Inter-Parma 2-0, onore all’Inter campione ma Milano trasferta impossibile

La scelta personale è stata quella di stare a casa.

Ancora una volta, non certo per il calo di passione, ma per la gestione degli orari.

Vero che Milano è una delle trasferte più prossime, ma l’idea di dover aspettare, terminata la gara, il permesso di uscita dal settore ospiti con i festeggiamenti per lo scudetto in corso, ci ha fatto desistere.

Già normalmente ci si sente un po’ prigionieri in curva in attesa del permesso di rientrare, talvolta esteso anche ai parcheggi. In occasioni come queste, tra premiazioni e festa sul campo, la percezione di sequestro e dilatazione del tempo d’attesa sono realtà che solo l’infinito amore per i colori cittadini riesce a compensare.

La partita aveva un paio di cose da dire: da un lato, sancire il 21esimo successo in campionato dei nerazzurri, rinati dalle ceneri della batosta della scorsa finale di Champions e guidati dall’ex giocatore Chivu, che è stato brevemente e ottimamente tecnico gialloblu.

Dall’altro lato, capire l’atteggiamento e l’impostazione dei crociati in questo ultimo scorcio di campionato una volta raggiunto il traguardo della salvezza.

La formazione è quella che possiamo ormai considerare come quella titolare, senza sorprese, senza innesti, senza azzardi. E, uguale, anche il piglio in campo.

Squadra cortissima, densità sulle linee di passaggio, ritmo basso. Niente di nuovo né diverso.

E, con questa solita attitudine, il Parma ha anche una possibilità di mettere sotto l’Inter con un’azione ben orchestrata, ma sterilizzata da una ciabattata di Pellegrino, uno di quelli che è arrivato a fine campionato veramente stremato.

Anche dopo qualche miracolo di Suzuki e il vantaggio dei padroni casa siglato da uno dei figli di Lilian Thuram (uno degli amori più intensi del Tardini, ironia portaci via) la squadra tiene il campo come prima.

Un po’ fa piacere vedere che la testa e i polmoni sono ancora sul rettangolo verde, un po’ magari si sperava di vedere qualcosa se non proprio in più, magari di diverso.

Però il dna di una squadra non si cambia in una settimana, la rosa non è che sia infinita, anzi e la Primavera è ancora impegnata nel suo campionato giovanile con ottime prospettive di vertice e giustamente non si possono o vogliono togliere giocatori per puntare alla vetta.

Ne mancano ancora tre, vedremo come e con chi si andrà in campo.

Inter-Parma 20

Reti: 46pt Thuram, 80’ Mkhitaryan

Domenica 3 maggio 2026, stadio “Giuseppe Meazza”, San Siro, Milano; spettatori totali 74.198 (di cui 350 ospiti)

Giallo & Blu  🟡🔵

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *