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Un bilancio forte sul sociale e i servizi educativi, nonostante i tagli del governo

19 Dicembre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione


Ospitiamo l’intervento di Sandro Campanini, capogruppo Pd in consiglio comunale

Il bilancio 2025 del Comune di Parma conferma e rafforza le scelte fondamentali dell’Amministrazione comunale, coerentemente col programma di mandato, pur dovendo misurarsi con i tagli del Governo che compie un’operazione doppiamente ingiusta: riduce le possibilità di intervento dei Comuni, scaricando su di essi i problemi e imponendo ai Comuni che hanno i conti in ordine, il versamento di fondi allo Stato: per Parma significa, concretamente, mettere a bilancio anche quest’anno una cifra importante, pari a complessivi 1,9 milioni, a favore dello Stato centrale. Quindi più sei virtuoso e più ci rimetti.

Nonostante questo, il bilancio di previsione 2026 destina ingenti risorse al sociale e famiglie – 119,4 milioni – a partire dalle maggiori fragilità, a cui vanno aggiunti 25 milioni per l’edilizia pubblica e popolare, e al settore scuola/servizi educativi, per un totale di 72,2 milioni (ricordando che, così come nel trasporto pubblico, le tariffe coprono solo una parte dei costi reali) con un ulteriore sforzo finanziario per l’incremento dell’assistenza scolastica agli alunni con certificazione, purtroppo in costante aumento, importo di cui il Comune si fa carico in assenza di contributi statali; stessa cosa per i minori stranieri non accompagnati, un tema complesso e “nuovo” i cui costi ingenti sono solo parzialmente finanziati dal Governo anche se sarebbe suo compito coprirli (il Comune ha speso, dal 2023, 6 milioni, ricevendone a rimborso dallo Stato solo 2). Da evidenziare anche i 20,4 milioni per sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente, i 22,8 milioni per politiche giovanili, sport e tempo libero, i 22,2 milioni per beni e attività culturali.

A livello di spese per investimenti e opere pubbliche, si va verso la chiusura entro i tempi stabiliti dei 45 cantieri PNRR, dai due nuovi asili alle ristrutturazioni e adeguamento/messa in sicurezza di scuole, dal piano casa alla riqualificazione di impianti sportivi come il Palasport e Palaciti (già inaugurato) a quello di strutture civiche come l’ex Municipio di san Lazzaro di via Zarotto (che diventerà la nuova sede di un servizio molto importante quale il Centro per le famiglie) e via Argonne, recentemente concluso (elenco completo degli interventi PNRR al link: https://www.comune.parma.it/it/argomenti/pnrr/i-progetti-del-comune-di-parma), solo per citare alcuni esempi. Per ulteriori interventi in programma, il filo conduttore è quello della rigenerazione urbana, a partire dalla soluzione di alcune “ferite” lasciate alla città dalle giunte Ubaldi-Vignali: il progetto, assieme alle Fiere, per il ponte Nord, il recupero dell’area “ex scalo merci” (per la parte di competenza del Comune), la conclusione dei lavori del teatro Guareschi (c.d. “teatro dei dialetti”), la prosecuzione dei progetti sull’Ospedale Vecchio, l’avvio del progetto di rifacimento della piscina di Via Zarotto, la conclusione dell’ex Cral Bormioli e altro. Molto importante la nuova palestra inclusiva di Moletolo (con Parma capitale dello sport inclusivo 2027) che ci renderà una delle poche città con un impianto di questo genere. Procede la sistemazione del parco Ducale (fontana del Trianon e non solo) e si avvieranno i necessari miglioramenti di piazzale Dalla Chiesa.

Sulla riqualificazione dello stadio Tardini si è in attesa del nuovo progetto che dovrebbe essere maggiormente in linea con la mozione e successiva delibera approvate da Consiglio comunale e Giunta nel 2023.

Spazio anche alla mobilità sostenibile: si continua a lavorare per vedere finanziato il progetto di trasporto veloce di superficie Stazione-Campus, si conferma l’affidamento in house a Tep per il trasporto pubblico locale (che ammonta a 66,9 milioni), nuove piste ciclabili anche verso alcune frazioni (es. Alberi, San Prospero) e manutenzione di quelle esistenti, realizzazione di ulteriori parchi gioco inclusivi come quelli già conclusi e riqualificazione di altri (come ad esempio il parco Celestina Bottego di via Pascal), impegno per ottenere finalmente l’avvio della variante della ferrovia Pontremolese da Vicofertile in città, già approvata dal Consiglio comunale.

Il bilancio poi prevede fondi per la cultura, a sostegno di grandi eventi come il Festival Verdi ma anche molte altre iniziative, il turismo (settore in crescita), la sicurezza urbana, le manutenzioni del verde, il commercio, gli impianti fotovoltaici sugli edifici comunali (a tale proposito è già stata avviata la prima comunità energetica a Parma grazie ai pannelli installati sul tetto della scuola Albertelli Newton) e i miglioramenti dell’illuminazione pubblica,

Grande attenzione al tema giovani con la prosecuzione delle azioni di partecipazione e coinvolgimento verso Parma Capitale europea dei giovani 2027.

