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EOS, la fiera che rischia di impallinare la Giunta

3 Aprile 2026/0 Commenti/in Opinioni, Editoriali/da redazione

​A Parma siamo abituati a una politica che ama i toni sfumati, ma ci sono nodi che nemmeno il più doroteo degli amministratori può sciogliere senza sporcarsi le mani. Uno di questi ha un nome breve ma il peso specifico del piombo: EOS, “fiera dell’outdoor”, per tutti ormai la fiera delle armi. Se l’edizione di quest’anno si è dimostrata – come era facile prevedere – un terreno accidentato, quella del 2027 si preannuncia come una vera e propria mina piazzata sulla strada della maggioranza in vista della campagna per le prossime elezioni amministrative.

​L’Amministrazione Comunale si è lasciata mettere davanti al fatto compiuto dai manager delle Fiere, per l’edizione del marzo scorso, dimostrando plasticamente la propria irrilevanza nella governance dell’Ente. E in effetti col 15,96% puoi far poco, però la sommatoria con Provincia di Parma e Regione Emilia-Romagna porta il totale delle quote azionarie in mano pubblica al 36%. Proprio marginale non sembrerebbe, pur a fronte del quasi 53% dei tre maggiori soci privati.

Il problema della fiera delle armi è stato forse inizialmente sottovalutato, poi gestito tardivamente, tra balbettii e flebili prese di distanze, e peggio ancora sono state le (non) risposte a posteriori. La strategia del “pesce in barile” — quel tentativo di non scontentare nessuno che finisce per irritare tutti — sta mostrando la corda.

​Dal lato destro i sostenitori della kermesse accusano il Comune di aver voltato le spalle a un indotto economico importante (40mila i visitatori, attestati dalle Fiere) e a un settore che, piaccia o meno, si muove nell’alveo della legalità; sull’altro fronte il mondo pacifista e ambientalista, con alle spalle una fetta consistente dell’elettorato di centrosinistra, grida al tradimento dei valori di cui la città si dice portatrice (2mila manifestanti, non pochi). Nel mezzo una Giunta che prende schiaffi da due lati, incapace di esprimere una postura netta, bersaglio perfetto di ogni critica.

​Al centro della tempesta l’Assessora alla Pace, Daria Jacopozzi. Le sue dichiarazioni, percepite come ondivaghe e tardive (“intempestiva se non lunare” l’ha definita un lettore che ha scritto alla Redazione), hanno aperto un fronte, al punto che qualcuno ne chiede esplicitamente le dimissioni, o quantomeno il ritiro della delega alla Pace.

Foto e video pubblicati da XR peraltro bastano per constatare come il codice etico sia stato ampiamente disatteso, in particolare riguardo la tutela dei minori.

​Il rischio per l’attuale maggioranza è che EOS nel 2027 non resti un evento fieristico, ma si trasformi nel simbolo della difficoltà di questa Amministrazione nell’assumere posizioni nette. In piena campagna elettorale, ogni tentennamento verrà cavalcato dai competitor: la destra userà l’incertezza della Giunta per accusarla di essere ostaggio di ideologismi radicali. La sinistra e l’associazionismo vedranno nel mancato stop alla fiera la prova definitiva di uno slittamento verso un pragmatismo senza anima.

A completare il quadro sarebbe interessante conoscere la posizione di Crédit Agricole, finora silente socio di maggioranza delle Fiere (26,42%), come tutte le banche impegnata da anni a costruirsi una reputazione posizionandosi nell’alveo della sostenibilità e della responsabilità sociale.

​Quello che è certo è che se i protagonisti (inclusi i vertici dell’Ente, a partire dal Presidente Mosconi, stimato docente del nostro Ateneo) continueranno a giocare in difesa, cercando di barcamenarsi tra le clausole contrattuali delle Fiere e la pratica del “buon amministratore”, rischieranno di inciampare dolorosamente. Una parte, forse non maggioritaria ma certo consistente, della comunità di Parma non chiede solo che le cose funzionino secondo le norme, vuole sapere da che parte della storia sta chi la governa.

Rolando Cervi

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-04-03 15:05:582026-04-03 15:36:16EOS, la fiera che rischia di impallinare la Giunta

Le responsabilità della Fiera delle armi a Parma e le leve del Comune per fermarla

29 Marzo 2026/1 Commento/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo da Nicola Dall’Olio, Co-portavoce provinciale Europa Verde – Verdi di Parma:

Per capire perché a Parma, in questi tempi di guerra, sia arrivata una Fiera delle armi senza che l’Amministrazione Comunale, a parole contraria, potesse impedirla, bisogna conoscere la storia recente della società Fiere di Parma e andare al 2017.
In quell’anno, proprio a ridosso delle elezioni amministrative, il Comune di Parma, guidato da Federico Pizzarotti, e la Provincia di Parma, soci paritetici di maggioranza delle Fiere decidono di vendere parte delle loro azioni per fare cassa e di dare il controllo della società ad un privato, ovvero Credit Agricole.
In cambio di 5 milioni di euro a testa, Credit Agricole diventa socio di maggioranza relativa con il 36% mentre Provincia e Comune, che insieme detenevano la maggioranza assoluta, scendono a poco meno del 17% ciascuno. Anche sommando le quote di Regione e Camera di Commercio, la partecipazione pubblica resta sotto al 50%.

