Il Sant’Ilario dei quartieri, alternativa radical chic del mattatore Vignali

C’è una cosa che Pietro Vignali sa fare bene: inventarsi delle occasioni politiche per prendersi la scena. Questo in fondo è stato il “Sant’Ilario dei Quartieri”, un premio alla parmigianità, se vogliamo chiamarla così, inventato dal nulla per ingraziarsi le piccole e grandi associazioni o realtà imprenditoriali che animano la vita nei quartieri di Parma.

La cerimonia alternativa, andata in scena lunedì sera, ha un’estetica radical chic a partire dalla location, la sala Impero dell’hotel Stendhal in via Bodoni: velluti e specchi, accogliente, lussuosa e di dimensioni contenute.

Tanta gente, ma non troppa. Considerando che i premiati erano nove, i premiatori altrettanti e in più amici e parenti si fa presto ad ottenere l’effetto folla. Detto come rilievo di cronaca, nulla più.

Vignali, sindaco ombra

Partiamo dal mattatore, Pietro Vignali, arriva a sala piena con il giusto ritardo, quella dozzina di minuti con cui si fa attendere una prima donna. Parla a braccio un quarto d’ora abbondante, con un’impostazione da sindaco ombra più che da esponente dell’opposizione. La distinzione è sottile, ma importante: concetti fermi in toni pacati, denuncia dei problemi ma nessuno spazio alla polemica spicciola, senso di richiamo all’unità di una comunità. Un controcanto anticipato al discorso del sindaco Guerra, al Sant’Ilario ufficiale (leggi qui: Premio Sant’Ilario, applausi fiori e un cielo sempre più blu). Il pubblico fedele c’è, quanto basta, ci penseranno social, media e propaganda a rilanciare.

La regina degli aperitivi

La strategia politica è ben delineata: in sala nessun simbolo di partito, nemmeno il nome del gruppo consiliare (che sarebbe “Vignali sindaco”, anche se a settembre è stato ribattezzato promozionalmente in “Parma siamo noi”) per rafforzare l’idea del premio senza etichette. Peraltro, vedendo in sala qualche volto del suo partito, Vignali cita un paio di volte “Forza Italia” e poi le associazioni dei suoi consiglieri, “Missione Parma”, “I nostri borghi”.

A fare da madrina ha provato Irene Seletti, sorridente sulla porta, con una buona parola per tutti. Si percepisce che, fuoruscita dalla maggioranza, si trova a suo agio in questa dimensione, dopo i tanti anni con Effetto Parma. Anzi la sente proprio casa sua, Seletti, che forse si allarga un po’ troppo. E magari è solo una battuta riuscita male, ma è Vignali stesso a rimetterla a posto, ringraziandola per la sua solerte attività come «regina degli aperitivi».

Gli altri consiglieri, Marco Osio, Fabrizio Pallini, Virginia Chiastra, (assente Arturo Dalla Tana) stanno nel compitino di accompagnatori /accompagnatrici del premio e tutto fila liscio. Altri politici presenti? La vecchia guardia dei pretoriani, quando Vignali era sindaco: Paolo Buzzi, Giorgio Aiello, Gianfranco Zannoni.

Tutti gli attuali consiglieri di minoranza, delle forze di centro e destra, hanno disertato il Sant’Ilario dei quartieri e, naturalmente, non vi è nessuno della maggioranza.

La fermata dell’alta velocità alle Fiere

Vignali esordisce spiegando didatticamente alla platea la “teoria della finestra rotta”, che non è da associare alla povertà ma al degrado. Sintetizza il suo «tour» nei quartieri, «come quello fatto dalla giunta», ma assicurando che ha raccolto i veri problemi. «C’è scarsa manutenzione dello spazio pubblico; i problemi principali sono due – sottolinea Vignali – : uno è la cura dei quartieri e delle frazioni e l’altro quello della sicurezza e del decoro, che sono due facce della stessa medaglia, perché in una città più pulita ci si sente anche più sicuri e perché se invece di scritte abusive e rifiuti abbandonati, ci fossero angoli puliti e fioriere, ci sentiremmo tutti più sicuri». Quindi spiega di aver istituito un coordinamento di associazioni di quartiere con tre iniziative: un manifesto d’intenti, che in larga parte è una lista di interventi già nel piano delle opere pubbliche dell’Amministrazione Comunale (basti citare la riqualificazione dell’ex scalo merci). «La seconda cosa che ho pensato di fare con questo coordinamento è quella di avviare un percorso d’ascolto chiamato “voce di quartiere” che inizierà nei prossimi giorni» e la terza il «Sant’ilario dei quartieri e lo dico subito non vuole essere di contrapposizione, ma che si inserisce in quelle iniziative collaterali che già esistono, soprattutto per cercare di valorizzare e premiare tutte quelle realtà che hanno dato un contributo fondamentale per il proprio quartiere».

