Si fa presto a dire desealing

Ma il Comune di Parma cementifica ancora, più che depavimentare

Desealing è la parola magica dell’estate parmigiana. Da mantra del mondo ambientalista, che la invoca da almeno un lustro, è all’improvviso assurta a “must” trasversale del lessico politico culturale cittadino. Parma addirittura, per un illustre giornale, sarebbe un esempio nazionale, di desealing. Meraviglie del marketing.

Il desealing, per chi se lo chiedesse, è la desigillazione o depavimentazione dell’asfalto o del cemento dal suolo, restituendolo a terreno naturale. Siccome è un’operazione impegnativa e costosa (e richiede uno switch culturale nei progetti) finora è sempre rimasta nei cassetti.

Allora cosa sta cambiando oggi che tutti vogliono fare desealing?

A parte i numerosi esempi di Milano che è partita per prima in Italia nel 2019 e continua tuttora con numerosi interventi, e di Genova con la sindaca Salis superstar che annuncia l’inserimento normativo del depaving nel Piano Urbanistico Comunale (mannaggia a Parma che “dimenticandosi” di questo tema ha appena approvato il PUG e si è fatta sfuggire l’occasione), oggi ci si accorge che per tentare di contrastare il super caldo estivo, provocato dal cambiamento climatico di origine antropica, la misura più rapida ed efficace in città è togliere cemento e mettere vegetazione (prati e alberi): è matematica, il verde riduce le isole di calore e calmiera le temperature.

Un esempio da manuale è quello realizzato a Forlì negli anni scorsi. Un grande piazzale del centro adibito a parcheggio è stato riconvertito a prato. Per chi vuole saperne di più questo il sito del progetto: sos4life E qui si può visualizzare su google earth la trasformazione seguendo la linea del tempo.

Torniamo a Parma. Il sindaco Guerra, raccontano, è entusiasta del desealing. Vorrebbe farne uno dei cavalli di battaglia nella prossima campagna elettorale. Per ora incentiva gli assessori Vernizzi e De Vanna a intervenire ovunque per spingere sul desealing come cambiamento culturale e con una nuova sensibilità ambientale.

Ma come stanno davvero le cose?

Ahi noi, come talvolta accade, si predica bene e si razzola male e in questo caso l’Amministrazione Comunale si fa cogliere facilmente in fallo. I numeri sono spietati: nei progetti del Comune di Parma sono ben maggiori i metri quadrati di nuova cementificazione rispetto alla depavimentazione e restituzione al terreno “naturale”. E gran parte è “colpa” dell’assessore allo sport, Bosi. Detto con ironia, si intende che i progetti sono approvati dall’intera giunta comunale.

Vediamo il perché.

Nella comunicazione del Comune, che infiocchetta uno degli aspetti innovativi del Pug, nel paragrafo “Piazze che tornano permeabili” si citano i piazzali Borri (centro), Bassano del Grappa (rione Cristo, quartiere San Leonardo), Serventi e Matteotti (Oltretorrente). Il totale di desigillazione di questi interventi sarebbe di oltre 2.500 mq, ma leggendo bene si scopre che in via Bassano “nella porzione centrale della piazza ci sarà la posa di un calcestruzzo drenante ad alte prestazioni”. Altolà: siano benedetti gli architetti e gli ingegneri che trovano sempre una soluzione a tutto. In pratica si toglie un cemento impermeabile anni Sessanta (era un campo da basket) e si mette un “calcestruzzo drenante”; sempre cemento è, però fa passare l’acqua nel sottosuolo. Le aree riconvertite effettivamente a prato sono di 800 mq. Stesso discorso vale per piazzale Serventi, intervento molto controverso e indigesto tanto che si rassicura “Il progetto non vedrà la perdita di parcheggi”. In piazzale Matteotti invece il ridisegno prevede un desealing di 490 mq.