Ai tempi si disse che sebbene divenuti soci di minoranza, gli enti pubblici avrebbero mantenuto il controllo delle scelte strategiche attraverso un patto di sindacato. La realtà è che la gestione operativa e la programmazione fieristica, così come la nomina delle principali cariche direttive, è passata totalmente in mano al socio di maggioranza relativa, che è stato poi affiancato dall’ingresso in società di Fiere di Milano con una quota del 18%.

Ricordo che nell’ultima seduta in Consiglio Comunale del mio mandato denunciai questa svendita che avrebbe privato il Comune di Parma e i soci pubblici del controllo delle Fiere. Le conseguenze di quell’atto, che fu finalizzato dalla giunta Pizzarotti tra il primo e il secondo turno delle elezioni per compiacere e avere il sostegno dei poteri locali, si rendono manifeste oggi, con una Fiera delle armi che con un controllo pubblico non sarebbe mai arrivata sul nostro territorio.

Il Comune di Parma, pur ridotto a socio di minoranza, dispone però ancora di efficaci strumenti per condizionare le scelte di Fiere di Parma. Tutte le autorizzazioni ed i permessi per svolgere le attività fieristiche o semplicemente per ristrutturare od allargare i padiglioni, adeguare i parcheggi, migliorare l’accessibilità dipendono dall’amministrazione comunale. Che, se vuole, ha quindi in mano le leve per intervenire sulle scelte delle manifestazioni fieristiche. Scelte che non possono essere dettate unicamente da questioni di profitto o essere in contrasto, non solo con i valori e le deleghe del programma di mandato, ma con i principi di pace espressi nello Statuto Comunale.

La manifestazione tenutasi sabato a Parma con grande partecipazione popolare dice chiaro una cosa: la fiera delle armi non si deve più tenere. E il Comune non può semplicemente disertare l’inaugurazione. Deve fare in modo che dall’anno prossimo non abbia più luogo. 

Nicola Dall’Olio

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-29 20:09:252026-03-29 20:09:27Le responsabilità della Fiera delle armi a Parma e le leve del Comune per fermarla

Fiera EOS: armi ai minori solo sportive e se autorizzati. La posizione dell’assessora Jacopozzi

29 Marzo 2026/3 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Comune di Parma è grato alla Casa della Pace che con tante associazioni ha organizzato un presidio in piazza Garibaldi per dire forte il bisogno di pace e non di riarmo a lato della fiera EOS. In coerenza con la sua visione politica di ricerca della Pace e del disarmo e della condanna della guerra- come recita art. 11 Costituzione- il comune si è impegnato a lavorare con Fiere di Parma perché la fiera Eos resti e rimanga nel perimetro della caccia come sport outdoor.

Nulla della difesa personale e della promozione dell’uso delle armi in sé può essere presente o promosso da EOS: su questo punto abbiamo lavorato fortemente inserendo elementi che non erano presenti gli scorsi anni: obbligo di presentare certificazione autentica (non digitale) per chi fa parte delle federazioni sportive per entrare nelle linee di tiro dai 14 anni in su;

controllo da parte della Questura del poligono di tiro al piattello, accessibile ai soli maggiorenni che volessero provare, con limitazioni assolute dell’utilizzo del fucile all’interno di un perimetro dedicato e delimitato in piena sicurezza; manleva dei genitori, che devono dichiarare il permesso per i figli minorenni di entrare alla fiera; divieto assoluto ai minori di manipolare qualunque arma da fuoco o da taglio all’interno della fiera, con controllo di stuard dedicati, pagati da Fiere, che possono allontanare gli adulti che violano questa normativa.

È falsa la notizia per cui i quattordicenni potrebbero liberamente accedere ai poligoni di tiro. Lo possono fare solo coloro che sono iscritti, e lo dimostrano, ad una federazione .

Daria Jacopozzi

Assessora alla Partecipazione, Associazionismo, Quartieri, Pace

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-29 16:36:322026-03-29 16:36:34Fiera EOS: armi ai minori solo sportive e se autorizzati. La posizione dell’assessora Jacopozzi

Catturati tre Pikachu alla Fiera delle armi. La protesta di Extinction Rebellion

29 Marzo 2026/1 Commento/in Uncategorized, Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Riceviamo e pubblichiamo

All’interno di EOS – European Outdoor Show, la principale fiera italiana dedicata alle armi da caccia e al tiro sportivo, tre grandi Pikachu gonfiabili hanno iniziato a muoversi tra i padiglioni come se cercassero una via di fuga. Non per gioco, ma per istinto: scappare dalle armi.

