Nel nome dei bambini di Gaza, bende sul mondo ferito
Sembra di entrare in un ospedale da campo in zona di guerra, nel varcare la soglia dell’Oratorio Novo. Lunghe strisce bianche, come bende cucite una ad una, penzolano appese, ricoprono pareti, si perdono in ghirigori a terra. L’allestimento in questa veste dell’Oratorio Novo (sala conferenze della biblioteca civica) restituisce una sensazione di sacralità, come fosse una sala del commiato, o ben di più: un memoriale dove raccogliersi, inchinarsi e porgere l’ultimo saluto agli oltre 20mila bambini palestinesi vittime del genocidio a Gaza. Sperando, pregando per una pace che oggi sembra impossibile.
5,7 km di grida nel silenzio è il nome di questa mostra speciale, itinerante, che fa tappa a Parma proprio nel periodo pasquale e diventano un grido di pace, o forse solo un sussurro ma almeno quello, in questi tempi di guerra guidati da Israele, paese e popolo passato da vittima a carnefice, nel contrappasso della storia.



Il progetto di questa esposizione artistica si deve a Cristina Pedrocco (W. Camicie) ed Elena Gradara e vede l’adesione di centinaia di volontari artisti, artigiani tessili, associazioni, che hanno accolto l’idea di trascrivere, ricamare o dipingere su un pezzetto di stoffa bianca i nomi delle giovanissime vittime dell’occupazione israeliana. Ne è uscito un nastro lungo 5,7 chilometri che ora gira le città italiane.
A Parma è arrivato grazie all’impegno della Casa della Pace e del Comune di Parma che ha messo a disposizione l’Oratorio Novo, grazie alla sensibilità dell’assessora Caterina Bonetti.
Nel corso dell’inaugurazione, dai toni commossi, è stato ricordato l’input dato da Cristina Pedrocco “Ho fatto una chiamata agli aghi” perché “I nomi sono importanti, cucirli significa farli esistere” … Aida Abu, Mervat Abdel, Kamel, Mohammed, Sham, Zain, leggiamo sulle bende … di tutti questi nomi qualche mese fa era già stato evocato il ricordo, in una maratona di memoria promossa dalla Casa della Pace e dalle Donne in nero.

Il violoncellista Enrico Contini ha ricordato la figura di un maestro musicista ebreo-palestinese che, come tanti, si è speso forse invano per una convivenza fra popoli, e poi ha liberato nell’aria una sonata struggente. Quindi la parola è passata ad un esule libanese, a Parma da molti anni, la cui famiglia originaria ha avuto la casa semidistrutta, pochi giorni fa, da un bombardamento israeliano; uno dei tanti che stanno scacciando la popolazione dal sud del Libano per quel disegno di espansione sionista in una spirale di morte che sembra inarrestabile.
I 5,7 km di grida nel silenzio sono visitabili ancora per oggi e domani con orario 10:30 -13 / 16-19 e martedì 7 aprile (h 10-13). Oratorio Novo, Biblioteca Civica, vicolo Santa Maria 5, Parma.
dra.fra



Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!