Teleriscaldamento, aumenti esorbitanti da Iren
Riceviamo e pubblichiamo.
Europa Verde: Iren riduca i prezzi del teleriscaldamento di Parma. Rispetto al 2025 si registra un aumento dei prezzi di oltre il 50% nonostante gran parte del calore provenga dai rifiuti bruciati nel termovalorizzatore.
Il caro energia, dovuto alle sconsiderate guerre di Trump e al ritardo dell’Italia nella conversione alle energie rinnovabili, sta colpendo duramente i bilanci delle famiglie italiane che devono fare i conti anche con un aumento generale dei prezzi al consumo a fronte di redditi stagnanti. A livello italiano ed europeo si stanno ricercando misure per contenere questi incrementi mettendo tetti ai prezzi e riducendo la tassazione con interventi che vanno a carico della fiscalità generale e quindi di chi paga le tasse.
Ancor più della bolletta elettrica e dei costi dei carburanti, sulle spese delle famiglie incidono quelli per il riscaldamento. A Parma circa 35.000 utenze sono collegate alla rete di teleriscaldamento e dovrebbero da questo punto di vista risentire meno degli aumenti dei prezzi energetici, considerato che il 70% del calore erogato proviene dal termovalorizzatore che brucia rifiuti, ovvero un combustibile già pagato dai cittadini con la Tari.
Invece anche quest’anno gli utenti della rete di teleriscaldamento di Parma non avranno alcun beneficio in bolletta, anzi, andranno incontro ad un inverno molto pesante sul piano economico. Il prezzo al MWh applicato da IREN per settembre 2026 è infatti superiore di oltre il 50% rispetto a quello del 2025 con un valore medio di 197 euro. Non risulta però che il combustibile rifiuto sia aumentato del 50%, tanto più che a IREN non costa niente essendo pagato dai cittadini.
Cosa ancora più sconcertante è che questo prezzo è identico a quello pagato dagli utenti di Reggio Emilia che hanno però una rete alimentata totalmente a gas e non devono sobbarcarsi l’impatto dell’inceneritore sul loro territorio.
Già in occasione della prima crisi dei prezzi dell’energia nel 2022, come Europa Verde avevamo denunciato questo ingiustificato aggravio di costi per gli utenti di Parma lanciando una petizione e promuovendo una mozione, votata dal Consiglio comunale, che chiedeva e chiede a IREN di applicare un sistema di calcolo dei prezzi basato sui costi reali del servizio (sistema cost-reflective).
Nonostante questa mozione e le reiterate interrogazioni e richieste in consiglio comunale, IREN continua ad applicare sia per Parma che per Reggio Emilia e Piacenza il sistema del costo evitato che di fatto calcola il prezzo equiparandolo a quello che l’utente avrebbe con un impianto di riscaldamento autonomo a gas. Un sistema che penalizza fortemente gli utenti di Parma creando extra-profitti sulle tasche dei cittadini che vanno a finire nel calderone del bilancio di IREN.
Come Europa Verde chiediamo che dopo 4 anni di totale sprezzo da parte di IREN delle richieste del Consiglio comunale, per la stagione termica 2026-2027, su Parma siano applicati dei prezzi del servizio basati sui reali costi delle fonti energetiche che, ribadiamo, per oltre il 70% derivano dai rifiuti.
Perfino ENI, su richiesta del governo, è intervenuta per ridurre il costo dei propri carburanti. Qua non si tratta di mettere un tetto, ma di fare pagare un prezzo equo e giusto agli utenti di Parma, tanto più nel difficile frangente economico e inflazionistico che stiamo vivendo.
Ci attendiamo che anche il Sindaco e la Giunta tutta, in forza della mozione del Consiglio comunale, si mobilitino per questo ed intervengano sulla multiutility che, almeno formalmente, dovrebbe essere sotto controllo pubblico e fare prima di tutto gli interessi dei cittadini.
Nicola Dall’Olio, coportavoce Europa Verde Parma


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