Il clima presenta il conto. Dovevamo agire, non lo abbiamo fatto
Ieri in Emilia ulteriore assaggio di quello che sarà la nuova normalità.
Potevamo evitarlo, dando una sterzata quando ancora i danni erano contenibili. Non lo abbiamo fatto, perché non volevamo fare sacrifici a scapito dell’economia.
Ma ritardare i sacrifici necessari porta soltanto a doverne fare di ancora più grandi, solo un po più avanti.
Lo stiamo vedendo. Perché perdiamo vite per il caldo, perdiamo tanti soldi per riparare i danni, e anziché GUIDARE il cambiamento distribuendo equamente i sacrifici ed usando con intelligenza le risorse, lo subiamo, creando sempre più disuguaglianze e sempre più esacerbate. Continuiamo a difendere i privilegi proprio di quelli che maggiormente causano il problema e se ne fregano di risolverlo.
Quando anni fa fui tra le persone che avvertivano della necessità dei sacrifici, fummo derisi dalle destre, ignorati dai cosiddetti partiti progressisti, guardati male dagli amministratori e dagli agricoltori, i quali erano stati avvertiti che sarebbero stati loro a farsi carico più di tutti della gestione delle conseguenze, in quanto attori diretti sui territori.
Che dire ora? Una grande amarezza vederci così impreparati, vedere i soldi delle nostre tasse, che in gran parte vengono dal lavoro normale di persone normali che faticano a far quadrare i conti, letteralmente buttati.
Siamo incapaci ed impreparati.
Ascoltiamo gli urlatori che difendono il loro orticello anziché capire che i sacrifici di oggi evitano le sofferenze di domani.
Siamo pessimi genitori delle prossime generazioni, che soffriranno a causa della nostra negligenza.
Dovevamo agire, non lo abbiamo fatto.
Chiara Bertogalli



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