C’è infine il caso di piazzale Borri, progetto di riqualificazione promosso e sostenuto integralmente dal Consorzio Km Verde. Nella comunicazione ufficiale prudentemente non si accenna al desealing ma si enfatizza la posa di 122 tra alberi e arbusti. Molti saranno piantumati lungo il perimetro della piazza, con aiuole sinuose che “scacciano” i lastroni di luserna. Tuttavia nella porzione che era già a verde vengono ricavati dei vialetti di camminamento, con sottofondo impermeabile. Insomma par di intuire che per il suolo sarà un saldo zero, se va bene. Ma lo scopo, come detto, è rendere la piazza più ombreggiata e vivibile, e il restyling sembra accattivante.

Nel contempo che si promuove il desealing, l’altra mano del Comune continua imperterrita a impermeabilizzare suolo. Annuncio del 3 luglio: in strada Zarotto nuova piscina pubblica all’aperto, di oltre 300 metri quadrati … sottratti al parco Ferrari. Lo stesso parco che quattro mesi fa ha visto inaugurare il nuovo campo da calcio in sintetico dell’Audace, misura 64 x 104 metri, ossia 6.656 metri quadri di terreno naturale tolto e impermeabilizzato con una soletta.

I conti son presto fatti: desealing previsto 2.500 mq, suolo impermeabilizzato 7.000 mq, quasi il triplo.

E un altro campo in sintetico è stato promesso alla San Leo, a sostituire uno in terreno, nel complesso sportivo in via Guastalla.

Non c’è solo lo sport. Nel settore mobilità è stato approvato il settembre scorso il taglio di un pezzetto di 150 mq della Picasso Food Forest per fare una rotatoria.

La rassegna potrebbe continuare con costruzioni in corso di strutture pubbliche (case della salute, biblioteche) su aree verdi, ma guardiamo avanti e fiduciosi sulla rotta del desealing.

Francesco Dradi

4 commenti
  1. Laura
    Laura dice:

    Articolo molto interessante. Mi ha chiarito il significato di parole e concetti, tanto proclamati, ma che nella mia “ignoranza” risultavano astratti e a tratti utopistici. Il desealing o desigillazione o depavimentazione è una operazione molto concreta, ma, perchè si attui, non bastano investimenti e riprogettazioni, occorrerebbe un cambiamento culturale, e, questo è forse l’ostacolo più grande.
    Nel caso specifico poi del campo sintetico dell’Audace, al parco Ferrari, mi viene da dire che le ripercussioni “negative” non sono solo sull’ambiente.
    Mi chiedo spesso se sul piano etico sia giusto togliere qualcosa alla comunità per creare un campo ad uso esclusivo di pochi…ma forse mi mancano altre informazioni
    Intanto grazie

    Rispondi
  2. Mariella
    Mariella dice:

    Niente di nuovo. Le promesse e premesse elettorali sono sempre piú fantasiose, tanto poi si sa che nessuno sará tenuto a mantenerle anche perché la memoria dei parmigiani é corta.
    L’importante é cavalcare l’onda emozionale dei parmigiani, possibilmente utilizzando termini inglesi, che fanno molto chic, da spendere nelle occasioni mondane “under the moonlight”, in “Puzza Garibaldi”.

    Rispondi
  3. Riccardo Tonioli
    Riccardo Tonioli dice:

    Analisi perfetta: desigillazione più comunicata che realizzata. E i campi sintetici alle nostre latitudini e con l’incombere di temperature sempre più alte sono una follia.

    Rispondi
  4. Liliana Costanza
    Liliana Costanza dice:

    In via Einstein più di 4 anni fa sono stati abbattuti15 alberi mai sostituiti nonostante le mail di singoli condomini e quella dell’amministratore di condominio firmata da tutti i condomini, le richieste alla presenza dell’ex assessore al verde pubblico Dr Michele Alinovi e del nuovi assessori Dr.Borghi e De Vanna e dell’allora candidato sindaco Dr. Michele Guerra e le promesse di intervenire. L’ultima mail inviata al sindaco e per conoscenza agli assessori al verde pubblico eallle politiche della salute non ha avuto risposta. La nostra via, privata dell’ombra degli alberi ,è diventata una vera isola di calore. I cittadini sconcertati per tale modus operandi.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *