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Parma-Fiorentina 1-0. Tre punti, ma quale ambizione?

28 Dicembre 2025/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Nel pieno delle feste natalizie, cielo terso, sole accecante, prima gara dopo troppo tempo, per la pausa forzata da supercoppa, giocata tra deserto e petrodollari.

Curva strapiena anche di tanti volti nuovi, tra abbonamenti che passano di mano per chi è via in ferie e chi finalmente ha tempo per venire allo stadio.

Anche la Sud è piena di oltre 3.500 fiorentini, forse galvanizzati dalla prima roboante vittoria contro l’Udinese. Oggettivamente, si fatica a capire, non tanto per blasone, ma per mezzi e rosa, la posizione in classifica della viola.

Nella Nord non si contesta e si sostiene la squadra, ma c’è un’aria diversa.

In campo la tensione la fa da padrone, la posta in palio è altissima, gli errori tecnici si sprecano, la qualità del match lascia a desiderare assai. Le occasioni sono improvvise, fugaci.

Le nostre giocate, ci pensiamo da soli a metterle fuori, a mancare l’ultimo passaggio, a tirare fiacco. Per quelle della Fiorentina, il merito è soprattutto di Edo Corvi. Alle fine, di parate sue, se ne conteranno almeno una manciata decisive.

All’inizio del secondo tempo, bella azione manovrata: cross di Britschgi dalla destra, mezzo liscio di Pellegrino, sbuca Sørensen che la incoccia di testa e fa esplodere la Nord.

Sbagliamo più volte il gol del Ko, la Fiorentina si perde spesso in un bicchier d’acqua e rende evidenti le ragioni della sua classifica.

Nel finale, in pieno recupero, spavento per Piccoli, centravanti viola; visto lo score dei toscani con i colpi di cuore, il Tardini si fa muto. Ma l’attaccante si rialza e sembra ristabilito.

È stata una grande sofferenza, anche peggio, molto peggio, di quando si perde, che sotto la curva si fa quasi fatica a festeggiare.

Da segnalare, con i crociati sotto la Nord a fine match – contro il codice del tifo solo per la maglia e mai per i singoli interpreti – i cori partiti per il pramzano Edo Corvi. Totalmente meritati.

Nel pre-partita lo striscione esposto dai Boys contro la società, con parecchi applausi anche da tribuna e distinti: “Un giocatore per ogni nazione, un punto sopra la retrocessione. Krause e società è questa la vostra ambizione?”.

Tre punti essenziali, pesantissimi: ma resta davvero difficile intravedere un progetto solido, sia attorno alla scrivania che in campo.

Parma-Fiorentina1-0

Rete: 48’ Sorensen

Sabato 27 dicembre 2025, stadio “Ennio Tardini” di Parma. Spettatori 20.658 (di cui 13.312 abbonati e 3.500 ospiti).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/12/Image-2025-12-27.jpeg 1536 2048 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-28 10:13:112025-12-28 10:13:14Parma-Fiorentina 1-0. Tre punti, ma quale ambizione?

Parma-Lazio 0-1, fischi a fine gara

14 Dicembre 2025/2 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Stendiamo un velo pietoso.

Perdere in casa in 11 contro 9, per due espulsioni degli avversari, è un record al contrario. Le statistiche confermano che è la seconda volta che capita in serie A.

Una prestazione imbarazzante. Si era già capito che sarebbe stato un anno avaro di soddisfazioni. Ma così…

E i fischi a fine gara sono sempre troppo pochi.

I Boys non vogliono si fischi e contesti. Ma, se è giusto non minacciare o peggio, una volta incitata la squadra per i 90 minuti, alla fine meritano tutto il disappunto e la frustrazione degli appassionati.

La cifra di questa squadra, purtroppo, è questa: desolante, sconfortante.

Tecnicamente, tatticamente, atleticamente, umanamente.

E di grande presunzione.

Soprattutto fuori dal campo.

Parma-Lazio 0-1

Rete: 82’ Noslin (L)

Sabato 13 dicembre 2025, stadio “Ennio Tardini” di Parma. Spettatori 19.893 (di cui 3.500 ospiti).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/12/Image-2025-12-13.jpeg 769 897 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-14 10:28:032025-12-14 10:37:27Parma-Lazio 0-1, fischi a fine gara

Pisa-Parma 0-1, trasferta vissuta al lavoro e studio

9 Dicembre 2025/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

(foto di apertura da fermo immagine di Dazn)

Gli impegni lavorativi collocano il Grande Giallo tra gli scaffali della bottega, impegnato con gli altrui regali natalizi.

Il Piccolo Blu, è invece sul divano. Non colpito dall’influenza, ma dalla scure del giudice familiare e scolastico.
Un turno di sospensione alle trasferte è sempre un duro colpo, ma rimette il rampollo in riga.

