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Parma-Fiorentina 1-0. Tre punti, ma quale ambizione?

28 Dicembre 2025/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Nel pieno delle feste natalizie, cielo terso, sole accecante, prima gara dopo troppo tempo, per la pausa forzata da supercoppa, giocata tra deserto e petrodollari.

Curva strapiena anche di tanti volti nuovi, tra abbonamenti che passano di mano per chi è via in ferie e chi finalmente ha tempo per venire allo stadio.

Anche la Sud è piena di oltre 3.500 fiorentini, forse galvanizzati dalla prima roboante vittoria contro l’Udinese. Oggettivamente, si fatica a capire, non tanto per blasone, ma per mezzi e rosa, la posizione in classifica della viola.

Nella Nord non si contesta e si sostiene la squadra, ma c’è un’aria diversa.

In campo la tensione la fa da padrone, la posta in palio è altissima, gli errori tecnici si sprecano, la qualità del match lascia a desiderare assai. Le occasioni sono improvvise, fugaci.

Le nostre giocate, ci pensiamo da soli a metterle fuori, a mancare l’ultimo passaggio, a tirare fiacco. Per quelle della Fiorentina, il merito è soprattutto di Edo Corvi. Alle fine, di parate sue, se ne conteranno almeno una manciata decisive.

All’inizio del secondo tempo, bella azione manovrata: cross di Britschgi dalla destra, mezzo liscio di Pellegrino, sbuca Sørensen che la incoccia di testa e fa esplodere la Nord.

Sbagliamo più volte il gol del Ko, la Fiorentina si perde spesso in un bicchier d’acqua e rende evidenti le ragioni della sua classifica.

Nel finale, in pieno recupero, spavento per Piccoli, centravanti viola; visto lo score dei toscani con i colpi di cuore, il Tardini si fa muto. Ma l’attaccante si rialza e sembra ristabilito.

È stata una grande sofferenza, anche peggio, molto peggio, di quando si perde, che sotto la curva si fa quasi fatica a festeggiare.

Da segnalare, con i crociati sotto la Nord a fine match – contro il codice del tifo solo per la maglia e mai per i singoli interpreti – i cori partiti per il pramzano Edo Corvi. Totalmente meritati.

Nel pre-partita lo striscione esposto dai Boys contro la società, con parecchi applausi anche da tribuna e distinti: “Un giocatore per ogni nazione, un punto sopra la retrocessione. Krause e società è questa la vostra ambizione?”.

Tre punti essenziali, pesantissimi: ma resta davvero difficile intravedere un progetto solido, sia attorno alla scrivania che in campo.

Parma-Fiorentina1-0

Rete: 48’ Sorensen

Sabato 27 dicembre 2025, stadio “Ennio Tardini” di Parma. Spettatori 20.658 (di cui 13.312 abbonati e 3.500 ospiti).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/12/Image-2025-12-27.jpeg 1536 2048 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-28 10:13:112025-12-28 10:13:14Parma-Fiorentina 1-0. Tre punti, ma quale ambizione?

Auguri! Rimpiangendo il candore della neve e il pudore della nebbia

24 Dicembre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Diario della Duchessa/da redazione

Giunge nuovamente il tempo del Natale ed io, dall’alto della mia quieta eternità, volgo l’augusto guardo verso Parma, con un sentimento misto di affetto e di melancolia. Ah, quanto rimpiango la nebbia fitta, che nel contado stagionava deliziosi insaccati e in città avvolgeva le strade con un manto di mistero, e la neve, che scendeva copiosa e puntuale, regalando silenzio e compostezza.

Il Natale arriva ormai con mitezza impertinente, sciogliendo la solennità della ricorrenza oltre che la neve, ormai divenuta creatura rara, e la nebbia un ricordo da cartolina. Il clima muta, le fioriture si confondono, ma quando le stagioni perdono il senno, non è mai solo colpa del cielo.

Ai miei tempi la città imbiancata obbediva con disciplina al mio editto: ogni suddito spalava il marciapiede innanzi la propria dimora. Un gesto semplice che insegnava al volgo come il bene comune cominci sempre dai pochi metri del nostro cortile. Oggi nessuno spala più la neve che non c’è, ma tutti paion lesti a far sparire errori e nefandezze, che invece abbondano in questi tempi sconsiderati: titaniche arene per ludi pedatori, aeroporti da cui s’alzano solo palloni gonfiati e voli pindarici, e strade che per allargarsi chiedono in sacrificio alberi maestosi, colpevoli solo d’esser vissuti troppo a lungo.

E non mancano i mormorii su un celebrato uomo di teatro, tanto incline a dirigere gli altri quanto poco a contener se stesso, smascherato dopo una vita di intemperanze e improvvisamente caduto dalle tavole del palcoscenico al fango del ludibrio. Nulla dirò di più preciso — pare che favellar quel nome sia interdetto financo a una Duchessa – ma auspico che in questo dramma cadano le quinte e si laceri il sipario, acché il gaglioffo e i suoi manutengoli paghino la loro colpa.

