Altre richieste di chiarimenti sulle tariffe di ristorazione scolastica

I rappresentanti delle scuole primarie Albertelli – Zerbini – Newton, non demordono e pongono altre domande all’assessora ai servizi educativi. Qui il nostro articolo, con le proteste dei genitori e le spiegazioni dell’assessora Bonetti. Di seguito la nuova lettera dei genitori, che pubblichiamo.

Gentilissimo Assessore,
abbiamo attentamente analizzato la Sua risposta e, pur apprezzando la disponibilità a motivare le scelte effettuate, elucubrando con dovizia quanto riportato, desideriamo sottoporre alcuni chiarimenti.
In primo luogo, ci preme comprendere come mai l’aumento delle tariffe sia stato deliberato dopo la chiusura del bando, senza offrire alle famiglie la possibilità di pianificare le iscrizioni a mensa e ai servizi aggiuntivi, quali pre-scuola e ludoteca.
 
Nella Sua risposta, è stato indicato che la scelta è legata a motivi di bilancio e agli incrementi di materie prime, energia, costi del personale e adeguamento Istat.
 
Tuttavia, per tutti gli altri bandi scolastici, gli adeguamenti seguono l’anno scolastico.
Può chiarire perché, in questo caso, l’aumento sia applicato sull’anno solare?
 
Non sarebbe opportuno valutare di applicarlo a partire dal 1° gennaio 2027, così da consentire alle famiglie di programmare con ragionevole anticipo le spese scolastiche?
 
In secondo luogo, ci chiediamo come possano incidere sulle famiglie costi quali personale ed energia, considerando che il servizio è esternalizzato tramite bando e che il prezzo base è già fissato contrattualmente.
Sarebbe possibile fornire l’esatta composizione dei costi che hanno determinato l’aumento, distinguendo chiaramente le voci imputabili al Comune da quelle imputabili alla ditta appaltatrice?
 
Desideriamo inoltre richiamare l’attenzione sull’impatto dell’aumento sulle famiglie a medio-basso reddito.
I dati pubblicati dall’Inps nel 2025 mostrano che una quota rilevante di famiglie presenta un Isee inferiore ai 10.000 €, mentre altre, con Isee compreso tra 15.000 € e 20.000 €, risultano comunque economicamente fragili.
Per un nucleo con Isee pari a 16.000 €, l’aumento deliberato comporta un incremento annuo della spesa mensa di circa 202–215 €, pari a circa il 16–17%. (*)
Infine, relativamente ai confronti con altre realtà territorialmente comparabili, Lei ha citato Reggio Emilia, Piacenza, Modena e Rimini. Ritiene opportuno includere anche questo parametro nella valutazione delle politiche di equità per le famiglie parmigiane?
 
Alla luce di quanto sopra, desideriamo sottoporre specificamente due ulteriori interrogativi:
Primo, come mai tutti gli altri adeguamenti tariffari dei servizi scolastici comunali sono sempre stati applicati a partire dall’inizio dell’anno scolastico e, in questo caso, l’aumento ha decorrenza su base anno solare?
 
Gli uffici del comparto amministrativo non sarebbero più in grado di adottare la prassi consolidata?
Secondo, è corretto affermare che “l’Amministrazione Comunale può modificare, annualmente, le tariffe con apposito atto di Giunta Comunale, in conformità ai criteri generali stabiliti dal Consiglio Comunale”, come risulta dal Regolamento per la determinazione delle tariffe. Da quale peculiare esigenza nasce l’applicazione di questo principio in deroga alla prassi consolidata?
Tale deroga, fino ad oggi, non era mai stata adottata.
Secondo Lei, questa scelta può considerarsi coerente con il principio di tutela delle famiglie, sancito implicitamente dalla diligenza del buon padre di famiglia?
 
Perché non si potrebbe rimandare l’adeguamento al prossimo anno scolastico, come avvenuto in tutte le precedenti occasioni?
Confidiamo in un Suo riscontro chiaro e dettagliato che risponda compiutamente sia alle domande della precedente comunicazione sia ai dubbi e quesiti emersi successivamente.
I rappresentanti di classe dell’Istituto Albertelli Zerbini Newton

(* Per la precisione: l’aumento per la fascia Isee 15-20.000 € è leggermente inferiore: incremento del 13,8% per totale di 198 € su 200 pasti annui, come appurato e scritto da Parma Parallela nell’articolo citato, ndr)

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