Como-Parma 1-0 e lo stand dell’autocritica al Festival della Serie A

Tanti anni fa, ero ragazzo, entrando alla Festa nazionale de l’Unità, un caro amico chiese informazioni su dove trovare lo stand dell’autocritica.

Il personale all’ingresso non la prese bene e ne nacque una discussione piuttosto accesa.

Come spesso accade in questo Paese, l’ironia è ben accetta e tollerata solo se è rivolta ad altri.

Alla stessa maniera non mi aspetto non solo di trovare un banchetto dell’autocritica, ma nemmeno parole di responsabilità in uno dei tanti discorsi retorici che verranno pronunciati al Festival della Serie A, organizzato dalla Lega Calcio a Parma, nel primo weekend di giugno a campionato terminato e prima dell’inizio dei mondiali americani, dove l’Italia non ci sarà.

A Como si è giocato a mezzogiorno, non il classico lunch match domenicale, ma in contemporanea con tutte le altre gare valevoli per la prossima qualificazione Champions, ben cinque.

Il calendario ormai da anni viene sorteggiato da un algoritmo, a cui vengono date umanamente tutte le informazioni necessarie di cui tenere conto. Ebbene, a nessuno è venuto in mente di evitare la contemporaneità tra la finale degli Internazionali di tennis al Foro Italico e una gara interna di formazioni romane nell’adiacente stadio Olimpico. Men che meno un derby. Eppure, è quello che è successo.

E, a cascata, il classico balletto italiano di scaricabarile, prevaricazione, interventi terzi tra Lega, Federazione Italiana Tennis, Prefettura, TAR del Lazio.

Con accordi mancati, imposizioni che duravano mezz’ora, rifiuti e piagnistei bambineschi.

Anche per questo, l’Italia è un paese farsesco perennemente sull’orlo del fallimento.

E questo ne è uno degli affreschi migliori o peggiori secondo i punti di vista.

Migliaia di tifosi hanno dovuto aspettare e riprogrammare più volte la trasferta al seguito della propria squadra o la partecipazione alla gara di casa, solo perché il personale preposto non è in grado di gestire un campionato, né la prefettura di far rispettare le proprie decisioni.

Forse, davvero, quello stand, farebbe bene a molti, se non all’intero paese.

Per quanto riguarda la partita, il Como è una delle squadre più belle da vedere: organizzata, ariosa, divertente, propositiva.

Ha avuto tante occasioni, è passato giustamente in vantaggio, ma con un po’ di fortuna e bravura il Parma, con il tradizionale atteggiamento accorto, è rimasto sempre in partita. Anzi, anche oggi avrebbe trovato il gol del pareggio, annullato per questione millimetrica dal VAR.

Manca l’ultima e poi anche questo campionato sarà consegnato agli annali e vedremo come si deciderà di proseguire per il prossimo, se con questa guida tecnica o meno e chi resterà nella rosa e chi andrà altrove.

La proprietà gialloblu, in questi anni, ha speso e investito ben più dei blu comaschi, ma i risultati sono ben diversi. Anche qui, forse, qualche riflessione e un minimo di autocritica sarebbero benvenuti.

Ma si sa, a noi tifosi, piace sognare.

Como-Parma 1-0

Rete: 58’ Moreno (C)

Domenica 17 maggio 2026, stadio “Sinigaglia” di Como; spettatori totali 11.365 (circa 200 ospiti).

Giallo & Blu  🟡🔵

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