Lecce Parma 1-2 Nel calcio, alla fine, cos’è che conta? Di preciso non lo sappiamo

Babbo, qual è la trasferta più lontana che hai fatto per il Parma?

Credo nel novembre del ’92, in Portogallo, per il ritorno di Coppa delle Coppe contro il Boavista. Aveva il campo squalificato, quindi si giocò in mezzo al nulla, a Torres Novas.

In Puglia no, per una ragione o per l’altra non sono mai andato a seguito del Parma, mentre il piccolo Blu si è goduto la promozione in A a Bari (1° maggio 2024, una vita fa, sembra).

Quest’anno, oltre a Cagliari, è la seconda partita che nessuno dei due è allo stadio. C’era anche il ponte per Sant’Ilario con le scuole chiuse, forse si poteva fare. In 240 ci sono andati: bravi e grazie.

Partita fondamentale, scontro diretto, un punto di differenza in classifica, le squadre dietro che spingono per rimontare. Insomma, tre punti pesantissimi, che valgono certamente molto di più.

Divano, per stavolta.

Non c’è nebbia. Ci sono 11°, forse di più. Il sole, giornata bellissima.

Si parte. Neanche un minuto, cinquantadue secondi, e siamo sotto: gol del Lecce.

Il primo tempo è un calvario: i padroni di casa colpiscono un palo, hanno alcune occasioni, sono in controllo della partita. Noi: molli, vuoti, spaesati, spaventati, senza fuoco. Non è la prima volta. Viene difficile pensare che qualcosa possa cambiare in meglio.

Nel calcio, invece, a volte basta poco, pochissimo.

Secondo tempo. Nel giro di tre minuti: Bernabè calcia una punizione, Falcone salva: il Parma è vivo. Contrattacco dei giallorossi salentini: palla dietro per Banda che tira altissimo un rigore in movimento, mancando il probabile colpo del KO.

Rimessa dal fondo, palla a Del Prato, lo zambiano, tra i migliori in campo, fa un’entrata insensata e assassina: rosso dopo il VAR (davvero serviva rivederlo?) e partita che cambia.

Tiro da fuori del nostro n. 10 e traversa. Qualche altro minuto e ancora lui crossa in area, un difensore sporca la traiettoria ed è 1-1. Un po’ di fortuna che non guasta.

Altri dieci minuti e da un corner ancora di Bernabè, Pellegrino anticipa tutti e fa il gol del 2-1.

Gli ultimi quindici minuti sono una sofferenza straziante: Oristanio si divora il gol della sicurezza, Gaspar si fa prendere dalla frustrazione, rifila un calcione e si fa espellere.

Ancora in 11 contro 9 (come contro la Lazio in casa) facciamo fatica, una fatica terribile e quasi incomprensibile a gestire la partita e sembra che il Lecce la possa anche recuperare, ma no.

Finisce così.

Meritata? Mah.

Ben giocata? Meh.

Ben gestita? No.

Vinta? Sì.

E allora, nel calcio alla fine cos’è che conta?

Di preciso non lo sappiamo. Siamo esausti, sfiniti, preoccupati, ma anche felici.

Per oggi, basta così. Ci vediamo domenica in curva nord, ancora a ora di pranzo, per un altro scontro salvezza.

Forza Parma, sempre.

(foto in apertura presa dal web)

Lecce-Parma 1-2

Reti: 1’ Stulic (L), 64’ aut. Tiago Gabriel (P), 72’ Pellegrino (P)

Domenica 11 gennaio 2026 stadio “via del Mare” di Lecce. Spettatori 24.587 (di cui 22.310 abbonati e 240 ospiti).

Giallo & Blu 🟡 🔵

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