo carte Pokémon a tutti i passanti con messaggi tipo: “Le armi in Fiera e i Pokemon manifestano”

Questa la dichiarazione di Extinction Rebellion oggi a Parma:

“Oggi noi siamo qui perché è inaccettabile che in una città che si racconta come cultura ai giovani ci siano venditori di morte, è inaccettabile avere la fiera delle armi EOS qui in città. Le armi servono per uccidere. E chi le produce, chi le espone, chi le promuove, sta vendendo morte. E mentre succede questo, fuori le guerre aumentano, si intensificano, si avvicinano. Oggi Pikachu vuole dare una scossa alle fiere di Parma. È entrato qui dentro e ha fatto l’unica cosa sensata da fare, scappare. Non accettiamo che le armi vengano normalizzate, raccontate come sport o divertimento. La morte non è un gioco. Noi scegliamo di non accettarlo, qui a Parma e in nessuna città.”



EOS viene presentata come fiera di “sport”, “outdoor” e “tradizione”. Ma ospita produttori e distributori di armi leggere e accessori militari, in un momento storico segnato da un’escalation sempre più ampia dei conflitti. Dopo gli ultimi attacchi tra Stati Uniti, Israele e Iran, il rischio di un allargamento della guerra è concreto. Già prima di questi eventi, nel mondo erano attivi 61 conflitti armati (Uppsala Conflict Data Program), il numero più alto dal 1946. Oggi quel dato non è solo statistica, ma un rischio concreto di normalizzazione della guerra. Ogni anno questi conflitti causano decine di migliaia di vittime civili, e nelle ultime settimane il rischio è che il numero aumenti ulteriormente con l’estensione delle tensioni in Medio Oriente. Le popolazioni civili restano le più esposte: sotto le bombe, sotto embargo, senza accesso a acqua, cibo e cure.



Mentre la crisi climatica continua a colpire con eventi sempre più estremi provocando oltre 12.000 morti in Italia per ondate di calore (ISS | Eurostat), la risposta non è la prevenzione ma il riarmo, risorse pubbliche vengono dirottate verso armi e conflitti invece che verso adattamento, sicurezza e cura dei territori.



La protesta dei Pikachu ha voluto parlare alla città di Parma, che sarà Capitale Europea dei Giovani 2027 e dichiara l’obiettivo di Carbon Neutral 2030.

«In questo contesto – prosegue XR Parma – normalizzare le armi come intrattenimento o sport non è neutrale, è una scelta culturale e politica. Che messaggio mandiamo ai giovani se una città che parla di futuro, sostenibilità e cura ospita una fiera di armi proprio mentre il mondo è in una spirale di guerra sempre più allarmante e invece di decidere consapevolmente di disarmarsi, continua ad aumentare gli investimenti in armi?».



«Non siamo qui per colpevolizzare chi entra in fiera – chiariscono gli attivisti – ma per rendere visibile una contraddizione enorme. Le armi non sono uno sport. Sono strumenti di morte. E oggi il mondo ne ha già abbastanza di violenza e di morti».

Extinction Rebellion Parma annuncia che questa è solo la prima giornata di mobilitazione e invita cittadine e cittadini a interrogarsi su quale modello di città vogliono costruire: una città che investe sulla vita, sulla prevenzione e sulla cura, o una che normalizza la violenza travestendola da sport.

Extinction Rebellion Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-29 15:50:002026-03-29 16:52:08Catturati tre Pikachu alla Fiera delle armi. La protesta di Extinction Rebellion

Richiesta di rinvio a giudizio per proteste per Gaza: un’indagine che colpisce tutti noi

13 Marzo 2026/1 Commento/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Pubblichiamo e condividiamo la posizione di una quindicina di associazioni in merito agli avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica di Parma a seguito dell’indagine per la manifestazione pro-Gaza del 1° ottobre scorso.

Vedi sotto la presa di posizione.