Tra un cliente e l’altro si sbircia comunque il computer con le immagini della partita e per messaggio ci si confronta e aggiorna continuamente.
Tensione altissima, come ormai da regola annuale.
E formazione assai rimaneggiata, anche questo, ormai, da tradizione immemore.

La speranza, è anche nella cabala: Gilardino, sotto sotto, tifa sempre Parma e ha sempre dato una mano ai crociati.
Non solo segnando valanghe di gol in gialloblu, ma anche favorendo con prestazioni ed errori, compresa l’inaspettata promozione diretta in A, figlia anche del suo errore dal dischetto a Spezia nel 2018.

La portiamo a casa con un rigore-rigorino, con un paio di belle parate del giovane Corvi e qualche scelta scellerata dei nerazzurri toscani, compreso il calcione da rosso rifilato da Nzola a Keita Mandela nel finale.
Il triplice fischio è una liberazione.

Siamo sempre nelle sabbie mobili della lotta salvezza, ma sono tre punti che lasciano la testa fuori dalla melma a respirare.
Ti amo, anche quando vinci.

Pisa-Parma 0-1

Rete: 40’ rig. Benedyczak (Pr)

Lunedì 8 dicembre 2025, stadio “Arena Garibaldi – Romeo Anconetani” di Pisa. Spettatori 12.000 circa (di cui 800 ospiti circa). Vista in streaming.

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/12/pisa-parma_dazntv.jpg 882 1600 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-09 11:20:282025-12-09 11:20:31Pisa-Parma 0-1, trasferta vissuta al lavoro e studio

Parma – Udinese 0-2 E ti prende la nostalgia di Tomas Brolin

30 Novembre 2025/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

C’è il sole, lo stadio pieno, entusiasmo per la vittoria di Verona, domenica scorsa.

In settimana è passato da Parma Nevio Scala, il condottiero burbero e bonario che ci ha portato dalla B al trionfo di Wembley. Si è parlato tanto di quella squadra come una famiglia, di quegli anni entusiasmanti, quasi irreali, meravigliosi. Gli allenamenti in Cittadella tra bimbi e anziani che giocavano a briscola. Qualche giocatore che arrivava al campo in bici, il borsone appoggiato sulla canna, come un amatore qualsiasi. Giocatori che sono rimasti nel cuore di molti, se non tutti, i tifosi.

Tra i tanti, proprio nel giorno della partita, ricorre il compleanno di Tomas Brolin, l’elfo sorridente.

È arrivato a Parma per il debutto in serie A poco più che ragazzino, dopo i mondiali di Italia ’90 dove fece bene attirando l’attenzione di squadre di tutta Europa. Ma lui scelse Parma, all’epoca più famosa per i successi nella pallavolo o al massimo nel baseball, certo non nel calcio. Era facile incontrarlo a passeggio in centro, mangiare la pizza o il gelato, fare spesa al centro commerciale e aveva pure numero e indirizzo stampato sull’elenco telefonico come i nostri genitori.

All’apice della carriera, dopo i gloriosi mondiali americani del ’94 il mister, con una felice intuizione, lo spostò a centrocampo: tuttofare elegante ed efficiente, di rara intelligenza tattica. Il Parma marciava alla grande in quel campionato, in testa con tutte le big a inseguire. Poi il crack, in nazionale: caviglia rotta e lungo, lunghissimo stop, dal quale non si sarebbe veramente mai ripreso.

Ricordo però il suo rientro in campo. Il 23 aprile 1995. Il Parma strapazza l’Inter 3-0.

Quando l’allenatore fa alzare lo svedese tutto il Tardini si emoziona e scroscia un applauso fragoroso. Nessuno guarda più la partita, tutti guardiamo l’out sotto la tribuna e le corse del biondo svedese. I secondi che precedono l’ingresso in campo e i primi palloni toccati sono accompagnati da cori impetuosi, roboanti come in rare, rarissime altre volte mi è capitato di sentire.

Etomasbrolingoletomasbrolingoletomasbrolingoletomasbrolingol…

Ciascuno di noi voleva far sentire il proprio affetto e la vicinanza a questo giocatore speciale, tra i tanti giocatori speciali passati nella nostra città. E l’amore è vivo, forte e reciproco ancora oggi.

In campo, oggi più che mai, vale il motto “ti amo anche quando vinci”. Prestazione desolante, vuota, infarcita da mille errori tecnici, sviste tattiche, atteggiamento remissivo e passivo come di recente capita spesso dopo un paio di partite positive. Sarà un campionato lungo, di sofferenza e passione.

Ma questo è il succo dell’essere tifosi.

Parma- Udinese 0-2

Reti: 11’ Zaniolo (U); 63’ rig. Davis (U)

Sabato 29 novembre 2025, stadio “Ennio Tardini” di Parma; spettatori 17.232 (di cui 13.311 abbonati e 815 ospiti)

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/11/Image-2025-11-29.jpeg 1536 2048 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-11-30 10:12:272025-11-30 14:16:24Parma – Udinese 0-2 E ti prende la nostalgia di Tomas Brolin

Hellas Verona – Parma 1-2, esausti e raggianti

24 Novembre 2025/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

A Verona è lunch-match per le cosiddette esigenze televisive (i soldoni di Dazn ai club).

