Aeroporto: Sogeap è in grave ritardo sul masterplan, la VIA è in scadenza, ma il “polo logistico” (cioè i cargo) rimane il cardine dell’ampliamento


A che punto siamo: Aeroporto (prima parte)

A che punto siamo con l’ampliamento delle strutture aeroportuali del “Verdi” secondo quanto previsto dal Master Plan 2018-2023, cioè dal progetto del rilancio approvato a suo tempo? Partiamo da due notizie recenti. Nel corso di “Parma Europa” (mese di settembre su 12 Tv Parma) Matteo Ferrari, presidente dell’Unione Parmense Industriali, dichiara che “c’è un progetto di adeguamento delle infrastrutture e c’è un progetto di adeguamento dell’area parcheggio degli aerei, che potranno passare da 4 a 10”. Ottime notizie per lo scalo che vedrebbe più che raddoppiata la capacità operativa.

Ma la VIA scade e Sogeap deve correre ai ripari

L’ottimistica dichiarazione si scontra con gravi ritardi nei piani di attuazione del Master Plan che in origine è nato con una finestra temporale che terminava nel 2023, anche se vari intoppi l’hanno fatta slittare al 2025. A causa delle turbolenze dell’anno scorso tutto è rimasto fermo. Ma adesso c’è un problema: la VIA, la valutazione di impatto ambientale già approvata, ma senza la quale è impossibile fare qualsiasi intervento, è in scadenza. Ottenuta il 31 marzo del 2021 ha la validità di 5 anni, poi ci sono quattro mesi di tempo per chiedere una proroga. Se non si ottiene si ferma tutto. Sogeap in febbraio trasmette al Ministero una Relazione sullo stato attuale del Master Plan 2018-2023 per spiegare i motivi del ritardo e fare il punto sul progetto, per poi fare una richiesta formale, il 3 luglio di quest’anno tramite l’Enac, di una proroga che porterebbe la scadenza al 2031. La nuova data è necessaria anche per poter accedere ai famosi 12 milioni di fondi europei ottenuti tramite la Regione (di cui 3 già spesi per lavori di adeguamento pista nel 2019), in realtà scaduti ma poi resi disponibili fino al 2027.

Sogeap identifica le cause del ritardo a problemi legati alle “ultime evoluzioni societarie legate alla modifica dell’assetto societario e finanziario” della società stessa.

Il Ministero Ambiente tira le orecchie alla Sogeap

La risposta del MASE (Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica), in data 24 settembre, lascia un po’ senza parole. A proposito della proroga della VIA viene riscontrato infatti che non è stata fornita “un’analisi dettagliata e circostanziata delle cause che hanno determinato la mancata realizzazione degli interventi” e chiede chiarimenti. Sogeap è stata troppo sul generico e adesso deve specificare gli eventi “oggettivamente impeditivi” come ad esempio “contenziosi, sopravvenienze normative, blocchi amministrativi, indisponibilità di aree” eccetera. Il Ministero vuole un Cronoprogramma con “particolare riguardo alle opere di rilievo avviate, da avviare e quelle di nuova concezione”. In più servono specifiche sulle Prescrizioni ambientali e misure gestionali adottate e la Relazione di Incidenza. Ma soprattutto manca un Piano Economico Finanziario aggiornato.

Le integrazioni devono essere inviate entro 30 giorni “naturali e consecutivi” dalla data della nota di risposta, cioè entro il 24 ottobre. Pena la decadenza della VIA. E ottenerne un’altra significherebbe ricominciare da capo l’intero procedimento.

L’ampliamento è per i passeggeri o per i cargo?

La domanda si ripropone poiché nella citata Relazione sullo stato attuale del Master Plan 2018-2023 troviamo un capitolo intitolato “Realizzazione di un nuovo polo logistico” corredata dalla seguente immagine:

Come si apprende leggendo, “l’intervento prevede la realizzazione di un nuovo polo logistico dedicato al traffico merci legato, di fatto, alla realizzazione di una nuova bretella di collegamento per aeromobili classe E con la THR 02, realizzazione di un nuovo piazzale per aeromobili classe E ed un nuovo magazzino merci di circa 5.100m², il tutto per complessivi m² 61.000 circa, completo di tutte le dotazioni del caso”. Ricordiamo che per classe E si intendono aerei a fusoliera larga e apertura alare dai 52 ai 65 metri, mentre quelli usati adesso da Ryanair sono di classe C (citata in seguito), con fusoliera più stretta e apertura alare tra i 24 e 36 metri.

Si specifica inoltre che “Il piazzale e la viabilità “land side” hanno dimensioni adeguate alla movimentazione ed il parcheggio di 5 autotreni e autovetture del personale per circa 6.300 m²” e che “l’accesso all’area logistica sarà garantito da un raccordo avente origine in corrispondenza della rotonda di via Ferretti”.

In seguito viene presentata anche “la realizzazione in struttura prefabbricata di un nuovo hangar di manutenzione aeromobili fino a classe C, in zona adiacente agli attuali dedicati all’aviazione generale. Il nuovo volume previsto sarà di circa 27.000 m³ sviluppati su una superficie di 2.500 m².”

