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Milan Parma 0-1, la bestia nera siamo noi

23 Febbraio 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

La prima volta a San Siro è stata nel 1991.

Sembrava un sogno.

Lo stadio enorme, il rimbombo come un frastuono e quel pareggio a reti bianche che ci portò in Europa per la prima inimmaginabile volta.

Un paio d’anni prima eravamo ancora impegnati tra Licata e Barletta.

La serie A era un sogno inconfessabile, la salvezza un miraggio, la qualificazione europea esplicitamente follia.

Invece, a quella, ne seguirono altre 13. Quattordici anni di fila in Europa, i trionfi di Wembley in Coppa delle Coppe, i due in Coppa Uefa contro la Juve proprio a San Siro e a Mosca contro il Marsiglia e una Supercoppa surclassando il Milan, ancora una volta qui, a casa loro.

Anche il Milan degli invincibili di Capello cadde per mano crociata, dopo 57 gare invitte, ancora una volta su questo palcoscenico, con una punizione del Tino Asprilla.

Quindi, insomma, più che da vittima sacrificale, ieri il Parma è salito a Milano nelle vesti di bestia nera cabalistica. Specie in considerazione del fatto che la squadra di Allegri veniva da ben 24 partite senza sconfitte.

Partita ordinata, pulita, quasi impeccabile.

Cuesta tesse la ormai consueta tela di ragno in cui gli avversari si impantanano, addormentano, affannano.

Solo uno svirgolone concede una volée a Leaõ che bacia il palo interno, palla alle spalle di Edo Corvi e, un po’ molto fortunatamente, fuori.

All’80’ l’annullamento iniziale del gol di Troilo pare immediatamente fuori luogo. Le polemiche ci sono e saranno sempre, ma il blocco di Valenti non è sanzionabile perché non fa sostanzialmente nulla e l’argentino salta con anticipo e sovrasta Bartesaghi senza commettere irregolarità.

Che dire, la zona Europa è lì a soli tre punti… (È ironia: per qualificare l’ottava in Conference, le squadre italiane dovrebbero conquistare il quinto posto in Champions, e se va beh, ciao)

La serie B, vincesse oggi la Fiorentina il derby col Pisa, resterebbe distante 8 punti, con 12 gare ancora da giocare.

Non è finita, ovviamente, tutto può cambiare in un battibaleno, ma una cosa mi sento di dirla.

Non giochiamo bene, non siamo divertenti né spettacolari, ma fare del proprio meglio con quel che si ha è una regola aurea non solo del calcio, ma della vita. Non si scelgono le proprie carte, ma solo come giocarle.

Onore a Carlos Cuesta per quanto fatto e, soprattutto, ottenuto, fino a oggi.

Queste ultime righe sono dovute anche al piccolo Giallo che ha sempre difeso e ammirato il giovane allenatore crociato, pure nelle settimane di feroci #cuestaout.

Venerdì sera c’è il Cagliari, io sarò a bottega, ma non perdere questo prossimo scontro diretto, insomma, ecc. ecc.

Milan-Parma 0-1

Reti: 80′ Troilo (P)

Domenica 23 febbraio 2026 stadio “Giuseppe Meazza”, San Siro, Milano. Spettatori: spettatori 73.017 (di cui 1.500 circa ospiti).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/02/Image-2026-02-22.jpeg 813 1080 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-02-23 08:27:472026-02-23 08:27:49Milan Parma 0-1, la bestia nera siamo noi

Parma-Hellas Verona 2-1, la curva è una famiglia

16 Febbraio 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Se dovessi usare una sola parola, per descrivere la curva, la passione per il calcio, probabilmente sceglierei famiglia.

Come tutte, unica. Con dinamiche strane, imperfezioni, difetti, disfunzioni.

E pregi: l’unità, la solidarietà, il supporto, l’accettazione.

Fuori dall’ingresso della Curva Nord, oggi, c’era uno striscione grande: SIAMO TUTTI STEFANO FURLAN

È una storia poco conosciuta, una delle prime, di violenza di Stato contro gli ultras, di insabbiamenti, minacce. Era l’8 febbraio 1984, a Trieste.

La faccio breve, chi vuole invece magari può recuperare il bell’articolo di Agnese Baini nel quarantennale dell’omicidio, qui: Avete mai sentito parlare di Stefano Furlan?

Stefano ha vent’anni, va a scuola e lavora da un fioraio. Ha una testa di ricci e la passione per gli alabardati triestini. All’uscita da un incontro di Coppa Italia contro l’Udinese, mentre recupera la macchina, quattro agenti lo fermano, lo buttano al muro, lo manganellano.

Torna a casa, va a letto, sta male. Il giorno dopo il ricovero in ospedale, settimane di coma e muore.

