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Tag Archivio per: calcio

Parma-Napoli 1-1 punto salvezza ricordando Matteo Bagnaresi

12 Aprile 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Passata Pasqua, passata la pausa per i play-off mondiali delle nazionali, torna il campionato.

Domenica densa, densissima di sport, più o meno tutto in contemporanea: la leggendaria Paris-Roubaix di ciclismo, ennesima sfida Sinner-Alcaraz a Montecarlo per il primato in classifica del circuito tennistico, ma l’astinenza da curva Nord ha la precedenza su tutto.

Passione inesauribile, bruciante, che fa parte del nostro DNA.

Oggi, coreografia imponente, tributo ricordo per Matteo Bagnaresi a 19 anni dalla scomparsa.

Striscione bellissimo, centinaia di bandiere al vento.
Curva Nord Matteo Bagnaresi.

Sorprende, ma fino a un certo punto, che un ragazzo impegnato nel sociale, schierato politicamente, sia comunque orgogliosamente simbolo di una curva e di una tifoseria intera.

Per ribadire come, più volte detto, la fede, il tifo, la passione quando siamo sui gradoni del Tardini, i colori e la maglia vengono prima di tutto e di tutti.

E, nell’intervallo, altro tributo di sostanza a due storici gemellaggi internazionali: quelli coi girondini di Bordeaux e coi Tornardos del Rapid Wien.
E i gruppi di supporter britannici da Irlanda e Scozia.

Nonostante il divieto di trasferta per i tifosi partenopei sprovvisti di tessera del tifoso e per i residenti campani, la Sud è stracolma di sostenitori azzurri e molti posti in tribuna sono occupati da spettatori in sciarpa azzurra.

Qui, piccola riflessione polemica: perché se vai in trasferta in curva sei trattato come carro bestiame, controlli rigidi, attesa all’ingresso, attesa all’uscita, dilatazione dei tempi.
Vai in tribuna: arrivi quando vuoi, vesti come vuoi, esci quando vuoi e tutto a posto madama la marchesa.

L’atmosfera è elettrica.
Il Napoli insegue l’Inter e la conferma del tricolore, il Parma ha da farsi perdonare l’ultima desolante prestazione casalinga contro la Cremonese e dare continuità al punto di Roma contro la Lazio.

Il Parma passa in vantaggio alla prima azione con una stupenda azione corale rifinita dal giovane centravanti francese Elphege che sostituisce Pellegrino e finalizzata magistralmente da Strefezza.

Il Napoli pressa, ma le occasioni non sono tantissime, conseguenza d’un gioco lento degli azzurri e un livello di chiusure attente e asfissianti dei crociati.

Nella ripresa, un cambio troppo conservativo di Cuesta, porta il Parma tutto in area e inevitabilmente, con un rimpallo fortunato, arriva il pareggio partenopeo.

L’esordio, positivo, del ventenne Mikolajewski, centravanti della primavera delle meraviglie riporta i gialloblu con una disposizione più equilibrata e meno rinunciataria.

Il Napoli ha due grosse occasioni, il Parma un paio di ripartenze interessanti e una vibrante protesta per un possibile rigore a favore non assegnato.

Pareggio giusto che sa di salvezza per la squadra di casa e di bandiera bianca per gli uomini di Conte.

Stavolta i crociati vengono sotto la curva e gli applausi sono meritati e scroscianti.

Se l’atteggiamento, la voglia, la grinta fossero sempre state queste, i punti magari non sarebbero stati molti di più, ma qualche patema in meno e qualche sorriso, e applauso, in più sarebbero arrivati.

Giallo & Blu

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-04-12 20:40:092026-04-13 08:09:01Parma-Napoli 1-1 punto salvezza ricordando Matteo Bagnaresi

Parma – Como 0-0, Difesa arcigna e pensieri australiani

28 Ottobre 2025/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Anche questa settimana, niente curva per il Grosso Giallo.
Mentre il Piccolo Blu è immancabile sui gradoni subito dietro la porta.

Ci sentiamo con qualche messaggio durante la gara, mentre uno è a lavorare e uno a tifare.
E poi ancora a fine partita.

I presupposti, dato il momento brillante del Como e la condizione non esattamente scintillante del Parma, non erano quelli di una cavalcata trionfale. Anzi. Però s’è portato a casa un punto pesante, la porta è rimasta nuovamente inviolata e per due partite consecutive, cosa che in questi ultimi anni non è stata esattamente la norma.