Molti altri aspetti si potrebbero toccare vista la quantità di temi che un bilancio necessariamente affronta: nel complesso si può parlare di un bilancio che da un lato mantiene e rafforza la coesione sociale e dall’altro porta verso il traguardo importanti trasformazioni, nel segno della sostenibilità, della rigenerazione e della valorizzazione delle grandi potenzialità che Parma esprime.

Sandro Campanini

Capogruppo Partito Democratico in Consiglio comunale

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-19 12:58:272025-12-19 13:28:35Un bilancio forte sul sociale e i servizi educativi, nonostante i tagli del governo

Quattro Comuni parmensi esclusi dalla “Legge Montagna”

17 Dicembre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Un bel nome: Legge Montagna! Peccato si traduca in un brutto colpo a diversi Comuni dell’Appennino.
Nel parmense, stando ai criteri annunciati dal Governo, perderanno lo status di comuni montani Fornovo di Taro, Solignano, Pellegrino parmense e Varano de’ Melegari. Zac, un colpo netto.
Spiego meglio, dietro al titolo rassicurante e bello “Legge Montagna” si nasconde una realtà amara: tagli pesanti ai territori che più avrebbero bisogno di sostegno. Con i nuovi criteri voluti dal ministro Calderoli, oltre 1.200 Comuni montani spariranno dall’elenco dei beneficiari dei contributi e agevolazioni previsti per le aree più in difficoltà. I più colpiti in Italia saranno gli appennini, il 40% dei Comuni saranno eliminati dalla lista dei Comuni montani, riducendo risorse e attenzione proprio dove servono di più.

Daranno la colpa ad un algoritmo freddo, fatto di altimetrie e pendenze, perché sarà lui a decidere chi è “montano” e chi no, ignorando la vita reale di comunità già alle prese con spopolamento, servizi più costosi e infrastrutture più difficili da mantenere in efficienza.
Questa non è una legge di tutela, è una legge di esclusione. Una scelta che premia palesemente le Alpi e penalizza l’Appennino, ampliando le aree di possibile isolamento socio economico.

Dietro la retorica della “razionalizzazione” si consuma un’altra ingiustizia: un colpo durissimo alle nostre comunità e tutto per mano politica. Bel nome, brutto colpo.

L’avevo già segnalato in merito alla grande frana nel comune di Valmozzola, occhio alla mano pesante del Governo che sta per abbattersi sui tanti comuni montani.

La grande frana che minaccia la viabilità e l’esistenza di una azienda agricola a Valmozzola è un monito che non possiamo ignorare: l’Appennino va curato. La colata di terra avanza verso la strada comunale di Lamino e la statale 308, mettendo a rischio un allevamento con 600 capi bovini, cuore della produzione di Parmigiano Reggiano. Non è solo una questione locale: è il futuro di intere filiere e comunità. Le strade che collegano aziende straordinarie devono essere mantenute aperte e sicure, e i sindaci – come quello di Valmozzola – vanno sostenuti con mezzi e fondi adeguati. Difendere la montagna significa difendere lavoro, identità e qualità che rendono grande l’Italia. Ogni scelta che riduce attenzione e investimenti su questi territori è una scelta contro il Paese.


Andrea Massari, consigliere regionale, Partito Democratico

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-17 11:29:002025-12-17 11:29:03Quattro Comuni parmensi esclusi dalla “Legge Montagna”

Altre richieste di chiarimenti sulle tariffe di ristorazione scolastica

15 Dicembre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

I rappresentanti delle scuole primarie Albertelli – Zerbini – Newton, non demordono e pongono altre domande all’assessora ai servizi educativi. Qui il nostro articolo, con le proteste dei genitori e le spiegazioni dell’assessora Bonetti. Di seguito la nuova lettera dei genitori, che pubblichiamo.

Gentilissimo Assessore,
abbiamo attentamente analizzato la Sua risposta e, pur apprezzando la disponibilità a motivare le scelte effettuate, elucubrando con dovizia quanto riportato, desideriamo sottoporre alcuni chiarimenti.
In primo luogo, ci preme comprendere come mai l’aumento delle tariffe sia stato deliberato dopo la chiusura del bando, senza offrire alle famiglie la possibilità di pianificare le iscrizioni a mensa e ai servizi aggiuntivi, quali pre-scuola e ludoteca.
 
Nella Sua risposta, è stato indicato che la scelta è legata a motivi di bilancio e agli incrementi di materie prime, energia, costi del personale e adeguamento Istat.
 
Tuttavia, per tutti gli altri bandi scolastici, gli adeguamenti seguono l’anno scolastico.
Può chiarire perché, in questo caso, l’aumento sia applicato sull’anno solare?
 
