Parma-Roma 2-3, complimenti a questo Parma
L’influenza di stagione ci mette KO entrambi. A fatica, arriviamo sul divano. Un occhio mezzo aperto.
A questo punto della stagione, per chi ha raggiunto l’obiettivo salvezza, ci sono due squadre.
Chi gioca con leggerezza, facendo fare minuti a chi ha giocato meno, provando qualche soluzione nuova, mostrando un atteggiamento diverso, un po’ più spavaldo.
Oppure chi va in campo con evidente disinteresse: ritmo blando, agonismo amichevole, svagatezza di chi il proprio l’ha già fatto e testa, polmoni e gambe sono già in vacanza.
Il Parma, questo Parma, no.
Entra in campo con una ferocia inaudita, come fosse una finale, la finale.
Sempre compatti, attenti. Si raddoppia, si fa densità, se si recupera palla ci si rovescia in attacco, anche con più uomini rispetto al solito. E poi, quando si va sotto su una palla persa malamente a centrocampo sarebbe lecito (e umano) aspettarsi che la squadra si sciolga.
Invece, no.
Non il Parma, non questo Parma.
Alza addirittura la voglia, la grinta, l’impegno, l’unione di intenti. Arriva il pareggio, bellissimo, di Strefezza costruito magistralmente da HNC (Hans Nicolussi Caviglia, il centrocampista letterato). E anche qui, potrebbe essere lecito rallentare, mollare e invece no.
A una manciata di minuti dalla fine, nel giorno della festa della mamma, Mandela Keita regala il gol che fa esplodere il Tardini e ci fa sussultare sul divano e ammirare l’esultanza in tribuna della mamma, che gli diede quel nome così evocativo di impegno e riscatto e di cui il centrocampista del Parma sente il peso e l’orgoglio.
Nel mezzo, qualche svarione difensivo, che mica siamo impenetrabili, ma ci pensa Suzuki con alcune mirabolanti parate. E un gol annullato a Pellegrino per un fuorigioco di un compagno che lascia molto l’amaro in bocca.
Ecco, se la partita fosse finita qui, sarebbe stato bello, buono e pure giusto.
Con anche alcune vecchie glorie gialloblu sugli spalti: Melli, Osio, Benarrivo, Buffon e altri e il mio idolo Tomas Brolin, addirittura in Curva a lanciare i cori.

Ma sappiamo che il calcio non è una scienza esatta e il regolamento è così articolato e complesso che l’interpretazione supera sempre la norma scritta.
La Roma, nei sei minuti di recupero concessi dall’arbitro Chiffi, prima pareggia in mischia grazie a un evidente assist di braccio di Mancini. Poi, addirittura, sorpassa il Parma con un rigore concesso per una cintura di Britschgi su Rensch, nonostante il giocatore giallorosso commetta, per primo, una netta irregolarità sul nostro difensore.
Si potrebbe fare polemica e pure dietrologia, sul peso in Federazione della società crociata e di quella capitolina, degli interessi nella corsa Champions, ma non ne faremo.
Facciamo invece i complimenti al Parma, a questo Parma, per la fantastica prestazione odierna.
Le voci di corridoio, dicono di uno spogliatoio spaccato, di senatori contro il mister. Beh, se guardiamo all’esultanza e all’entusiasmo genuino di tutti al gol di Nelson e alla gara di oggi, l’evidenza racconta davvero tutt’altro.
Onore al Parma, questo Parma.
Parma-Roma 2-3
Reti: 22′ Malen (R); 47′ Strefezza (P), 87′ Keita (P), 94′ Rensch (R), 100′ Malen (R)
Domenica 10 maggio 2026, stadio “Ennio Tardini” di Parma; spettatori totali 18.685 (di cui 13.329 abbonati e 781 ospiti).
Giallo & Blu 🟡🔵



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