Testimonianze concordanti sulla violenza ingiustificata delle forze dell’ordine. La madre, costituitasi parte civile, riceve offerte di danaro per chiuderla lì. Che rifiuta, senza nemmeno rispondere, sdegnata. E minacce, tante.

Postilla: il questore di Trieste nel 1984 era Antonino Allegra. Avete già sentito questo nome e non ricordate dove? … Allegra era il capo dell’ufficio politico della questura di Milano quando fu defenestrato l’anarchico Giuseppe Pinelli, il 15 dicembre 1969.

Il processo vede solo una lieve condanna (non scontata) per uno degli imputati, il più giovane, coetaneo di Stefano.

Da allora, e ancora oggi, amici, familiari, ultras anche d’altre squadre salgono a Valmaura per ricordarlo, commemorare Stefano Furlan, uno di noi.

A lui, è intitolata la curva del nuovo stadio di Trieste, il “Nereo Rocco”, in via ufficiale, così come per noi, la Nord è dedicata a Matteo Bagnaresi.

Siamo brutti, spesso beceri, talvolta maleducati e qualcuno anche violento. Ma non siamo quello, non siamo solo quello. Oggi uno striscione in curva ricordava il mitico Kamala e anche qui risaliamo agli anni Ottanta.

Da sempre, il racconto della curva, delle curve, è univoco, come il racconto del lupo cattivo. Salvo poi, glissare sulle connivenze tra malavita organizzata e alcune frange o tra alcuni partiti e alcuni gruppi di tifosi. Ma pare che da noi vada così, e che stia benissimo sostanzialmente a chiunque non abbia mai messo piede in una curva.

Abbiamo guardato la partita come si fa in una famiglia: tifando, sostenendo, incoraggiando e urlando quando, contro ogni evidenza logica, una squadra, la nostra, che dopo dieci minuti era in vantaggio di un gol e in superiorità numerica è comunque riuscita a farsi raggiungere sul pareggio e rimanere inchiodata sull’1-1 fino al minuto 93.

Lì, passione, amore, cieca fiducia sono state ripagate da un’incornata del bomber argentino Pellegrino che ha fatto esplodere di gioia la Nord e tutto lo stadio.

Un amico m’ha scritto che s’è sentito fino in via Repubblica.

Fuori dallo stadio, lamentandomi della sofferenza straziante di questa partita e questo campionato, il piccolo Blu m’ha detto «certo che a te non ti va mica mai bene niente, dai là»

29 punti in 24 giornate.

Adesso, con qualche arcano e lisergico incastro, potremmo essere addirittura a quattro punti dalla zona Conference League.

Cioè, fantascienza.

Parma-Hellas Verona 2-1

Reti: 4′ Bernabé (P), 43′ rig. Harroui (H), 93′ Pellegrino (P)

Domenica 15 febbraio 2026 stadio “Ennio Tardini” di Parma. Spettatori: spettatori 17.237 (di cui 13.329 abbonati e 1.363 ospiti).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/02/Image-2026-02-15_1.jpeg 1536 2048 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-02-16 08:43:592026-02-16 09:01:35Parma-Hellas Verona 2-1, la curva è una famiglia

Bologna-Parma 0-1, si intravvede la salvezza, addirittura

9 Febbraio 2026/0 Commenti/in Curva Nord/da redazione

I nostri Giallo & Blu in altre faccende affaccendati si sono persi la miracolosa vittoria al Dall’Ara di Bologna agguantata in pieno recupero, quando tutto faceva supporre uno scialbo zero a zero.
Un’ora giocata in superiorità numerica dai crociati, ma sempre la solita gara di attesa, fortuna e paratone…

Non che il Bologna abbia fatto meglio, nemmeno nei primi venti minuti giocati in parità. Tutto questo a denotare un livello di serie A imbarazzante, con un abisso tecnico e tattico tra le prime sei e tutte le altre.

Sembra paradossale ma, pur con questo Parma, si intravvede la permanenza in serie A e senza eccessive angustie. Stimando un’ipotetica quota salvezza a 36 punti vorrebbe dire che ne servono altri dieci, con quattordici partite da disputare. E, peraltro, nelle ultime cinque stagioni in tre volte ci si è salvati con 31 o 32 punti.

Insomma, se vince domenica prossima non è fatta, ma quasi … e in casa col derelitto Verona non fare bottino pieno sarebbe un delitto.

(foto in apertura, screenshot da canale youtube di dazn)

La redazione

Bologna-Parma 0-1

Rete: 94’ Ordòñez

Domenica 8 febbraio 2026, stadio “Renato Dall’Ara” di Bologna. Spettatori: 24.823 (ospiti 1.000 circa)

La Redazione

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-09-scaled.jpg 1600 2560 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-02-09 15:24:582026-02-13 09:31:00Bologna-Parma 0-1, si intravvede la salvezza, addirittura

Parma-Juventus 1-4, storia di una sciarpa e… di Dino Baggio

2 Febbraio 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

“Ci basterà veder la maglia per cantare ancora” sulle note di “Maledetta primavera” di Loretta Goggi è uno dei nostri cori preferiti, ma si intona raramente.

