Parma-Torino 2-1, al lunedì ha un altro sapore
Ci incrociamo proprio sotto la Nord: uno che arriva direttamente dal lavoro, l’altro con decine di copie della fanzine mentre cerca di raccogliere qualche euro in sostegno delle attività della tifoseria organizzata.
Ci abbracciamo e ci baciamo, ciascuno con al collo la propria sciarpa.
Io salgo, dietro la porta, proprio in mezzo, sugli scalini come quand’ero ragazzino; lui resta giù, a due passi dal campo, dove la partita si sente, più che vedersi.
Il sole tramonta, in quella parte di settembre sospesa tra l’ultimo calore e il primo freddo.
È lunedì.
Non ricordo neanche bene, tolte le coppe, qual è stata la mia prima partita infrasettimanale, o meglio, non di domenica.
Il calcio, la partita, un tempo che sembra ormai remoto, era un rito e come tale codificato.
Si giocava la domenica, gli unici esotismi erano gli orari: alle 15 in autunno, 14.30 durante l’inverno, le 16.30 per il finale di stagione, coi primi caldi.
La televisione, i gol, si vedevano a 90°minuto, Tele+ era un progetto davvero lontano; figuriamoci tutto il resto.
Giocare nei feriali voleva dire recupero di una qualche partita sorprendentemente rinviata. Per neve, nebbia, cataclismi.
Il calcio, non certo da solo, non certo unico, è lo specchio dei tempi, un’evoluzione continua e costante e una sorta di saturazione del tempo e dello spazio.
Sono comparsi gli sponsor sulle maglie e in breve sono diventati onnipresenti: non solo sul petto, ma su maniche, pantaloncini, wall delle interviste.
Ogni cosa è sponsorizzata, brandizzata e rinnovata annualmente: pallone, magliette diverse per allenamento, riscaldamento, match. Bevande, tempo libero e l’immancabile pubblicità su cartelloni rotanti e maxi schermo.
E poi la numerazione, che andava dall’1 all’11 in rose che avevano 16 giocatori e una formazione titolare che si imparava facilmente a memoria nelle prime uscite stagionali.
Oggi, invece, i numeri arrivano al 99, ciascuno ha i nomi stampati sulle spalle, le rose sono formate da un numero ampio e quasi imprecisabile di ragazzoni che vengono da ogni parte del mondo, mentre una volta, nemmeno troppo indietro, gli stranieri erano tre (addirittura due, anche uno e prima ancora perfino vietati!), mentre oggi sono la quota di maggioranza in ogni formazione e roster. La formazione è diversa ogni tre giorni.
Se da un lato è inevitabile la nostalgia per la mia gioventù e i giocatori del Parma di Nevio Scala che arrivavano in bicicletta per allenarsi in Cittadella, dall’altro ci sono cose che non cambiano davvero mai. E sono sprazzi di puro istinto.
Non capita a ogni partita, ma ci sono dei momenti, in cui i cori sembrano davvero prendere, sollevare la squadra e portarla oltre. È appunto un momento raro, in cui lo stadio si esprime con una voce sola, e tutto il Tardini si infiamma a sostenere, a sorreggere, a spingere la squadra.
Ieri i crociati sono scesi in campo con la terza maglia, quella che richiama nella foggia e colori la storica promozione in A e i primi successi nazionali e internazionali (bianca con righine gialle e blu sulle maniche e le spalle).
Ma a lungo, hanno sofferto la predominanza del Torino. Tante volte, in queste situazioni, il pubblico rumoreggia, indisponente, indisposto, indispettito.
Del resto, siamo la città del brusio dal loggione per ogni sporcatura operistica.
Ieri no, tante volte, anche partendo dalla tribuna, dai distinti oltre che dall’immancabile curva, i battimani, gli incitamenti, i cori si sono ampliati, ingrossati fino a diventare una sola voce, un solo grido a sostegno.
In quei momenti, ci si sente parte di qualcosa di più grande di sé, del proprio istinto di tifoso, ma si diventa altro, un altro che non so nemmeno definire, ma di cui è bellissimo far parte. Forse anche di più che abbracciare sconosciuti, saltare sulle spalle di vicini mai visti, urlare a perdifiato, disarticolare i propri movimenti ancestrali, in una sorta di ipnosi meravigliosa.
Insomma, davvero, ti amo anche quando vinci.
E ieri, s’è vinto col cuore.
Parma-Torino 2-1 ( Reti: pt 36′ (rig), st 32′ Pellegrino, st 4′ Ngonge).
Stadio Tardini, 29 settembre 2025
Giallo & Blu 🟡 🔵