Non sarebbe opportuno valutare di applicarlo a partire dal 1° gennaio 2027, così da consentire alle famiglie di programmare con ragionevole anticipo le spese scolastiche?
 
In secondo luogo, ci chiediamo come possano incidere sulle famiglie costi quali personale ed energia, considerando che il servizio è esternalizzato tramite bando e che il prezzo base è già fissato contrattualmente.
Sarebbe possibile fornire l’esatta composizione dei costi che hanno determinato l’aumento, distinguendo chiaramente le voci imputabili al Comune da quelle imputabili alla ditta appaltatrice?
 
Desideriamo inoltre richiamare l’attenzione sull’impatto dell’aumento sulle famiglie a medio-basso reddito.
I dati pubblicati dall’Inps nel 2025 mostrano che una quota rilevante di famiglie presenta un Isee inferiore ai 10.000 €, mentre altre, con Isee compreso tra 15.000 € e 20.000 €, risultano comunque economicamente fragili.
Per un nucleo con Isee pari a 16.000 €, l’aumento deliberato comporta un incremento annuo della spesa mensa di circa 202–215 €, pari a circa il 16–17%. (*)
Infine, relativamente ai confronti con altre realtà territorialmente comparabili, Lei ha citato Reggio Emilia, Piacenza, Modena e Rimini. Ritiene opportuno includere anche questo parametro nella valutazione delle politiche di equità per le famiglie parmigiane?
 
Alla luce di quanto sopra, desideriamo sottoporre specificamente due ulteriori interrogativi:
Primo, come mai tutti gli altri adeguamenti tariffari dei servizi scolastici comunali sono sempre stati applicati a partire dall’inizio dell’anno scolastico e, in questo caso, l’aumento ha decorrenza su base anno solare?
 
Gli uffici del comparto amministrativo non sarebbero più in grado di adottare la prassi consolidata?
Secondo, è corretto affermare che “l’Amministrazione Comunale può modificare, annualmente, le tariffe con apposito atto di Giunta Comunale, in conformità ai criteri generali stabiliti dal Consiglio Comunale”, come risulta dal Regolamento per la determinazione delle tariffe. Da quale peculiare esigenza nasce l’applicazione di questo principio in deroga alla prassi consolidata?
Tale deroga, fino ad oggi, non era mai stata adottata.
Secondo Lei, questa scelta può considerarsi coerente con il principio di tutela delle famiglie, sancito implicitamente dalla diligenza del buon padre di famiglia?
 
Perché non si potrebbe rimandare l’adeguamento al prossimo anno scolastico, come avvenuto in tutte le precedenti occasioni?
Confidiamo in un Suo riscontro chiaro e dettagliato che risponda compiutamente sia alle domande della precedente comunicazione sia ai dubbi e quesiti emersi successivamente.
I rappresentanti di classe dell’Istituto Albertelli Zerbini Newton

(* Per la precisione: l’aumento per la fascia Isee 15-20.000 € è leggermente inferiore: incremento del 13,8% per totale di 198 € su 200 pasti annui, come appurato e scritto da Parma Parallela nell’articolo citato, ndr)

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-15 18:56:392025-12-15 18:56:42Altre richieste di chiarimenti sulle tariffe di ristorazione scolastica

Le note stonate del salvataggio dell’aeroporto

6 Dicembre 2025/1 Commento/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Il Tribunale fallimentare di Parma ha archiviato il procedimento di fallimento dell’aeroporto. Non conosciamo i dettagli e, come semplici cittadini, non li conosceremo mai. L’unica cosa che possiamo fare è rileggere la storia che gli organi di stampa ci hanno raccontato e farci delle domande. Sì, perché nella storia raccontata qualche nota stonata c’è.

Suona strano, infatti, che una società mentre è in fase di fallimento, continui a pagare regolarmente gli stipendi ai suoi dipendenti e invece appena viene salvata li metta tutti in cassa integrazione. Suona strano, che tutti coloro che prima erano giustamente preoccupati (e noi con loro)  per le sorti dei lavoratori tanto da organizzare presidi, appelli e comunicati, ora invece stiano tutti zitti e apparentemente “felici” che i lavoratori non percepiscano più il loro stipendio e che sia lo stato a pagare la cassa integrazione. 

Ma suona ancora più strano che dopo la notizia del salvataggio ci sia stata una levata di scudi della politica locale che ha iniziato ad inneggiare ai “Passeggeri, passeggeri” vantandosi di aver contrastato se non azzerato il rischio Cargo. La realtà dei fatti ci racconta una storia un po’ diversa: il Masterplan presentato qualche anno fa che prevedeva l’allungamento della pista e la trasformazione dell’aeroporto in cargo, masterplan che ha ottenuto l’ok della Commissione Via e l’ok in Conferenza dei servizi grazie al Sì del Consiglio Comunale di Parma, è ancora attivo e non è mai stato annullato o ritirato.