Così si chiude l’anno, tra luci intermittenti e ombre persistenti. E io che su queste lande regnai con rigore e grazia, mi permetto di augurare ai miei amati sudditi un Natale freddo per chiarir le idee, silenzioso quanto basta a farle maturare, e un futuro in cui grandi opere non servano più a celare piccoli pensieri.

Maria Luigia d’Asburgo Lorena

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/12/Duchessa_natale25.jpeg 844 1600 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-24 10:08:472025-12-24 10:49:44Auguri! Rimpiangendo il candore della neve e il pudore della nebbia

Un bilancio forte sul sociale e i servizi educativi, nonostante i tagli del governo

19 Dicembre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione


Ospitiamo l’intervento di Sandro Campanini, capogruppo Pd in consiglio comunale

Il bilancio 2025 del Comune di Parma conferma e rafforza le scelte fondamentali dell’Amministrazione comunale, coerentemente col programma di mandato, pur dovendo misurarsi con i tagli del Governo che compie un’operazione doppiamente ingiusta: riduce le possibilità di intervento dei Comuni, scaricando su di essi i problemi e imponendo ai Comuni che hanno i conti in ordine, il versamento di fondi allo Stato: per Parma significa, concretamente, mettere a bilancio anche quest’anno una cifra importante, pari a complessivi 1,9 milioni, a favore dello Stato centrale. Quindi più sei virtuoso e più ci rimetti.

Nonostante questo, il bilancio di previsione 2026 destina ingenti risorse al sociale e famiglie – 119,4 milioni – a partire dalle maggiori fragilità, a cui vanno aggiunti 25 milioni per l’edilizia pubblica e popolare, e al settore scuola/servizi educativi, per un totale di 72,2 milioni (ricordando che, così come nel trasporto pubblico, le tariffe coprono solo una parte dei costi reali) con un ulteriore sforzo finanziario per l’incremento dell’assistenza scolastica agli alunni con certificazione, purtroppo in costante aumento, importo di cui il Comune si fa carico in assenza di contributi statali; stessa cosa per i minori stranieri non accompagnati, un tema complesso e “nuovo” i cui costi ingenti sono solo parzialmente finanziati dal Governo anche se sarebbe suo compito coprirli (il Comune ha speso, dal 2023, 6 milioni, ricevendone a rimborso dallo Stato solo 2). Da evidenziare anche i 20,4 milioni per sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente, i 22,8 milioni per politiche giovanili, sport e tempo libero, i 22,2 milioni per beni e attività culturali.

A livello di spese per investimenti e opere pubbliche, si va verso la chiusura entro i tempi stabiliti dei 45 cantieri PNRR, dai due nuovi asili alle ristrutturazioni e adeguamento/messa in sicurezza di scuole, dal piano casa alla riqualificazione di impianti sportivi come il Palasport e Palaciti (già inaugurato) a quello di strutture civiche come l’ex Municipio di san Lazzaro di via Zarotto (che diventerà la nuova sede di un servizio molto importante quale il Centro per le famiglie) e via Argonne, recentemente concluso (elenco completo degli interventi PNRR al link: https://www.comune.parma.it/it/argomenti/pnrr/i-progetti-del-comune-di-parma), solo per citare alcuni esempi. Per ulteriori interventi in programma, il filo conduttore è quello della rigenerazione urbana, a partire dalla soluzione di alcune “ferite” lasciate alla città dalle giunte Ubaldi-Vignali: il progetto, assieme alle Fiere, per il ponte Nord, il recupero dell’area “ex scalo merci” (per la parte di competenza del Comune), la conclusione dei lavori del teatro Guareschi (c.d. “teatro dei dialetti”), la prosecuzione dei progetti sull’Ospedale Vecchio, l’avvio del progetto di rifacimento della piscina di Via Zarotto, la conclusione dell’ex Cral Bormioli e altro. Molto importante la nuova palestra inclusiva di Moletolo (con Parma capitale dello sport inclusivo 2027) che ci renderà una delle poche città con un impianto di questo genere. Procede la sistemazione del parco Ducale (fontana del Trianon e non solo) e si avvieranno i necessari miglioramenti di piazzale Dalla Chiesa.

Sulla riqualificazione dello stadio Tardini si è in attesa del nuovo progetto che dovrebbe essere maggiormente in linea con la mozione e successiva delibera approvate da Consiglio comunale e Giunta nel 2023.

Spazio anche alla mobilità sostenibile: si continua a lavorare per vedere finanziato il progetto di trasporto veloce di superficie Stazione-Campus, si conferma l’affidamento in house a Tep per il trasporto pubblico locale (che ammonta a 66,9 milioni), nuove piste ciclabili anche verso alcune frazioni (es. Alberi, San Prospero) e manutenzione di quelle esistenti, realizzazione di ulteriori parchi gioco inclusivi come quelli già conclusi e riqualificazione di altri (come ad esempio il parco Celestina Bottego di via Pascal), impegno per ottenere finalmente l’avvio della variante della ferrovia Pontremolese da Vicofertile in città, già approvata dal Consiglio comunale.