Per impegni professionali e familiari, il Grande Giallo e il Giovane Blu si dividono: il primo a casa sul divano, il secondo sempre presente in trasferta.

Blu si sveglia prima che per andare a scuola, si prepara il pranzo al sacco, veste termica e sciarpa d’ordinanza e si avvia verso i pullman.

La carovana gialloblu viene trattenuta per un tempo che pare eterno e ingiustificato fuori dall’autostrada. Tra ritardi, controlli, si entra in curva al 10′: ci sono ancora gli striscioni da appendere e fino alla mezz’ora la partita si sente con le orecchie, ma non si vede.

Un tempo remoto c’era amicizia tra le due tifoserie gialloblu, anche per via degli stessi colori di maglia e città. Poi le cose sono cambiate.

Verona è conosciuta per essere una delle curve più razziste d’Italia.

Nel 1996 la sentenza Bosman liberalizza il numero di giocatori stranieri, ma europei comunitari, tesserabili nelle squadre. Gli scaligeri mettono sotto contratto il ventenne Maickel Ferrier, giovane speranza neerlandese assistita dal mitico, o famigerato a seconda dei punti di vista, procuratore Mino Raiola, ras di Amsterdam e dintorni.

Passa qualche giorno e sulla curva viene impiccato un fantoccio sorretto da alcuni incappucciati stile Ku Klux Klan. Non paghi dell’eroico gesto e nel dubbio che il loro spregevole punto di vista non sia sufficientemente chiaro espongono due striscioni.

Il primo, in vernacolo locale El negro i ve là regalà. Dasighe el stadio da netar!

Il secondo, in inglese, per farsi capire e ammirare da tutti Negro, go away

Nessuno interviene.

Il giorno dopo il ragazzo, disgustato, straccia il contratto.

Oggi, nella evoluzione dei costumi, e nell’inevitabile superamento delle “barriere” visive del colore della pelle nel selezionare i giocatori da ogni parte del mondo, i cori più identitari della curva veronese recitano meglio negro (o pakistano) che terón oppure Vesuvio, lavali col fuoco. Quest’ultimo, in anni passati, coro caro anche a un popolare e presenzialista ministro della repubblica, appassionato tifoso milanista.

Dopo la sosta per le nazionali, storicamente avversa ai crociati e in una traballante situazione di classifica, si torna in campo per uno scontro diretto delicatissimo: Hellas 6 punti, Parma 8.

Tra i pali, al posto dell’infortunato Suzuki, il figlio di Parma e crozé fino al midollo Edoardo Corvi.

Non sarà l’esordio mitico di Buffon col Milan, ma immagino l’emozione.

Il Verona parte forte, il pramzanissimo Edo ci mette un paio di pezze, con stile e coraggio, ma poi i locali passano in vantaggio. Scoramento. Ma è fuorigioco. Proseguono dieci minuti di assedio e spavento.

La tensione per la posta in palio si sente tutta, ma i crociati spinti dai 1.500 in Veneto, da Giallo urlante davanti alla TV, e dagli incoraggiamenti infrasettimanali a Collecchio, vanno in gol con l’ormai distintivo schema da rimessa laterale: sbracciata di Valenti, spizzata di Pellegrino, Sørensen traversa, riprende l’argentino che capoccia in rete. Oéósoloparmacalciooéósoloparmacalcio.

Il Parma va vicinissimo al raddoppio e viene punito ingiustamente.

Adesso è il Verona che spinge e preme e cerca il gol vittoria, ma uno sciagurato retropassaggio e un tocco morbido ancora di Pellegrino sanciscono la meritata vittoria dei nostri.

Il Giovane Blu torna sotto sera, esausto e senza voce, ma raggiante.

Racconta la partita davanti a una fondina di anolini fumanti con gli occhi lucidi di passione.

È domenica sera, siamo felici.

Hellas Verona – Parma 1-2

Reti: 18′ Pellegrino (P), 65′ Giovane (H), 80′ Pellegrino (P)

Domenica 23 novembre 2025, stadio Bentegodi di Verona. Spettatori totali 26.266 (di cui 1.500 ospiti).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/11/Image-2025-11-23.jpeg 900 1600 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-11-24 14:08:012025-11-24 14:08:03Hellas Verona – Parma 1-2, esausti e raggianti

Parma – Milan 2-2, coi rossoneri son belle partite

9 Novembre 2025/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Quante belle partite col Milan.

Intense, vibranti e tante, anche vincenti.

La doppietta di Melli a gennaio ’91 che ci portò in testa al campionato e lo 0-0 del ritorno che ci qualificò per l’Europa. Poi, la rovesciata di Baggio, il tacco di Adriano, l’esordio di Buffon, la rimonta a San Siro per la vittoria della supercoppa europea. E anche nelle annate sghembe, più volte sono saltati fuori risultati sorprendenti e positivi.