A quel Masterplan sono ancora associati 9 milioni di euro di fondi europei stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per allungare la pista, stanziamento già scaduto, ma che di anno in anno viene prorogato. Perché tutti coloro che hanno inneggiato ai Passeggeri nonostante abbiano con il loro voto contribuito a dare l’ok al Cargo, per coerenza e onestà intellettuale verso tutti noi cittadini, non chiedono e pretendono pubblicamente che il Masterplan venga annullato? Il ritiro del Masterplan metterebbe davvero la parola “FINE” all’annosa questione Cargo Si-Cargo No, fugherebbe ogni dubbio, metterebbe pace, tranquillizzerebbe i tantissimi cittadini preoccupati per le loro sorti, per le loro famiglie, per i loro figli e nipoti, per la loro città.

Perché il Signor Sindaco, non si fa paladino del ririto e annullamento del Masterplan e chiede alla Regione Emilia-Romagna di non prorogare più i 9 milioni stanziati per allungare la pista?

Associazione NoCargo Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-06 09:18:222025-12-06 09:18:24Le note stonate del salvataggio dell’aeroporto

Nottologia, indagine poco accurata

17 Novembre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

La presentazione avvenuta nei giorni scorsi dei risultati sull’indagine “nottologica” parmigiana, assistita dalla presenza di un qualificato schieramento di assessori, loro delegati e dirigenti comunali, non ha fugato le diffidenze su tale iniziativa ma le ha purtroppo confermate e amplificate.

È stato enfaticamente fatto notare che i questionari compilati sono stati circa di un terzo superiori a quelli di Bologna (forse perché il sindaco ed il rettore di quella città non hanno ritenuto opportuno esporsi come è stato fatto da noi) e che, nonostante tutto, i risultati confrontati con la varietà della popolazione sono affidabili (affermazione confutabile). Quello che non si è detto è che il questionario poteva essere compilato più volte da una stessa persona, cosa che già mette in dubbio la scientificità del risultato. Inoltre, grave che dopo l’intervento conclusivo dell’assessora competente sia stato impedito ai presenti di intervenire per fare domande e sviluppare un doveroso dibattito.

Per questi e altri motivi, l’invito a prendere sul serio tale sondaggio non può che essere rigettato al mittente. Un’analisi statistica impostata correttamente prevede una strategia di campionamento molto dettagliata e precisa, che deve selezionare gli intervistati per fasce di interesse socio/economico e pesare diversamente le risposte in base a criteri oggettivi accuratamente ponderati. Significativa la palese soddisfazione nel riferire che il rumore più fastidioso è risultato quello delle macchine operatrici della nettezza urbana, mentre quello provocato dagli assembramenti notturni dei locali era valutato molto meno impattante. Grave errore all’interno del quesito stesso, perché del rumore vanno considerati non soltanto i decibel, ma anche la loro durata insistente nel tempo!

La cosiddetta attività notturna merita un ben diverso metodo di approccio.
Prima di tutto va anteposto il diritto costituzionale alla salute (e quindi al riposo) ed il diritto alla sicurezza urbana di tutti i residenti, entrambi, è bene rammentarlo, la cui funzione di tutela è affidata al nostro primo cittadino. Inoltre già attualmente leggi nazionali e regolamenti comunali, se applicati, sarebbero puntualmente in grado di gestire egregiamente l’intera materia. Nessuno nega la possibilità di ragionare sull’argomento per contemperare al meglio le varie necessità, ma senza cestinare i punti fermi citati, che rappresentano (e non è cosa da poco) essenziali componenti della vita democratica di una comunità.
Il denaro investito in queste “nottologie” non ha purtroppo prodotto un libro di testo/ riferimento per i futuri studiosi della disciplina.

Parma in Centro


https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-11-17 10:51:392025-11-17 10:51:40Nottologia, indagine poco accurata

Lupo, segnale di salute degli ecosistemi. Il problema della malagestione in zootecnia

31 Ottobre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

La posizione di Legambiente, Lipu e WWF

Occorre dare ai cittadini gli elementi di conoscenza e concreti per ridurre il conflitto con la fauna e i grandi carnivori basati non sulla propaganda o su retaggi anacronistici, ma sulle conoscenze scientifiche.
Negli ultimi giorni sono apparse su diversi organi di stampa notizie e commenti riguardanti la presenza del lupo in Alta Valtaro e gli episodi di predazioni ai danni di animali domestici. Legambiente, Lipu e WWF ritengono necessario intervenire per riportare il dibattito su un piano di serietà e responsabilità, lontano da allarmismi e strumentalizzazioni, una caccia di consenso a buon mercato che accomuna i politici nostrani di diversi colori con spirito bipartisan degno di miglior causa.