Il bilancio poi prevede fondi per la cultura, a sostegno di grandi eventi come il Festival Verdi ma anche molte altre iniziative, il turismo (settore in crescita), la sicurezza urbana, le manutenzioni del verde, il commercio, gli impianti fotovoltaici sugli edifici comunali (a tale proposito è già stata avviata la prima comunità energetica a Parma grazie ai pannelli installati sul tetto della scuola Albertelli Newton) e i miglioramenti dell’illuminazione pubblica,

Grande attenzione al tema giovani con la prosecuzione delle azioni di partecipazione e coinvolgimento verso Parma Capitale europea dei giovani 2027.

Molti altri aspetti si potrebbero toccare vista la quantità di temi che un bilancio necessariamente affronta: nel complesso si può parlare di un bilancio che da un lato mantiene e rafforza la coesione sociale e dall’altro porta verso il traguardo importanti trasformazioni, nel segno della sostenibilità, della rigenerazione e della valorizzazione delle grandi potenzialità che Parma esprime.

Sandro Campanini

Capogruppo Partito Democratico in Consiglio comunale

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-19 12:58:272025-12-19 13:28:35Un bilancio forte sul sociale e i servizi educativi, nonostante i tagli del governo

Le zone rosse e la politica del soffiafoglie

17 Dicembre 2025/0 Commenti/in Editoriali, Opinioni/da redazione

Ormai settimanalmente sui media locali leggiamo o sentiamo segnalazioni provenienti da varie zone della città in tema di sicurezza. La moda del momento è quella di invocare (e ottenere prontamente con tanto di annuncio in favore di telecamere) la salvifica Zona Rossa. Rapida, visibile, rassicurante. E proprio per questo politicamente molto spendibile.

Funziona più o meno così: si individua un’area problematica, si fa qualche controllo in più, si allontanano le presenze ritenute moleste o pericolose. Il risultato è immediato: la piazza sembra più ordinata, la situazione appare più tranquilla, il cittadino si sente sollevato. Per qualche settimana, fino alla scadenza del provvedimento.

Chiunque abbia osservato un vicino di casa all’opera con un soffiatore coglierà la similitudine: aria, polverone, rumore, movimento. Le foglie scompaiono dal campo visivo, il cortile appare pulito. Missione compiuta. Solo che le foglie non sono state raccolte. Sono state spostate di qualche metro, davanti a un altro portone, su un altro marciapiede. Scaricate su qualcun altro.

Le zone rosse funzionano in modo sorprendentemente simile. Non eliminano degrado e microcriminalità, li soffiano sotto casa di qualcun altro.

Naturalmente il cittadino che non si ritrova più lo spacciatore sulla porta è contento, e questo è umanamente comprensibile. Nessuno dovrebbe essere costretto a convivere quotidianamente con situazioni di degrado o insicurezza. Ma il punto non sono solo le lamentele del singolo o del comitato di quartiere. Il punto è che la persona ritenuta pericolosa o molesta, allontanata dalla “zona rossa”, non smette di esistere. Non cambia condizione, non trova alternative. Cambia solo indirizzo, magari di poche centinaia di metri, quel tanto che serve per uscire dal nostro campo visivo.

Tant’è che alcuni cittadini dell’Oltretorrente si lamentano di un aumento, nei borghi, di pusher e “consumatori” conseguenza dell’allontanamento dalla zona rossa nel Parco Ducale

Il principale merito delle zone rosse è quello di produrre sicurezza percepita, ma la sicurezza reale — quella che dura nel tempo e migliora davvero la vita della città — richiederebbe altro: integrazione sociale, politiche abitative, servizi di prossimità, presa in carico delle fragilità.

Tutta roba poco instagrammabile, costosa, lenta, che richiede competenze tecniche e lungimiranza. Non produce risultati immediati da raccontare in conferenza stampa con qualche slogan a presa rapida, non fa rumore. Un po’ come raccogliere le foglie pazientemente con una ramazza, invece di soffiarle via.

Il rischio è confondere la gestione dell’ordine pubblico con il governo della città. Le zone rosse possono essere misure emergenziali temporanee (non a caso la legge prevede una rapida scadenza dei provvedimenti), ma diventano un’arma di distrazione di massa se vengono contrabbandate come soluzione strutturale dei problemi.

Un po’ come il soffiafoglie: può essere utile, a patto che nessuno ci racconti che grazie a quello farà sparire l’autunno.

Rolando Cervi

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-17 22:02:392025-12-17 22:02:41Le zone rosse e la politica del soffiafoglie

Quattro Comuni parmensi esclusi dalla “Legge Montagna”

17 Dicembre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Un bel nome: Legge Montagna! Peccato si traduca in un brutto colpo a diversi Comuni dell’Appennino.
Nel parmense, stando ai criteri annunciati dal Governo, perderanno lo status di comuni montani Fornovo di Taro, Solignano, Pellegrino parmense e Varano de’ Melegari. Zac, un colpo netto.
Spiego meglio, dietro al titolo rassicurante e bello “Legge Montagna” si nasconde una realtà amara: tagli pesanti ai territori che più avrebbero bisogno di sostegno. Con i nuovi criteri voluti dal ministro Calderoli, oltre 1.200 Comuni montani spariranno dall’elenco dei beneficiari dei contributi e agevolazioni previsti per le aree più in difficoltà. I più colpiti in Italia saranno gli appennini, il 40% dei Comuni saranno eliminati dalla lista dei Comuni montani, riducendo risorse e attenzione proprio dove servono di più.