A entrambi è piaciuta molto, in realtà, ancor più della prestazione comunque positiva, la bella conferenza stampa del nostro giovanissimo allenatore.
Pressato dai risultati non eccellenti e dal gioco non propriamente strabiliante, si è prodotto in un’analisi lucida e articolata come raramente succede negli scambi tra giornalisti e tecnici.
Spesso sono chiacchierate immutabili da decenni, condite di luoghi comuni e banalità.
Cuesta si sottrae volentieri e cerca di esporre il proprio pensiero e di distinguere la sua figura professionale, cioè il lavoro che è qui a fare e per cui è pagato e la sua idea e visione di calcio.
Ammette che la squadra non gioca un calcio entusiasmante, ma che l’obiettivo è il mantenimento della categoria e non il calcio spumeggiante e trascinante, almeno non ora. Quindi, la costruzione della squadra è al momento molto rivolta verso i fondamentali di difesa, a guadagnare sicurezze, solidità, affiatamento, coesione. Proprio per portare a casa quei punti essenziali, vitali, per non scivolare troppo verso il basso della classifica e farsi travolgere dalle ansie della serie B.
Insomma, in curva il Parma non ruba gli occhi per fantasia, estro, velocità, spettacolo; ma quando Carlos parla, ci sembra credibile, autorevole e degno di fiducia. Vedremo.
Lui, passerà: per continuare la sua carriera verso prestigiosi lidi, in caso di successo oppure verso altra gavetta, per provare a rilanciarsi in caso di insuccesso. Noi, invece, saremo sempre qua.
Con un po’ di frustrazione crescente e diffusa.
Quella della frammentazione del calendario, che porta noi adulti lavoranti a perdere un numero considerevole di partite ogni anno. Venerdì, sabato, domenica, lunedì; e poi i turni infrasettimanali. Le 12.30, le 15.00, le 16.00, le 18.00, le 18.30, le 20.00, le 20.30, le 20.45 e poi chissà cosa ancora… Praticamente, è impossibile starci dietro. E fa strano, perché il calcio era proprio il rito laico italiano per eccellenza. E i riti hanno, devono avere, le loro liturgie, le loro forme e le proprie cadenze. La Coppa Italia ad agosto, il campionato da settembre, le coppe europee il mercoledì, gli orari stagionali che variavano al passaggio tra ora solare e legale e l’immancabile domenica.

Ormai non è e non sarà mai più così.
Ma il limite dov’è? Sette giorni su sette? 24 ore su 24? Mercato tutto l’anno, coppe e campionati e nuove leghe e ancora altri tornei in una saturazione che ormai sfianca.

Già, qual è il limite?
Per ora, l’Australia, in cui si giocherà una partita del prossimo campionato per evitare la concomitanza della cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici a Milano.
In un crescendo, ridicolo, di retorica in cui i dirigenti vedono il male del calcio nelle persone che rubano le dirette televisive, nelle proteste dei tifosi, nello scarso sostegno delle istituzioni nazionali (che permettono indebitamenti per i quali qualsiasi altra società sarebbe stata dichiarata fallita)  e non nelle loro scelte atte sempre ad ampliare una torta ormai indigesta e ad allontanare i tifosi a favore dei consumatori o dei turisti del pallone.
Oggi, il limite pare essere l’Australia; domani, magari, la luna, Marte o Giove?
Il calcio, rimane quello dei sentimenti, delle relazioni, dei cori, dell’euforia per un gol, del cuore in gola, del batticuore per un’azione avversaria in area, delle chiacchiere a partita finita mentre lo stadio si svuota, degli abbracci quando ci si rivede dentro il Tardini.
A dispetto di tutto e di tutti.

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/10/Immagine-WhatsApp-2025-10-26-ore-19.23.05_5b607c5e.jpg 455 697 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-10-28 11:17:022025-10-28 11:17:04Parma – Como 0-0, Difesa arcigna e pensieri australiani

Quale titanica arena per ludi pedatori!

15 Settembre 2023/0 Commenti/in Diario della Duchessa/da rolandocervi

Caro Diario

sventurata è la vista che si trova dinnanzi a tale monstruosità! Un’arena per ludi pedatori dall’architettura futuristica, insensata titanica creazione, con finanche un parcheggio sotterraneo per carrozze semoventi conficcata nel cuore della città! Che arditezza, che sacrilegio nei confronti dell’armonia architettonica che fino ad oggi, con tanto impegno, i miei amati sudditi avevano saputo preservare.