Eppure, in un certo senso, è la quintessenza del tifo parmigiano.

La scelta, di cui abbiamo accennato qualche gara fa, di non intonare più canzoni per i singoli giocatori ma solo per i colori e la maglia è una scelta radicale, forte, ampiamente condivisa.
Ciascuno, porta i colori come vuole e come crede. E ciascuna bandiera, maglietta, sciarpa, credo dica un po’ di chi la indossa e porta e sventola.

I nostalgici, i colpi di fulmine, gli artigiani, gli ironici e autoironici (o forse solo consapevoli, come i “VECCHI INUTILI”).
Abbiamo tutti qualche maglia e qualche sciarpa e non solo una, credo. Aggiunte in varie occasioni, per vari motivi. Ci sono quelle casuali e quelle delle grandi occasioni, quelle scambiate con altri tifosi in trasferte più o meno epiche, più o meno esotiche.

Io, credo di ricadere tra i nostalgici, sarà l’età.

Il primo sogno, quasi inconfessabile, è stato nel 1987.

Dopo la trionfale promozione in B, il Parma di Sacchi e Ceresini lotta per la serie A.
A maggio, prima della partita col Bologna, un cioppetto di energumeni avvicina me e il mio compagno e ci chiede le sciarpe. Non c’erano i controlli e i flussi dei tifosi ospiti come oggi, non c’era la tessera del tifoso e tutto era più rustico e ruspante.
Noi, tredicenni imberbi e impotenti, cediamo i vessilli coi pugni in tasca.

Ma vinciamo 2-0 e siamo in corsa per qualcosa di indicibile.
Ci giochiamo tutto o quasi un paio di giornate dopo, al Tardini contro il Cesena. Ricordo uno stadio strabordante di persone, coloratissimo, chiassoso, carichissimo.

Ho comprato allora una delle sciarpe che porto ancora oggi, quella dei CRUSADERS, i crociati.

Qualche volta, qualcuno me l’ha chiesta in scambio, ma no. Quella, no.

Purtroppo, un gol di testa di Bordin ci punisce e l’ulteriore sconfitta della settimana seguente a Cremona chiude i giochi promozione. Pensare che in città si vociferó che la società chiese di perdere quelle partite, perché andare in serie A sarebbe costato troppi soldi in gestione…
Come cambiano i tempi: oggi, senza coppe europee o serie A molti club falliscono.

Sogno sfumato per tre punti e mai avrei pensato che di lì a un paio d’anni saremmo davvero andati in A.

La Juve ha battezzato il nostro esordio nella massima serie.
Contro i bianconeri abbiamo vinto la prima Coppa Italia e quella sera meriterebbe una pagina a parte.

E come dimenticare il trionfo in Coppa UEFA a Milano, con un San Siro esaurito e assordante. E infine gialloblu.

Ma se chiedete a un tifoso del Parma di citare una sfida con la Vecchia Signora, beh non sorprendetevi se molti opteranno per la partita del 9 gennaio 2000.

Se ne parlava anche stamattina attorno allo stadio.
Buffon, Thuram, Cannavaro, Dino Baggio, Crespo e poi Del Piero, Davids, Zidane, Inzaghi, Zambrotta…
Qualcuno ha detto “c’era più qualità in quella partita lì, che in tutta la serie A di oggi” e istintivamente non mi sentirei di contraddirlo troppo.

È stata la prima partita nella storia della A giocata a ora di pranzo. Un sole bello, basso. Il Tardini carichissimo. E io con la mia CRUDASERS al collo.

Quasi tutti, la ricordano per il pareggio insperato, meraviglioso, travolgente, che gasa ancora oggi, di Hernan Crespo, al 92°, sotto la Nord, in 9 contro 11.

E perché, a conti fatti, oltre al tracollo all’ultima giornata di Perugia, sono i due punti che hanno contribuito a far perdere lo scudetto alla Juve. Senza quel gol, in Umbria ci sarebbero andati da campioni d’Italia.

Però, i più accorti e accorati, di quella partita, si portano dentro al cuore il ricordo dell’espulsione di Dino Baggio.

Sanzionato con il cartellino rosso, dopo qualche passo verso gli spogliatoi, il nostro n. 8 si gira verso l’arbitro Farina e, clamoroso, mima il gesto dei soldi sfregandosi indice e pollice di ciascuna mano.

Fatto da uno che nella Juve ci aveva giocato, negli anni cui le voci di collusione e corruzione, e improprie relazioni, tra classe arbitrale e Juventus erano piuttosto insistenti e diffuse. (Qualche anno dopo fu Calciopoli).
Squalifica pesantissima, divieto di convocazione in nazionale, venduto alla Lazio che lo impiega col contagocce, la sua carriera è finita lì.
Il potere dei potentati nel calcio.