Daranno la colpa ad un algoritmo freddo, fatto di altimetrie e pendenze, perché sarà lui a decidere chi è “montano” e chi no, ignorando la vita reale di comunità già alle prese con spopolamento, servizi più costosi e infrastrutture più difficili da mantenere in efficienza.
Questa non è una legge di tutela, è una legge di esclusione. Una scelta che premia palesemente le Alpi e penalizza l’Appennino, ampliando le aree di possibile isolamento socio economico.

Dietro la retorica della “razionalizzazione” si consuma un’altra ingiustizia: un colpo durissimo alle nostre comunità e tutto per mano politica. Bel nome, brutto colpo.

L’avevo già segnalato in merito alla grande frana nel comune di Valmozzola, occhio alla mano pesante del Governo che sta per abbattersi sui tanti comuni montani.

La grande frana che minaccia la viabilità e l’esistenza di una azienda agricola a Valmozzola è un monito che non possiamo ignorare: l’Appennino va curato. La colata di terra avanza verso la strada comunale di Lamino e la statale 308, mettendo a rischio un allevamento con 600 capi bovini, cuore della produzione di Parmigiano Reggiano. Non è solo una questione locale: è il futuro di intere filiere e comunità. Le strade che collegano aziende straordinarie devono essere mantenute aperte e sicure, e i sindaci – come quello di Valmozzola – vanno sostenuti con mezzi e fondi adeguati. Difendere la montagna significa difendere lavoro, identità e qualità che rendono grande l’Italia. Ogni scelta che riduce attenzione e investimenti su questi territori è una scelta contro il Paese.


Andrea Massari, consigliere regionale, Partito Democratico

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-17 11:29:002025-12-17 11:29:03Quattro Comuni parmensi esclusi dalla “Legge Montagna”

Altre richieste di chiarimenti sulle tariffe di ristorazione scolastica

15 Dicembre 2025/0 Commenti/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

I rappresentanti delle scuole primarie Albertelli – Zerbini – Newton, non demordono e pongono altre domande all’assessora ai servizi educativi. Qui il nostro articolo, con le proteste dei genitori e le spiegazioni dell’assessora Bonetti. Di seguito la nuova lettera dei genitori, che pubblichiamo.

Gentilissimo Assessore,
abbiamo attentamente analizzato la Sua risposta e, pur apprezzando la disponibilità a motivare le scelte effettuate, elucubrando con dovizia quanto riportato, desideriamo sottoporre alcuni chiarimenti.
In primo luogo, ci preme comprendere come mai l’aumento delle tariffe sia stato deliberato dopo la chiusura del bando, senza offrire alle famiglie la possibilità di pianificare le iscrizioni a mensa e ai servizi aggiuntivi, quali pre-scuola e ludoteca.
 
Nella Sua risposta, è stato indicato che la scelta è legata a motivi di bilancio e agli incrementi di materie prime, energia, costi del personale e adeguamento Istat.
 
Tuttavia, per tutti gli altri bandi scolastici, gli adeguamenti seguono l’anno scolastico.
Può chiarire perché, in questo caso, l’aumento sia applicato sull’anno solare?
 
Non sarebbe opportuno valutare di applicarlo a partire dal 1° gennaio 2027, così da consentire alle famiglie di programmare con ragionevole anticipo le spese scolastiche?
 
In secondo luogo, ci chiediamo come possano incidere sulle famiglie costi quali personale ed energia, considerando che il servizio è esternalizzato tramite bando e che il prezzo base è già fissato contrattualmente.
Sarebbe possibile fornire l’esatta composizione dei costi che hanno determinato l’aumento, distinguendo chiaramente le voci imputabili al Comune da quelle imputabili alla ditta appaltatrice?
 
Desideriamo inoltre richiamare l’attenzione sull’impatto dell’aumento sulle famiglie a medio-basso reddito.
I dati pubblicati dall’Inps nel 2025 mostrano che una quota rilevante di famiglie presenta un Isee inferiore ai 10.000 €, mentre altre, con Isee compreso tra 15.000 € e 20.000 €, risultano comunque economicamente fragili.
Per un nucleo con Isee pari a 16.000 €, l’aumento deliberato comporta un incremento annuo della spesa mensa di circa 202–215 €, pari a circa il 16–17%. (*)
Infine, relativamente ai confronti con altre realtà territorialmente comparabili, Lei ha citato Reggio Emilia, Piacenza, Modena e Rimini. Ritiene opportuno includere anche questo parametro nella valutazione delle politiche di equità per le famiglie parmigiane?
 