Ieri, le aspettative non erano granché. Forse sarebbe bastato evitare l’acquazzone e la tempesta di settimana scorsa. Noi, un po’ in disarmo: tecnico, tattico, emotivo, fisico. Loro, nelle posizioni altissime di classifica: lanciati, compatti, solidi, possenti.

E i primi venti minuti di gioco, sono andati in quella direzione. Un Parma timoroso, spaesato, passivo, molle, travolto quasi senza intenzione dai rossoneri nel silenzio protestante della curva sud occupata dai tifosi milanisti. Un gol e un rigorino: 0-2.

La rassegnazione pareva totale, completa, irreversibile. Per la squadra, per i singoli. Cinque minuti di recupero e saremmo stati contenti di non prenderne un altro. Palla avanti, un cross teso e sbagliato da sinistra che sta per finire in fallo laterale a destra. Invece, Britschgi corre, la salva, la passa al nostro 10 e Adrian sforna un tiroaggiro capolavoro.

Chissà quanto vale, pensiamo. Spesso, troppo spesso, i crociati rientrano leggeri dopo l’intervallo. Stavolta, no. Non è un assedio, ma ci crediamo. Mischia, un palo, una paratona, un fallo da mezzo rigorino non concesso, un paio di conclusioni che potevano avere più fortuna e qualità. E il terrore di prendere il KO del terzo gol in contropiede.

Invece, no.

Ancora lo svizzero lavora una bellissima palla, la crossa sul primo palo, dove il nostro capitano, Enrico Delprato, si inserisce con la rapidità bruciante di un fulmine tra tutti i difensori e il portiere e, di testa, la pareggia esplodendo di gioia e facendo detonare il Tardini in un boato fragoroso.

Ci crediamo e ci proviamo. E ci andiamo pure vicino, molto vicino. Ma è il Milan a sprecare due occasioni, che chissà Allegri negli spogliatoi.

Il calcio è così: imprevedibile, impronosticabile e bellissimo anche per questo. Ti amo anche quando pareggi (semi cit.).

PS: 40€ non è un settore popolare.

È uno degli striscioni di protesta esposti dai Boys, si riferisce al costo di un biglietto in curva nelle trasferte. L’altro era sull’assurdità di far giocare una partita del campionato in Australia (Milan-Como, in programma a febbraio).

Parma-Milan 2-2

Reti: 13’ Saelemaekers (M), 25’ rig. Leão (M), 45+1’ Bernabé (P), 58’ Delprato (P).

Sabato 8 novembre 2025, stadio Ennio Tardini. Spettatori totali 22.064 (di cui 13.081 abbonati e 3.500 ospiti) per un incasso totale di euro 563.130,22 (record assoluto).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/11/Image-2025-11-09-_1.jpeg 1536 2048 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-11-09 14:25:182025-11-09 14:25:20Parma – Milan 2-2, coi rossoneri son belle partite

Parma-Bologna 1-3, sotto il diluvio

3 Novembre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Curva Nord/da redazione

Le partite col Bologna hanno una intensità rara e nel corso della nostra carriera da tifosi sono state davvero tante quelle memorabili e questa non sarà da meno.

Ricordo da bambino quando i rossoblu retrocessero a sorpresa in C. Era una prima assoluta, un “derby” emiliano inedito.
Vennero a Parma a migliaia, era novembre. Rimasi incantato per lunghi tratti, dagli spalti dei distinti, a guardare le due curve: sature di persone, colorate di striscioni e bandiere, un volume altissimo per i cori e un’altalena di emozioni in campo con un pirotecnico 3-3 e mio nonno che mi disse “sa zughema acsí, andäma in B”.
A me già sembrava tanto avere il Bologna in C, chissà com’era la B e quante altre tifoserie importanti sarebbero arrivate.
E a fine anno, arrivò davvero la promozione.

In B, qualche anno dopo, sprovveduto adolescente in giro col mio sodale nei dintorni della curva fummo intercettati da un gruppo di bolognesi: non c’erano i filtraggi, i canali per le tifoserie ospiti se non i cortei dalla stazione, tutto era più allo stato brado. “Ehi, voi due, venite qua… Tirate via le sciarpe e datecele…“
La protesta fu molto blanda: noi, due quattordicenni e loro un mezzo manipolo di giovani adulti. Mi viene ancora quasi da piangere e da stringere i pugni…

Sempre di quegli anni, trasferta felsinea in treno, al ritorno giravano voci di agguati lungo la massicciata e i passaggi a livello e così fu. In scompartimento, oltre a noi ragazzini, qualche Boys più stagionato che passava “Aprite i finestrini e tirate giù le tende: se tirano i sassi non si spaccano i vetri e i giaroni rimbalzano via…” e in effetti, così fu.