E idolo totale, assoluto imperituro della Nord.

Della partita di ieri, che dire?
Ho portato un’altra sciarpa e mi fermo qui.

/-/

Parma-Juventus 1-4

Reti: 15’ Bremer (J), 37’ McKennie (J); 51’ aut. Cambiaso (P), 54’ Bremer (J), 65’ David (J)

Domenica 1 febbraio 2026, stadio “Ennio Tardini” di Parma. Spettatori: 22.017 (di cui 13.329 abbonati e 3.500 ospiti)

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/02/Image-2026-02-01_A.jpeg 1250 2040 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-02-02 08:34:542026-02-02 08:34:59Parma-Juventus 1-4, storia di una sciarpa e… di Dino Baggio

Atalanta Parma 4-0, tra accademia loro e calvario nostro

26 Gennaio 2026/2 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

I miracoli sono tali in quanto unici e non ripetibili.

Invece il Parma, dopo Napoli, ripropone a Bergamo uno schema ultradifensivo con cinque dietro, tre mediani, Bernabè e una punta impiegata finora pochissimo.

Dopo venticinque minuti siamo già sotto di due gol e il resto è tra accademia (loro) e calvario (nostro).

Quando penso agli ultimi dieci anni, in Italia, a un modello di società piccola, con un bacino ristretto di tifosi e i conti da far quadrare senza rinunciare a sogni e ambizioni, a sviluppo e visione penso a Bologna e Atalanta.

Lo avevo già scritto qualche rubrica addietro: cinque anni fa, quando è arrivato Krause, lui e Percassi, presidente dei bergamaschi, hanno speso gli stessi soldi.

Noi per retrocedere, loro per andare in Champions.

Sono seguiti tre campionati di B: uno catastrofico, uno che si stava raddrizzando proprio sul finale e il terzo, finalmente, vinto. Lo scorso anno, salvezza all’ultima di campionato, proprio qui a Bergamo.

Nel mezzo, legioni di giocatori d’ogni latitudine, spesso con pochissima esperienza e presenze nei campionati professionistici. Ancor più turnover di dirigenti, forse. E una visione che io, noi, tanti, stentiamo a individuare, intravedere, comprendere.

Giocatori valorizzati e rivenduti a peso d’oro: pochini; stabilità tecnica, direi di no; solidità della squadra non pare; consolidamento della categoria, insomma; proiezione per il futuro nebulosa a essere generosi.

Nel frattempo gli orobici, solo per citare la cessione più importante di ciascuna stagione, hanno sacrificato: Retegui, Koopmeiners, Højlund, Romero incassando, solo da questi quattro giocatori, 260 milioni di euro.

Negli stessi anni la squadra è finita rispettivamente ottava, quinta, quarta e terza partecipando alla Champions League passando anche i gironi e disputando i quarti di finale, oltre che vincere una storica Europa League.

Quest’anno, dopo l’addio di Gasperini che ha guidato l’Atalanta nove anni, hanno fatto la scelta inconcepibile e ingiustificabile di ingaggiare Juric, un tecnico che recentemente aveva collezionato retrocessioni e praticato un gioco speculativo, sorpassato e davvero poco entusiasmante. Se ne sono presto accorti e sono corsi ai ripari, firmando con Palladino: tecnico giovane, preparato, che già in A si era fatto notare e in Europa aveva condotto la Fiorentina in semifinale di Conference.

Dopo l’avvio stentato, oggi l’Atalanta in campionato è settima a 5 punti dalla qualificazione europea, in Champions è già qualificata alla fase successiva e una non impossibile vittoria mercoledì in Belgio potrebbe farla accedere direttamente agli ottavi di finale.

Noi, il Parma: a una settimana dalla fine del mercato di gennaio, spesso giustamente definito di riparazione, abbiamo fatto solo cessioni, rescisso il contratto di un portiere 40enne restato in rosa due mesi e nessun acquisto.

Tutto va bene, Madama la Marchesa. La passione non muore, non svanisce, ma ogni tanto un po’ d’amaro in bocca resta.

Chiudiamo questa imbarcata con un pensierino che c’è tornato sotto gli occhi recentemente, una citazione da un bel libro su Vivaldi del Maestro (anche d’ironia, storico contributore del mitico Vernacoliere livornese) Federico Maria Sardelli: “L’entusiasmo non sostituisce la preparazione che bisogna avere alle spalle”.

Qui, ahinoi, vediamo scarseggiare anche l’entusiasmo.

Ma ci attende Parma – Juve. In trentacinque anni, è diventata una partita speciale. Non vediamo l’ora di essere in curva nord, domenica prossima.