Alla luce di quanto sopra, desideriamo sottoporre specificamente due ulteriori interrogativi:
Primo, come mai tutti gli altri adeguamenti tariffari dei servizi scolastici comunali sono sempre stati applicati a partire dall’inizio dell’anno scolastico e, in questo caso, l’aumento ha decorrenza su base anno solare?
 
Gli uffici del comparto amministrativo non sarebbero più in grado di adottare la prassi consolidata?
Secondo, è corretto affermare che “l’Amministrazione Comunale può modificare, annualmente, le tariffe con apposito atto di Giunta Comunale, in conformità ai criteri generali stabiliti dal Consiglio Comunale”, come risulta dal Regolamento per la determinazione delle tariffe. Da quale peculiare esigenza nasce l’applicazione di questo principio in deroga alla prassi consolidata?
Tale deroga, fino ad oggi, non era mai stata adottata.
Secondo Lei, questa scelta può considerarsi coerente con il principio di tutela delle famiglie, sancito implicitamente dalla diligenza del buon padre di famiglia?
 
Perché non si potrebbe rimandare l’adeguamento al prossimo anno scolastico, come avvenuto in tutte le precedenti occasioni?
Confidiamo in un Suo riscontro chiaro e dettagliato che risponda compiutamente sia alle domande della precedente comunicazione sia ai dubbi e quesiti emersi successivamente.
I rappresentanti di classe dell’Istituto Albertelli Zerbini Newton

(* Per la precisione: l’aumento per la fascia Isee 15-20.000 € è leggermente inferiore: incremento del 13,8% per totale di 198 € su 200 pasti annui, come appurato e scritto da Parma Parallela nell’articolo citato, ndr)

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-15 18:56:392025-12-15 18:56:42Altre richieste di chiarimenti sulle tariffe di ristorazione scolastica

Parma-Lazio 0-1, fischi a fine gara

14 Dicembre 2025/2 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

Stendiamo un velo pietoso.

Perdere in casa in 11 contro 9, per due espulsioni degli avversari, è un record al contrario. Le statistiche confermano che è la seconda volta che capita in serie A.

Una prestazione imbarazzante. Si era già capito che sarebbe stato un anno avaro di soddisfazioni. Ma così…

E i fischi a fine gara sono sempre troppo pochi.

I Boys non vogliono si fischi e contesti. Ma, se è giusto non minacciare o peggio, una volta incitata la squadra per i 90 minuti, alla fine meritano tutto il disappunto e la frustrazione degli appassionati.

La cifra di questa squadra, purtroppo, è questa: desolante, sconfortante.

Tecnicamente, tatticamente, atleticamente, umanamente.

E di grande presunzione.

Soprattutto fuori dal campo.

Parma-Lazio 0-1

Rete: 82’ Noslin (L)

Sabato 13 dicembre 2025, stadio “Ennio Tardini” di Parma. Spettatori 19.893 (di cui 3.500 ospiti).

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/12/Image-2025-12-13.jpeg 769 897 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-14 10:28:032025-12-14 10:37:27Parma-Lazio 0-1, fischi a fine gara

Pisa-Parma 0-1, trasferta vissuta al lavoro e studio

9 Dicembre 2025/0 Commenti/in Curva Nord, Opinioni/da redazione

(foto di apertura da fermo immagine di Dazn)

Gli impegni lavorativi collocano il Grande Giallo tra gli scaffali della bottega, impegnato con gli altrui regali natalizi.

Il Piccolo Blu, è invece sul divano. Non colpito dall’influenza, ma dalla scure del giudice familiare e scolastico.
Un turno di sospensione alle trasferte è sempre un duro colpo, ma rimette il rampollo in riga.

Tra un cliente e l’altro si sbircia comunque il computer con le immagini della partita e per messaggio ci si confronta e aggiorna continuamente.
Tensione altissima, come ormai da regola annuale.
E formazione assai rimaneggiata, anche questo, ormai, da tradizione immemore.

La speranza, è anche nella cabala: Gilardino, sotto sotto, tifa sempre Parma e ha sempre dato una mano ai crociati.
Non solo segnando valanghe di gol in gialloblu, ma anche favorendo con prestazioni ed errori, compresa l’inaspettata promozione diretta in A, figlia anche del suo errore dal dischetto a Spezia nel 2018.

La portiamo a casa con un rigore-rigorino, con un paio di belle parate del giovane Corvi e qualche scelta scellerata dei nerazzurri toscani, compreso il calcione da rosso rifilato da Nzola a Keita Mandela nel finale.
Il triplice fischio è una liberazione.

Siamo sempre nelle sabbie mobili della lotta salvezza, ma sono tre punti che lasciano la testa fuori dalla melma a respirare.
Ti amo, anche quando vinci.

Pisa-Parma 0-1

Rete: 40’ rig. Benedyczak (Pr)

Lunedì 8 dicembre 2025, stadio “Arena Garibaldi – Romeo Anconetani” di Pisa. Spettatori 12.000 circa (di cui 800 ospiti circa). Vista in streaming.

