Ore contate per l’aeroporto

Di nuovo una situazione difficile per lo scalo Verdi

Il 31 luglio è stata una giornata di fibrillazione per i destini dell’aeroporto di Parma. La situazione, in stallo da alcune settimane, è precipitata nelle ultime 24 ore.

Nella tarda mattinata di giovedì Carlos Criado, amministratore delegato di Sogeap nonché vicepresidente di Centerline è sbarcato a Malpensa e di gran carriera si è diretto verso Palazzo Soragna, sede dell’Unione Parmense Industriali. Ha incontrato i vertici dell’UPI in un incontro descritto come “teso” e durato alcune ore.

Nessuna dichiarazione ufficiale è uscita dalle due parti coinvolte, naturalmente interpellate dal vostro cronista. Non si sono espressi i canadesi di Centerline (detentori del 79,5% di Sogeap) né l’UPI (che tramite Parma Aeroporto srl conserva il 20% di Sogeap). Come si dice in gergo, le bocche sono rimaste cucite.

Aggiornamento di venerdì 1° agosto ore 22:00. L’Unione Parmense Industriali e Centerline si rinfacciano la crisi a suon di comunicati stampa. Leggi il nuovo articolo con entrambe le posizioni .

Da plurime fonti consultate, in contatto con gli azionisti di Sogeap, emergono due scenari e tali ve li riportiamo. Uno attendista e uno catastrofista. Il primo scenario vede entrambi i soci rafforzare un impegno verso il reperimento di nuovi partner per l’Aeroporto “Verdi”. Il secondo scenario parla invece di un disimpegno dei canadesi e la possibilità che Sogeap venga messa in liquidazione.

Ci sarebbe anche un terzo scenario: ossia Parma Aeroporto-UPI riacquisisce le quote cedute a Centerline un anno fa, mantenendo in vita lo scalo di via Licinio Ferretti fino a trovare un nuovo acquirente.

Stando alle fonti l’ipotesi prevalente è la seconda, ossia quella di una prossima liquidazione di Sogeap.

Attendiamo dichiarazioni ufficiali che, ripetiamo, abbiamo cercato con insistenza già nei giorni scorsi e oggi, specialmente dai rappresentanti di Centerline. Qualora arrivassero aggiorneremo questo articolo.

Ma perché si parla, di nuovo, di ore contate per l’aeroporto Verdi? Non c’era stata, giusto un mese fa, un’assemblea dei soci Sogeap che aveva approvato una ricapitalizzazione di 8 milioni?

Esatto. Il problema sembra che sia dovuto a Centerline che, dopo 1 milione iniziale versato, non ha ottemperato all’accredito degli altri 5,4 milioni di sua spettanza. Se non tutti, nemmeno un altro acconto. E altrettanto ha deciso di non fare Upi con il suo 1,6 milione da versare.

E dunque stallo e chiarimento in corso. Questo trapela dalle fonti consultate, e che riportiamo con il condizionale, pronti ad accogliere un’eventuale nuova smentita.

A questo punto è utile ricapitolare quanto successo nell’ultimo mese e mezzo. Il 20 giugno si dimettono dal cda di Sogeap i rappresentanti UPI e la situazione sembra precipitare (ne abbiamo parlato qui) se non che il 1° luglio Centerline smentisce e dichiara di rimanere in sella (ne abbiamo dato conto qui).

Qualche giorno dopo, sempre nella prima settimana di luglio, si è tenuta una riunione d’urgenza nella sede di presidenza del palazzo della Regione Emilia-Romagna, riunione chiesta al presidente Michele De Pascale dagli industriali di Parma. Risulterebbe che alla riunione fosse presente Guido Barilla accompagnato da altri due imprenditori e con in collegamento da remoto Gabriele Buia, presidente di Upi. Gli industriali avrebbero chiesto al presidente De Pascale di “sensibilizzare” i vertici dell’Aeroporto Marconi di Bologna affinché intervengano. Che tipo di intervento sarebbe possibile? Una partnership che si configuri come alleanza stretta tra i due aeroporti o, meglio ancora, rilevare le quote di Sogeap. De Pascale si sarebbe impegnato ad incontrare Enrico Postacchini, presidente di Aeroporto Marconi spa.

Una riunione di questo tipo fa sospettare che gli industriali di Parma non si fidino di Centerline, nonostante la ricapitalizzazione testé approvata. Tuttavia un autorevole dirigente UPI, e siamo nella seconda settimana di luglio, dichiara a Parma Parallela che la “difformità di vedute” con Centerline “è stata riteniamo opportunamente e utilmente superata” nell’assemblea “che ha visto l’approvazione, anche da parte di Parma Aeroporto, di un aumento di capitale fino a otto milioni di euro in linea con le esigenze della società. Tale decisione ha quindi fatto registrare una rinnovata convergenza di scelte fra Centerline Srl e Parma Aeroporto Srl, al fine di assicurare la continuità aziendale di Sogeap Spa”.

