Il rito stanco della Giunta nei quartieri

Oltretorrente, novità e vecchi problemi

Al fischio di inizio la sala è mezza vuota. Una cinquantina i presenti (di cui la metà è di parte istituzionale tra consiglieri comunali, delegati, amministratori di enti, ufficio stampa e addetti vari). Il sindaco Michele Guerra dà l’avvio in Oltretorrente all’ultimo ciclo degli incontri “Giunta nei quartieri” e si capisce subito che il clima è quello disteso delle partite di fine campionato ad obiettivo raggiunto (salvezza o qualificazione alle coppe, fate voi). Tutt’altro rispetto a un anno fa, quando la platea ribolliva e furono anche urla. Un segno che questi incontri non spostano più.

Oggi, come allora, la sensazione è che la formula non funzioni (gli incontri così strutturati: il fronte degli assessori che parla in modo frontale, senza una slide, o una paginetta da distribuire al pubblico sulle cose fatte o da fare. L’anno scorso c’era un foglio-giornale dimenticabile e, appunto, non riproposto).

Appena meglio era la modalità del primo biennio: incontri a rotazione con un assessore presente in ogni quartiere; formula abbandonata poiché la gente andava solo se c’era il sindaco, il vicesindaco o l’assessore ai lavori pubblici e alla sicurezza.

Forse è anche una questione di linguaggio. Le assessore e gli assessori parlano come fossero in consiglio comunale: discorsi lunghi, infarciti di “politichese”, concretezza limitata… e i temi spinosi (i soliti: sicurezza e decoro) lasciati in fondo, quando il tempo regolamentare è esaurito, il custode preme per chiudere, e allora si va di recupero mentre l’attenzione smobilita.

C’è chi si ferma fuori per il post-partita, dove si può parlare a tu per tu con qualcuno tra assessori e delegati che si intrattiene e, incalzato, dà le risposte “vere” alla mancata soluzione dei problemi che per “bon ton” istituzionale (verso gli organi dello Stato) e per affastellamento di tanti temi non è stata data in pubblico.

Premessa doverosa

L’Oltretorrente è un quartiere vivo e vivace, ricco di proposte e socialità. Ne abbiamo scritto qui.

Altrettanto non mancano i problemi (Qui un reportage lungo, lungo su piazzale Inzani) e negli incontri pubblici, va da sé, sono sovraesposti. I cittadini non si presentano per applaudire ma per porre questioni sulle cose che, a loro dire, non vanno.

L’angolo maledetto

In questo senso sono due i “buchi neri” dell’Oltretorrente, quei punti dove si va oltre la soglia dell’accettabile convivenza sociale. Tutto sommato “due” è pochissimo e però queste situazioni si trascinano da anni, senza che si riesca a risolverle o perlomeno ridimensionarle. E lo scoramento di chi abita lì è palpabile e inscalfibile. «Siamo esasperati» dice una signora, con un tono di voce da sala da té delle cinque, che è l’antitesi di quel che trova tutti i santi giorni sul selciato stradale nel trivio dei borghi Galaverna-Marodolo-Poi. «Deiezioni (umane, ndr), sacchetti di immondizia sparsi, vetri rotti», persone sfatte che consumano stupefacenti, «non si potrebbe mettere almeno una toilette?».

L’idea di una “toilette” stabile è respinta, prima che dall’Amministrazione da altri residenti con alzate di sopracciglio, poiché potrebbe essere usata in modo improprio e forse più fuori che dentro. Però, nei pour parler a fine incontro, emerge che dei wc mobili potrebbero essere una soluzione tampone per il venerdì e sabato sera quando i locali si sovraffollano. Si vedrà.

L’altro “abisso” è il crocevia di via Imbriani con borgo Fiore e borgo Parente, definito “l’angolo maledetto”, dai residenti. Non passa giorno che non ci sia un intervento delle “volanti”: ubriaconi, diverbi verbali, litigi che qualche volta sfociano in risse. A infastidire è la costante presenza di sfaccendati, da mezzodì a tarda sera. L’infilata di esercizi alimentari a gestione di immigrati facilita la vendita di bevande alcoliche a buon mercato. C’è anche il sospetto (e ci fermiamo qui nel riportare le voci) che uno o due negozietti smercino anche altre sostanze…

Sicurezza

Il sindaco Guerra non divaga: è ben conscio della situazione “sicurezza” e la illustra in profondità, ma non potendola padroneggiare, alla fine sembra alzare le braccia. Questi i punti essenziali della sua articolata risposta, a partire “dall’angolo maledetto”.