La maggioranza delle persone, silenziosa sì, ma non per questo assente, sa perfettamente che il lupo è una specie protetta, simbolo della biodiversità delle nostre montagne e presenza stabile sull’Appennino parmense ormai da decenni. La sua espansione è un segnale di buona salute degli ecosistemi, con ricadute a beneficio di tutti, incluse le comunità locali che vivono in questi ambienti. Si pensi ad esempio alla forte riduzione della nutria in diverse aree planiziali, così come al contributo all’eliminazione di carcasse di cinghiali infette dalla Peste Suina Africana, enorme minaccia per il comparto agro-industriale padano e parmense in particolare, poiché il virus viene ucciso al passaggio nell’apparato digerente del lupo. Sono questi solo alcuni dei servizi ecosistemici di altissima rilevanza economica ed ecologica svolti dal predatore, ma quasi mai menzionati.

È inoltre ampiamente dimostrato da numerosi studi il cruciale ruolo svolto dalla gestione dei rifiuti e scarti di origine animale – quali vacche e vitelli morti in attesa di smaltimento, oltre alle placente derivanti dai parti – nel condurre lupi in prossimità delle attività umane: tale vicinanza è strettamente associata alla facilità nel reperire cibo a basso costo.
È dunque necessario che le istituzioni di riferimento supportino una transizione volta a prevenire tali dinamiche, supportando il comparto agri-zootecnico sia con opportune revisioni normative (tra cui maggiore rapidità nell’elargizione degli indennizzi per capi predati), sia con incentivi economici, volti ad attuare pratiche affinché sia mantenuta la giusta distanza tra il selvatico e le attività umane, a cui fa seguito anche la tranquillità delle persone.

È bene ricordare che la cospicua presenza di stalle su tutto il territorio provinciale rappresenta un forte elemento attrattore per il lupo, ragione per cui è decisivo attuare meccanismi di prevenzione mediante una gestione dei rifiuti e dei resti animali adeguata alla situazione e sostenibile per gli allevatori, che devono rispondere adeguandosi con correttezza a tale gestione per la sicurezza degli animali stessi e, non meno importante, anche per la tranquillità delle persone. Si tratta di azioni e strumenti già ampiamente disponibili e conosciuti, in parte previsti dalle norme, che si chiede agli allevatori di attuare per responsabilità verso la comunità di cui fanno parte.

Quando si parla di lupo, non esistono differenze politiche, destra e sinistra sono sovrapponibili, una sequela seriale di copia/incolla. Sorprende in particolare che chi ha ricoperto nel recente passato incarichi istituzionali regionali in tema di aree protette e tutela della Biodiversità, si accodi al populistico slogan “difendiamo le comunità”. Le elezioni politiche del 2027 sono dietro l’angolo e ci si sta muovendo alla ricerca di consenso.

Riteniamo grave, in altre parole, che la politica tutta continui ad assecondare una narrazione che contrappone i benefici universali alla salute generati dalla biodiversità e da ecosistemi funzionali ed integri alla necessità di reimparare a coesistere con la fauna in un ambiente mutato, ovvero ritornato all’originaria ricchezza di specie, carnivori inclusi. A patto che si intraprenda seriamente una strada di risoluzione del conflitto, dove ai cittadini vengono forniti gli strumenti adeguati per ridurre al massimo gli effetti negativi, i grandi carnivori non rappresentano una minaccia per le comunità locali, non in misura maggiore, per esempio, delle decine di vittime causate dagli incidenti di caccia ignorati con vergognoso cinismo dalla politica locale e nazionale. Gli indennizzi economici per i capi di bestiame sono già presenti da tempo, occorre anche un intervento culturale per modificare alcuni comportamenti che si ritengono normali, come lasciare gli animali incustoditi, ma che sono frutto di intenso bracconaggio perpetrato in passato ai danni del lupo e che lo avevano portato sull’orlo dell’estinzione.

La coesistenza tra uomo e fauna selvatica richiede conoscenza, prevenzione e collaborazione fra enti, autorità scientifiche e cittadini.

Le istituzioni non devono rincorrere la propaganda che criminalizza il lupo, ma farsi promotrici di un approccio equilibrato, fondato su dati scientifici e sul sostegno concreto agli allevatori e ai cittadini che vivono nei territori montani. Lavoro della politica nel suo più alto senso è quello di saper contemperare le diverse necessità ed esigenze.

Ricordiamo che esistono strumenti e buone pratiche già attive in molte aree appenniniche: recinzioni elettrificate, cani da guardiania, indennizzi per danni accertati e attività di informazione su comportamenti rischiosi rivolte alla popolazione. È su queste misure che occorre investire, non su campagne di paura o richieste di abbattimenti che non hanno alcun fondamento tecnico, ma anzi rappresentano turbative negli equilibri delle famiglie di lupi che possono portare a comportamenti imprevedibili e caotici da parte degli individui.

La coesistenza tra comunità locali e fauna selvatica è possibile se si abbandona la logica del conflitto e si lavora concretamente insieme per una montagna viva, ricca e sostenibile, dove la presenza del lupo sia ricompresa nei comportamenti umani come parte integrante di un equilibrio naturale di cui facciamo tutti parte e che desideriamo tutelare.