Chi sono questi figuri, sbarcati dalle lande transoceaniche ostentando tasche traboccanti, che ardiscono erigere simili costruzioni circensi, altari alla Dea Eupalla, meta di plebi vocianti e orde di lanzichenecchi latori di disordini e tumulti?

E che ne pensano gli sconsiderati che amministrano quella che fu la capitale del mio augusto regno? Non avranno intenzione di porre il loro sigillo su questa dissennata intrapresa?

Ma, come si conviene a noi nobili, sappiamo volgere un guardo indulgente anche a tali sventure. Forse, in qualche maniera bizzarra, intendono rendere tributo ai loro illustri progenitori. Forse vogliono dimostrare con questa creazione, in cui il buon gusto e la saggezza sono stati sacrilegamente conculcati, che la nostra grandezza non può essere superata. Perché altrimenti nulla, se non un incubo o qualche malsano delirio, potrebbe spiegare un simile affronto alla bellezza e all’eleganza che la nostra epoca ha saputo generare!

Sarà, dunque, un’insolita pietra miliare nella storia della nostra città, un segno di un’epoca futura che forse riusciremo a decifrare soltanto con l’andar del tempo. E che tempo! 90 anni nientemeno, a quanto mi è stato riferito, di occupazione da parte dei barbari. Ben strano destino, essere spettatori di questo strambo balletto tra il passato e il futuro, mentre noi nobili continueremo ad alimentare l’eterna fiamma della tradizione e della nobiltà d’animo.

Tua Duchessa ML Asburgo Lorena

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2023/09/ml-nuovo-tardini_-scaled-1.jpg 1484 2560 rolandocervi https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png rolandocervi2023-09-15 08:33:422023-09-15 08:33:42Quale titanica arena per ludi pedatori!

Nuovo Tardini al bivio: rigenerazione sostenibile o cementificazione affaristica?

26 Maggio 2023/0 Commenti/in Inchieste/da redazione

Cresce l’attesa per il progetto e per il piano finanziario definitivo del nuovo stadio.
Le ultime “condizioni” dettate dalla Giunta comunale al Parma Calcio: breve ripasso e considerazioni

di Marco Ferrari e Stefano Secchi

Ricapitoliamo gli ultimi principali avvenimenti

Il 23 marzo scorso viene presentata al Sindaco una petizione popolare, corredata da 8.241 firme, che chiede la conservazione e ristrutturazione dello stadio. È firmata daI Comitato Tardini Sostenibile e da una ventina di associazioni tra cui NoCargoParma, Parma città pubblica, le sezioni cittadine di Fiab, Fai, Legambiente, Italia Nostra, Fridays for Future, WWF.

Con circostanziate motivazioni si chiede che venga rimessa in discussione la dichiarazione di “pubblico interesse” in merito al progetto di riqualificazione del Tardini presentato dal Parma Calcio e già votata dal Consiglio comunale. In più, si chiede che venga garantito il mantenimento in attività della scuola Puccini-Pezzani che il precedente progetto dei vecchi padroni del Parma voleva demolire.

Il 30 marzo si riuniscono le commissioni competenti per discutere di due documenti: la petizione popolare e una mozione (datata 27 marzo) dei gruppi consiliari di maggioranza che, se approvata, impegna il Sindaco e la Giunta a fornire al Parma Calcio “alcuni precisi indirizzi per il prosieguo del procedimento, affinché il progetto definitivo, oltre a corrispondere alle condizioni e prescrizioni già emerse in Conferenza dei Servizi preliminare, si adegui alle seguenti condizioni…”

Seguono 12 “condizioni” (dette anche “paletti”) che, per la maggioranza consiliare, sono una sintesi stringente delle richieste emerse dal dibattito e dal percorso partecipativo degli ultimi mesi. Per il Parma Calcio la mozione segna un definitivo stop al progetto preliminare che, anche se già in parte modificato, prevedeva la demolizione quasi completa dello stadio e un rifacimento ex novo. Adesso quello definitivo dovrà tenere in considerazione questi 12 paletti per superare le criticità emerse circa gli aspetti “architettonici, economici e di sostenibilità”.
A suscitare timori e riprovazione, che paiono condivisi dai cittadini firmatari della petizione e dai consiglieri comunali di maggioranza, è la durata di 90 anni della concessione al privato, l’americano Krause.
Il 3 aprile si riunisce il Consiglio comunale che approva la mozione a larga maggioranza. Viene però appurato in via definitiva che il “pubblico interesse” non doveva essere votato dal Consiglio, come avvenuto nel gennaio 2022, bensì dalla sola Giunta.
Il 5 aprile si riunisce in gran fretta la Giunta comunale che fa integralmente proprie le 12 “condizioni” della mozione (diventate 11 per l’accorpamento di due) e ratifica con valore retroattivo la dichiarazione di “pubblico interesse”, necessaria per far continuare l’iter amministrativo del progetto del Parma Calcio.

