A Fidenza si consuma nuovo suolo


La variante Essers: logistica su 20 ettari di campagna

Domani sera, giovedì 30 luglio, il consiglio comunale di Fidenza si troverà a votare una delibera che dà il via libera ad una variante urbanistica per trasformare 20 ettari di campagna in un’area logistica, in base all’articolo 53 della legge urbanistica regionale.

In pratica altri 200.000 metri quadrati di suolo fertile e irriguo della pianura padana scompariranno sotto una colata di cemento.


Il percorso della variante

Il proponente, l’azienda Essers Italia srl della multinazionale belga H. Essers, ha avanzato la richiesta il 16 marzo scorso, come si apprende dalla proposta di delibera in consiglio comunale (che potete leggere qui) e il progetto è stato pubblicato nel BUR (bollettino della Regione) il 7 maggio; in contemporanea sono stati mandati i preavvisi di esproprio ai proprietari dell’area, ma solo a inizio giugno la “notizia” è cominciata a circolare in vie informali, dopo che l’assessore all’ambiente e alla partecipazione, Franco Amigoni, ne ha dato un’informativa al gruppo consiliare di maggioranza.

A metà giugno si è costituito il Comitato “Per il futuro di Fidenza” che ha studiato le carte per opporsi al progetto, indire un’assemblea coi cittadini a Chiusa Ferranda, lanciare una petizione (qui, se la volete firmare) e alla fine presentando 6 osservazioni puntuali (qui per leggerle). I referenti del Comitato sono Michele Scita e Lidia Decaneto.

Mai l’Amministrazione Comunale di Fidenza, né il proponente Essers, hanno pensato di indire un’assemblea pubblica di informazione su questo progetto. Nel frattempo si sono già svolte due riunioni di Conferenza dei Servizi (28 maggio e 22 luglio) senza che siano emerse contrarietà dagli enti preposti.

Ma come si è giunti a questo punto?

Follow the money

“A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina” dice il proverbio andreottiano e, seguendo l’indicazione dei cronisti americani, abbiamo cercato di individuare la pista del denaro per capire il senso dell’operazione. E la pista è lì, scritta nero su bianco in delibera : “Avremo quindi un Contribuito Straordinario (CS) corrispondente a 3.023.605,00” di oneri urbanistici. Ossia il Comune di Fidenza, se il progetto andrà in porto, incasserà 3 milioni di euro che in tempi di vacche magre che si prospettano con la fine dei fondi PNRR sono grasso che cola, per rimanere su frasi fatte.

E, a proposito di Pnrr, questa moneta sonante – secondo un esponente della maggioranza, consultato da Parma Parallela – è “manna dal cielo” per coprire il “buco” scoperto sulla vecchia scuola “Ongaro”. Per chi non è Fidenza: grazie ai fondi Pnrr il Comune ha deciso di costruire una nuova scuola elementare, più grande, a servizio del quartiere Villa Ferro, recente espansione residenziale di villette tra Fidenza e Salsomaggiore. E, con l’inaugurazione della nuova scuola, abbattere il vecchio edificio scolastico per ricavare parcheggi e un’area verde (ah, si fa presto a dire desealing, ndr). Purtroppo a una verifica più approfondita è emerso che le pareti della vecchia scuola, risalente al 1979, contenevano amianto in fibre e, dunque, i costi di abbattimento e smaltimento sono lievitati del triplo: da 700mila a 2 milioni di euro. Un colpo basso per il bilancio comunale. È per questo che la variante urbanistica H. Esssers diventa così preziosa. E ne rimarranno d’avanzo per altri interventi. O è solo pensar male?

Il ricorso all’art. 53 e il nuovo Pug che tarda a venire

In base alla normativa un’azienda non può decidere di costruire i suoi stabilimenti dove vuole, ma deve attenersi alle aree destinate a sviluppo produttivo nella pianificazione urbanistica. Con un’eccezione, prevista appunto dall’articolo 53 della legge regionale 24 del 2017, la cosiddetta legge urbanistica.

L’eccezione prevede che per un ampliamento in terreni contigui di uno stabilimento esistente si possa derogare al vincolo urbanistico tramite una variante.