Nel giro di pochi minuti, i Pikachu sono stati inseguiti e accompagnati all’esterno della fiera, sotto gli sguardi stupiti e divertiti dei visitatori. Fuori dai cancelli, nelle numerose manifestazioni in città le attiviste e gli attivisti di Extinction Rebellion hanno spiegato il senso dell’azione distribuendo carte Pokémon a tutti i passanti con messaggi tipo: “Le armi in Fiera e i Pokemon manifestano”

Questa la dichiarazione di Extinction Rebellion oggi a Parma:

“Oggi noi siamo qui perché è inaccettabile che in una città che si racconta come cultura ai giovani ci siano venditori di morte, è inaccettabile avere la fiera delle armi EOS qui in città. Le armi servono per uccidere. E chi le produce, chi le espone, chi le promuove, sta vendendo morte. E mentre succede questo, fuori le guerre aumentano, si intensificano, si avvicinano. Oggi Pikachu vuole dare una scossa alle fiere di Parma. È entrato qui dentro e ha fatto l’unica cosa sensata da fare, scappare. Non accettiamo che le armi vengano normalizzate, raccontate come sport o divertimento. La morte non è un gioco. Noi scegliamo di non accettarlo, qui a Parma e in nessuna città.”



EOS viene presentata come fiera di “sport”, “outdoor” e “tradizione”. Ma ospita produttori e distributori di armi leggere e accessori militari, in un momento storico segnato da un’escalation sempre più ampia dei conflitti. Dopo gli ultimi attacchi tra Stati Uniti, Israele e Iran, il rischio di un allargamento della guerra è concreto. Già prima di questi eventi, nel mondo erano attivi 61 conflitti armati (Uppsala Conflict Data Program), il numero più alto dal 1946. Oggi quel dato non è solo statistica, ma un rischio concreto di normalizzazione della guerra. Ogni anno questi conflitti causano decine di migliaia di vittime civili, e nelle ultime settimane il rischio è che il numero aumenti ulteriormente con l’estensione delle tensioni in Medio Oriente. Le popolazioni civili restano le più esposte: sotto le bombe, sotto embargo, senza accesso a acqua, cibo e cure.



Mentre la crisi climatica continua a colpire con eventi sempre più estremi provocando oltre 12.000 morti in Italia per ondate di calore (ISS | Eurostat), la risposta non è la prevenzione ma il riarmo, risorse pubbliche vengono dirottate verso armi e conflitti invece che verso adattamento, sicurezza e cura dei territori.



La protesta dei Pikachu ha voluto parlare alla città di Parma, che sarà Capitale Europea dei Giovani 2027 e dichiara l’obiettivo di Carbon Neutral 2030.

«In questo contesto – prosegue XR Parma – normalizzare le armi come intrattenimento o sport non è neutrale, è una scelta culturale e politica. Che messaggio mandiamo ai giovani se una città che parla di futuro, sostenibilità e cura ospita una fiera di armi proprio mentre il mondo è in una spirale di guerra sempre più allarmante e invece di decidere consapevolmente di disarmarsi, continua ad aumentare gli investimenti in armi?».



«Non siamo qui per colpevolizzare chi entra in fiera – chiariscono gli attivisti – ma per rendere visibile una contraddizione enorme. Le armi non sono uno sport. Sono strumenti di morte. E oggi il mondo ne ha già abbastanza di violenza e di morti».

Extinction Rebellion Parma annuncia che questa è solo la prima giornata di mobilitazione e invita cittadine e cittadini a interrogarsi su quale modello di città vogliono costruire: una città che investe sulla vita, sulla prevenzione e sulla cura, o una che normalizza la violenza travestendola da sport.

Extinction Rebellion Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-29 15:50:002026-03-29 16:52:08Catturati tre Pikachu alla Fiera delle armi. La protesta di Extinction Rebellion

Parma Cremonese 0-2: desolante

22 Marzo 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

C’era un po’ l’aria dell’ultimo giorno di scuola.

La temperatura piacevole, un avversario storico sull’orlo del baratro, la possibilità di una vittoria che avrebbe chiuso definitivamente il compito della salvezza e poi due mesi da poter vivere spensieratamente, con l’allegria e la leggerezza di chi ha compiuto la propria missione.

Sotto la curva, i Boys a raccogliere firme per un calcio dal volto un po’ più umano e meno commerciale: richieste che non verranno mai prese in considerazione, ma che è giusto, bello, nobile fare.

In curva ospite non ci sono gli ultras grigiorossi residenti nella provincia di Cremona, causa divieto alla trasferta, ma solo un manipolo di tifosi cremonesi arrivati da chissà quali esotici lidi.

Il primo tempo, definirlo soporifero è quasi una esagerazione di adrenalina: si gioca al ritmo di un’amichevole estiva, attenti a non farsi male. 45 minuti di orrore ed errori.

Nell’intervallo i tifosi gialloblu espongono diversi striscioni a sostegno della causa: orari e calendari più civili, biglietti dai prezzi più abbordabili e compagnia.

Una volta abbassati gli stendardi, parte alto e forte il coro “libertà per gli ultras” che non si sentiva da tempo.

Alla ripresa della contesa un Parma desolante, con i soliti copiosi errori individuali e collettivi e l’atteggiamento passivo, molle che troppe volte s’è palesato quest’anno.

Riusciamo a prendere due gol da una squadra che nel girone di ritorno aveva fin qui fatto quattro punti e pareva ormai irrimediabilmente alla deriva.

Invece…

Già, invece che chiudere la questione salvezza portandoci a più 13 sulla terzultima, ravviviamo la lotta per l’ultimo posto che relega in B, accorciando la classifica a soli 7 punti di vantaggio con 8 gare da giocare.

Tifare, e tifare Parma quest’anno soprattutto, è una vera e propria sofferenza.

Parma-Cremonese 0-2

Reti: 54′ Maleh, 68’ Vandeputte

Sabato 21 marzo 2026 stadio “Ennio Tardini” di Parma. Spettatori: spettatori 16.284 (di cui 13.329 abbonati e 58 ospiti).
Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/03/Image-2026-03-21.jpeg 1500 2000 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-22 08:55:572026-03-22 09:00:54Parma Cremonese 0-2: desolante

Richiesta di rinvio a giudizio per proteste per Gaza: un’indagine che colpisce tutti noi

13 Marzo 2026/1 Commento/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Pubblichiamo e condividiamo la posizione di una quindicina di associazioni in merito agli avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica di Parma a seguito dell’indagine per la manifestazione pro-Gaza del 1° ottobre scorso.

Vedi sotto la presa di posizione.

Premessa a cura di Parma Parallela

La sera del 1° ottobre 2025 anche a Parma, come in tutta Italia, scattò una manifestazione popolare spontanea, autoconvocata, di solidarietà alla Global Sumud Flotilla e alla Palestina, contro gli arresti e la guerra genocida perpretata da Israele. Qui il nostro articolo dell’epoca.

Il corteo spontaneo di un migliaio di persone – che viene additato come “non autorizzato” e le parole hanno il loro peso: in Italia le leggi democratiche consentono tuttora di manifestare senza chiedere autorizzazioni – terminò in stazione, con l’occupazione simbolica dei binari 1 e 2, verso la mezzanotte. Ci fu ritardo dei treni? Da qui l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio.

Dopo alcuni mesi l’altro ieri la Procura della Repubblica ha diramato il provvedimento di chiusura delle indagini, condotte personalmente dal procuratore Alfonso D’Avino, mandando 21 avvisi di garanzia dei quali, a quanto apprendiamo, solo a 4 persone si contesta l’occupazione dei binari e ad altre 2 la seduta sul bordo del marciapiede. Agli altri si contesta il reato “in concorso” supponendo un “supporto morale” e “una collaborazione” all’invasione dei binari. Tra questi altri vi sono due assessori (Caterina Bonetti e Francesco De Vanna) e due consigliere (Gabriella Corsaro e Victoria Oluboyo) del Partito Democratico.

Avremo modo di approfondire la vicenda che però, possiamo già dire, assomiglia tanto a un “processo politico” .

E naturalmente si è scatenata la ridda di dichiarazioni di esponenti e partiti politici: di difesa dell’iniziativa politica (che, ribadiamo , non vide l’occupazione dei binari da parte dei quattro pd indagati) da parte delle forze di centrosinistra con Pd, Avs, M5S e di attacco, con anche richieste di dimissioni, da parte del centrodestra e di Chiama Parma.

La redazione di Parma Paralella

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In quella manifestazione non c’erano solo i singoli oggi colpiti dalla magistratura, ma centinaia di parmigiani e stranieri, studenti e cittadini

La notizia della richiesta di rinvio a giudizio per la mobilitazione a sostegno della Freedom Flotilla alla stazione di Parma dello scorso anno non è solo un passaggio procedurale: è il tentativo di trasformare un’istanza di giustizia in un crimine.

In quella manifestazione non c’erano solo i singoli oggi colpiti dalla magistratura, ma centinaia di parmigiani e stranieri, studenti e studentesse, cittadine e cittadini: un atto corale di dignità, nato dall’imperativo morale di rompere il silenzio complice su quanto accadeva e accade a Gaza. Rivendichiamo la legittimità di una mobilitazione che ha messo il corpo e la faccia a difesa dei valori universali.

Mentre le inchieste fanno il loro corso, non possiamo tacere di fronte a un paradosso storico che interroga le coscienze di tutti: mentre non si denuncia il genocidio e anzi se ne è complici, si sceglie di processare la protesta. È inaccettabile che la forza della legge si abbatta con solerzia su chi chiede pace, mentre la politica resta inerme di fronte alla distruzione sistematica di un popolo. L’azione della magistratura va sempre rispettata, ma quando il governo ignora il rispetto dei diritti umani fondamentali, la società civile ha il dovere di reagire.

Esprimiamo la più totale e convinta solidarietà a tutte le persone coinvolte. Non lasceremo solo nessuno in questo percorso: per questo motivo, ci impegniamo a mettere a disposizione delle persone indagate tutto il supporto necessario, anche a livello legale, per difendere non solo i singoli, ma il diritto di tutti a manifestare contro l’orrore.