Analisi delle ”condizioni”

Abbiamo per comodità dato un numero progressivo agli 11 punti che nella delibera della Giunta (delibera 119 del 5/4/23) vengono elencati come “indirizzi e condizioni”.
Iniziamo con le “condizioni” più importanti ai fini di determinare gli interventi di “riqualificazione”.


Demolire o riutilizzare? Rifare o risparmiare?

Quinta condizione
“sostenibilità economico-finanziaria della proposta, rifunzionalizzando gli elementi della costruzione che possano essere utilmente conservati, con conseguente riduzione del costo dell’investimento iniziale”.
Sesta condizione:
“sostenibilità ambientale, con l’applicazione del principio del riuso e della rigenerazione urbana, affinché sia garantito il massimo tasso di recupero e riciclo delle acque e degli elementi della costruzione che abbiano ancora vita utile sotto il profilo strutturale, e non confliggano con il punto successivo (il neretto è nostro, ndr), non siano ingiustificatamente sottoposti a demolizione, a partire dalla tribuna del cosiddetto Petitot”
Settima condizione:
“sostenibilità sociale, mediante l’incremento del comfort degli spettatori, in particolare quando rivolto a garantire la piena accessibilità ad ogni nuovo servizio a tal scopo programmato ed individuare spazi idonei ad ospitare persone con ridotta capacità motoria e/o sensoriale ed i loro accompagnatori. Aumentare la distanza delle parti edificate dello stadio dagli edifici circostanti (il neretto è nostro, ndr), allo scopo di incrementare la visuale libera e migliorare il comfort abitativo dei residenti con affacci prospicienti lo stadio”.

Ottime intenzioni, ma emerge evidente una contraddizione. Come si fa ad “aumentare la distanza delle parti edificate dello stadio dagli edifici circostanti” con “l’applicazione del principio del riuso”? Non si possono “spostare” tonnellate di cemento armato come se il Tradini fosse un enorme struttura fatta con i Lego. Bisogna per forza demolire delle “parti edificate dello stadio” e ricostruirle un poco più vicine al campo.
Ci riferiamo in specifico alle curve, nord e sud, che hanno “ancora vita utile sotto il profilo strutturale”.
Ci troviamo di fronte a un cortocircuito: nella Quinta e nella Sesta condizione la Giunta si preoccupa dei costi ed esorta al risparmio: bisogna “rifunzionalizzare”, “riusare” garantire il “massimo tasso di recupero” dare “nuova vita” agli elementi strutturali esistenti dello stadio per evitare “ingiustificate demolizioni”. Ma nella Settima da il permesso di demolire con lo scopo di “migliorare il comfort abitativo dei residenti”. Quindi il miglioramento del “comfort” dei residenti per la Giunta giustifica la possibilità di demolire e giustifica di conseguenza un aumento dei costi economico-finanziari. È questa una zona d’ombra della delibera che dovrà essere chiarita dall’Amministrazione quando saranno presentate dal Parma Calcio le possibili ipotesi tecniche.

Parcheggio sotterraneo

Ottava Condizione:
“garanzia delle più rigorose verifiche tecnico scientifiche circa la realizzazione di un eventuale parcheggio sotterraneo, al fine di evitare qualsivoglia interferenza negativa di tale opera”.
L’aggettivo “eventuale” significa che “può avvenire o no a seconda degli eventi” (Treccani). Il Comune fa un passo indietro, rinuncia alla decisione politica, lascia decidere ai tecnici. Nei fatti l’unica area dove si può scavare è quella tra la rotonda del Petitot/cancellata di entrata e la tribuna.
Se le ruspe non trovano resti archeologici o non si rischia di fare danni alle fondamenta delle case vicine….si può fare.
Un parcheggio nei pressi del centro storico è un attrattore di traffico. È dunque controverso e confligge con la strategia “Parma Climate Neutral 2030” che il Comune si è impegnato ad attuare puntando, tra le altre cose, alla dissuasione dell’utilizzo delle autovetture. In più significa autorizzare un’irreversibile cementificazione sotterranea in un’area monumentale della città. Una zona, quella tra l’entrata dello stadio con i suoi filari di tigli, pensata dal punto di vista architettonico-urbanistico come parte integrante della raggera di strade alberate che formano Piazzale Risorgimento e che ruota appunto attorno al Casinetto del Petitot.