Atalanta-Parma 4-0

Reti: 15’ rig. Scamacca, 24’ De Roon; 73’ Raspadori, 92’ Krstović

Domenica 25 gennaio 2026, stadio “New Balance Arena” di Bergamo. Spettatori: 21.815 spettatori (ospiti 500 circa)

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/01/Image-2026-01-25.jpeg 905 1080 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-01-26 10:09:542026-01-26 10:09:56Atalanta Parma 4-0, tra accademia loro e calvario nostro

Parma-Genoa 0-0 “Piove, ma l’ultras non si muove”

18 Gennaio 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Incò a piova, stäma a ca’, mi diceva mio nonno quando il cielo era grigio e c’era rischio pioggia, per cui niente partita al Tardini, ma solo alla radio.

Crescendo, ho maturato il sospetto che l’input e la decisione venissero dalla nonna, terrorizzata dal freddo e dall’umidità che chissà quali danni e sofferenze avrebbero causato al nipote. Mio nonno, secondo me, sarebbe andato volentieri e io pure.

Da adolescente, quando sono diventato autonomo, non mi perdevo una partita: se pioveva mi mettevo la cerata, ma neanche tutte le volte; se si gelava, mi coprivo un po’ più del solito, ma neanche tanto. Ero adolescente e come tale mi sentivo immortale e immune alle intemperie.

Anche Blu, adesso, è sempre in felpa, gelo o acqua, come nel nubifragio contro il Bologna. Sua mamma resta perplessa, ma io le dico che è giusto così.

“Piove, ma l’ultras non si muove”, farà ridere, ma è stata la mia prima presa di coscienza di diversità.

Oggi, c’era sollievo per la mancata pioggia e si ironizzava sulla copertura del nuovo stadio. Già, il nuovo stadio, che fine ha fatto? Si fa, non si fa, dove si fa, quando si fa, chi la fa e chi lo sa?

Credo che questa proprietà si distingua per la fumosità: alcune intenzioni, ma azioni perlomeno dubbie. Lo stadio, doveva essere uno dei pilastri se ne parla da tanto, ma boh.

Lato tecnico: i giovani, la forte identità, la crescita, ecc.

Coi soldi che ha speso Krause, Bologna e Atalanta sono andate in Champions. Noi, in B. Per metterci tempo poi a tornare in A e salvarci a mezz’ora dalla fine. E quest’anno, insomma, quest’anno non è in discesa e in campo non è esattamente il Carnevale di Rio. Per non parlare poi del numero, tendente all’infinito, di dirigenti arrivati, presentati e spariti.

Eppure, quando gioca il Parma, il richiamo è fortissimo. Almeno, per noi.

Anzi, posso dire una cosa a nome di tutti e due? Abbiamo visto qualche impianto europeo, bellissimo, comodissimo, coperto. Oppure pensiamo agli stadi arabi o americani climatizzati. Ecco, quello, per me, per noi, non è calcio, ma soprattutto non è amore.

Il calcio, il Parma, è amore e passione e non può passare attraverso la curva coperta, lo stadio fuori città col parcheggio e stazione del treno o la metro leggera.

Il calcio, la curva, la nord, è il Tardini, è lo stadio in città, è arrivare in bici e a piedi, è ciapär dal fredd e bere il Borghetti per scaldarsi, sono le cerate e i poncho per la pioggia, è cantare fradici tutta la partita, tornare a casa senza voce e far ‘na bella doccia bollente. Quello, è amore. Quello è “piove, ma l’ultras non si muove“.

Per cui, personalmente, confido nell’immobilismo italico e tenermi questo Tardini, ancora per un po’.

Ormai, siamo multinazionali: in ufficio e in campo, l’identità è sempre più labile e resta soprattutto nei colori, nei cori e nella passione. Magari una volta ne parliamo di più, passando attraverso Bilbao, Amsterdam e Glasgow.

E sempre magari, un’altra volta, diciamo due parole sul valore metafisico del pareggio: mezza vittoria, mezza sconfitta?

Intanto, un altro punto e tre risultati utili consecutivi. Anche se per due volte di fila, il man of the match è stato il nostro portiere e qualcosa vorrà pur dire. A Napoli, Filippo. Oggi, Edo.

E i cori dalla curva, a qualcuno scappano. Sempre più tifosi a intonare convinti “EdoEdoEdoEdo”, nonostante il divieto di cori personalizzati.

Ma lui è di Parma.

E quando viene sotto la Nord, gli brillano gli occhi. E un po’ anche a noi.

Parma-Genoa 0-0

Domenica 18 gennaio 2026 stadio “Ennio Tardini” di Parma.