«Quando sento dire che l’Amministrazione Comunale sottovaluta il problema, mi incaz..» «Abbiamo investito svariati milioni di euro: assunzioni per la Polizia municipale, gli street tutor che ci copiano in altre città, gli agenti di comunità (ex vigili di quartiere)». «Le zone rosse spostano il problema, ora San Leonardo sembra svaporato dalla cronaca cittadina, e poi ci siamo ritrovati più problemi nell’Oltretorrente». «Il 90% degli atti delinquenziali portano al fermo o all’arresto di chi li commette». «La criminalità è micro: spaccate, risse, bottigliate. Casi comunque che inducono uno stato continuo di attenzione». «C’è un consistente numero di persone in povertà grave, non integrate e che ogni tanto purtroppo si macchia di comportamenti sbagliati». «Più del 50% delle aggressioni sono di minorenni: c’è un ventaglio di cause, tra cui il vuoto delle famiglie. I luoghi di aggregazione giovanile ci sono ma non vogliono essere frequentati» (il sindaco intende: dai giovani problematici. E d’altronde c’è libertà di scelta, non possono essere luoghi di segregazione, ndr). «Ogni due settimane si riunisce in Prefettura il Comitato di Ordine e Sicurezza, che vede i comandi delle forze dell’ordine da una parte e il Comune e la Provincia di Parma dall’altra, e si valutano le situazioni; ad esempio dove spostare i presidi fissi dell’esercito». «Il tema sicurezza è anche politico ma il sindaco non ha gli strumenti. L’Anci, con sindaci di sinistra e di destra perché il problema è di tutti (vedi il recente omicidio a Massa, amministrata dal centrodestra, ndr) ha chiesto al governo mezzo miliardo di euro per potenziare gli organici e gli strumenti locali».

Alcol, ordinanza difficile da far rispettare

Dal pubblico il signor Elio Castrucci ricorda che un elenco dettagliato di problemi e possibili soluzioni è stato presentato lo scorso autunno in un esposto a prefetto, questore, sindaco. E non ha avuto risposta. «Le valutazioni degli organi competenti sono in corso – rassicura l’assessore Francesco De Vanna – si tratta di questioni complesse; il dialogo con i cittadini è regolare ma si può migliorare». Commento da cronista: poteva essere dato, prima di oggi, un riscontro perlomeno di ricezione e attenzione a questo esposto, firmato da un centinaio di persone.

Castrucci poi chiede esplicitamente di «vietare il consumo di alcolici in strada e di regolamentare gli orari di vendita di certi negozi». Il sindaco Guerra: «Le ordinanze ci sono e le sanzioni vengono fatte, c’è anche l’ordinanza di divieto di consumo in bottiglie di vetro, l’attività è in essere ma non vuol dire che la situazione si riesca a cambiare facilmente». Su questo punto l’argomentare del sindaco sembra un po’ debole. I residenti ritengono che controlli a tappeto, ripetuti e costanti, risolverebbero il problema. Dal lato dell’Amministrazione c’è il tema dell’impegno di risorse: servirebbero numerose pattuglie per un lasso di tempo lungo, da sottrarre ad altre attività.

A parere non richiesto del cronista è questione di priorità, che certo possono discendere da decisioni prese nel Comitato di Ordine e Sicurezza, quindi non solo del Comune.

Casa della Salute all’ex Ugolino

La scaletta degli argomenti era stata proposta dal “Laboratorio di Quartiere” (il nuovo esperimento di “consiglio di quartiere” ) e qui riportiamo sinteticamente gli altri punti.

La Casa della Salute in via Pintor diventerà una Casa della Comunità, con ulteriori servizi non solo sanitari, e sarà spostata negli spazi ora vuoti dell’ex ospedale Ugolino, in strada del Quartiere. Quando? Tempistiche vaghe: un paio d’anni. Adesso lo sforzo è sul trasferimento della casa della salute del Pablo, verso il padiglione Cattani nell’ospedale Maggiore. Tutto quanto è patrimonio gestito dalla Ausl, ma il Comune ha voce in capitolo, come si capisce dall’assessore Ettore Brianti.