Gli interventi maggiori sono per il polo logistico come evidenziato qui sotto dove i “B” riguardano la logistica-cargo (da notare gli aerei più grandi) e i “C” l’aviazione generale.

I riquadri “A” (uno è all’altro lato della pista) riguardano l’allungamento della pista. Si doveva passare, come sappiamo da tempo, “dagli attuali 2.124m a 2.880m. A causa di interferenze con la viabilità comunale, l’intervento ha subito un’ottimizzazione, riducendone l’allungamento di circa 240m, arrivando così a definire una TORA avente estensione di 2.640m.” Attenzione però: viene detto chiaramente che “si è valutato di intervenire sulla pista sia considerando di rinnovarne la vita utile sia considerando di garantire lo sviluppo programmato (prolungamento pista per consentire lo sviluppo dell’attività logistica)”. Vedi i cargo di classe E.

Sogeap ammette che occorrono 5 anni di lavori

Molto esplicita la richiesta finale che ha dato origine alla necessità di una proroga della VIA: “Stante la programmazione degli interventi previsti dal Piano di Sviluppo Aeroportuale di Parma per il periodo 2018-2023, si specifica che ad oggi nessuno di essi è stato sottoposto a procedura ambientale o risulta essere in fase di realizzazione”. Quindi Sogeap per completare il Master Plan “ritiene sia necessario un periodo di almeno 5 anni”.

Il nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 esclude Parma dai cargo, ma…

Un’accesa discussione si è sviluppata dopo la pubblicazione, questo luglio, del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, realizzato dal MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti) in collaborazione con Enac. Il PNA non è stato ancora definitivamente approvato e comunque è “uno strumento di pianificazione -si legge nella presentazione- formulato in attesa della predisposizione di un più ampio Piano Generale della mobilità e del trasporto” e si configura come “un documento di indirizzo politico e tecnico”.

Analizzando la struttura della rete air cargo, vengono individuati come portanti due scali principali (Malpensa e Fiumicino) e sette secondari (Venezia, Brescia-Montichiari, Taranto, Ancona, Catania, Cagliari, Lamezia Terme): in questo elenco il “Verdi” di Parma non c’è, viene solo citato come facente parte del Sistema integrato aeroportuale dell’Emilia-Romagna.

Questa esclusione ha portato a dichiarazioni “trionfalistiche” dei capigruppo della maggioranza, del segretario provinciale del PD Nicola Bernardi e dello stesso sindaco Michele Guerra che hanno sottolineato come sia risultato vincente lo sforzo profuso dalla Giunta nel portare la Sogeap nel 2023 a far marcia indietro in modo definitivo sul progetto cargo, per puntare solo ed esclusivamente sul traffico passeggeri. Al contrario i comitati e le associazioni che si sono sempre opposti ai voli cargo fanno notare che “carta canta” e i documenti inviati al Mase confermano l’intenzione di realizzare un polo logistico dove possano operare grandi aerei cargo, come abbiamo analizzato qui sopra.

Il PNA 2026-2035 lascia aperti molti interrogativi e il Master Plan di Parma è definitivo

Tra le righe del PNA emergono ambiguità. Se da un lato Parma non è inserita negli scali secondari a vocazione logistica è anche vero che nel Piano Nazionale si leggono frasi come queste riferite alla Struttura della rete cargo: “Fermo restando che la quota sostanziale della domanda di traffico è sostenuta in primo luogo dagli scali di Milano Malpensa e Roma Fiumicino e tenuto conto che è data facoltà a ciascuno scalo di operare una quota di traffico merci di tipologia compatibile con le proprie condizioni operative, si ritiene necessario individuare una struttura funzionale di riferimento per lo sviluppo della rete cargo nazionale…”.

Dunque in generale non sono imposti divieti per gli altri scali di operare con voli cargo.

In più abbiamo visto che non è in discussione la validità del Master Plan della Sogeap già approvato dall’Enac in maniera definiva e in tulle le sedi competenti. La Sogeap ha richiesto solo una proroga della VIA (già approvata), il MASE non mette in dubbio la valenza legale del piano di sviluppo del “Verdi”, chiede chiarimenti, e i finanziamenti europei che la Regione ha girato a Parma sono ancora validi…

Non sembra in questo momento che il nuovo PNA possa impedire alla Sogeap di sviluppare il suo polo logistico come appunto riaffermato in febbraio. Forse l’unico elemento che può “fermare” il Master Plan parmigiano sarebbe la decisione del MASE di non concedere la proroga della VIA.

Va anche ricordato che la stima dell’investimento complessivo per ampliare l’aeroporto era sui 25-30 milioni e, a parte il finanziamento pubblico, è in carico ai soci Sogeap che un anno fa hanno sborsato 9 milioni per coprire le perdite e ricapitalizzare.

Giunta nei quartieri

Dell’aeroporto se ne dovrebbe parlare nel prossimo incontro della “Giunta nei quartieri” in programma martedì 27 ottobre alle 18 presso il centro civico Argonne, con gli abitanti di Molinetto – San Pancrazio. La richiesta esplicita di un aggiornamento sullo sviluppo aeroportuale giunge dal Laboratorio di quartiere di San Pancrazio.

La Redazione

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