Richiesta di rinvio a giudizio per proteste per Gaza: un’indagine che colpisce tutti noi

Pubblichiamo e condividiamo la posizione di una quindicina di associazioni in merito agli avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica di Parma a seguito dell’indagine per la manifestazione pro-Gaza del 1° ottobre scorso.

Vedi sotto la presa di posizione.

Premessa a cura di Parma Parallela

La sera del 1° ottobre 2025 anche a Parma, come in tutta Italia, scattò una manifestazione popolare spontanea, autoconvocata, di solidarietà alla Global Sumud Flotilla e alla Palestina, contro gli arresti e la guerra genocida perpretata da Israele. Qui il nostro articolo dell’epoca.

Il corteo spontaneo di un migliaio di persone – che viene additato come “non autorizzato” e le parole hanno il loro peso: in Italia le leggi democratiche consentono tuttora di manifestare senza chiedere autorizzazioni – terminò in stazione, con l’occupazione simbolica dei binari 1 e 2, verso la mezzanotte. Ci fu ritardo dei treni? Da qui l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio.

Dopo alcuni mesi l’altro ieri la Procura della Repubblica ha diramato il provvedimento di chiusura delle indagini, condotte personalmente dal procuratore Alfonso D’Avino, mandando 21 avvisi di garanzia dei quali, a quanto apprendiamo, solo a 4 persone si contesta l’occupazione dei binari e ad altre 2 la seduta sul bordo del marciapiede. Agli altri si contesta il reato “in concorso” supponendo un “supporto morale” e “una collaborazione” all’invasione dei binari. Tra questi altri vi sono due assessori (Caterina Bonetti e Francesco De Vanna) e due consigliere (Gabriella Corsaro e Victoria Oluboyo) del Partito Democratico.

Avremo modo di approfondire la vicenda che però, possiamo già dire, assomiglia tanto a un “processo politico” .

E naturalmente si è scatenata la ridda di dichiarazioni di esponenti e partiti politici: di difesa dell’iniziativa politica (che, ribadiamo , non vide l’occupazione dei binari da parte dei quattro pd indagati) da parte delle forze di centrosinistra con Pd, Avs, M5S e di attacco, con anche richieste di dimissioni, da parte del centrodestra e di Chiama Parma.

La redazione di Parma Paralella

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In quella manifestazione non c’erano solo i singoli oggi colpiti dalla magistratura, ma centinaia di parmigiani e stranieri, studenti e cittadini

La notizia della richiesta di rinvio a giudizio per la mobilitazione a sostegno della Freedom Flotilla alla stazione di Parma dello scorso anno non è solo un passaggio procedurale: è il tentativo di trasformare un’istanza di giustizia in un crimine.

In quella manifestazione non c’erano solo i singoli oggi colpiti dalla magistratura, ma centinaia di parmigiani e stranieri, studenti e studentesse, cittadine e cittadini: un atto corale di dignità, nato dall’imperativo morale di rompere il silenzio complice su quanto accadeva e accade a Gaza. Rivendichiamo la legittimità di una mobilitazione che ha messo il corpo e la faccia a difesa dei valori universali.

Mentre le inchieste fanno il loro corso, non possiamo tacere di fronte a un paradosso storico che interroga le coscienze di tutti: mentre non si denuncia il genocidio e anzi se ne è complici, si sceglie di processare la protesta. È inaccettabile che la forza della legge si abbatta con solerzia su chi chiede pace, mentre la politica resta inerme di fronte alla distruzione sistematica di un popolo. L’azione della magistratura va sempre rispettata, ma quando il governo ignora il rispetto dei diritti umani fondamentali, la società civile ha il dovere di reagire.

Esprimiamo la più totale e convinta solidarietà a tutte le persone coinvolte. Non lasceremo solo nessuno in questo percorso: per questo motivo, ci impegniamo a mettere a disposizione delle persone indagate tutto il supporto necessario, anche a livello legale, per difendere non solo i singoli, ma il diritto di tutti a manifestare contro l’orrore.

Aderiscono:

CIAC, Casa della pace, Casa delle donne, Donne in nero, OltreCoro, Parma Città Pubblica, Rete Kurdistan, UDU Parma – Unione degli Universitari, ANPPIA, Comunità palestinese e solidali, Movimento palestinese x la coltura, la democrazia e la libertà, Montanara laboratorio democratico aps, Oltrecura – Laboratorio di salute popolare, Libera Parma, Coro dei Malfattori, Coordinamento Democrazia Costituzionale, LaPaz

1 commento
  1. Mariacristina Testi
    Mariacristina Testi dice:

    È vergognoso che si arrivi ad essere denunciati per avere manifestato. È preoccupante, richiama tempi da ventennio. La destra, schierata compatta contro la magistratura, in questo periodo di referendum, usa ben volentieri la denuncia contro politici di sinistra, rei di aver alzato la loro voce a difesa di un popolo massacrato.

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