E dunque la H.Essers che si è insediata un anno fa in un magazzino di 50.000 mq, nell’area logistica di Chiusa Ferranda che già ospita la Stef (ex Marconi) coi suoi stabilimenti frigo, a nord del casello autostradale, ha proposto un ampliamento di 200.000 mq nei terreni adiacenti.

(Se ve lo state chiedendo: sì, l’articolo 53 è il caso del progetto di prosciuttificio a Torrechiara, stoppato e infine invalidato al Tar. Ma, a proposito, pare che l’azienda Galloni stia avviando il ricorso al Consiglio di Stato).

Peraltro la valenza dell’articolo 53 decadrebbe dalle possibilità una volta approvato il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) che la stessa legge regionale indicava come obbligo ai Comuni da assolvere entro il 2025. Il Comune di Parma, ad esempio, lo ha approvato in via definitiva il 26 giugno scorso. Nelle more un paio di anni fa aveva dato il via libera ad un altro contestato insediamento di logistica che ora si chiama VGP Park Parma Paradigna ed ospita tra gli altri il centro logistico della Mutti spa.

Ecco, l’area logistica di Paradigna si estende su 10 ettari. Il progetto di H.Essers è di cementificare 20 ettari (200mila mq appunto, di cui 82 mila mq saranno coperti da magazzini).

A Fidenza la precedente Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Andrea Massari, aveva lasciato il PUG alle battute finali. Dopo le elezioni nel 2024, rivinte dalla coalizione di centrosinistra con Davide Malvisi sindaco, l’iter era ripreso con l’intento di approvarlo entro la fine del 2026 ma il nuovo PUG sta rimanendo nel cassetto e, a quanto si dice, se ne vorrebbe rimandare l’approvazione al 2027 o 2028. Questa dilazione favorisce, detto come elemento oggettivo, “eccezioni” e “deroghe” come il caso in questione.

Chi è la Essers

La H.Essers è una multinazionale belga che ha il suo core business nella logistica farmaceutica. Fondata nel 1928 da Henry Essers è tuttora condotta a gestione familiare pur avendo un fatturato di 1,1 miliardo di euro. La filiale italiana Essers Italia srl l’anno scorso ha fatturato poco meno di 20 milioni e, come detto, nel maggio 2025 ha aperto un suo magazzino a Fidenza con l’intenzione di farlo diventare un hub strategico per il sud Europa. Naturalmente per allettare il territorio ogni azienda che si insedia con un certo impatto promette sempre dei posti di lavoro. Non ci sono cifre precise, in un documento si parla di 240 posti , in una dichiarazione di 300. Si parla di lavoro qualificato ma la gran parte sarebbero posizioni da facchino. Peraltro il Comitato “Per il futuro di Fidenza” spulciando documenti ha scoperto un accordo strategico tra l’H. Essers e la Spider Robots per una progressiva automazione di tutti i siti logistici dell’azienda belga e, dunque, in prospettiva ci sarebbe una forte riduzione di personale. Sul lavoro nella logistica si dovrebbe aprire un capitolo a parte (per serendipità rimandiamo alla vertenza in corso Md-Kamila).

Attualmente nel magazzino di Fidenza risultano impiegati circa 30 addetti.

Naturalmente la Essers ha una sua anima ecologica: il 30% della flotta è composta da automezzi elettrici e i nuovi capannoni saranno ricoperti da pannelli fotovoltaici.

Il pericolo chimico

Il Comitato “Per il futuro di Fidenza” mette in guardia anche dal rischio di incidente chimico. Il nuovo magazzino Essers sarebbe destinato a smistare vernici e prodotti simili e stoccherebbe anche materiale chimico pericoloso per un volume di 1000 m3, equivalenti a 500 mq di magazzino (sugli 82mila previsti).

Per questo motivo ha chiesto l’autorizzazione in base alla direttiva Seveso allegato 6 per il trattamento delle merci ma anche per l’allegato 1 e 2 che classificano l’attività come manifatturiera. “Come si possa pensare – dice Michele Scita – di concedere l’autorizzazione Seveso su un terreno con falda acquifera a tre metri ci sembra molto preoccupante. Tra l’altro qui a Fidenza con i danni lasciati dalla chimica nei decenni precedenti, dalla Cip e dalla Carbochimica. Ricordo che la bonifica, costata 47 milioni allo Stato cioè ai contribuenti, è ancora in corso e forse terminerà nel 2028. Peraltro è un’operazione di contenimento più che di bonifica. Ecco, ora riaprire il capitolo della chimica in questo modo ci pare molto più che una leggerezza”.