Romanini-Stuard

Sarà inaugurato il 20 maggio il recupero e trasformazione con fondi PNRR in 14 alloggi della porzione di edificio in disuso da vent’anni, che era sede dell’economato del complesso Romanini-Stuard, con ingresso da via Rismondo. Gli alloggi sono destinati ad anziani parzialmente autosufficienti. Gli “altri pezzi” del Romanini-Stuard saranno recuperati a residenzialità per studenti e altri lavoratori.

Piazzale Matteotti

Partirà in estate il restyling di piazzale Matteotti, con un finanziamento di 600mila euro per rigenerare il piazzale come luogo di incontro per famiglie. Sono previste nuove alberature, giochi per l’infanzia, attrezzatura sportiva per pratica libera. Non sono previsti wc pubblici.

Piazzale Serventi

La riqualificazione di piazzale Serventi ha dato adito a molte polemiche e l’Amministrazione ha deciso di fare un concorso di idee per «trovare l’equilibrio tra desigillazione e minor variazione del numero di parcheggi – ha detto l’assessora Chiara Vernizzi – nella ricerca di aree limitrofe per tenere un saldo zero» sugli stalli di sosta. Tre progetti, su nove, sono stati scelti dall’apposita commissione, in cui era stato coinvolto anche un firmatario dell’Oltretorrente, contrario all’idea iniziale, e ora si dovrà pervenire al progetto definitivo. Le tempistiche non ci sono. Lo stesso cittadino ha chiesto che la porzione di area verde del complesso Santa Teresa convenzionata ad uso pubblico sia effettivamente resa fruibile pubblicamente ai cittadini.

Desertificazione commerciale

Il sindaco Guerra ha esplicitato una sensazione comune: «La crisi del commercio è irreversibile dovuta alla concorrenza dell’e-commerce e all’impoverimento generale. In questo contesto la nostra Amministrazione non ha rilasciato alcuna licenza per grandi superfici commerciali (intesi come ipermercati o centri commerciali, ndr) a differenza del passato. E abbiamo erogato 650mila euro in bandi per favorire il commercio tradizionale». L’assessora Vernizzi ha specificato che è allo studio un progetto per «i negozi sfitti nel tratto iniziale di via Bixio, da piazzale Corridoni a via Costituente». È seguita un’interazione con il pubblico sul problema delle vetrine abbandonate e sporche, di come favorire nuovi esercizi, di come contrastare certe tipologie di negozi, mentre l’assessora precisava che leggi e regolamenti sul commercio sono rigidi e il Comune può impedire molto poco e cerca di favorire anche l’insediamento di attività artigianali, ma non ci sono imprenditori in tal senso. Sanzioni sui negozi sfitti e incontrollati sono state fatte negli ultimi mesi, ha detto l’assessore De Vanna.

Turismo e Ospedale Vecchio

Il sindaco Guerra con un certo orgoglio ha detto che è appena partito il «lancio dell’Ospedale Vecchio» come contenitore di mostre per l’arte contemporanea, «un recupero costato 16 milioni di euro e durato dieci anni» rivendicando alla prima Amministrazione Pizzarotti la volontà di «mantenerlo pubblico e non privatizzarlo come erano le intenzioni precedenti, anche pagando delle penali». E la prima mostra, My Light Years di Brian Eno, in programma fino al 2 agosto, sta già vedendo un notevole afflusso di pubblico che valica il ponte di Mezzo, lasciando l’area monumentale del centro. «È la prova concreta che l’Ospedale Vecchio può diventare un polo di attrazione dell’Oltretorrente».

Capitale europea dei giovani in piazzale Picelli

L’assessora Beatrice Aimi ha affermato che per la Capitale europea dei giovani, l’anno prossimo, saranno individuati 8 luoghi di riferimento in città e uno sarà in piazza Picelli. Saranno impostate come Agorà contemporanee, con specifici temi di discussione e quello di piazzale Picelli sarà “Oltre la disinformazione”, con la presenza di facilitatori e media tra cui il sito di fact-checking Pagella Politica.

(dra.fra)

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