Giallo & Blu 🟡 🔵

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/12/pisa-parma_dazntv.jpg 882 1600 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-09 11:20:282025-12-09 11:20:31Pisa-Parma 0-1, trasferta vissuta al lavoro e studio

Le note stonate del salvataggio dell’aeroporto

6 Dicembre 2025/1 Commento/in Opinioni, Voci Parallele/da redazione

Il Tribunale fallimentare di Parma ha archiviato il procedimento di fallimento dell’aeroporto. Non conosciamo i dettagli e, come semplici cittadini, non li conosceremo mai. L’unica cosa che possiamo fare è rileggere la storia che gli organi di stampa ci hanno raccontato e farci delle domande. Sì, perché nella storia raccontata qualche nota stonata c’è.

Suona strano, infatti, che una società mentre è in fase di fallimento, continui a pagare regolarmente gli stipendi ai suoi dipendenti e invece appena viene salvata li metta tutti in cassa integrazione. Suona strano, che tutti coloro che prima erano giustamente preoccupati (e noi con loro)  per le sorti dei lavoratori tanto da organizzare presidi, appelli e comunicati, ora invece stiano tutti zitti e apparentemente “felici” che i lavoratori non percepiscano più il loro stipendio e che sia lo stato a pagare la cassa integrazione. 

Ma suona ancora più strano che dopo la notizia del salvataggio ci sia stata una levata di scudi della politica locale che ha iniziato ad inneggiare ai “Passeggeri, passeggeri” vantandosi di aver contrastato se non azzerato il rischio Cargo. La realtà dei fatti ci racconta una storia un po’ diversa: il Masterplan presentato qualche anno fa che prevedeva l’allungamento della pista e la trasformazione dell’aeroporto in cargo, masterplan che ha ottenuto l’ok della Commissione Via e l’ok in Conferenza dei servizi grazie al Sì del Consiglio Comunale di Parma, è ancora attivo e non è mai stato annullato o ritirato.

A quel Masterplan sono ancora associati 9 milioni di euro di fondi europei stanziati dalla Regione Emilia-Romagna per allungare la pista, stanziamento già scaduto, ma che di anno in anno viene prorogato. Perché tutti coloro che hanno inneggiato ai Passeggeri nonostante abbiano con il loro voto contribuito a dare l’ok al Cargo, per coerenza e onestà intellettuale verso tutti noi cittadini, non chiedono e pretendono pubblicamente che il Masterplan venga annullato? Il ritiro del Masterplan metterebbe davvero la parola “FINE” all’annosa questione Cargo Si-Cargo No, fugherebbe ogni dubbio, metterebbe pace, tranquillizzerebbe i tantissimi cittadini preoccupati per le loro sorti, per le loro famiglie, per i loro figli e nipoti, per la loro città.

Perché il Signor Sindaco, non si fa paladino del ririto e annullamento del Masterplan e chiede alla Regione Emilia-Romagna di non prorogare più i 9 milioni stanziati per allungare la pista?

Associazione NoCargo Parma

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-06 09:18:222025-12-06 09:18:24Le note stonate del salvataggio dell’aeroporto

Il re è nudo ed è uno spettacolo indecente

5 Dicembre 2025/0 Commenti/in Editoriali, Opinioni/da redazione

Oramai è il segreto di Pulcinella, e gli ultimi veli probabilmente cadranno presto, sulla storiaccia di molestie e violenza sessuale che riguarda il famoso regista e il prestigioso teatro che ne esce infangato pesantemente. E anche Parma non ne è immune, seppur abituata agli eccessi negli scandali.

In questa tristissima vicenda si intersecano diversi livelli e non è facile dipanarli. Proviamo a ricostruirli dicendo quel che si sa e quel che non si può dire, spiegandone i motivi.

Il caso è stato a lungo in sordina, pur con la prima inequivocabile sentenza nell’estate 2024, sezione lavoro, giudice Moresco, su ricorso della consigliera regionale di pari opportunità, Alvisi. Sentenza confermata in appello. Le domande risarcitorie furono dichiarate inammissibili (la consigliera regionale non ha titolo per chiederle) e il giudice si limitò a ordinare di adottare il piano di rimozione delle discriminazioni. Un successivo ricorso, presentato dalle due attrici vittime, ha portato invece nel settembre 2025 alla sentenza, sempre del Tribunale di Parma, sezione lavoro, giudice Zampieri, alla condanna con risarcimento del danno, rispettivamente in 24.571 euro e in 82.057 euro.

La notizia è diventata di dominio pubblico nei giorni scorsi a seguito della conferenza stampa indetta a Roma dalle associazioni D-Differenza donna e Amleta che raccolsero per prime le denunce delle attrici vittime, perché, giustamente, il caso è di valenza nazionale: un “me too” italiano.

Nel diffondere la notizia si dice e non si dice, perché c’è la giusta e sacrosanta tutela delle vittime e c’è la sentenza oscurata nei nomi e cognomi, per privacy. Viene reso noto che è coinvolto un teatro di Parma che, in solido col regista, dovrà risarcire le due vittime.

