A Parma il Green Economy Festival alla prova della crisi geopolitica
Dal 17 al 19 aprileParma ospiterà per la sedicesima volta il Green Economy Festival, un’occasione di riflessione di portata nazionale per le tante imprese che aspirano a crescere in modo “sostenibile”, ma anche un momento di incontro tra imprenditori, istituzioni, società civile, scienziati e giornalisti. Il titolo di questa edizione sarebbe stato già sufficiente per raccogliere l’attenzione di un pubblico vasto e attento alle questioni ambientali: “Il Mondo tra 20 anni. Progettare prodotti e servizi per un Pianeta a risorse limitate” (per programma, informazioni, accesso libero con accredito: www.greeneconomyfestival.it)

Ma è quasi inutile sottolineare che alla luce del caos energetico-geopolitico che stiamo vivendo a causa della rimodulazione della politica imperiale americana, l’incontro assume un’importanza che forse neppure gli organizzatori immaginavano e il titolo “Il Mondo tra 20 anni” andrebbe a questo punto riformulato così: “Il Mondo da ADESSO IN POI”. Non basterà infatti avere di nuovo gas e petrolio dalla Russia o riaprire lo Stretto di Hormuz per mettere in sicurezza l’Occidente industrializzato: la dipendenza dai combustibili fossili è un cappio al collo di cui non abbiamo il controllo e la Green Economy non è più una scelta tra le tante possibili ma una drammatica necessità.
I tanti e qualificati relatori del Festival non dovrebbero sprecare questa opportunità di confronto: ci auguriamo sappiano formulare proposte – rivolte al mondo economico, scientifico e alla politica – capaci di tenere il passo con l’accelerazione imposta da questa “Terza Guerra Mondiale a pezzi”.
I momenti di incontro previsti sono una quarantina distribuiti in tre giorni, con circa un centinaio di relatori, molti in contemporanea. Presuppongono dunque da parte del pubblico una scelta mirata e, anche se a ingresso libero, richiedono un accredito. Sul sito www.greeneconomyfestival.it si può studiare il programma.
Alcuni incontri si annunciano fin dal titolo molto interessanti:
- Fossili, rinnovabili, nucleare: quale futuro per l’energia dell’Italia e dell’Europa,
- Escaping the Elite Illusion (con Joshua Angrist, premio Nobel per l’Economia del 2021)
, - Elettrificare per crescere: la sfida per la politica e le imprese,
- Il diritto alla Natura,
- Sostenibilità indietro tutta? Il cambio di rotta di Usa, Cina e Germania,
- Filiera agricola organica e rigenerativa: impatti concreti su sostenibilità e benessere,
- Geopolitics of Raw Materials,
- Come rendere le città sostenibili?,
- “La grande transizione del capitalismo” (presentazione del libro con l’autore Giuseppe Sabella),
- Primo, non sprecare (presentazione del libro “Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro” con l’autore Andrea Segrè)
- “Il mito infranto. Come la falsa sostenibilità ha reso il mondo più ingiusto” (con l’autore Antonio Galdo),
- La ricerca tra competenze e AI: sfide per il futuro,
- Cos’è l’energia senza le reti?,
- La promessa africana,
- L’innovazione veicolo di sostenibilità ambientale e sociale,
- Oltre l’algoritmo: l’umanità al centro del progresso,
- Nuove frontiere del turismo: l’ospitalità rigenerativa
- L’evoluzione della cucina: cosa cambierà nei prossimi 20 anni?
- “Energia. Una storia di creazione e distruzione” (con l’autore Roberto Battiston),
- “I vagabondi del mare. Le tante vite del plancton” (con le autrici Giorgia Bollati e Marta Musso).
Tra i circa cento relatori, oltre al citato Joshua Angrist e agli autori delle pubblicazioni, vale forse la pena menzionare Federico Faggin, Vito Mancuso, Maria Chiara Carrozza, Alessandra Prampolini, Angelo Bonelli, Paolo Giordano, Gunter Bloschl, Giorgio Gori, don Dante Carraro, Aurora Cavallo.
Il Festival è promosso da ItalyPost e dal Corriere della Sera, con il patrocinio del Comune di Parma e dell’Unione Parmense degli Industriali e ha come partner principali Crèdit-Agricole Italia, Davines Group e Iren.


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