Aderiscono:

CIAC, Casa della pace, Casa delle donne, Donne in nero, OltreCoro, Parma Città Pubblica, Rete Kurdistan, UDU Parma – Unione degli Universitari, ANPPIA, Comunità palestinese e solidali, Movimento palestinese x la coltura, la democrazia e la libertà, Montanara laboratorio democratico aps, Oltrecura – Laboratorio di salute popolare, Libera Parma, Coro dei Malfattori, Coordinamento Democrazia Costituzionale, LaPaz

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-13 12:50:292026-03-13 12:50:31Richiesta di rinvio a giudizio per proteste per Gaza: un’indagine che colpisce tutti noi

Gli echi del cannone per l’olio nero vi svuotano le tasche, eppure basterebbe la diavoleria dei grandi specchi

13 Marzo 2026/0 Commenti/in Uncategorized, Diario della Duchessa, Opinioni/da redazione

Caro diario,

In questi tempi sconsiderati non passa giorno senza che la quiete dell’empireo sia rotta dagli echi del cannone, dai quattro angoli del mondo. Non è certo qualcosa che mi faccia trasecolare, il mio imperiale consorte mi aveva reso avvezza al sentore della polvere da sparo e al frastuono della battaglia. Quello che mi provoca un moto di meraviglia è come, ancora una volta, si sia innalzato fino a toccare la volta celeste il prezzo di quel fetido olio nero che la follia contemporanea considera alla stregua del più prezioso degli elisir di lunga vita.

A ben vedere, i miei amati sudditi devono ringraziare la sorte se il bislacco monarca d’oltreoceano, dal crine color carota, ha deciso di volgere la spada contro le lande di Persia solo a marzo, quando i primi refoli di primavera iniziano a intiepidire magioni e palazzi. Ah, se quel conflitto fosse iniziato qualche mese fa, quanti avrebbero battuto i denti per il freddo nelle loro modeste dimore plebee!

Ai miei tempi avevamo la saggezza del carbone e della legna: sporchi, forse, ma sinceri. Oggi interi popoli dipendono da invisibili soffi di gas e neri umori di petrolio, detenuti da gaglioffi di ogni risma e che viaggiano per migliaia di leghe, per poi ritrovarsi nudi non appena un folle decide di far rombare i cannoni. Vedere questa modernità così orgogliosa dei suoi lumi trovarsi improvvisamente al buio e al gelo per mancanza di previdenza mi suscita un amaro sorriso. Cari sudditi, pare che il progresso vi abbia reso solo più fragili, non più saggi. Avete rinunciato alla rassicurante solidità di un ciocco nel camino per affidare la vostra sopravvivenza a quell’invisibile fluido fulmineo che avete osato incatenare entro sottili filamenti di rame che corrono nei muri. Se quel flusso si arresta, le vostre case diventano antri gelidi, il vostro mondo si oscura e cadete nel panico.

Eppure la diavoleria dei grandi specchi vi consente di imbrigliare l’ardore del sole per produrre il fulmine addomesticato, ma niente, voi preferite continuare a riempire d’oro le tasche di despoti e mariuoli, in cambio di fiumi d’olio mefitico. Certo, quelle lastre di vetro bluastro a base di silicio, simili a scaglie di un drago antidiluviano, fanno scempio della bellezza quando ricoprono i tetti dei palazzi. Se li avessi avuti ai miei tempi li avrei confinati nel contado, ma in quest’epoca dissennata pare che tanti si straccino le vesti di fronte a questa eventualità. Ma io dico, perché accanirsi sulle vestigia della nostra storia? Perché non distendere tali manufatti là dove il suolo è già votato alla produzione, nelle vaste lande agricole che circondano le mura?

Immagino già le obiezioni dei soliti mestatori: “Ma il terreno deve dare frutti!“. A parte che la vostra insipienza sta nutrendo di veleni il suolo, con la scomparsa dei cinguettìi che allietavano l’aere, ebbene: meglio un campo di girasoli di vetro che una città che pare un cantiere di ferraglia mal riuscito. Lasciate che i tetti continuino a guardare il cielo con l’onestà della terracotta, e confinate la vostra bramosia energetica là dove non offende la vista e il buon gusto.

Maria Luigia d’Asburgo Lorena

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/03/duchessa-pannelli-solari-scaled.png 1251 2560 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-13 08:46:232026-03-13 08:46:25Gli echi del cannone per l’olio nero vi svuotano le tasche, eppure basterebbe la diavoleria dei grandi specchi

Fiorentina-Parma 0-0, curva contingentata, trasferta disertata

9 Marzo 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Niente trasferta a Firenze, peccato.

La distanza non impraticabile, la partita di domenica, l’orario pomeridiano.
Insomma, ormai capita di rado di avere tutte queste concordanze astrali.
Eppure, s’è deciso di non andare.

