Parma – Como 0-0, Difesa arcigna e pensieri australiani
Anche questa settimana, niente curva per il Grosso Giallo.
Mentre il Piccolo Blu è immancabile sui gradoni subito dietro la porta.
Ci sentiamo con qualche messaggio durante la gara, mentre uno è a lavorare e uno a tifare.
E poi ancora a fine partita.
I presupposti, dato il momento brillante del Como e la condizione non esattamente scintillante del Parma, non erano quelli di una cavalcata trionfale. Anzi. Però s’è portato a casa un punto pesante, la porta è rimasta nuovamente inviolata e per due partite consecutive, cosa che in questi ultimi anni non è stata esattamente la norma.

A entrambi è piaciuta molto, in realtà, ancor più della prestazione comunque positiva, la bella conferenza stampa del nostro giovanissimo allenatore.
Pressato dai risultati non eccellenti e dal gioco non propriamente strabiliante, si è prodotto in un’analisi lucida e articolata come raramente succede negli scambi tra giornalisti e tecnici.
Spesso sono chiacchierate immutabili da decenni, condite di luoghi comuni e banalità.
Cuesta si sottrae volentieri e cerca di esporre il proprio pensiero e di distinguere la sua figura professionale, cioè il lavoro che è qui a fare e per cui è pagato e la sua idea e visione di calcio.
Ammette che la squadra non gioca un calcio entusiasmante, ma che l’obiettivo è il mantenimento della categoria e non il calcio spumeggiante e trascinante, almeno non ora. Quindi, la costruzione della squadra è al momento molto rivolta verso i fondamentali di difesa, a guadagnare sicurezze, solidità, affiatamento, coesione. Proprio per portare a casa quei punti essenziali, vitali, per non scivolare troppo verso il basso della classifica e farsi travolgere dalle ansie della serie B.
Insomma, in curva il Parma non ruba gli occhi per fantasia, estro, velocità, spettacolo; ma quando Carlos parla, ci sembra credibile, autorevole e degno di fiducia. Vedremo.
Lui, passerà: per continuare la sua carriera verso prestigiosi lidi, in caso di successo oppure verso altra gavetta, per provare a rilanciarsi in caso di insuccesso. Noi, invece, saremo sempre qua.
Con un po’ di frustrazione crescente e diffusa.
Quella della frammentazione del calendario, che porta noi adulti lavoranti a perdere un numero considerevole di partite ogni anno. Venerdì, sabato, domenica, lunedì; e poi i turni infrasettimanali. Le 12.30, le 15.00, le 16.00, le 18.00, le 18.30, le 20.00, le 20.30, le 20.45 e poi chissà cosa ancora… Praticamente, è impossibile starci dietro. E fa strano, perché il calcio era proprio il rito laico italiano per eccellenza. E i riti hanno, devono avere, le loro liturgie, le loro forme e le proprie cadenze. La Coppa Italia ad agosto, il campionato da settembre, le coppe europee il mercoledì, gli orari stagionali che variavano al passaggio tra ora solare e legale e l’immancabile domenica.
Ormai non è e non sarà mai più così.
Ma il limite dov’è? Sette giorni su sette? 24 ore su 24? Mercato tutto l’anno, coppe e campionati e nuove leghe e ancora altri tornei in una saturazione che ormai sfianca.
Già, qual è il limite?
Per ora, l’Australia, in cui si giocherà una partita del prossimo campionato per evitare la concomitanza della cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici a Milano.
In un crescendo, ridicolo, di retorica in cui i dirigenti vedono il male del calcio nelle persone che rubano le dirette televisive, nelle proteste dei tifosi, nello scarso sostegno delle istituzioni nazionali (che permettono indebitamenti per i quali qualsiasi altra società sarebbe stata dichiarata fallita) e non nelle loro scelte atte sempre ad ampliare una torta ormai indigesta e ad allontanare i tifosi a favore dei consumatori o dei turisti del pallone.
Oggi, il limite pare essere l’Australia; domani, magari, la luna, Marte o Giove?
Il calcio, rimane quello dei sentimenti, delle relazioni, dei cori, dell’euforia per un gol, del cuore in gola, del batticuore per un’azione avversaria in area, delle chiacchiere a partita finita mentre lo stadio si svuota, degli abbracci quando ci si rivede dentro il Tardini.
A dispetto di tutto e di tutti.
Giallo & Blu 🟡 🔵






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