L’apoteosi, però, fu nel 2005, l’anno dopo il crack Parmalat. Stagione surreale, con la primavera che gioca la coppa Uefa e arriva fino in semifinale e in campionato si stenta, sempre in fondo alla classifica e lo spettro della retrocessione.
Tante squadre coinvolte, bagarre finale, pari punti, spareggio col Bologna.
Andata sotto l’acqua, molti squalificati, tifo infernale, si perde 0-1. Speranze poche, ma c’è un entusiasmo insolito, nonostante il rischio di batosta sportiva e morale, a Bologna è un esodo. A distanza di qualche giorno scoppia l’estate, un caldo padano asfissiante, la sud gremita di gialloblu, un tifo assordante, una partita epica, una rimonta esaltante, un trionfo insperato e meraviglioso. Salvi. Era il 19 giugno 2005,una delle date simbolo del Parma e di Parma.


Ieri, il gol di Bernabé dopo 13 secondi ci aveva portato a credere e sperare in una nuova epica serata, invece no.
La partita ha preso poi un’altra direzione, ma resterà comunque nella memoria.
In attesa di uno stadio nuovo chissà quando e dove, piuttosto che l’ennesima ristrutturazione, ieri, per mezz’ora, è sceso il diluvio universale. Per i poco avvezzi: le tribune hanno il tetto ma le curve sono a cielo scoperto.
Pioveva così forte, a tratti, che i goccioloni facevano male sulle spalle, c’erano tuoni e fulmini e lampi e il Parma perdeva e senza apparente possibilità di recupero.
È stata la mezz’ora di tifo più vivo, puro, intenso, scatenato, un trasporto totale di pura passione.
Di ritorno, il piccolo Blu mi ha girato un video.
Lui e i suoi amici cantano e saltano, i ciuffi gocciolanti, le felpe intrise d’acqua, i volti lucidi di pioggia, le sciarpe incollate ai colli e dei sorrisi bellissimi.
Quelli di chi sa d’essere per quella mezz’ora nel proprio posto giusto nel mondo: in curva, tra amici, il cuore che batte sincrono, la stessa passione, la bellezza d’essere insieme,un soffio d’eternità che rimarrà.

Parma-Bologna 1-3 (Reti: 1’ Bernabé (P), 17’ e 68’ Castro (B), 91’ Miranda (B))

Domenica 2 novembre 2025, stadio Ennio Tardini, spettatori totali 18.672 (di cui 13.081 abbonati e 3.048 ospiti)

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/11/Image-2025-11-02.jpeg 1536 2048 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-11-03 09:05:032025-11-03 10:02:07Parma-Bologna 1-3, sotto il diluvio

Parma – Como 0-0, Difesa arcigna e pensieri australiani

28 Ottobre 2025/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Anche questa settimana, niente curva per il Grosso Giallo.
Mentre il Piccolo Blu è immancabile sui gradoni subito dietro la porta.

Ci sentiamo con qualche messaggio durante la gara, mentre uno è a lavorare e uno a tifare.
E poi ancora a fine partita.

I presupposti, dato il momento brillante del Como e la condizione non esattamente scintillante del Parma, non erano quelli di una cavalcata trionfale. Anzi. Però s’è portato a casa un punto pesante, la porta è rimasta nuovamente inviolata e per due partite consecutive, cosa che in questi ultimi anni non è stata esattamente la norma.

A entrambi è piaciuta molto, in realtà, ancor più della prestazione comunque positiva, la bella conferenza stampa del nostro giovanissimo allenatore.
Pressato dai risultati non eccellenti e dal gioco non propriamente strabiliante, si è prodotto in un’analisi lucida e articolata come raramente succede negli scambi tra giornalisti e tecnici.
Spesso sono chiacchierate immutabili da decenni, condite di luoghi comuni e banalità.
Cuesta si sottrae volentieri e cerca di esporre il proprio pensiero e di distinguere la sua figura professionale, cioè il lavoro che è qui a fare e per cui è pagato e la sua idea e visione di calcio.
Ammette che la squadra non gioca un calcio entusiasmante, ma che l’obiettivo è il mantenimento della categoria e non il calcio spumeggiante e trascinante, almeno non ora. Quindi, la costruzione della squadra è al momento molto rivolta verso i fondamentali di difesa, a guadagnare sicurezze, solidità, affiatamento, coesione. Proprio per portare a casa quei punti essenziali, vitali, per non scivolare troppo verso il basso della classifica e farsi travolgere dalle ansie della serie B.
Insomma, in curva il Parma non ruba gli occhi per fantasia, estro, velocità, spettacolo; ma quando Carlos parla, ci sembra credibile, autorevole e degno di fiducia. Vedremo.
Lui, passerà: per continuare la sua carriera verso prestigiosi lidi, in caso di successo oppure verso altra gavetta, per provare a rilanciarsi in caso di insuccesso. Noi, invece, saremo sempre qua.
Con un po’ di frustrazione crescente e diffusa.
Quella della frammentazione del calendario, che porta noi adulti lavoranti a perdere un numero considerevole di partite ogni anno. Venerdì, sabato, domenica, lunedì; e poi i turni infrasettimanali. Le 12.30, le 15.00, le 16.00, le 18.00, le 18.30, le 20.00, le 20.30, le 20.45 e poi chissà cosa ancora… Praticamente, è impossibile starci dietro. E fa strano, perché il calcio era proprio il rito laico italiano per eccellenza. E i riti hanno, devono avere, le loro liturgie, le loro forme e le proprie cadenze. La Coppa Italia ad agosto, il campionato da settembre, le coppe europee il mercoledì, gli orari stagionali che variavano al passaggio tra ora solare e legale e l’immancabile domenica.