La questione sicurezza, per il rischio chimico, è molto complessa ed è probabile che darà adito a ricorsi. Il Comitato punta su questo aspetto per provare a fermare tutto il progetto. Qui le segnalazioni e un’integrazione che sta facendo circolare.

Il 3%

Tornando alla legge regionale urbanistica, c’è da ricordare che, nel 2017, fissava Il limite del 3% come soglia massima di consumo di nuovo suolo consentito per ciascun Comune rispetto al proprio territorio urbanizzato fino all’anno 2050. “Nel 2023 – afferma Scita – la Provincia di Parma, allora presieduta dal sindaco di Fidenza, Massari, scrisse al Comune per certificare che quel 3% corrispondeva a 95mila mq. E ora, in un colpo solo se ne mangiano il doppio”.

Scita evidenzia un paradosso: il limite di legge è il 3% ma le possibilità di deroga sono tali (escluse le infrastrutture di interesse pubblico, esclusi gli ampliamenti aziendali, eccetera) che solo un’Amministrazione Comunale rigorosa lo rispetterebbe.

Il cerchiobottismo

Il Comitato “Per il futuro di Fidenza” è apolitico ma nasce in ambienti di sinistra, si è presto infoltito con i preoccupati abitanti della frazione Chiusa Ferranda e con l’arrivo dei consiglieri ed esponenti di Fratelli d’Italia, Domenico Aiello e Gian Franco Uni. Questo per dire come la battaglia sia trasversale e con le inevitabili accuse e controaccuse di strumentalizzazioni e opportunismo politico che, peraltro, fanno parte del gioco.

La posizione favorevole assunta dal sindaco Malvisi (esplicitata di fatto nelle argomentazioni della delibera comunale) ha alimentato anche un dibattito interno alla maggioranza con le liste civiche Fidenza Fare Comunità e Officina Fidenza Futura (un consigliere ciascuna) nettamente critiche ma si vedrà se giungeranno alla rottura, votando contro o astenendosi sulla delibera domani sera che, con le opposizioni contrarie, così passerebbe per il rotto della cuffia. Difficile, però, che vadano contro.

A cercare di tenere insieme l’ampliamento logistico ma dando un’impronta ambientale è il già citato assessore Franco Amigoni che in un esercizio di cerchiobottismo ha stilato e diffuso un ricco e puntuale documento intitolato “Il consumo di suolo – perché è un problema serio” in cui si evidenzia “Tra il 2006 e il 2024 Fidenza ha aggiunto quasi 84 ettari di suolo consumato netto. Nel solo ultimo anno monitorato l’incremento netto è stato di quasi 13 ettari”. Il documento di OFF (scaricabile qui) al cronista appare come una forte critica all’operato dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Malvisi.

E sia consumo di suolo

La questione è stata discussa anche in una Direzione del circolo del Partito Democratico di Fidenza, nei giorni scorsi, con la maggioranza favorevole alla variante e, invece, qualche voce critica che ricordava come la Regione Emilia-Romagna, a guida Pd, intenda andare a codificare nella nuova legge urbanistica il principio del “consumo di suolo a saldo zero”. Il sindaco Davide Malvisi non si sarebbe lasciato scalfire, andando avanti sul proposito di considerare utile la variante, benché ci sia nuovo consumo di suolo.

Francesco Dradi

2 commenti
  1. Federica Filippi
    Federica Filippi dice:

    Grazie dell’articolo.
    Chiedo come mai si stia procedendo all’esproprio per una lottizzazione privata. Il proponente non è già proprietario dei terreni su cui intende ampliarsi? Gli espropri si dovrebbero fare per opere pubbliche di pubblico interesse, a fronte di un progetto o di piano approvato. O mi sono persa qualcosa?

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    • redazione
      redazione dice:

      Gli espropri sarebbero per le opere pubbliche connesse, in pratica il risezionamento della carreggiata stradale con realizzazione di rotatoria

      Rispondi

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