Nel frattempo in Regione Emilia-Romagna viene discussa un’interpellanza presentata dal consigliere Pietro Vignali (Forza Italia) che chiede lumi sull’aeroporto di Parma e sulle “linee guida per il sistema aeroportuale in Emilia-Romagna” impegno assunto nel programma di mandato dal presidente De Pascale. Risponde l’assessora ai trasporti Irene Priolo asserendo che il piano regionale degli aeroporti dell’Emilia-Romagna arriverà “entro l’autunno“. “Ci riaggiorneremo subito dopo la pausa estiva perché avremo le risultanze degli studi che stiamo facendo”.

Nello specifico, sull’aeroporto Verdi, l’assessora Priolo ha dato una risposta ambigua: abbiamo bisogno che spenda i fondi Fsc perché sono stati destinati proprio per il potenziamento del sistema aeroportuale“. È invece noto che l’ampliamento dello scalo fosse stato da subito accantonato da Centerline e d’altronde nessun atto è stato compiuto dopo l’approvazione del PSA (piano di sviluppo aeroportuale), con i puntelli stabiliti dal consiglio comunale di Parma nell’ottobre 2023. Infine: il finanziamento ministeriale di 12 milioni (di cui circa 3 già utilizzati) scade al 31/12 del 2025 e, salvo proroghe che non sarebbero consentibili, i fondi non saranno più disponibili.

Il piano industriale di Centerline, presentato sommariamente qualche mese fa, d’altronde non contemplava voli cargo e prevedeva un break even a 7-800mila passeggeri (nel 2024 sono stati 133mila) costituiti da voli a medio raggio continentali e rafforzamento dell’accoglienza dei voli executive (ossia aerei privati).

Si passa alla quarta settimana di luglio quando nell’ufficio di De Pascale, in Regione, va in scena un nuovo incontro: presenti il presidente e l’assessora Priolo, il consigliere regionale Andrea Massari, il sindaco di Parma, Michele Guerra, l’ad di Sogeap, Criado, un altro esponente di Centerline e due rappresentanti dell’ambasciata canadese in Italia. È un incontro interlocutorio: i canadesi si sono informati sul “piano regionale per gli aeroporti” ma non avrebbero avanzato alcuna richiesta economica o di supporto verso altri partner.

E arriviamo così alla quinta e ultima settimana di luglio: i sindacati “fiutano” che qualcosa non va. L’ennesima richiesta di incontro a Centerline e Upi è andata a vuoto. Due giorni fa Ryanair ha reso noto il piano commerciale delle rotte invernali e per Parma non ci sono novità, anche quest’anno il collegamento con Palermo viene cancellato dopo l’estate. Inoltre negli ultimi mesi 3 dipendenti Sogeap hanno dato le dimissioni per andare a lavorare in altri scali. “Seguiamo con apprensione l’evoluzione, o per meglio dire l’involuzione delle ultime vicende. – dichiara una fonte sindacale a Parma Parallela – La superficialità con cui questa situazione è stata gestita rivela una totale assenza di visione strategica e di responsabilità, alimentando sfiducia e rabbia tra chi lavora ogni giorno per il buon funzionamento di questo importante snodo aeroportuale. Chiediamo con forza un confronto reale e trasparente con le istituzioni, le parti sociali e le aziende coinvolte, affinché si adottino soluzioni concrete che tutelino i posti di lavoro e ripristinino un minimo di credibilità e progettualità nel settore aeroportuale”.

All’ultimo giorno del mese la situazione è precipitata.

In attesa di capire cosa succederà da domani, rimane da constatare che i documenti ufficiali sull’assetto societario continuano a non essere aggiornati e, parimenti, non è ufficiale il consuntivo del 2024. Secondo le indiscrezioni, in mancanza di risposte certe, il rosso sarebbe stato tra i 3,5 e i 5 milioni di euro. Infine, non risulta che UPI abbia proceduto a rinominare i suoi due rappresentanti in cda Sogeap, posti vacanti dal 20 giugno scorso.

Francesco Dradi

8 commenti
  1. Massimo
    Massimo dice:

    Comunque se muore il progetto aeroportuale Parma morirà , Parma è una città che ha bisogno di utenze nuove , utenze europee per fare vivere il sistema Parma , agroalimentare e turistico . I ristoratori sono in difficoltà perché la città ha perso valore e per rivalorizzarlo vuol dire attirare gente da fuori Italia perciò dobbiamo ospitare e fare arrivare .

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  2. Riccardo Tonioli
    Riccardo Tonioli dice:

    Comunicato alla “Totó e Peppino” : pago io o paghi tu? No paga pure tu! Ah pensavo che pagavi tu!
    Però la farsa rischia di trasformarsi in tragedia: alti lai si alzeranno da forze politiche di maggioranza e opposizione, sindacati e forze sociali al grido: “la città non può perdere questa importante risorsa strategica! ”
    E temo che, per un verso o per l’altro, a pagare il conto di questo ridicolo dilettantismo saremo chiamati noi soliti kulaki.

