“Crescere la guerra”, germi del presente

Lo spettacolo di Francesca Mannocchi, anteprima del Festival della Lentezza

Le guerre future non sono altro che germi nel presente di chi vive senza cura dell’altro, nella sordità di chi ascolta senza empatia. La domanda da cui tutto parte è “Se voi foste nella loro stessa situazione cosa fareste? Cosa portereste con voi? Perché fuggire non è altro che sottrarre all’annientamento una piccola porzione di sé”.

Ad aprire in anteprima l’attesa dodicesima edizione del Festival della Lentezza è lo spettacolo “Crescere la guerra “ di Francesca Mannocchi all’auditorium Paganini.

Sul profilo Instagram di Parma Parallela potete vedere una intervista esclusiva.

Mannocchi, giornalista di frontiera, ha vissuto e soprattutto raccontato tante guerre e in questo spettacolo intreccia testimonianze e immagini, come fosse un reportage e per mettere in luce allo spettatore come sia lontana quella condizione.

Le storie di Asma, Farim, la nonna del campo profughi di Jenin, Sadia, la sposa bambina dell’Afghanistan, sono testimonianze che attraverso le loro ferite verticali cercano un’immedesimazione da parte nostra che di ferite ne abbiamo ma a differenza loro orizzontale. Il mosaico della guerra porta ad una compassione che però se non riconosce una parità tra le parti non è altro che una forma dolce di dominio. Le musiche di Rodrigo D’erasmo accompagnano il racconto, come una ninna nanna disturbante che costringe a stare sveglio chi guarda.

Il lavoro di Mannocchi non mostra speranza o redenzione, mostra quello che esiste e di come l’essere umano possa essere brutale con il suo simile. E di questa bruttura antropologica bisogna saperne, vederne, poiché, come dice un proverbio Afghano, ogni rosa ha la sua spina e se non si impara a custodire le spine, le rose saranno solo ornamento per i morti.


Il Festival della Lentezza si terrà dal 5 al 7 giugno in centro a Parma. Lo abbiamo presentato in questo articolo.

Stefano Frungillo

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