Ormai non è e non sarà mai più così.
Ma il limite dov’è? Sette giorni su sette? 24 ore su 24? Mercato tutto l’anno, coppe e campionati e nuove leghe e ancora altri tornei in una saturazione che ormai sfianca.

Già, qual è il limite?
Per ora, l’Australia, in cui si giocherà una partita del prossimo campionato per evitare la concomitanza della cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici a Milano.
In un crescendo, ridicolo, di retorica in cui i dirigenti vedono il male del calcio nelle persone che rubano le dirette televisive, nelle proteste dei tifosi, nello scarso sostegno delle istituzioni nazionali (che permettono indebitamenti per i quali qualsiasi altra società sarebbe stata dichiarata fallita)  e non nelle loro scelte atte sempre ad ampliare una torta ormai indigesta e ad allontanare i tifosi a favore dei consumatori o dei turisti del pallone.
Oggi, il limite pare essere l’Australia; domani, magari, la luna, Marte o Giove?
Il calcio, rimane quello dei sentimenti, delle relazioni, dei cori, dell’euforia per un gol, del cuore in gola, del batticuore per un’azione avversaria in area, delle chiacchiere a partita finita mentre lo stadio si svuota, degli abbracci quando ci si rivede dentro il Tardini.
A dispetto di tutto e di tutti.

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine-WhatsApp-2025-10-26-ore-19.23.05_5b607c5e.jpg 455 697 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-10-28 11:17:022025-10-28 11:17:04Parma – Como 0-0, Difesa arcigna e pensieri australiani

Genoa-Parma 0-0, trasferta vietata

20 Ottobre 2025/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Trasferta vietata: era nell’aria.
Gli scontri di Cremona, il gemellaggio tra Boys e Ultras Tito Cucchiaroni della Sampdoria hanno fatto prendere questa decisione alle autorità. È sempre una notizia dolorosa, specie per certe partite.

Genova non è lontana, offre lo spunto per qualche gita e sosta enogastronomica gradita e in più la visuale dallo stadio è tra le migliori d’Italia e c’è il già citato gemellaggio ma con l’altra squadra genovese.

Le trasferte, il tifo organizzato hanno subito una evoluzione considerevole negli ultimi decenni.

Negli anni ‘60 e ‘70 erano qualcosa di quasi esotico: non ci si spostava per andare a vedere la propria squadra, ma per una domenica fuori città, l’occasione per provare qualche ristorante di grido o al limite era un’appendice a una visita parenti.
Già dagli anni’80, invece, la presenza dei tifosi in trasferta aumenta e diventa qualcosa di fortemente identitario: portare i proprio colori e cori a sostegno dei crociati, anche lontano dal Tardini, e dimostrare lo spessore e qualità del proprio tifo.

In quegli anni e nel decennio successivo, è diventato un’occasione di scontro fisico: cercato, desiderato e talvolta addirittura necessario, con quella volontà un po’ tribale e primordiale di vendicare torti o assalti precedenti.
In una domenica in cui a Rieti dei delinquenti travestiti da tifosi si sono macchiati di un assassinio assurdo e ingiustificabile, a latere di una partita di basket di serie A2, è oltremodo complicato parlare di questi argomenti.
Ma oltremodo necessario, perché quasi nessuno lo fa; se non per dire, appunto, basta violenza negli stadi.

Però, e c’è sempre un però in questo mondo complesso, bisogna poi avere a che fare con la realtà.
Lo stadio, è un luogo dove la violenza è una eventualità; non come scelta preordinata, ma come evento che possa accadere. E a cui si deve essere preparati.