Spettatori: 16.433 (di cui 13.325 abbonati e nessuno ospite; trasferta vietata ai tifosi del Genoa per gli scontri causati prima della partita casalinga contro l’Inter del 14/12/2025)

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/01/Image-2026-01-18-at-17.33.26-e1768757146618.jpeg 1217 1997 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-01-18 18:30:162026-01-18 18:30:18Parma-Genoa 0-0 “Piove, ma l’ultras non si muove”

Napoli Parma 0-0, o del portiere crociato esordiente in serie A, man of the match

15 Gennaio 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

San Gennaro ha fatto il miracolo, ma con la miriade di partite di queste settimane si dev’essere confuso.

Turno infrasettimanale, serale, lontano, recupero per l’impegno arabo prenatalizio in Supercoppa dei partenopei. Infilato tra due scontri diretti, quello vittorioso di domenica scorsa in Salento e quello prandiale che ci aspetta col Genoa.

Da Parma si muove solo qualche decina di meritevolissimi a appassionati tifosi. (foto di apertura, dal web)

Giallo in bottega e il piccolo Blu in sede, che vuol dire nella tana dei Boys. Si guarda in streaming.

Quando un’ora prima della partita vengono ufficializzate le formazioni, nessuno sbuffa. Ci sta. Turnover massimo, testa e gambe e polmoni allo scontro di domenica col grifone e per oggi, pazienza. Tanto, giochi coi campioni d’Italia, reduci dal poderoso pareggio di San Siro con l’Inter: crociati, vittima sacrificale.

Cuesta mette in campo chi ha giocato meno, chi ha avuto meno occasioni, chi ha voglia di dimostrare qualcosa stasera e per il futuro, ci sta.

Densità: difesa a tre, fasce coperte, tre mediani, una mezza punta e Cutrone a inseguire tutti, squadra sempre dietro la linea del pallone e bus parcheggiato davanti alla porta.

E in porta? Filippo Rinaldi. Un altro esordiente, altro enfant du pays. Sponda reggiana dell’Enza, tutta la trafila nelle giovanili gialloblu, qualche prestito in C, convocazione negli azzurri dell’Under 21. Tornato al Parma come terzo portiere. Ora di anni ne ha 23. Chissà l’emozione: esordio in serie A, al Maradona contro i campioni in carica.

Quando in estate è arrivato Carlos Cuesta, spagnolo, allievo giovanissimo di Arteta (mister dell’Arsenal), quasi tutti si aspettavano un giochista esasperato, un avanguardista, un pirotecnico innovatore.

Invece, dev’essere un realista. Squadra corta, compatta, coprire gli spazi, le linee di passaggio, si sta dietro e si aspetta.

Dopo 10 minuti il Napoli passa, ma c’è un fuorigioco piuttosto cavilloso (sembra ampio e invece è millimetrico, lo rileva il Var) e il gol è annullato.

Poi, dal Napoli sempre pressione, possesso palla, diversi tiri, ma si resiste, stoici e compatti. Più il tempo passa, più ci aspettiamo l’ingiusta beffa. Che però non arriva. È festa grande. Un altro punto, pesante per la classifica e il morale. E, alla fine, è anche meritato.

Il pareggio nello sport esiste “strutturalmente” solo nel calcio. Il pareggio meriterebbe una riflessione a parte. Nell’epoca dei 3 punti, cioè da trent’anni, il pari è una mezza sconfitta per le “grandi” e una mezza vittoria per le “piccole”.

Filippo, man of the match: nessun miracolo, ma tante solide parate. E i gesti belli, commoventi, del calcio: i complimenti del portiere del Napoli e l’abbraccio fortissimo e gioioso con Edo Corvi, a cui per una partita ha preso il posto.

In attesa del recupero del Verona di stasera siamo momentaneamente a +8 sulla B. Il Parma ha 22 punti fatti segnando 14 gol in 20 gare.

Che il tennis sarà lo sport del diavolo, ma il calcio a volte non è certo da meno.

Domenica, si pranza di nuovo in curva. Forza Parma, sempre.

Napoli-Parma 0-0

Mercoledì 14 gennaio 2026 stadio “Diego Armando Maradona” di Napoli. Spettatori: stima 45mila (ospiti 60 circa)

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/01/Image-2026-01-14.jpeg 840 1080 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-01-15 09:34:292026-01-15 09:34:32Napoli Parma 0-0, o del portiere crociato esordiente in serie A, man of the match

Lecce Parma 1-2 Nel calcio, alla fine, cos’è che conta? Di preciso non lo sappiamo

12 Gennaio 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Babbo, qual è la trasferta più lontana che hai fatto per il Parma?

Credo nel novembre del ’92, in Portogallo, per il ritorno di Coppa delle Coppe contro il Boavista. Aveva il campo squalificato, quindi si giocò in mezzo al nulla, a Torres Novas.

In Puglia no, per una ragione o per l’altra non sono mai andato a seguito del Parma, mentre il piccolo Blu si è goduto la promozione in A a Bari (1° maggio 2024, una vita fa, sembra).