Premessa a cura di Parma Parallela

La sera del 1° ottobre 2025 anche a Parma, come in tutta Italia, scattò una manifestazione popolare spontanea, autoconvocata, di solidarietà alla Global Sumud Flotilla e alla Palestina, contro gli arresti e la guerra genocida perpretata da Israele. Qui il nostro articolo dell’epoca.

Il corteo spontaneo di un migliaio di persone – che viene additato come “non autorizzato” e le parole hanno il loro peso: in Italia le leggi democratiche consentono tuttora di manifestare senza chiedere autorizzazioni – terminò in stazione, con l’occupazione simbolica dei binari 1 e 2, verso la mezzanotte. Ci fu ritardo dei treni? Da qui l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio.

Dopo alcuni mesi l’altro ieri la Procura della Repubblica ha diramato il provvedimento di chiusura delle indagini, condotte personalmente dal procuratore Alfonso D’Avino, mandando 21 avvisi di garanzia dei quali, a quanto apprendiamo, solo a 4 persone si contesta l’occupazione dei binari e ad altre 2 la seduta sul bordo del marciapiede. Agli altri si contesta il reato “in concorso” supponendo un “supporto morale” e “una collaborazione” all’invasione dei binari. Tra questi altri vi sono due assessori (Caterina Bonetti e Francesco De Vanna) e due consigliere (Gabriella Corsaro e Victoria Oluboyo) del Partito Democratico.

Avremo modo di approfondire la vicenda che però, possiamo già dire, assomiglia tanto a un “processo politico” .

E naturalmente si è scatenata la ridda di dichiarazioni di esponenti e partiti politici: di difesa dell’iniziativa politica (che, ribadiamo , non vide l’occupazione dei binari da parte dei quattro pd indagati) da parte delle forze di centrosinistra con Pd, Avs, M5S e di attacco, con anche richieste di dimissioni, da parte del centrodestra e di Chiama Parma.

La redazione di Parma Paralella

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In quella manifestazione non c’erano solo i singoli oggi colpiti dalla magistratura, ma centinaia di parmigiani e stranieri, studenti e cittadini

La notizia della richiesta di rinvio a giudizio per la mobilitazione a sostegno della Freedom Flotilla alla stazione di Parma dello scorso anno non è solo un passaggio procedurale: è il tentativo di trasformare un’istanza di giustizia in un crimine.

In quella manifestazione non c’erano solo i singoli oggi colpiti dalla magistratura, ma centinaia di parmigiani e stranieri, studenti e studentesse, cittadine e cittadini: un atto corale di dignità, nato dall’imperativo morale di rompere il silenzio complice su quanto accadeva e accade a Gaza. Rivendichiamo la legittimità di una mobilitazione che ha messo il corpo e la faccia a difesa dei valori universali.

Mentre le inchieste fanno il loro corso, non possiamo tacere di fronte a un paradosso storico che interroga le coscienze di tutti: mentre non si denuncia il genocidio e anzi se ne è complici, si sceglie di processare la protesta. È inaccettabile che la forza della legge si abbatta con solerzia su chi chiede pace, mentre la politica resta inerme di fronte alla distruzione sistematica di un popolo. L’azione della magistratura va sempre rispettata, ma quando il governo ignora il rispetto dei diritti umani fondamentali, la società civile ha il dovere di reagire.

Esprimiamo la più totale e convinta solidarietà a tutte le persone coinvolte. Non lasceremo solo nessuno in questo percorso: per questo motivo, ci impegniamo a mettere a disposizione delle persone indagate tutto il supporto necessario, anche a livello legale, per difendere non solo i singoli, ma il diritto di tutti a manifestare contro l’orrore.