Legambiente, Lipu e Wwf

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-10-31 09:31:162025-10-31 09:31:19Lupo, segnale di salute degli ecosistemi. Il problema della malagestione in zootecnia

Insicurezza in Oltretorrente. Esposto alle Autorità

9 Ottobre 2025/1 Commento/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo l’esposto inviato a Prefetto, Questore e Sindaco da parte di un gruppo di residenti (120 firmatari) dell’Oltretorrente. Nel documento sono evidenziati i punti critici nella quotidianità del quartiere. Una protesta ferma e dai toni garbati.
Abbiamo raccontato la situazione nel nostro reportage di 24 ore “La sottilissima linea di piazzale Inzani“. Torneremo in futuro a documentare quanto accade “di là dall’acqua”.

I sottoscrittori del presente esposto (per conto anche di altri cittadini domiciliati in questa area del quartiere) intendono porre alla vostra attenzione la gravissima situazione di degrado sociale e civile quotidianamente vissuta in Oltretorrente (segnatamente p.le Picelli, via Imbriani, b.go Parente, p.le Bertozzi, largo Giandebiaggi, via Galaverna, b.go Poi, b.go Fiore, p.le Inzani, via D’Azeglio e zona Ospedale Vecchio, p.zza Corridoni, via Bixio).

Episodi di risse, violenza, ubriachi molesti, spaccio e consumo di droghe, furti ripetuti, bivacchi permanenti con consumo di bevande alcoliche (e non solo), eccesso di rumore e schiamazzi causati dai frequentatori dei numerosi locali (concentrazione eccessiva rispetto ad un contenitore urbano dalle dimensioni ristrette e pertanto fragile) rappresentano il vissuto giornaliero con il quale sono obbligati a convivere, loro malgrado, i residenti.

La concreta certezza dei cittadini abitanti in queste vie e piazze è che non ci sia una adeguata presa d’atto di quanto sta accadendo, nonostante i giornali e i tg locali pubblichino ricorrenti articoli di cronaca, assieme a lettere di persone esasperate e comunicati dei tanti comitati sorti nel frattempo in città (si aggiungano diversi esposti sistematicamente lasciati senza riscontro).

Quando le persone intervistate esprimono l’insicurezza o la reale paura a muoversi in certi orari non raccontano percezioni ma realtà. Il rischio di restare coinvolti in un pestaggio tra ubriachi/drogati od essere presi di mira da un gruppetto di ragazzotti in vena di violenza gratuita o bullismo è concreto e neanche tanto raro, viste le cronache recenti.

C’è la razionale convinzione che non sia più il tempo di ascoltare dichiarazioni di intenti, giustificazioni in quanto fenomeno nazionale o, peggio ancora, di continuare ad insistere nella narrazione di una città che non c’è. Si è, da tempo, maturata la certezza che sia l’ora di agire.

Si chiede pertanto l’adozione delle seguenti misure:
⁃ divieto di consumare bevande alcoliche per strada;
⁃ chiusura dei locali etnici max alle ore 20.00 e divieto di vendere bevande alcoliche refrigerate;
⁃ divieto di assembramenti molesti;
⁃ attività investigativa mirata sullo spaccio nei negozi etnici di p.le Bertozzi/via Imbriani;
⁃ controllo della regolarità dei contratti di affitto e incrocio con le utenze, sia nei negozi, sia nelle abitazioni;
⁃ presenza permanente delle Forze dell’ordine, coadiuvate anche da altre organizzazioni autorizzate;
⁃ controllo rigoroso da parte della PL degli esercizi pubblici che non rispettano i regolamenti
⁃ comunali (dehors inclusi);
⁃ ⁃ anticipazione della chiusura alle ore 24.00 per i bar (specie per chi non rispetta il cosiddetto
”comportamento virtuoso”);
⁃ controlli severi per il rispetto dei livelli sonori (decibel) previsti dalla zonizzazione acustica.
⁃ Nella convinzione che tali obiettivi siano tutti realizzabili, attraverso il coordinamento sinergico di tutti gli attori citati, nello spirito della più ampia volontà collaborativa, si resta in attesa di riscontro e si porgono distinti saluti

120 firmatari, residenti in piazzale Inzani, via Imbriani, piazzale Bertozzi e borghi adiacenti

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-10-09 07:01:462025-10-09 09:01:55Insicurezza in Oltretorrente. Esposto alle Autorità

Residenti contro il fotovoltaico nel quartiere Colombo

4 Ottobre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di un gruppo di residenti di via Setti, quartiere Colombo (San Leonardo), contrari all’impianto fotovoltaico a terra, previsto su 4 ettari tra via Benedetta, via Setti e la ferrovia Parma-Suzzara. Di questa vicenda avevamo scritto un resoconto dell’incontro pubblico tra residenti, società proponente e amministrazione comunale, nel giugno scorso. Secondo il progetto sarà occupata dai pannelli fotovoltaici il 32% della superficie complessiva dell’area, oggi terreno agricolo.

Immagine satellitare con evidenza dell’area interessata dall’impianto fotovoltaico in quartiere Colombo

“Dopo aver ascoltato la videoregistrazione della seduta del Consiglio Comunale di Parma del giorno 29 settembre 2025 un gruppo di residenti del quartiere Colombo, riunitisi al fine di manifestare tutto il proprio dissenso in merito alla prevista realizzazione del Parco Fotovoltaico Parma 1 e Parma 2 da parte della ditta Chiron in via Setti, tengono a precisare quanto segue.

Ringraziamo il Sindaco, gli assessori ed i tecnici per averci ricevuto, comprendiamo il timore delle amministrazioni di incorrere in ricorsi da parte delle aziende proponenti queste energie green, ma vorremmo fosse chiaro che siamo ben lungi dall’essere soddisfatti.

Riteniamo infatti che sarebbe stato preferibile che le eccezioni da noi riscontrate fossero state avanzate dall’amministrazione stessa, al fine di garantire il benessere e la qualità di vita dei residenti, tutelare il territorio rurale del Comune ed evitare inutile e dannoso consumo di suolo, particolarmente inaccettabile nel caso specifico del Quartiere Colombo, già sufficientemente penalizzato dalla presenza dell’inceneritore, del depuratore, dell’autostrada, dei poli logistici. 

Nessuno di noi è contrario alle energie rinnovabili, ma non possiamo accettare che esse vengano fatte in questo modo e diventino oggetto di mera speculazione, senza rispetto dei residenti e del territorio.

Ci riterremo quindi soddisfatti se il Comune ci sosterrà e non ci ostacolerà nella verifica delle eccezioni rilevate ed esposte nell’istanza di autotutela inviata ad ARPAE il giorno 25/09/2025 e se promuoverà insieme a tutti i Comuni della nostra Provincia e possibilmente insieme alle altre Province della nostra regione un’azione ferma in sede di Conferenza unificata degli Enti Locali al fine di modificare sensibilmente le regole per la concessione di permessi per la realizzazione di impianti fotovoltaico a terra ed agrivoltaici e per promuovere modifiche alle normative nazionali. 

Le condizioni attualmente previste dalla normativa sono molto pericolose e rischiano di vedere un territorio agricolo da tutelare ricoperto di impianti che invece dovrebbero prioritariamente essere realizzati in aree davvero degradate, già cementificate, dismesse dai settori industriali o artigianali, nonché incentivati su tetti e parcheggi delle aree produttive e delle abitazioni”.

Gruppo di cittadini di via Setti – Quartiere Colombo 

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-10-04 11:14:562025-10-04 11:20:17Residenti contro il fotovoltaico nel quartiere Colombo

WWF: le energie rinnovabili non siano un problema ma la soluzione

2 Ottobre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

A seguito delle notizie di queste settimane su nuovi impianti di produzione energetica, e delle discussioni che ne sono scaturite anche all’interno dei Consigli Comunali, come WWF Parma riteniamo utile chiarire la nostra posizione, anche per uscire dalle stucchevoli discussioni “da social” a cui stiamo assistendo e avviare una riflessione più approfondita.

Il territorio di Parma si trova oggi di fronte a una sfida cruciale: conciliare l’urgenza di fronteggiare l’emergenza climatica attraverso la transizione energetica con l’altrettanto cruciale tutela della biodiversità, del paesaggio e delle vocazioni agricole e culturali della nostra terra.

Quello a cui assistiamo è uno stillicidio di progetti presentati da privati, di fronte ai quali gli enti locali si pongono spesso in maniera passiva, come semplici passacarte senza leve decisionali, anziché farsi promotori di veri processi partecipativi. Riteniamo invece che dovrebbero guidare i processi con coraggio e visione di lungo periodo, avendo chiara la priorità del bene comune rispetto 
all’interesse privato.

Il paesaggio non è un semplice sfondo, ma un bene comune che all’ambiente unisce la storia, la cultura e la vita delle nostre comunità. La principale minaccia a questo patrimonio è oggi la crisi climatica, che lo sta sfigurando con eventi sempre più intensi e frequenti. I nemici più pericolosi non sono coloro che propongono un campo fotovoltaico o un impianto eolico, ma i signori del fossile e la loro rete di complicità politico-mediatiche, disposti a tutto pur di non perdere le rendite di posizione ereditate dal secolo scorso.

Per scongiurare queste minacce e accelerare sulla strada della transizione, rendendola accettabile e desiderabile, è fondamentale che ogni progetto di impianto rinnovabile tenga conto del contesto ambientale, sociale e paesaggistico nel quale si colloca, e veda un confronto reale con i cittadini e con le realtà locali, in un clima di trasparenza e partecipazione.

Nella pianura, il fotovoltaico può e deve essere protagonista, ma a precise condizioni. La priorità deve andare ai tetti di case, scuole, capannoni, edifici agricoli, pertinenze delle infrastrutture stradali e ferroviarie, così come alle aree produttive dismesse e ai terreni degradati.