E come mai un tifoso, anzi, una tifoseria intera per dir la verità, sceglie di non accompagnare i propri colori lontano dal Tardini?

Lo stadio fiorentino, in piena città, è in via di ristrutturazione da ormai parecchi mesi, che son diventati anni. I lavori sono fatti a stralci, per evitare chiusura e trasferimento. I punti di contatto con la situazione ducale sono evidenti.

Ebbene, in questi stralci e mesi, la società viola ha deciso di limitare, di comune accordo con municipalità e prefettura, lo spazio per i tifosi ospiti a soli 300 posti. Un numero davvero risibile, anche per una tifoseria non proprio massiva come quella gialloblu.

Però, per una distanza ragionevole, uno scontro salvezza con punti pesantissimi in palio, una collocazione oraria e festiva ideale, sono veramente pochi.
Troppo pochi.

E così, come lo scorso anno, Boys e CCPC (Centro Coordinamento Parma Clubs, per evitare fraintendimenti) hanno deciso di disertare la trasferta. O tutti o nessuno.

Ecco, a me queste prese di posizione piacciono e molto.
Sarà che sono un po’ idealista, un po’ illuso che la coesione possa condizionare le scelte o indirizzi della società in generale, ma mi piace quando i tifosi alzano la voce non solo per incitare la squadra, ma anche per esprimere in maniera chiara e netta una opinione, una sensazione, una posizione, un dispiacere, la solidarietà.

Sempre più spesso siamo trattati tra bestiame e bancomat.
Spostati in mandrie, a orari prefissati, ingressi contingentati, scaglionati, numerati, filmati in una dilatazione di tempi che arriva a coprire diverse ore prima e parecchie dopo la gara effettiva.

Per non parlare dei prezzi e costi, poi.
I biglietti, immancabilmente sopra i 20€, spesso sopra i 30€, talvolta a sfiorare i 40€ e parlando di settori popolari.
Birra, di ben dubbia qualità che arriva a costare anche 8€ e servita in contesti alquanto degradati, disorganizzati e spesso gestiti in modi opachi.

Anche qui, un piccolo inciso, sulle intenzioni di rendere più attiva e attrattiva la vita negli stadi: questo sarebbe un buon punto di partenza. Con le sole birre, il Tottenham pagava lo stipendio di Harry Kane, il Dortmund parte significativa delle giovanili. Qui, mah…

Quindi, rinunciare a una trasferta, specie per un papà e figlio, tra biglietti, birrette, panini, viaggio & compagnia è un risparmio significativo sul bilancio mensile familiare.

Dall’altro, un gesto per me, per noi, forte e significativo della nostra identità.
Che è prima di tutto, sempre collettiva, inclusiva, come abbiamo detto altre volte di famiglia allargata.

A chi sta fuori, probabilmente non interessa, anzi potrà sembrare un po’ surreale o demenziale. E non è detto che non lo sia.

Però, ci si espone, si parla, si chiede, si sta insieme, si prova a cercare rispetto.

Fuori dalla curva, qual è oggi la partecipazione collettiva, comune?
E per cosa, per la soluzione di quale dei moltissimi problemi che affliggono la società contemporanea? Per quali dei diritti negati o in via di sottrazione ci si spende ancora insieme agli altri, attivamente?

Non siamo andati a Firenze ma ci siamo trovati in sede, a mangiare prima e poi a guardare la partita, tutti assieme. Come si faceva una volta la domenica, in famiglia.

La partita, gestita ormai con la serenità, la consapevolezza, la calma di una squadra a cui è difficilissimo fare gol. Alla fine, un altro punto guadagnato sulla terzultima. Mancano 10 partite, abbiamo 10 punti di vantaggio.

Fiorentina-Parma 0-0

Domenica 8 marzo 2026, stadio “Artemio Franchi”, Firenze. Spettatori: 20.534 (nessuno ospite).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/03/Image-2026-03-08.jpeg 947 2048 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-03-09 08:53:372026-03-09 08:53:39Fiorentina-Parma 0-0, curva contingentata, trasferta disertata

Milan Parma 0-1, la bestia nera siamo noi

23 Febbraio 2026/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

La prima volta a San Siro è stata nel 1991.

Sembrava un sogno.

Lo stadio enorme, il rimbombo come un frastuono e quel pareggio a reti bianche che ci portò in Europa per la prima inimmaginabile volta.

Un paio d’anni prima eravamo ancora impegnati tra Licata e Barletta.

La serie A era un sogno inconfessabile, la salvezza un miraggio, la qualificazione europea esplicitamente follia.

Invece, a quella, ne seguirono altre 13. Quattordici anni di fila in Europa, i trionfi di Wembley in Coppa delle Coppe, i due in Coppa Uefa contro la Juve proprio a San Siro e a Mosca contro il Marsiglia e una Supercoppa surclassando il Milan, ancora una volta qui, a casa loro.

Anche il Milan degli invincibili di Capello cadde per mano crociata, dopo 57 gare invitte, ancora una volta su questo palcoscenico, con una punizione del Tino Asprilla.