La cosa è troppo grossa per fermarsi qui: non è “solo” violenza sessuale, è un caso abnorme di abuso di potere, riguarda e interroga il mondo della cultura e del teatro in specifico. È una “prima” volta che viene scoperchiata.

Immediato per noi, come per altre testate giornalistiche, si è posto un doppio interrogativo: legale e deontologico. E qui c’è una piccola riflessione di premessa ai fatti, forse ridondante ma che ritengo opportuna.

Il mestiere di giornalista comporta un dovere morale di dare le notizie anche se scomode e fare i nomi, non per voyeurismo o giustizialismo, ma per informare i lettori, appunto, rendere edotti e consapevoli su cosa succede in città e nel mondo.

Un’informazione onesta e trasparente va a braccetto con la democrazia che, pur piena di difetti, rimane il migliore dei sistemi di governo della società umana. Una democrazia matura è capace di darsi dei contrappesi per evitare che, nel nostro caso, si sbatta “il mostro in prima pagina” non per tutelare il mostro ma le vittime di cui spesso ci si dimentica, specialmente quando continuano a vivere.

All’aspetto deontologico si aggiunge quello legale. Una stimata collega mi ragguaglia sul fatto che tutte le sentenze civili (come quelle del tribunale del lavoro) sono oscurate per motivi di privacy. E a questo oscuramento si debbono attenere le parti coinvolte e, parimenti, chi ha ruoli istituzionali e, anche, i giornalisti.

Tuttavia la sentenza è pubblica e chiunque può ottenerla e divulgarla. E, non a caso, c’è chi l’ha fatto in modo sbrigativo e, chi vuole cercarla, la sentenza, la trova abbastanza facilmente sul web, così come le precedenti di primo grado e appello.

È un cortocircuito, sono d’accordo. Di più: in questo caso il tilt è clamoroso e, data la rilevanza dei soggetti e dell’argomento, l’esito è stato opposto alla pretesa di riservatezza: si è scatenata una ricerca morbosa di nomi dei e delle protagoniste per sapere “chi” ha commesso il fatto, chi l’ha subìto, chi lo ha coperto e se c’era un sistema dietro e chi ne era coinvolto.

In più, a causa di sviste e della crudezza dei dettagli scabrosi delle testimonianze, riportate senza filtri nell’ultima sentenza, reperibile online, si è in grado di sapere tutto e di arrivare ai nomi per deduzione.

Questa cosa è proprio sfuggita di mano e, chiudendo questa premessa, mi sento di dire che una riflessione sulle “regole” andrebbe fatta: dai politici in funzione legislativa, dai magistrati, dalle associazioni di rappresentanza e, naturalmente, da avvocati e giornalisti.

Ci si domanda, tra addetti ai lavori, se per togliere l’ultimo velo, le vittime saranno costrette a esporsi una seconda volta, per poter fare circolare pubblicamente il nome del loro aguzzino. O se prudenzialmente dovranno attenersi alla secretazione del tribunale.

Peraltro il terribile caso francese di Gisèle Pelicot ha sovvertito il punto di vista e non sono più le vittime di stupro a doversi vergognare ma il violentatore, smascherato nella sua brutalità.

Andiamo ai fatti. Il re è nudo e, purtroppo, non c’è metafora più appropriata.

Nella cerchia teatrale il famoso regista veniva appellato “re”, con l’aggiunta di un attributo. Ed è paradossale ma c’è un passaggio oscurato, nella prima sentenza del 2024, che sembra proporre il termine “re”. È un testimone a parlare e partiamo da qui per dare la visione d’ambiente.

“Che il “re” avesse un certo atteggiamento nei confronti delle donne era noto ma non si capiva fino a che punto. Si sapeva che era una persona manipolatoria che cerca di convincerti a fare quello che vuole lui, era palese. L’ho provato anche io questo atteggiamento manipolatorio sulla mia pelle ma non sessualmente».

“Se lo decido io, tu non metti più piede in nessun teatro d’Italia” dice il regista a una delle vittime – si legge nella sentenza che circola online – la quale specifica: “Ricordo che mi provocava terrore. In un’altra occasione al posto che chiamarmi per nome mi ha chiamato “puttanella” e nessuno ha detto niente: c’erano gli attori fissi al Teatro che sono una decina. Mi invitò a sedermi di fianco a lui in platea dove mi ordinò di baciarlo. lo non lo feci ma fu lui a baciarmi. Io avevo la bocca chiusa e lui mi ordinò di aprirla. Ricordo la sensazione di schifo che ho provato ma non ho la percezione fisica di quello che è successo”. Il resoconto dell’attrice prosegue nel descrivere la molestia sessuale coercitiva ed esplicita sull’organo genitale del regista. E poi sono ripercorsi i casi di vera e propria violenza.