Detto questo Vignali prosegue nell’indicare quelle che sono a suo avviso le tendenze di cui preoccuparsi a Parma: l’aumento della povertà relativa; l’invecchiamento demografico; la disoccupazione giovanile femminile e il lavoro precario; il peggioramento dell’attrattività della città soprattutto in termini di accessibilità. Parma ad avviso di Vignali deve rivendicare il ruolo geocentrico di snodo nord-sud ed est-ovest «e quindi la necessità di collegamenti, a partire da una fermata ad alta velocità alle Fiere». Detto secco senza aggiungere altro, ma chissà se ai Fratelli d’Italia saranno fischiate le orecchie, dato che recentemente hanno fatto votare al Parlamento un impegno per una fermata dei treni veloci a Fidenza-Soragna, e non a Parma.

Sulla vicenda delle molestie sessuali al Teatro Due non una parola.

I premiati “tutti maschi”

Salta all’occhio il parterre tutto maschile dei nove premiati (foto in apertura). A bilanciare ci sono quattro signore tra le premianti, in rappresentanza delle associazioni di quartiere pro-Vignali, base civica del suo progetto politico. Tutti coloro che ricevono la targa del premio sono giustamente orgogliosi e riconoscenti.

In teoria si sono raccolte candidature, ma già non è chiaro il percorso del Sant’Ilario ufficiale, non addentriamoci in questo. La sensazione, tuttavia, è che si sia voluta dare un’impronta ecumenica. Per cui ci sono alcune realtà palesemente ascrivibili, diciamo così, al centrosinistra, per storia e rappresentanza. Per esempio la Polisportiva Coop nel quartiere Pablo oppure la cooperativa Girasoli in Oltretorrente e in fondo anche l’Emporio solidale al Montanara. A scanso di equivoci specifichiamo bene che sono tutte realtà apartitiche e rivolgono la loro opera a tutta la cittadinanza, senza distinzioni. Tuttavia non si può non leggervi un altro obiettivo politico di Vignali. Raggiunto o meno, chissà.

Gli altri premiati sono l’imprenditore dei negozi di gastronomia Silvano Romani (per il centro storico), il circolo Molèn Bass (San Leonardo), l’U.S. Montebello (Cittadella), il Comitato Parco Ferrari (per il Lubiana San Lazzaro – anche se il parco formalmente ricade nel quartiere Cittadella, ma sorvoliamo), il Cubo (per il Molinetto) e, last but not least, l’associazione del Gioco delle 7 Frazioni (per Parma Sud) ed è il ristoratore Achille Scarica che dà la ricetta genuina ai politici per capire se stanno operando bene: «Andate in giro e guardate se la gente sorride oppure no». A occhio si direbbe che … , beh ognuno tragga le sue conclusioni.

Inciso: il più invocato e ringraziato di tutti, ripetutamente, è Marco Mazzoni fautore del Cubo, quel mirabile recupero di ex mobilificio in via Spezia, trasformato in contenitore microcosmo per una miriade di piccole e grandi realtà imprenditoriali e di professionisti. E viene da chiedersi perché il Sant’Ilario dei Quartieri non si sia celebrato lì.

Vogliamo ridere

In chiusura, per non essere da meno al premio ufficiale che ha un angolo di valorizzazione del dialetto, Vignali chiama l’amico Claudio Cavazzini, da poco ex presidente della Famija Pramzana, per due barzellette in dialetto. Cavazzini, invece, preso il microfono si lancia in una filippica contro la Regione, che non finanzia i corsi in dialetto, guastando il finale. Voce femminile: «Vogliamo ridere, Claudio». Il pubblico è composto in prevalenza da pramzàn dal sass, âgée e vagamente nostalgico dei bei tempi andati. Non si intravvede nessun immigrato, e neanche nuovi italiani di seconda generazione. Ma niente, Cavazzini, non è in vena, infila giusto qualche termine: «il parmigiano lo sapete l’è un magnàpret e a’l piäsa magnèr e fär dl’ätor».

Sipario. Anzi: aperitivo.

Francesco Dradi

1 commento
  1. Mariacristina Testi
    Mariacristina Testi dice:

    Manifestazione di pre-campagna elettorale, a mio avviso. Mi piacerebbe chiedere alle persone presenti se si ricordano dell’ esperienza del Vignali Sindaco, quando venimmo lasciati (meglio dire, quando fu costretto a lasciarci) con 800 mlni di debiti dovuti in gran parte, per quanto ne so, alle opere faraoniche e inutili, come il famoso ponte fuori-legge, la vela in Ghiaia, la passerella pedonale di via Emilia Est ecc ecc
    E adesso ci intrattiene con i suoi “consigli” su come si amministra una città? Abbiamo la memoria molto corta, noi italiani….

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