Quindi, insomma, più che da vittima sacrificale, ieri il Parma è salito a Milano nelle vesti di bestia nera cabalistica. Specie in considerazione del fatto che la squadra di Allegri veniva da ben 24 partite senza sconfitte.

Partita ordinata, pulita, quasi impeccabile.

Cuesta tesse la ormai consueta tela di ragno in cui gli avversari si impantanano, addormentano, affannano.

Solo uno svirgolone concede una volée a Leaõ che bacia il palo interno, palla alle spalle di Edo Corvi e, un po’ molto fortunatamente, fuori.

All’80’ l’annullamento iniziale del gol di Troilo pare immediatamente fuori luogo. Le polemiche ci sono e saranno sempre, ma il blocco di Valenti non è sanzionabile perché non fa sostanzialmente nulla e l’argentino salta con anticipo e sovrasta Bartesaghi senza commettere irregolarità.

Che dire, la zona Europa è lì a soli tre punti… (È ironia: per qualificare l’ottava in Conference, le squadre italiane dovrebbero conquistare il quinto posto in Champions, e se va beh, ciao)

La serie B, vincesse oggi la Fiorentina il derby col Pisa, resterebbe distante 8 punti, con 12 gare ancora da giocare.

Non è finita, ovviamente, tutto può cambiare in un battibaleno, ma una cosa mi sento di dirla.

Non giochiamo bene, non siamo divertenti né spettacolari, ma fare del proprio meglio con quel che si ha è una regola aurea non solo del calcio, ma della vita. Non si scelgono le proprie carte, ma solo come giocarle.

Onore a Carlos Cuesta per quanto fatto e, soprattutto, ottenuto, fino a oggi.

Queste ultime righe sono dovute anche al piccolo Giallo che ha sempre difeso e ammirato il giovane allenatore crociato, pure nelle settimane di feroci #cuestaout.

Venerdì sera c’è il Cagliari, io sarò a bottega, ma non perdere questo prossimo scontro diretto, insomma, ecc. ecc.

Milan-Parma 0-1

Reti: 80′ Troilo (P)

Domenica 23 febbraio 2026 stadio “Giuseppe Meazza”, San Siro, Milano. Spettatori: spettatori 73.017 (di cui 1.500 circa ospiti).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/02/Image-2026-02-22.jpeg 813 1080 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-02-23 08:27:472026-02-23 08:27:49Milan Parma 0-1, la bestia nera siamo noi

L’Oltretorrente è vivo e lotta insieme a noi

20 Febbraio 2026/1 Commento/in Editoriali, Opinioni/da redazione

La narrativa retequattrista dell’Oltretorrente sotto assedio è francamente ridicola più che fastidiosa. È sufficiente girare di giorno e di sera “di là dall’acqua” per rendersi conto che è una rappresentazione distopica che ingigantisce i problemi (che ci sono, e ci torniamo dopo) e ignora una realtà vivace e ricca di opportunità e relazioni.

Lungi dall’essere moribondo, l’Oltretorrente è vivo e lotta insieme a noi. Non si spiega altrimenti come possano esserci degli avventurosi che continuano a voler aprire negozi e botteghe: tre settimane fa ha inaugurato lo studio del tatuatore “Inkazzato nero” in piazzale Inzani, mentre in via Bixio sta allestendo i locali una nuova libreria: Dragonfly.

Tra piazza Picelli e via Imbriani fanno il pieno i bar dell’Angela, il Pulcinella e la latteria della Sonia e dal crepuscolo subentrano Gli Ostici e l’enoteca Chourmo; poco più in là si sta rilanciando, con mille iniziative, l’Oltrelab, dopo la chiusura temporanea di un anno fa. Ultimo esempio: laboratorio “Oltretorrente creativo” per ragazze e ragazzi dai 14 ai 20 anni.

Sull’angolo con borgo Parente brilla l’Ester corner che in poco tempo si è affermato come innovativo punto di aggregazione con un nuovo coro di quartiere, incontri di english conversation, yoga e mostre fotografiche.

Fanno tutto esaurito i locali ormai storici (termine che fa un po’ sorridere, dato che parliamo di 15 anni, circa, per i più longevi: citiamo i più noti Osteria da Virgilio, Bastian Contrario, Rivamancina, Gagarin, Vecchie Maniere, Oltrevino, Tapas) che hanno rinnovato la scena della convivialità che è quella che ti fa uscire di casa la sera e rende un quartiere e una città viva, tanto che l’Arci sta valutando di aprire un nuovo circolo (oltre ai cinque già presenti, frequentati dalla vecchia guardia e dai giovani studenti)… stay tuned per l’autunno.

In questo contesto si inserisce, domenica mattina alle 10, la piantumazione del fazzoletto verde in piazza delle Barricate, a fianco della chiesa dell’Annunziata. Un’iniziativa (“la cura che genera sicurezza”) che nasce dall’esperienza di Equa, l’edicola affidata a Ciac, una gestione sperimentale mista di italiani e immigrati.

