Parma-Bologna 1-3, sotto il diluvio
Le partite col Bologna hanno una intensità rara e nel corso della nostra carriera da tifosi sono state davvero tante quelle memorabili e questa non sarà da meno.
Ricordo da bambino quando i rossoblu retrocessero a sorpresa in C. Era una prima assoluta, un “derby” emiliano inedito.
Vennero a Parma a migliaia, era novembre. Rimasi incantato per lunghi tratti, dagli spalti dei distinti, a guardare le due curve: sature di persone, colorate di striscioni e bandiere, un volume altissimo per i cori e un’altalena di emozioni in campo con un pirotecnico 3-3 e mio nonno che mi disse “sa zughema acsí, andäma in B”.
A me già sembrava tanto avere il Bologna in C, chissà com’era la B e quante altre tifoserie importanti sarebbero arrivate.
E a fine anno, arrivò davvero la promozione.
In B, qualche anno dopo, sprovveduto adolescente in giro col mio sodale nei dintorni della curva fummo intercettati da un gruppo di bolognesi: non c’erano i filtraggi, i canali per le tifoserie ospiti se non i cortei dalla stazione, tutto era più allo stato brado. “Ehi, voi due, venite qua… Tirate via le sciarpe e datecele…“
La protesta fu molto blanda: noi, due quattordicenni e loro un mezzo manipolo di giovani adulti. Mi viene ancora quasi da piangere e da stringere i pugni…
Sempre di quegli anni, trasferta felsinea in treno, al ritorno giravano voci di agguati lungo la massicciata e i passaggi a livello e così fu. In scompartimento, oltre a noi ragazzini, qualche Boys più stagionato che passava “Aprite i finestrini e tirate giù le tende: se tirano i sassi non si spaccano i vetri e i giaroni rimbalzano via…” e in effetti, così fu.
L’apoteosi, però, fu nel 2005, l’anno dopo il crack Parmalat. Stagione surreale, con la primavera che gioca la coppa Uefa e arriva fino in semifinale e in campionato si stenta, sempre in fondo alla classifica e lo spettro della retrocessione.
Tante squadre coinvolte, bagarre finale, pari punti, spareggio col Bologna.
Andata sotto l’acqua, molti squalificati, tifo infernale, si perde 0-1. Speranze poche, ma c’è un entusiasmo insolito, nonostante il rischio di batosta sportiva e morale, a Bologna è un esodo. A distanza di qualche giorno scoppia l’estate, un caldo padano asfissiante, la sud gremita di gialloblu, un tifo assordante, una partita epica, una rimonta esaltante, un trionfo insperato e meraviglioso. Salvi. Era il 19 giugno 2005,una delle date simbolo del Parma e di Parma.
Ieri, il gol di Bernabé dopo 13 secondi ci aveva portato a credere e sperare in una nuova epica serata, invece no.
La partita ha preso poi un’altra direzione, ma resterà comunque nella memoria.
In attesa di uno stadio nuovo chissà quando e dove, piuttosto che l’ennesima ristrutturazione, ieri, per mezz’ora, è sceso il diluvio universale. Per i poco avvezzi: le tribune hanno il tetto ma le curve sono a cielo scoperto.
Pioveva così forte, a tratti, che i goccioloni facevano male sulle spalle, c’erano tuoni e fulmini e lampi e il Parma perdeva e senza apparente possibilità di recupero.
È stata la mezz’ora di tifo più vivo, puro, intenso, scatenato, un trasporto totale di pura passione.
Di ritorno, il piccolo Blu mi ha girato un video.
Lui e i suoi amici cantano e saltano, i ciuffi gocciolanti, le felpe intrise d’acqua, i volti lucidi di pioggia, le sciarpe incollate ai colli e dei sorrisi bellissimi.
Quelli di chi sa d’essere per quella mezz’ora nel proprio posto giusto nel mondo: in curva, tra amici, il cuore che batte sincrono, la stessa passione, la bellezza d’essere insieme,un soffio d’eternità che rimarrà.
Parma-Bologna 1-3 (Reti: 1’ Bernabé (P), 17’ e 68’ Castro (B), 91’ Miranda (B))
Domenica 2 novembre 2025, stadio Ennio Tardini, spettatori totali 18.672 (di cui 13.081 abbonati e 3.048 ospiti)
Giallo & Blu 🟡 🔵



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