Siamo però consapevoli che questo tipo di aree non sono sufficienti per soddisfare i nostri crescenti fabbisogni di elettricità pulita necessari per compiere con la necessaria urgenza la transizione energetica. Va considerato anche il tema non secondario dei maggiori costi dei piccoli impianti rispetto a quelli di maggiori dimensioni, detti “utility scale”, costi che rischierebbero di gravare sulla
bolletta di famiglie e imprese. Da qui la necessità di considerare anche il ricorso a terreni agricoli, preferibilmente con impianti agrifotovoltaici, in grado di integrarsi con le colture, conservando la funzionalità del suolo e – non da ultimo – garantire nuove opportunità di reddito per gli agricoltori.

In montagna, l’eolico può svolgere un ruolo importante, ma serve grande attenzione alla qualità progettuale. Non possiamo accettare che si continui a proporre impianti messi su carta senza considerazione per il contesto, a volte nel cuore di aree protette o in paesaggi di particolare rilevanza o fragilità.

Ogni nuovo progetto dovrebbe essere valutato con cura, tenendo conto della morfologia del territorio, del paesaggio e della biodiversità, valori ancora troppo spesso trascurati nei piani industriali. Se si vuole migliorare l’accettazione sociale degli impianti, è fondamentale che le comunità non siano spettatrici ma protagoniste: devono poter condividere i benefici derivanti dall’energia prodotta, attraverso modelli di partecipazione e gestione condivisa.

Per portare il nostro territorio nel futuro crediamo sia indispensabile una mappatura delle aree idonee libera da spinte populiste, basata su regole trasparenti e condivise, progetti che contengano un calcolo onesto del saldo tra gli indispensabili benefici e gli inevitabili costi. Chiediamo che sia promossa, sostenuta e incentivata anche la nascita di comunità energetiche, per consentire ai Cittadini di ridurre i costi in bolletta e diventare parte attiva della transizione. Per questo occorre che
le Istituzioni investano in formazione e informazione, perché senza conoscenza e consapevolezza non ci può essere futuro sostenibile.

Come WWF sosteniamo una transizione energetica che sia rapida e giusta, capace di ridurre le emissioni, tutelare il paesaggio, la biodiversità e rafforzare il legame tra comunità e territorio.
Le rinnovabili non sono un problema, sono la soluzione. La vera questione è come realizzarle in modo giusto, intelligente e rispettoso delle persone e dei luoghi, che rappresenti un’opportunità di rigenerazione economica, ambientale e sociale.

WWF Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-10-02 15:19:322025-10-02 18:57:44WWF: le energie rinnovabili non siano un problema ma la soluzione

La Picasso Food Forest e la viabilità a San Lazzaro

25 Settembre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

L’iniziativa della Picasso Food Forest, realizzata con molto impegno e capacità in questo scampolo di terreno ai margini est della città, è stata un bellissimo esempio di come è possibile trasmettere conoscenza, sensibilità e uno sguardo realistico sulla ricchezza dell’ambiente naturale.

Il mantenimento dell’usabilità dell’area ha avuto alti e bassi, così come credo si stata la sua frequentazione, in ogni caso è un’esperienza da non sprecare e da utilizzare sfruttando le opportunità offerte dalla città ed in particolare dal quartiere.   

Non ho elementi sufficienti per comprendere e valutare la necessità e le caratteristiche della rotatoria in progetto, ma sono convinto che la necessità per gli autobus urbani di svoltare da e per via Picasso sia risolvibile anche in altro modo.

Il vero problema viario invece è che il quartiere San Lazzaro ha gravi problemi d’accesso in particolare al mattino verso le 8.00 e la sera dalle 17.00 alle 19.00 quando la via Emilia, via Mantova e la tangenziale sono intasati e via Budellungo è un nome, un programma e non può essere un accesso fondamentale al quartiere; il collegamento da e verso il centro città e verso gli altri quartieri non è migliore.  

Tornando alla bella esperienza della PFF, non so, se e come rimarrà e sarà mantenuta frequentabile, penso però che questa esperienza e i sui obiettivi culturali, scientifici ed educativi possano, vorrei dire dovrebbero, essere ripetuti nell’erigendo complesso scolastico di via Sidoli angolo via Zarotto.

Durante la presentazione del progetto del nuovo complesso scolastico era stata indicata la presenza di un elevato numero di pioppi, un rinnovato e potenziato progetto di Food Forest, con l’aggiunta di alberi da frutto, potrebbe avere una valenza importante per i ragazzi, per il quartiere e per tutta la città.

Questa esperienza può essere replicata in altre zone della città nell’ambito di un progetto complessivo.

Eviteremo anche che i bambini crescano credendo che la frutta nasca nella plastica.

Giuseppe Fioriti

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-09-25 16:23:092025-09-25 16:23:10La Picasso Food Forest e la viabilità a San Lazzaro
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