Proprio la presenza di svariati esercizi commerciali gestiti da immigrati, africani e asiatici, è il segno di contaminazione che, inutile negarlo, a qualcuno non va giù. E, certo, in alcuni casi non tutto è facile. Rimane una sottile linea di demarcazione tra italiani e stranieri, ognuno si fa le sue cose, l’ibridazione fatica e verrà con le seconde generazioni, che si stanno affacciando adesso alla vita pubblica.

La zona rossa imposta all’Oltretorrente dal Prefetto, col perbenismo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, (qui l’ordinanza) è esagerata e non sta risolvendo le cose che non vanno e che hanno principalmente a che fare con il decoro. Come sanno tutti, i problemi sono ristretti in un quadrivio di viuzze: l’incrocio tra borgo Marodolo, borgo Poi e via Galaverna in primis, con digressioni in borgo Fiore (al proposito: sentiste i prezzi al metro quadro del palazzo d’angolo in ristrutturazione… altro che zona degradata) e i famigerati trenta metri di via Imbriani che sboccano in piazzale Bertozzi. E, altro tema, passata la mezzanotte i decibel di musica e vociare si sentono di più.

Spaccini di crack (in prevalenza, ma chi vuole altri stupefacenti può ordinarli), sbevazzatori del tardo pomeriggio e orinatori notturni sono le presenze poco piacevoli in zona che, di tanto in tanto, sfociano in liti e urla.

È un problema? Togliamo il punto interrogativo. Chi abita in affaccio su queste vie vi dirà di sì ed è incredibile che non si riesca ad affrontare e risolvere. Dicono che la “legge” può fare poco, qualcuno vorrebbe lo “stato di polizia” permanente, altri si accontentano dei giri di perlustrazione delle Volanti. Ma poi c’è chi protesta contro i vigili quando appioppano multe per i divieti di sosta che abbondano nelle ore serali nell’isola pedonale di piazzale Inzani. D’altronde un altro problema sentito è la mancanza di parcheggi in quartiere. Un disagio diverso, sentito dagli abitanti, è quello “visivo” di scritte, pseudo graffiti ed epiteti che deturpano muri, intonaci e saracinesche. Oggettivamente imbruttiscono le strade. Tocca ai privati ripulire, ma appena reimbiancato la manina anonima verga nuovi “sbordacci” e così si tende a lasciare il muro insozzato. Si salvano solo i murales artistici.

Tornando al consumo di sostanze proibite, un’attenzione particolare davanti ai licei. Pare che ci sarà un giro di vite sui consumatori.

Alla fine tra insofferenza e tolleranza prevale ancora quest’ultima, che poi è una caratteristica atavica dell’Oltretorrente.

I furti accadono, ma forse sono più numerosi a Parma Mia, da quanto si legge, e sarebbe interessante che la questura nel rendiconto annuale desse i numeri della criminalità suddivisi per quartiere, per capire meglio e non basarsi solo sulle percezioni.

A parte questi aspetti, l’Oltretorrente è ancora un must: qui trovate una delle migliori pizze (Oven in via Bixio), il bar dei gatti in via D’Azeglio, Fusa e Caffè, divenuta un’attrazione per turisti e dove, per le tante richieste, si va a prenotazione; parrucchieri, barbieri, sarte, fioriste, fornai “del sasso”, macellerie, cartolerie, ottici e ferramenta, bazar cinesi e ortofrutta sikh, tortelli e anolini freschi da “Voglia di Pasta”, la storica drogheria “Viani” e un negozio unico come il “Canapaio Ducale”; mi scuserete se non cito tutti gli altri brand storici, da “Mantovani” a “Delsante”, ad altre botteghe, alimentari e non.

La trasformazione è continua, soprattutto in strada D’Azeglio. Un luogo più di altri che forse interpreta e racconta la linea di frontiera, come fosse il bar di Guerre Stellari, è l’Acquolina, dirimpetto all’Annunziata: andateci e scoprirete un mondo che comincia a essere frequentato anche dai parmigiani, in un andirivieni di studenti fuorisede, rider in pausa, badanti dell’est in libera uscita, muratori di ogni dove, fidanzatini, amiche chiacchieratrici a oltranza, tifosi di calcio davanti ai teleschermi.

Ci sarebbe anche da parlare del controverso progetto di depavimentazione in piazzale Serventi, che solleva molte contrarietà a proposito della mancanza di parcheggi; del recupero dell’ospedale vecchio; della biblioteca Civica e dei suoi eventi culturali; del ruolo imprescindibile dell’Università (ma che l’Asp Ad Personam preferisca trasformare l’ex ospedale Stuard in studentato anziché Rsa per anziani… parliamone); della parrocchia unica per tutte le chiese del quartiere, causa fedeli in costante calo.

È una società che cambia, e l’Oltretorrente è da sempre una porta sul mondo, con tutte le sue contraddizioni.

Francesco Dradi

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8684-scaled.jpeg 1356 2560 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2026-02-20 13:08:042026-02-20 13:08:54L’Oltretorrente è vivo e lotta insieme a noi
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