Napoli Parma 0-0, o del portiere crociato esordiente in serie A, man of the match
San Gennaro ha fatto il miracolo, ma con la miriade di partite di queste settimane si dev’essere confuso.
Turno infrasettimanale, serale, lontano, recupero per l’impegno arabo prenatalizio in Supercoppa dei partenopei. Infilato tra due scontri diretti, quello vittorioso di domenica scorsa in Salento e quello prandiale che ci aspetta col Genoa.
Da Parma si muove solo qualche decina di meritevolissimi a appassionati tifosi. (foto di apertura, dal web)
Giallo in bottega e il piccolo Blu in sede, che vuol dire nella tana dei Boys. Si guarda in streaming.
Quando un’ora prima della partita vengono ufficializzate le formazioni, nessuno sbuffa. Ci sta. Turnover massimo, testa e gambe e polmoni allo scontro di domenica col grifone e per oggi, pazienza. Tanto, giochi coi campioni d’Italia, reduci dal poderoso pareggio di San Siro con l’Inter: crociati, vittima sacrificale.
Cuesta mette in campo chi ha giocato meno, chi ha avuto meno occasioni, chi ha voglia di dimostrare qualcosa stasera e per il futuro, ci sta.
Densità: difesa a tre, fasce coperte, tre mediani, una mezza punta e Cutrone a inseguire tutti, squadra sempre dietro la linea del pallone e bus parcheggiato davanti alla porta.
E in porta? Filippo Rinaldi. Un altro esordiente, altro enfant du pays. Sponda reggiana dell’Enza, tutta la trafila nelle giovanili gialloblu, qualche prestito in C, convocazione negli azzurri dell’Under 21. Tornato al Parma come terzo portiere. Ora di anni ne ha 23. Chissà l’emozione: esordio in serie A, al Maradona contro i campioni in carica.
Quando in estate è arrivato Carlos Cuesta, spagnolo, allievo giovanissimo di Arteta (mister dell’Arsenal), quasi tutti si aspettavano un giochista esasperato, un avanguardista, un pirotecnico innovatore.
Invece, dev’essere un realista. Squadra corta, compatta, coprire gli spazi, le linee di passaggio, si sta dietro e si aspetta.
Dopo 10 minuti il Napoli passa, ma c’è un fuorigioco piuttosto cavilloso (sembra ampio e invece è millimetrico, lo rileva il Var) e il gol è annullato.
Poi, dal Napoli sempre pressione, possesso palla, diversi tiri, ma si resiste, stoici e compatti. Più il tempo passa, più ci aspettiamo l’ingiusta beffa. Che però non arriva. È festa grande. Un altro punto, pesante per la classifica e il morale. E, alla fine, è anche meritato.
Il pareggio nello sport esiste “strutturalmente” solo nel calcio. Il pareggio meriterebbe una riflessione a parte. Nell’epoca dei 3 punti, cioè da trent’anni, il pari è una mezza sconfitta per le “grandi” e una mezza vittoria per le “piccole”.
Filippo, man of the match: nessun miracolo, ma tante solide parate. E i gesti belli, commoventi, del calcio: i complimenti del portiere del Napoli e l’abbraccio fortissimo e gioioso con Edo Corvi, a cui per una partita ha preso il posto.
In attesa del recupero del Verona di stasera siamo momentaneamente a +8 sulla B. Il Parma ha 22 punti fatti segnando 14 gol in 20 gare.
Che il tennis sarà lo sport del diavolo, ma il calcio a volte non è certo da meno.
Domenica, si pranza di nuovo in curva. Forza Parma, sempre.
Napoli-Parma 0-0
Mercoledì 14 gennaio 2026 stadio “Diego Armando Maradona” di Napoli. Spettatori: stima 45mila (ospiti 60 circa)
Giallo & Blu 🟡 🔵




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