Ultimamente non lo sono le forze dell’ordine, incapaci di gestire masse, folle, provocazioni; e talvolta con responsabilità non indifferenti.
Anche qui, ricordo da ragazzo, sia durante le trasferte che in casa, le FFOO che accompagnavano, si relazionavano alla pari con i tifosi, in una sorta di collaborazione; perfino la Digos sceglieva sempre il dialogo, rispetto alle altre possibili opzioni.
Si viaggiava in treno su convogli dedicati, che erano sì dei terreni franchi con diverse norme civili sospese; ma in cui raramente succedevano disastri.
Oggi, nella stragrande maggioranza delle occasioni (ci sono per fortuna salvifiche eccezioni), il tifoso è trattato come bestiame: incanalato, controllato, marchiato, direzionato e, soprattutto, obbligato a tutto. Codici, numeri, biglietti nominali, tessere del tifoso e quant’altro, salvo poi, in caso reale di problemi o scontri, fare sempre fatica a identificare i colpevoli, per non parlare delle dinamiche.
A Cremona, qualche settimana fa, ci siamo trovati in macchina nel bel mezzo degli scontri: avere avuto esperienze pregresse, sapere come muoversi, cosa fare oltre ad avere ben chiaro cosa non fare è essenziale per evitare sia di prendere due sberle (o ben peggio), sia di essere arrestato e incriminato come facinoroso senza alcuna responsabilità. Nel caso, ad esempio, siamo stati imbucati, da indicazioni errate delle forze dell’ordine, in una zona praticamente non presidiata.

In passato, è successo spesso di dover fare fronte ad assalti e agguati, in treno ad esempio o in zone limitrofe allo stadio. Ricordo sempre gli anziani, più esperti, in primis, a proteggere noi ragazzini, a insegnarci come abbassare i finestrini e tenere tirate le tende; insomma, a limitare i danni.

Una sorta di legge della strada. Però ho sempre sentito questa sorta di responsabilità dei grandi nei confronti dei piccoli, dei vulnerabili, dei deboli e poi, di insegnare le regole, di come non prenderle, di come non farsi male, di come non farsi fare male.

Anche questo, è essere famiglia; una famiglia magari strana e disfunzionale in diversi aspetti; ma che da fuori, in pochi conoscono o vogliono conoscere.

Così come i legami d’affetto, di fratellanza che si sviluppano nel corso degli anni, più di trenta per esempio, tra i gialloblù e i doriani. E ogni volta che ci si trova è una grande festa, fatta anche di sacrifici, di impegno, di sostegno, volontariato e volontà.

Ieri, nessuno dei due ha visto la partita: uno, perché impegnato sul campo da gioco con gli amici nel campionato allievi; io, a Teatro Due, a condividere la sofferenza di non sapere nemmeno il risultato con il già citato Paolo Nori.

Che nel suo spettacolo ha detto, tra le altre, una cosa che mi è piaciuta moltissimo: la scrittura, quella bella, non dovrebbe servire a rendere visibile, l’invisibile; ma a rendere visibile il visibile, ossia ad aprirci gli occhi su quello che ogni giorno abbiamo già davanti al nostro sguardo. Ecco, secondo me, la curva è un po’ così: solo una parte, certi aspetti sono visibili e fanno notizia; gli altri, sembra interessare o esistere solo per chi c’è e vede e guarda ogni giorno.

Sul match, a maggior ragione, peccato non esserci stati a questo Genoa-Parma: evitare la sconfitta parando un rigore a tempo scaduto, dà una certa scarica di adrenalina e una certa soddisfazione.

Genoa-Parma 0-0

Domenica 19 ottobre 2025, stadio Luigi Ferraris in Marassi di Genova, spettatori 30.636 (di cui abbonati 28.101 e paganti 2.535; no ospiti). 

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-10-20 13:45:082025-10-20 13:45:09Genoa-Parma 0-0, trasferta vietata

Parma-Lecce 0-1, a proposito di sconfitte

5 Ottobre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Curva Nord/da redazione

Ci incrociamo, come ormai d’abitudine, sotto i gradoni della Nord.
Ci riconosciamo da lontano e sorridiamo, ci abbracciamo stretti, avvolti nelle nostre sciarpe.

La mia è un reperto storico: una Crusaders originale del campionato 86-87; lui invece ne porta una molto diffusa oggi, specie tra i più giovani: dio-stramaledica-i-reggiani.

Sta distribuendo i volantini con il consuntivo annuale dei Boys1977, il gruppo del tifo organizzato. Non ha importanza soffermarsi su numeri e pensieri, giudizi e prospettive, quanto sulla chiusura: Parma siamo noi!

Così, a caldo, può sembrare una frase esagerata, autoreferenziale, roboante. E forse lo è. Però, poi, a guardare bene…

Le proprietà si avvicendano non sempre lasciando un buon ricordo (Tanzi, Ghirardi, Manenti ecc); per non parlare dei giocatori: oggi qui, domani chissà; stessa sorte per le guide tecniche. Anche gli sponsor sono ormai ballerini.

Le rose non sono più composte da giovani della provincia e dintorni, cresciuti nelle giovanili.

A conti fatti, se dovessimo trovare una costante, un vera coerenza, davvero forse bisognerebbe guardare in curva.

