Pugno duro del Comune su circolo Amici Artigiani e Corte Glam: divieto agli eventi di pubblico spettacolo
Sull’onda dei controlli post-tragedia di Crans Montana nei giorni scorsi il sindaco Michele Guerra ha emesso due ordinanze (le numero 38 e 39) con cui ha disposto il divieto di organizzare spettacoli e, in generale, eventi aperti al pubblico, a due locali: il circolo Amici Artigiani in Oltretorrente e la Corte Glam a Chiozzola.
Sono ordinanze molto severe che stanno mettendo in ginocchio queste due realtà, diversissime tra loro. Sono basate sui motivi di sicurezza e, però, sono contestate dai gestori dei locali.
Il caso spinoso
Il caso più spinoso è quello del circolo Amici Artigiani noto anche come Oca Morta e affiliato all’Arci. Si trova in via Costituente 37. Poco prima dell’ordinanza sindacale il circolo Amici Artigiani aveva ricevuto, sempre dal Comune di Parma, una pesante sanzione amministrativa, a quanto pare di 5.000 euro, per una mancata comunicazione amministrativa relativa al cambio di rappresentante legale, anche se non risulta che dovesse essere obbligatoria e perentoria entro termini definiti.
Di diverso avviso, va da sé, gli uffici comunali che, per questo motivo, hanno sanzionato gli Amici Artigiani.
Va detto – per inciso – che negli ultimi mesi sono state diverse le “multe” comminate a esercizi pubblici in città, per inosservanza di norme varie, in modo estremamente puntiglioso stando alle voci dei gestori, quasi vi fosse una volontà punitiva, più che di controllo.
Questo anche a dispetto del fatto che vi fossero o meno esposti da parte dei residenti, che per la maggior parte arrivano al Comune per l’inquinamento acustico serale o notturno e che, a quanto appreso, riguardano pochi locali tra centro storico e Oltretorrente (e non i due sanzionati con il divieto di organizzare eventi di pubblico spettacolo).
I controlli
Tutto origina dalla tragedia di capodanno a Crans Montana, in Svizzera. Nei giorni seguenti il Ministero dell’Interno ha diffuso una circolare demandando a Polizia di Stato e Vigili del Fuoco di effettuare controlli su ogni locale di intrattenimento ai fini della verifica delle condizioni di sicurezza per il pubblico, in particolare su prevenzione incendi, uscite di emergenza, capienza massima.
Questi controlli a Parma sono stati eseguiti tra febbraio e marzo e, a quanto sembra, non si sono limitati alla sicurezza ma hanno scandagliato ad ampio raggio le attività commerciali, con controlli amministrativi anche da parte della Guardia di Finanza. Le risultanze sono state comunicate a vari enti, tra cui il Comune. Al momento non risulta che altri circoli Arci siano stati sanzionati né, tantomeno, siano oggetto di ordinanze di divieto o inibizione all’uso dei locali per eventi.
La storia del circolo Amici Artigiani affonda le radici nell’Ottocento. È sempre stato in Oltretorrente e a un certo momento divenne famoso per l’appellativo “Oca morta” affibbiato per celia da una donna a cui era stato impedito l’accesso, riservato ai soli uomini. Stando ai racconti all’epoca il circolo era in borgo Fiore. Nel dopoguerra i soci del circolo acquistarono il locale in via Costituente 27 che ha anche uno spazio cortilizio antistante. Il venir meno dei soci storici ha messo in difficoltà la sopravvivenza del circolo in anni recenti; il ricambio, coordinato dall’Arci provinciale, è stato garantito da un’iniezione di soci giovani che hanno rivitalizzato il luogo, ospitando eventi culturali e concerti musicali.
Ricorso in vista
Proprio qui sta l’inghippo. Stando alle relazioni tecniche il luogo non è consono per pubblici spettacoli poiché non avrebbe il certificato di prevenzione antincendio. Il fatto però è che si tratta di un circolo privato (per accedere occorre la tessera Arci) e si applicherebbe una normativa diversa da quella per locali di pubblico spettacolo in base al TULPS (Testo unico leggi di pubblica sicurezza).
Sulla base di questi elementi i dirigenti del circolo Amici Artigiani, a quanto risulta, stanno valutando un ricorso al Tar avverso ad entrambi i provvedimenti emessi dal Comune: la sanzione e il divieto di utilizzo dei locali per spettacoli.
Lo stop imposto dal Comune rischia di comportare la chiusura del circolo Amici Artigiani e, per le modalità con cui è stata condotta la cosa, ha creato un certo malumore da parte degli ambienti Arci verso l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Guerra.
Francesco Dradi




Dispiace molto, ma non credo che gli incendi sappiano fare differenza fra circolo privato, circolo di ricchi e circolo di poveri in canna ( se – e ne dubito – questa definizione si può applicare ai circoli Arci). In quei posti ci vanno dei ragazzi e ragazzini, meglio prevenire che scrivere di tragedie, dopo.
Non capisco perché lo stesso provvedimento ha un esercizio privato viene considerato un grande atto di giustizia, mentre contro un circolo Arci viene descritto quasi come un supruso. Leggo le righe di questo articolo che i circoli di Arci dovrebbero essere protetti al di sopra della legge.