Aderiscono:

CIAC, Casa della pace, Casa delle donne, Donne in nero, OltreCoro, Parma Città Pubblica, Rete Kurdistan, UDU Parma – Unione degli Universitari, ANPPIA, Comunità palestinese e solidali, Movimento palestinese x la coltura, la democrazia e la libertà, Montanara laboratorio democratico aps, Oltrecura – Laboratorio di salute popolare, Libera Parma, Coro dei Malfattori, Coordinamento Democrazia Costituzionale, LaPaz

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-13 12:50:292026-03-13 12:50:31Richiesta di rinvio a giudizio per proteste per Gaza: un’indagine che colpisce tutti noi

Troppi poteri al commissario per gli stadi

9 Febbraio 2026/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo.

L’Art. 9-ter del D.L. N. 96 del 30/06/25 convertito con legge n° 119 dell’8/8/2025, n. 119 recante: «Disposizioni urgenti per l’organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi, nonché ulteriori disposizioni urgenti in materia di sport», prevede che, al fine di assicurare la realizzazione e il completamento delle opere necessarie e strettamente funzionali allo svolgimento della fase finale del campionato europeo di calcio “UEFA EURO 2032”, il Presidente del Consiglio dei ministri emani un Decreto con cui è nominato un Commissario straordinario quale soggetto responsabile del processo di indirizzo, coordinamento e attuazione delle attività e degli interventi relativi alle infrastrutture sportive, con riferimento anche agli impianti di proprietà pubblica.
Si conoscerebbe anche il nome di questo commissario: Ing. Massimo Sessa, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) e già commissario per la realizzazione della Base dei Carabinieri all’ex-CISAM per 190ha a S.Piero a Grado (PI) nel Parco di MSRM.

I poteri di questo Commissario sarebbero enormi: avrebbe il compito di assicurare la messa a norma UEFA di almeno 5 stadi da indicare per gli Europei 2032. Egli può agire a mezzo di ordinanza anche “in deroga a ogni disposizione di legge, diversa da quella penale…e dei vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea”.

Noi non siamo contrari a che EURO32 si svolga anche in Italia né al fatto che 5 stadi Italiani siano adeguati alle norme UEFA per poter ospitare le partite. Siamo invece fermamente contrari a che l’evento sportivo sia preso a pretesto per ogni sorta di speculazione edilizia che produca ampliamenti delle capienze con introduzione di ampie superfici commerciali e/o ricettive in stadi collocati in centro storico o in mezzo a quartieri residenziali magari nelle vicinanze di siti di grande richiamo turistico, compromettendo il fragile tessuto urbanistico consolidato delle città italiane, di grande valore culturale, monumentale e paesaggistico. Siamo altresì contrari alla realizzazione di nuovi impianti sempre corredati di quelle destinazioni economicamente remunerative in aree urbane cosa che in alcuni casi comporterebbe l’abbandono di stadi che potrebbero essere messi a norma con poco, con, in aggiunta, la distruzione di aree di pregio ambientale.


Il tutto magari accelerando e/o saltando le procedure di valutazione di impatto ambientale, le previsioni urbanistiche e i processi partecipativi dei cittadini in caso di variante, le stesse “disposizioni di legge”. Questo ci sembra che nulla abbia a che vedere con lo sport e che presenti non pochi profili di incostituzionalità ora che la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni, è stato introdotto tra i principi fondamentali (Art. 9) e come limite alla libertà di iniziativa economica (Art. 41).


Per queste ragioni abbiamo diffidato, per tramite dello studio legale Veronica Dini di Milano, la Presidenza del Consiglio e il Ministero per lo Sport e i Giovani affinché non procedano alla nomina del commissario straordinario.
Chiederemo la sottoscrizione della nostra iniziativa a tutta la cittadinanza.

Comitato Tardini Sostenibile di Parma
Coordinamento Si Al Parco, Si All’ospedale – No Allo Stadio di Roma
Comitato Stadio Pietralata No Grazie di Roma
Comitato promotore Referendum X San Siro di Milano
Comitato No Stadio a San Donato Milanese di Milano
Comitato civico “Tutela zona stadio di Como” di Como
Associazione ambientalista La Città ecologica A.P.S. di Pisa

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-02-09 16:25:392026-02-09 16:25:41Troppi poteri al commissario per gli stadi
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