Parma-Napoli 1-1 punto salvezza ricordando Matteo Bagnaresi
Passata Pasqua, passata la pausa per i play-off mondiali delle nazionali, torna il campionato.

Domenica densa, densissima di sport, più o meno tutto in contemporanea: la leggendaria Paris-Roubaix di ciclismo, ennesima sfida Sinner-Alcaraz a Montecarlo per il primato in classifica del circuito tennistico, ma l’astinenza da curva Nord ha la precedenza su tutto.
Passione inesauribile, bruciante, che fa parte del nostro DNA.
Oggi, coreografia imponente, tributo ricordo per Matteo Bagnaresi a 19 anni dalla scomparsa.
Striscione bellissimo, centinaia di bandiere al vento.
Curva Nord Matteo Bagnaresi.
Sorprende, ma fino a un certo punto, che un ragazzo impegnato nel sociale, schierato politicamente, sia comunque orgogliosamente simbolo di una curva e di una tifoseria intera.
Per ribadire come, più volte detto, la fede, il tifo, la passione quando siamo sui gradoni del Tardini, i colori e la maglia vengono prima di tutto e di tutti.
E, nell’intervallo, altro tributo di sostanza a due storici gemellaggi internazionali: quelli coi girondini di Bordeaux e coi Tornardos del Rapid Wien.
E i gruppi di supporter britannici da Irlanda e Scozia.

Nonostante il divieto di trasferta per i tifosi partenopei sprovvisti di tessera del tifoso e per i residenti campani, la Sud è stracolma di sostenitori azzurri e molti posti in tribuna sono occupati da spettatori in sciarpa azzurra.
Qui, piccola riflessione polemica: perché se vai in trasferta in curva sei trattato come carro bestiame, controlli rigidi, attesa all’ingresso, attesa all’uscita, dilatazione dei tempi.
Vai in tribuna: arrivi quando vuoi, vesti come vuoi, esci quando vuoi e tutto a posto madama la marchesa.
L’atmosfera è elettrica.
Il Napoli insegue l’Inter e la conferma del tricolore, il Parma ha da farsi perdonare l’ultima desolante prestazione casalinga contro la Cremonese e dare continuità al punto di Roma contro la Lazio.
Il Parma passa in vantaggio alla prima azione con una stupenda azione corale rifinita dal giovane centravanti francese Elphege che sostituisce Pellegrino e finalizzata magistralmente da Strefezza.
Il Napoli pressa, ma le occasioni non sono tantissime, conseguenza d’un gioco lento degli azzurri e un livello di chiusure attente e asfissianti dei crociati.
Nella ripresa, un cambio troppo conservativo di Cuesta, porta il Parma tutto in area e inevitabilmente, con un rimpallo fortunato, arriva il pareggio partenopeo.
L’esordio, positivo, del ventenne Mikolajewski, centravanti della primavera delle meraviglie riporta i gialloblu con una disposizione più equilibrata e meno rinunciataria.
Il Napoli ha due grosse occasioni, il Parma un paio di ripartenze interessanti e una vibrante protesta per un possibile rigore a favore non assegnato.
Pareggio giusto che sa di salvezza per la squadra di casa e di bandiera bianca per gli uomini di Conte.
Stavolta i crociati vengono sotto la curva e gli applausi sono meritati e scroscianti.
Se l’atteggiamento, la voglia, la grinta fossero sempre state queste, i punti magari non sarebbero stati molti di più, ma qualche patema in meno e qualche sorriso, e applauso, in più sarebbero arrivati.
Giallo & Blu




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