La Picasso Food Forest e la viabilità a San Lazzaro

L’iniziativa della Picasso Food Forest, realizzata con molto impegno e capacità in questo scampolo di terreno ai margini est della città, è stata un bellissimo esempio di come è possibile trasmettere conoscenza, sensibilità e uno sguardo realistico sulla ricchezza dell’ambiente naturale.

Il mantenimento dell’usabilità dell’area ha avuto alti e bassi, così come credo si stata la sua frequentazione, in ogni caso è un’esperienza da non sprecare e da utilizzare sfruttando le opportunità offerte dalla città ed in particolare dal quartiere.   

Non ho elementi sufficienti per comprendere e valutare la necessità e le caratteristiche della rotatoria in progetto, ma sono convinto che la necessità per gli autobus urbani di svoltare da e per via Picasso sia risolvibile anche in altro modo.

Il vero problema viario invece è che il quartiere San Lazzaro ha gravi problemi d’accesso in particolare al mattino verso le 8.00 e la sera dalle 17.00 alle 19.00 quando la via Emilia, via Mantova e la tangenziale sono intasati e via Budellungo è un nome, un programma e non può essere un accesso fondamentale al quartiere; il collegamento da e verso il centro città e verso gli altri quartieri non è migliore.  

Tornando alla bella esperienza della PFF, non so, se e come rimarrà e sarà mantenuta frequentabile, penso però che questa esperienza e i sui obiettivi culturali, scientifici ed educativi possano, vorrei dire dovrebbero, essere ripetuti nell’erigendo complesso scolastico di via Sidoli angolo via Zarotto.

Durante la presentazione del progetto del nuovo complesso scolastico era stata indicata la presenza di un elevato numero di pioppi, un rinnovato e potenziato progetto di Food Forest, con l’aggiunta di alberi da frutto, potrebbe avere una valenza importante per i ragazzi, per il quartiere e per tutta la città.

Questa esperienza può essere replicata in altre zone della città nell’ambito di un progetto complessivo.

Eviteremo anche che i bambini crescano credendo che la frutta nasca nella plastica.

Giuseppe Fioriti

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