Il parcheggio sotterraneo (la prima ipotesi era di 160 stalli) comporterebbe non solo l’abbattimento dei tigli secolari ma impedirebbe la piantumazione di veri alberi: si dovrebbe ricorrere ad alberelli in vasca. In più le rampe di accesso e uscita impatterebbero in un contesto di viabilità già molto critico.
Riguardo a questa zona la Sovrintendenza sta per decidere come formulare il dispositivo di vincolo, che riguarda anche l’originale tribuna d’onore (vedi foto) tuttora in parte esistente ma inglobata nella struttura della tribuna Petitot.


La concessione: il “paletto” economico che ha fatto e farà molto discutere. Quale sarà il punto di equilibrio?

Seconda condizione:
“consistente e sostanziale riduzione della durata della concessione, anche con l’introduzione di clausole funzionali a contingentare eventuali correttivi che, in corso di vigenza, possano estendere la durata della stessa o incrementare gli spazi dedicati ad attività commerciali”.

Il progetto preliminare di cui si discute (del maggio del 2021), che proponeva uno Stadio completamente nuovo definito dal sindaco Guerra un’astronave (foto), è stato in parte modificato prima del Percorso partecipativo (gennaio 2023). In ogni caso si tratta di uno stadio moderno da quasi 100 milioni di euro, ma fuori misura per la città e con le caratteristiche peculiari di un investimento immobiliare privato da far funzionare tutto l’anno (negozi, parcheggi, ristoranti, concerti, eventi… eccetera). Una sola cosa è certa: più dollari spenderà Krause, più il Comune (cioè noi cittadini) dovrà restituire in contropartite per rendere appetibile/sostenibile l’investimento.

Infatti la demolizione e rifacimento ex novo ha portato alla richiesta di una concessione dalla enorme durata di 90 anni. Lunghezza purtroppo prevista dalla Legge stadi per “assicurare adeguati livelli di bancabilità” ma che aliena un bene comune per un tempo inimmaginabile (e se poi tra 50 anni lo stadio andasse in parte rifatto?). Una sua “consistente e sostanziale riduzione” è possibile solo con una rigorosa applicazione della Quinta e della Sesta condizione che invitano, come abbiamo visto, a conservare e rifunzionalizzare il più possibile l’esistente per diminuire i costi (a parte la contraddizione di cui sopra).

Quindi Il problema è: quale sarà il punto di equilibrio che rende sostenibile la spesa del Parma Calcio in rapporto alla durata della concessione? Se la concessione scendesse a 60, oppure a 40, o a 30 anni, cosa significherebbe in termini di investimento? Ad esempio: se sono 60 anni si demoliscono e ricostruiscono le curve coprendole, si scava il parcheggio e si riducono le aree commerciali…se sono 30 si fa solo il parcheggio, la copertura delle curve e un solo ristorante… Solo il progetto e il piano finanziario definitivo indicheranno le possibilità.
In questo orizzonte si è da poco inserito l’acquisto dell’ex Direzionale Parmalat di Collecchio e di vasti terreni adiacenti che, uniti al Centro sportivo rappresentano per Krause un grande investimento polifunzionale. Non sappiamo se Collecchio può, in un certo senso, controbilanciare un ridimensionato intervento sul Tardini.


Traffico, inquinamento e commercio

Terza condizione
“individuazione di spazi commerciali con valenza meramente residuale rispetto all’intervento complessivo, e comunque compatiibili con le realtà commerciali già presenti nell’area circostante, nonché introduzioni di aree con funzioni complementari e specializzate, quali ad esempio medicina ed attività sportive, museo dello sport, spazi esterni attrezzati ed aperti al pubblico, con incremento dell’equipaggiamento vegetazionale , tali da rendere lo Stadio un luogo fruibile all’intera comunità, pur mantenendo salda la propria vocazione sportiva”

Nona condizione
“applicazione dei più moderni metodi per la produzione di energie rinnovabili affinché il nuovo Stadio non solamente sia Near Zero Energy Building, ma possa anche rappresentare il fulcro dei una comunità energetica con ricadute vantaggiose per il contesto sociale sotto il profilo della sostenibilità economico-finanziaria ed ambientale”

Undicesima condizione
“introduzione di strategie funzionali a ridurre l’impatto degli eventi sportivi sulle aree di transito cittadine, con gestione e controllo del flusso veicolare, residenziale e di tifoseria oltre che con regolamentazione della sosta per i mezzi di trasporto”

Osservando la foto qui sopra si vede come il Piazzale Risorgimento è uno dei punti nevralgici della città. Il crocevia degli assi fondamentali della viabilità dove transitano decine di migliaia di mezzi al giorno. Il Tardini sembra essersi fatto largo a spallate tra i palazzoni.
E quando ci sono le partite la città è spezzata in due con un notevole disagio per tutti.

Sembra difficile parlare di “sostenibilità ambientale” riguardo a un progetto che vuole fare dello stadio un luogo che vorrebbe attirare migliaia di automobili per 365 giorni all’anno? Parcheggio sotterraneo, medicina sportiva, negozi, ristoranti…. (e c’è già un plesso scolastico con 630 alunni).

Il sindaco Guerra metteva al primo punto del suo programma: “Vogliamo migliorare le condizioni di vita del nostro territorio, ispirando la nostra azione alla piena sostenibilità ambientale… affrontando in maniera sempre più determinata il tema della qualità dell’aria, della transizione ecologica…”.

In quest’ottica per far diventare il nuovo Tardini un polo multifunzionale “green” dovrebbe essere istituita un’area pedonale con ztl limitrofa, piste ciclabilie un nuovo piano del traffico all’altezza della situazione, non sarà certo sufficiente dire che le coperture producono energia con il fotovoltaico.
Oltre a quel poco che si potrebbe ricavare sotto le gradinate o le tribune, la possibilità di edificare nuove strutture per trovare spazio alla parte commerciale dell’operazione, come ristoranti e negozi, sembra molto ristretta. Rimane solo la “piazza” tra i cancelli e la tribuna Petitot, adesso adibita a parcheggio “tecnico” nei giorni di gara (spazio fondamentale anche per avere la licenza Uefa). Ma per costruire bisognerebbe probabilmente realizzare il parcheggio sotterraneo.

Scuola salva

Quarta condizione
“salvaguardia del plesso scolastico Puccini-Pezzani, garantendone il pieno mantenimento in servizio anche con la pianificazione dei relativi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria”.


Cantiere molto impattante, ma si giocherà comunque al Tardini

Decima condizione
“sostenibilità dell’impatto del cantiere, anche in considerazione delle peculiarità urbane del contesto, con eventuale programma di esecuzione per fasi successive che consenta il mantenimento delle manifestazioni sportive durante le fasi di cantiere nonché una riduzione dei disagi legati alla esecuzione dei lavori sulla popolazione residente e sulle attività delle strutture scolastiche collocate in prossimità dello Stadio”.
Di recente Luca Martines, il Managing Director Corporate del Parma Calcio ha detto che per la prossima stagione, sia che la squadra rimanga in serie B o sia promossa in A, le partite si giocheranno tutte al Tardini, rassicurando i tifosi riguardo ad ipotesi che prevedevano l’individuazione di stadi alternativi. Viene così confermata implicitamente l’esecuzione dei lavori a stralci.


Sobrietà, mai più astronavi!

Prima condizione:
“rispetto del valore identitario dello Stadio, con la conservazione del nome “Ennio Tardini”, e della tradizione sportiva della città di Parma nonché una più organica integrazione nel contesto affinché l’architettura sia congruente con la cornice e possieda caratteri di sobrietà sia nei tratti distintivi dell’immagine complessiva dell’intervento che nell’impostazione dell’impianto tipologico”.
In Comune hanno impiegato quasi due anni per passare dallo stadio-astronave alla sobrietà. Meglio tardi che mai. Ma aspettiamo il progetto definitivo e le inevitabili discussioni che susciterà. Riusciranno alla fine i parmigiani a trovare il giusto equilibrio tra interesse pubblico e interesse privato?

Credits foto:
- foto 1 e 2: Parmacalcio – Nuovo Stadio di Parma – Dossier di progetto (dicembre 2022)
- foto 2: Progetto Stadio Tardini – Studio Zoppini Architetti (maggio 2021)
- foto 3: DerbyDerbyDerby.it

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https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2023/05/Tardini-e-citta.png 572 924 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2023-05-26 20:13:152023-05-26 20:13:15Nuovo Tardini al bivio: rigenerazione sostenibile o cementificazione affaristica?

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