Quest’anno, oltre a Cagliari, è la seconda partita che nessuno dei due è allo stadio. C’era anche il ponte per Sant’Ilario con le scuole chiuse, forse si poteva fare. In 240 ci sono andati: bravi e grazie.

Partita fondamentale, scontro diretto, un punto di differenza in classifica, le squadre dietro che spingono per rimontare. Insomma, tre punti pesantissimi, che valgono certamente molto di più.

Divano, per stavolta.

Non c’è nebbia. Ci sono 11°, forse di più. Il sole, giornata bellissima.

Si parte. Neanche un minuto, cinquantadue secondi, e siamo sotto: gol del Lecce.

Il primo tempo è un calvario: i padroni di casa colpiscono un palo, hanno alcune occasioni, sono in controllo della partita. Noi: molli, vuoti, spaesati, spaventati, senza fuoco. Non è la prima volta. Viene difficile pensare che qualcosa possa cambiare in meglio.

Nel calcio, invece, a volte basta poco, pochissimo.

Secondo tempo. Nel giro di tre minuti: Bernabè calcia una punizione, Falcone salva: il Parma è vivo. Contrattacco dei giallorossi salentini: palla dietro per Banda che tira altissimo un rigore in movimento, mancando il probabile colpo del KO.

Rimessa dal fondo, palla a Del Prato, lo zambiano, tra i migliori in campo, fa un’entrata insensata e assassina: rosso dopo il VAR (davvero serviva rivederlo?) e partita che cambia.

Tiro da fuori del nostro n. 10 e traversa. Qualche altro minuto e ancora lui crossa in area, un difensore sporca la traiettoria ed è 1-1. Un po’ di fortuna che non guasta.

Altri dieci minuti e da un corner ancora di Bernabè, Pellegrino anticipa tutti e fa il gol del 2-1.

Gli ultimi quindici minuti sono una sofferenza straziante: Oristanio si divora il gol della sicurezza, Gaspar si fa prendere dalla frustrazione, rifila un calcione e si fa espellere.

Ancora in 11 contro 9 (come contro la Lazio in casa) facciamo fatica, una fatica terribile e quasi incomprensibile a gestire la partita e sembra che il Lecce la possa anche recuperare, ma no.

Finisce così.

Meritata? Mah.

Ben giocata? Meh.

Ben gestita? No.

Vinta? Sì.

E allora, nel calcio alla fine cos’è che conta?

Di preciso non lo sappiamo. Siamo esausti, sfiniti, preoccupati, ma anche felici.

Per oggi, basta così. Ci vediamo domenica in curva nord, ancora a ora di pranzo, per un altro scontro salvezza.

Forza Parma, sempre.

(foto in apertura presa dal web)

Lecce-Parma 1-2

Reti: 1’ Stulic (L), 64’ aut. Tiago Gabriel (P), 72’ Pellegrino (P)

Domenica 11 gennaio 2026 stadio “via del Mare” di Lecce. Spettatori 24.587 (di cui 22.310 abbonati e 240 ospiti).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/01/Image-2026-01-11.jpeg 725 1077 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-01-12 09:59:162026-01-12 10:15:50Lecce Parma 1-2 Nel calcio, alla fine, cos’è che conta? Di preciso non lo sappiamo

Parma Inter 0-2, nebbia e gelo riaccolgono Chivu

8 Gennaio 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Prima settimana dell’anno e già seconda partita. Temperatura sottozero, nebbia, orario tardo: all’ingresso in campo delle squadre, sull’inno della lega calcio, bordate di fischi da entrambe le curve.

Partita di richiamo, serie positiva, passione: nonostante le condizioni ambientali proibitive, la vetustà del Tardini, la curva è piena.

Oltre a disquisire sulla follia di noi tifosi, si dibatte e ci si divide sull’accoglienza nei confronti dell’ex mister Cristian Chivu. Arrivato a Parma senza panchine professioniste, nello sbigottimento generale, seppe tirare fuori il meglio da una squadra sfiduciata e sull’orlo del baratro, contro ogni pronostico.

Apprezzato per la dialettica franca, diretta, umana e la ripetuta gratitudine nei confronti di Parma e un affetto che pare sincero.

In estate Chivu non può dire di no alla chiamata dei nerazzurri, squadra del cuore, ma senza una parola nei confronti della società e della città che gli hanno dato la possibilità di dimostrare le proprie indubbie qualità. (Rimedierà in breve nel dopopartita, rispondendo alla domanda di SportParma.com, ndr)

Prevalgono indifferenza e tiepidi insulti.

L’altro ex, Angelo Bonny, è in panchina.

Si vede poco, specie di quel che capita nella metà campo verso la curva interista. Si intravedono un paio di notevoli parate di Edo Corvi, una supremazia netta e controllata da parte dei capoclassifica: sempre primi sul pallone, sempre un uomo libero cui scaricare il pallone, ma più spesso anche due.