La magistrata del Tribunale del Lavoro – perché anche questo è un aspetto peculiare della vicenda, ossia non una denuncia penale, per la quale erano scaduti i termini, ma un ricorso alla sezione del lavoro del tribunale da parte della consigliera di pari opportunità della Regione Emilia-Romagna, in quanto ente finanziatore del corso di alta formazione per attrici e attori di teatro, nell’ambito del quale sono accadute le molestie, nel 2019 – la magistrata nel secondo processo, dicevamo, riascolta le vittime e le testimoni e questo permette di evincere che una violenza sessuale commessa dal regista, per un rapporto non consensuale e imposto, ai danni di un’attrice, avvenne nel 1998.

Nel 1998, ossia ventisette anni fa. Altri episodi di molestie o violenze, si evince dalle testimonianze, sono avvenute nel 2007 e nel 2014. Un’altra teste dichiara che una persona che lavorava nel Teatro almeno dal 2018, “mi aveva messo in guardia dicendomi di stare lontana da lui per evitare situazioni spiacevoli”.

Nella prima sentenza si citano, oscurate, sette donne che avrebbero subito molestie o violenze da parte del regista.

Basterebbero queste circostanze, che nel processo servono a corroborare le ragioni delle vittime, ad aprire uno squarcio su vari aspetti. Il primo è sul disvalore di quest’uomo a lungo venerato come un genio del teatro, a cui sono state aperte porte e palcoscenici di prestigio, in giro per l’Italia. Ammesso e non concesso che avesse davvero delle qualità creative, avrebbe ingannato tanti e abusato ignobilmente della posizione di potere in cui era assurto, soddisfacendo gli appetiti sessuali approfittandosi delle donne attrici, o aspiranti tali, in condizione di subalternità.

Inevitabile la domanda su quanti sapessero e abbiano coperto. Più volte, nel procedimento, viene indicato che il regista si presentava tardi alle prove, oltre due ore dopo, per trattenersi fino a notte fonda, possibilmente da solo con la malcapitata. Altri episodi sono accaduti in ristoranti, vuoti per la tarda ora e altri ancora al domicilio dell’uomo.

La magistrata condanna in solido la direzione del teatro: “Questo Giudice ritiene (che) l’illecito debba essere addebitato all’Ente, quale titolare di una posizione di garanzia, a titolo di responsabilità (individuale) omissiva impropria; non può revocarsi in dubbio che la stessa sia, parimenti all’autore dell’illecito, dal momento che, come noto, “non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.

Per questo motivo sono giunte, da diverse parti (ad esempio dal sindacato Slc-Cgil e dalla Casa delle Donne), richieste di dimissioni della direzione del Teatro. Questa argomentazione si basa sostanzialmente sul “non poteva non sapere”. L’interrogativo è legittimo quanto aperto.

Va detto che il cda del Teatro non appena citato in giudizio, nel 2021, ha destituito il regista da tutti gli incarichi. Contro di lui, inoltre, sarebbe stata avviata un’azione risarcitoria.

Un altro aspetto è che, presto o tardi, si imporrà una “riscrittura” della storia del teatro, come avvenuto nel Tour de France dove il campione dopato è stato cancellato senza indugi dall’albo d’oro. Nel caso parmigiano sarà più doloroso e però doveroso andare a fondo perché, oltre alle donne attrici, è il teatro stesso, che vive nelle rappresentazione di drammi e commedie la massima interpretazione della libertà, a essere stato tradito e vilipeso.

La città di Parma, non dubitiamo, saprà riflettere chiedendo scusa alle donne vittime di questa violenza, sperando che da questa amara vicenda si possano ideare contromisure efficaci, a partire da strumenti di educazione sessuo-affettiva non solo per le scuole, e di prevenzione nei luoghi di lavoro.

Come uomo mi fa rabbia sapere che un concittadino abbia approfittato così vilmente della sua posizione di potere per commettere violenze sulle donne. Che questo sia accaduto nel mondo della cultura è ancora più riprovevole. Il timore è che possa avvenire anche in altri settori. Non mancherà il mio impegno, e della redazione di Parma Parallela, nel raccontare questa e altre vicende, così come nel sostenere la dedizione di coloro che provano a cambiare le cose.

Una prima iniziativa denominata “Rompere il silenzio”, incontro sui teatri della violenza e sulla sentenza del Tribunale del Lavoro di Parma, si terrà domani alla Casa delle Donne alle ore 12. Interverranno diverse protagoniste, qui la locandina.

Per approfondire il tema alcuni link. La dichiarazione congiunta di sindaco Guerra, vicesindaco Lavagetto e assessora alle pari opportunità, Bonetti. L’editoriale del giornalista Donelli di Parma Today; la lunga e articolata riflessione del sociologo Deriu dell’associazione Maschi che si immischiano. Le prese di posizione della Casa delle Donne.

Francesco Dradi

https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png 0 0 redazione https://parmaparallela.it/wp-content/uploads/2025/04/LOGO-PARMA-PARALLELA_2-300x156.png redazione2025-12-05 09:58:552025-12-05 11:16:11Il re è nudo ed è uno spettacolo indecente
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