Parma, è una città dalle mille peculiarità e vale anche per il calcio.
Se non sono poche le società che, un po’ per convinzione, un po’ per convenienza hanno ritirato la maglia 12 dalla numerazione disponibile, in onore del dodicesimo uomo in campo, ovvero il pubblico, pochissime sono le tifoserie che cantano esclusivamente per la squadra e non per i giocatori.

È una rarità nel mondo del pallone, che facilmente s’innamora del centravanti da 20 gol, del portiere saracinesca, del fantasioso trequartista o del giovane di belle speranze.
E questo, ovviamente, succede ancora, anche a Parma.
Ma per scelta ormai antica, nessuno intona cori con i nomi dei giocatori.

La storia fuori dalla curva non è così conosciuta: qualche lustro fa la Parmalat è stata più o meno lecitamente proprietaria non solo del Parma, ma anche di un’altra società situata immediatamente oltre il confine orientale del fiume Enza. Quella squadra navigava verso il fondo della classifica e nel recupero infrasettimanale di una partita di campionato riuscì a battere agevolmente un Parma particolarmente remissivo per 2-0.

Da quel momento, i cori si sono diradati, la fiducia verso i giocatori crollata e ha iniziato a svilupparsi un sentimento molto forte per i colori, che andasse ben oltre i singoli, per quanto apprezzati, interpreti.

Oggi, nemmeno prestazioni sfavillanti, promozioni o exploit riescono a rimettere in bocca ai tifosi i nomi stampati sulle magliette per canti condivisi e scanditi.

Uno dei cori più sentiti, per quanto non spesso proposto, sulle note di Maledetta Primavera cantata da Loretta Goggi recita proprio “chissenefrega giocherà la Primavera, ci basterà veder la maglia per cantare ancora”.

Anche per questo, forse, il momento in cui siamo ripartiti dalla D è stato davvero un anno zero, molto bello. In cui il calcio, il tifo, i colori, la passione, la partecipazione erano sopra qualsiasi altro aspetto. Lo certifica il numero spropositato di abbonamenti, non solo agevolato dal costo irrisorio, ma anche la partecipazione massiva alle trasferte esotiche di Arzignano, Chioggia, Brescello, Carpi e via dicendo.
Da lì, credo che il seme della crociata, la maglia, abbia trovato terreno fertile in tanti bambini che oggi sono ragazzi che sventolano bandiere e cantano a squarciagola nella Nord.

Detto questo la passione per il singolo resta strisciante e in curva, le magliette sono tantissime.
Ci sono le crociate, le besione (quelle a righe orizzontali gialle e blu), le prosciutte (quelle degli ultimi anni di C e B e la prima storica A), molte, naturalmente, le ultime versioni commerciali e, a onor del vero, poche sono quelle anonime, senza il nome di un qualche giocatore.

Tante quelle degli attuali interpreti, con prevalenza di Del Prato e Bernabè; alcune del recentissimo passato: Bonny, Man, Mihaila; qualche giovanissimo come Circati o addirittura Corvi e Plicco (tra i pochissimi pramzani-parmensi allevati in casa); ovviamente tante che riportano alle pagine gloriose con Cannavaro, Thuram, Veron, Chiesa, Crespo, Dino Baggio (prima o poi, di lui dovremo scrivere, perché è il vero e più profondo idolo della Nord) come della clamorosa cavalcata guidata da mister Nevio Scala: Benarrivo, Di Chiara, Grün, Brolin. O di chi ha scelto di rimanere, sempre e comunque, come Lucarelli.

Ma quello che non smette mai di stupirmi, è la marea di casacche dedicate agli eroi minori.
Perché il calcio, il tifo, la curva, è esattamente questo: qualcosa di viscerale, ancestrale, insondabile, che tocca corde della sensibilità personale spesso incomunicabili, incomprensibili, inavvicinabili.
A volte, sul nome o il numero c’è l’autografo e allora ci sta anche il valore del momento, del ricordo, del cimelio.
Ma in certi casi, è solo poesia del calcio: Brugman, Brunetta, Schiappacasse, Siligardi, Potenza, Kutuzov, Lanzafame, Grella, Paponi, Gasbarroni… con la consapevolezza che è un elenco senza fine e che potrebbe scatenare ricordi indelebili, quelli che, esattamente a ogni occasione, ci riportano in curva, a sostenere i nostri colori e la nostra città.

Di Parma-Lecce, cosa dire?
Ci affidiamo alle parole di un grandissimo tifoso del Parma, che incrociamo spesso sui gradoni e che leggiamo sempre con enorme piacere, Paolo Nori: “A me, piacciono molto due cose che fanno piangere: la letteratura russa e le partite del Parma”.

Parma-Lecce 0-1 (Rete: 38′ Sottil)

Sabato 4 ottobre 2025, Stadio Ennio Tardini, 19.580 spettatori (di cui 13.081 abbonati e 3.179 ospiti) 

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/10/Image-2025-10-05.jpeg 1536 2048 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-10-05 15:51:262025-10-05 17:50:05Parma-Lecce 0-1, a proposito di sconfitte
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