I crociati fanno densità, costantemente in undici dietro la linea del pallone. Quando si recupera, la manovra è lenta, spesso imprecisa, a tratti confusa. Tranne in una occasione: bella trama, sponda di Pellegrino, cross di Valeri, Ondrejka si libera, colpisce l’incrocio dei pali. Il Parma inizia e finisce qui.

Sul finire del primo tempo, azione confusa dei nerazzurri, difesa e portiere non impeccabili, revisione VAR, gol dell’ex Di Marco.

Nel secondo tempo, poca grinta, ancora meno corsa, zero pressing, insomma manca il fuoco per inseguire il pareggio.

Neanche un tiro in porta.

Sul finale, gol di Angelo Bonny: lui, elegante ed emozionato, non esulta e si scusa con la curva. In tanti, davvero tanti, lo applaudono, qualcuno addirittura esulta come se indossasse ancora la crozäda. Viene annullato, ma cambia poco. Qualche istante dopo, Thuram raddoppia e chiude una partita mai aperta.

Domenica si torna in campo a Lecce, a ora di pranzo sfida salvezza.

Niente allarme gelo, no rischio nebbia, fede sempre, fiducia poca.

Parma Inter 0-2

Reti: 44’ Di Marco (I), 97’ Thuram (I)

Mercoledì 7 gennaio 2026, stadio “Ennio Tardini” di Parma. Spettatori 21.601 (di cui 13.312 abbonati e 3.500 ospiti)

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/01/Image-2026-01-07_1.jpeg 1302 2031 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-01-08 09:01:482026-01-08 09:01:50Parma Inter 0-2, nebbia e gelo riaccolgono Chivu

Sassuolo Parma 1-1, massiccia e colorata presenza gialloblu

4 Gennaio 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Lo stadio di Reggio Emilia è stato il primo impianto privato italiano. Costruito in tempi record a metà anni Novanta sui modelli britannici: posti a sedere, tornelli, niente pista di atletica, CCTV per controllare il pubblico presente, ma anche in panchina e tribuna per rivedere le azioni, aree hospitality ecc.

I cugini giocavano in A, lo stadio fu inaugurato da una doppietta di Roby Baggio e un migliaio di tifosi granata VIP sottoscrissero un abbonamento perpetuo per finanziare, in parte, la costruzione.

Altri tempi.

Dopo il fallimento della Regia, l’impianto è stato usato un po’ da tutti: finali di Coppa Italia e Supercoppa, la finale Champions femminile, Carpi, Atalanta tra campionato e Uefa, infine il Sassuolo che lo rileva tramite la proprietà Mapei.

Avere la famiglia Squinzi, tra solidità economica, lunga storia e passione sportiva non dev’essere male e offre determinate garanzie. Tanto da portare Sassuolo, una città nemmeno capoluogo di provincia e con poco più di 40mila abitanti, in serie A.

Progetto solidissimo, dirigenti competenti ed esperti, costruzione lenta della squadra, talento ed esperienza che portano addirittura in Europa nel giro di qualche anno.

Però com’è giocare ogni partita in trasferta?

Già, perché senza stadio cittadino omologato e senza intenzione di costruirne uno, i neroverdi in A giocano da sempre a Reggio Emilia, a 35km di distanza da casa. Che, chiaro, non è un calvario, la distanza non è siderale. Ma non è casa. Eppure, questo è.

Tant’è che ieri, e sostanzialmente ogni volta, sembra che il Sassuolo giochi in trasferta anche in casa.

Merito anche della massiccia, colorata, rumorosa e convinta presenza gialloblu nella nord reggiana.

Partita: peccato per la morbidezza difensiva con cui andiamo sotto.

Bellissimo il gol del pareggio di Pellegrino: pressing tosto sulla costruzione neroverde, difesa del pallone da manuale del centravanti e tiroaggiro potente ed elegante, oltre che efficace.

Punto d’oro per dare continuità, convinzione e respiro alla classifica. La sensazione di essere stati in partita sempre. Si poteva vincere, si poteva perdere, si è pareggiato e ci sta.

Mercoledì sera di nuovo in campo.

Gennaio vedrà il Parma e la serie A in campo un numero di volte esorbitante. Del resto, è uno dei mesi più freddi e nebbiosi dell’anno, quindi giusto così. O no?

Sassuolo Parma 1-1

Reti: 12’ Thorstvedt (S), 24’ Pellegrino (P)

Sabato 3 gennaio 2026, stadio “Mapei Stadium” di Reggio Emilia. Spettatori 12.701 (di cui 2.135 ospiti).

(Foto di apertura ripresa dal web)

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/01/Image-2026-01-03.jpeg 583 1070 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-01-04 08:42:042026-01-04 11:07:45Sassuolo Parma 1-1, massiccia e colorata presenza gialloblu
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