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  3. Laura Rizzoli
    Laura Rizzoli dice:

    Complimenti a Ferrari. Finalmente una voce sensata ed autorevole. Non si può distruggere una città per far finta di salvare un aeroporto . Lo dovrebbero ricordare bene tutti i candidati a sindaco che durante la campagna elettorale si ergevano a paladini della salute dei cittadini.

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  4. Marco
    Marco dice:

    Grande dispiacere per i posti di lavoro che verranno persi ma è evidente che questo scalo non funziona. Da decenni brucia milioni di euro ogni anno, non offre al territorio alcun servizio se non inquinamento atmosferico ed acustico. A testimonianza è conferma di tutto questo la totale assenza di un piano di investimenti che potesse realmente rilanciarlo.
    Ora con i canadesi l ennesima comica.
    La chiusura definitiva è l unica soluzione sensata. Scommessa parmigiana persa come molte altre…

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  5. redazione
    redazione dice:

    Scalo di Parma, preoccupazione per i posti di lavoro e dura critica alle scelte aziendali nell’ambito aeroportuale
    FILT CGIL e FIT CISL chiedono con forza un confronto reale e trasparente

    FILT CGIL e FIT CISL seguono con apprensione l’evoluzione, o per meglio dire l’involuzione, delle ultime vicende note che interessano lo scalo di Parma. Purtroppo, infatti, nonostante il dichiarato impegno nel pagamento delle quote azionarie acquisite e l’impegno sulla ricapitalizzazione di qualche giorno fa, non ci sentiamo rassicurati da parte della Centerline, esprimendo preoccupazione per il futuro dei lavoratori coinvolti nelle recenti decisioni aziendali relative all’aeroporto di Parma.

    Le scelte dell’azienda, insediatasi da un anno mezzo circa, sono parse superficiali e prive di una vera progettualità. I sindacati di categoria di CGIL e CISL hanno richiesto lo scorso 8 marzo prima, e in ultima istanza il 16 giugno scorso, un incontro utile ad avere un confronto serio sullo scalo. Mai concesso. Nessuna comunicazione in tal senso da parte di proprietà e Unione Industriali. Alla faccia delle buone relazioni.

    Perchè non basta affermare di “metterci i soldi”.

    Le rappresentanze dei lavoratori chiedono di conoscere in cosa consisterebbero le linee guida del piano di rilancio. Del progetto di fusione delle due società (Sogeap ed Air Mqq) non sembra esserci nemmeno l’ombra, così come il rispetto di un accordo sottoscritto lo scorso anno. Allo stesso modo la gestione ordinaria è parsa incerta e lacunosa.

    Questa gestione fallimentare dimostra una totale mancanza di rispetto per i lavoratori e per il territorio. È inaccettabile che si siano privilegiati interessi economici immediati a discapito di un progetto serio e sostenibile, lasciando i dipendenti – sia quelli diretti che quelli dell’indotto – in balia dell’incertezza e della precarietà.

    La superficialità con cui questa situazione è stata gestita rivela una totale assenza di visione strategica e di responsabilità, alimentando sfiducia e rabbia tra chi lavora ogni giorno per il buon funzionamento di questo importante snodo aeroportuale.

    FILT CGIL e FIT CISL chiedono con forza un confronto reale e trasparente con le istituzioni, le parti sociali e le aziende coinvolte, affinché si adottino soluzioni concrete che tutelino i posti di lavoro e ripristinino un minimo di credibilità e progettualità nel settore aeroportuale. La priorità è difendere i diritti dei lavoratori e pretendere una gestione più responsabile, seria e rispettosa del territorio e delle risorse.

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  6. redazione
    redazione dice:

    Piccinini (Uiltrasporti), incontro urgente per salvaguardare occupazione e investimenti nello scalo:
    “Chiediamo urgentemente la costituzione di un tavolo di crisi presso la regione Emilia Romagna, con il coinvolgimento diretto di Enac, società di gestione aeroportuali e istituzioni locali per affrontare la preoccupante situazione che sta vivendo l’Aeroporto di Parma”.
    Così il Segretario Generale Regionale della Uiltrasporti Emilia Romagna Fabio Piccinini, appresa la notizia della mancata ricapitalizzazione della società di gestione dello scalo parmense.
    “La situazione economica fortemente negativa rischia di avere gravi ripercussioni sulla realizzazione del progetto di sistema integrato degli aeroporti regionali e rende dunque più che mai urgenti soluzioni concrete volte a sostenere il futuro dell’aeroporto e delle lavoratrici e dei lavoratori.
    Non è per noi ammissibile – conclude Piccinini – non intervenire per far fronte a questa situazione che sta mettendo in seria difficoltà tutto il territorio e che avrebbe ripercussioni insostenibili sull’occupazione diretta e indiretta”.

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