Botta e risposta tra Upi e Centerline sull’aeroporto “Verdi”
Le Istituzioni – Regione, Comune, Enac – chiamate ad aprire un tavolo di crisi
Nella serata di venerdì 1° agosto è andato in scena un botta e risposta a suon di comunicati stampa tra Unione Parmense Industriali e Centerline, sul futuro dell’aeroporto a esplicito rischio di chiusura.
Nei commenti, in calce all’articolo, le reazioni di sindacati, istituzioni e politica man mano che arrivano.
La ricapitalizzazione necessaria per garantire l’esercizio economico dello scalo “Verdi” non è stata attuata, secondo la Confindustria parmigiana, a causa del mancato versamento della cospicua quota dei canadesi di Centerline. Il comunicato di Parma Aeroporto srl (controllata da Upi) è uscito alle 17.20.
La risposta di Centerline è giunta alle 21.30. I canadesi, assumendosi la propria parte di responsabilità, addossano agli industriali di Palazzo Soragna il venir meno dell’impegno.
Centerline assicura di voler garantire la continuità di gestione dell’aeroporto Verdi. Ma stando alle tempistiche rese note, ci sarebbe tempo fino a martedì 5 agosto per versare le quote di capitale che consentano di andare avanti. Se debbano essere 8 milioni oppure un acconto minimo si vedrà.
A questo punto le Istituzioni, invocate da ambo le parti e anche dai sindacati, sono chiamate a intervenire ed aprire un tavolo di crisi o di concertazione tra i soci. Staremo a vedere le prossime mosse di Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma ed Enac.
Questi i comunicati diffusi oggi. Dapprima quello di Parma Aeroporto srl, a seguire quello di Centerline.
Scrive Parma Aeroporto srl (controllata Upi) : “Con riferimento agli sviluppi della situazione della società So.Ge.A.P. SpA, che gestisce l’Aeroporto internazionale “Giuseppe Verdi”, nella sua qualità di socio di minoranza di So.Ge.A.P. SpA, dato che dal giugno 2024 la quota di maggioranza è stata acquisita da Centerline Italia Srl, la società Parma Aeroporto Srl, consapevole delle potenziali conseguenze negative sulle possibilità di crescita del territorio e sui dipendenti della società, ritiene doveroso precisare quanto segue.
In data 30 giugno 2025, a fronte della necessità di assicurare le condizioni per garantire la continuità aziendale, i soci hanno approvato una proposta di aumento di capitale, scindibile, fino a 8 milioni di Euro di capitale, avanzata dal CdA di So.Ge.A.P. SpA, aumento che doveva essere sottoscritto entro il 25 luglio 2025, mentre la sottoscrizione del capitale che fosse rimasto inoptato poteva avvenire entro il 30 luglio u.s., con la previsione che il versamento integrale del capitale sottoscritto dovesse essere fatto entro il 5 agosto 2025.
Parma Aeroporto Srl aveva assicurato la propria volontà di sottoscrivere la quota di aumento di capitale corrispondente alla propria quota azionaria del 20% circa, a fronte della sottoscrizione dell’80% dell’aumento di capitale deliberato da parte del socio di maggioranza, Centerline Italia Srl, sottoscrizione quest’ultima che rappresentava la condizione essenziale ed imprescindibile per raggiungere gli 8 milioni di aumento indispensabili per la continuità aziendale.
Il 25 luglio, data ultima per poter sottoscrivere, Parma Aeroporto Srl, in assenza di informazioni da parte di Centerline Italia Srl circa la sottoscrizione del capitale, al fine di poter eventualmente sottoscrivere la propria quota nell’esercizio della prelazione sul capitale inoptato, comunicava di sottoscrivere e versare integralmente una quota minima dell’aumento, riservandosi la possibilità di sottoscrivere successivamente il capitale inoptato.
Purtroppo nella serata del 25 luglio il Presidente di Centerline Italia Srl comunicava che la sua società non avrebbe sottoscritto l’aumento di capitale, mancata sottoscrizione che è puntualmente avvenuta.
Pertanto, per effetto della scelta del socio di maggioranza Centerline Italia Srl, l’aumento di capitale a suo tempo deliberato non ha avuto l’esito necessario a garantire la continuità aziendale, rendendo quindi inutile, in mancanza del restante 80%, la sottoscrizione ed il versamento del 20% da parte di Parma Aeroporto Srl del capitale inoptato.
Parma Aeroporto Srl, che ha sempre puntualmente onorato i propri impegni di socio nei confronti di So.Ge.A.P. SpA e Centerline Italia Srl, nell’esprimere forte preoccupazione per il futuro della società So.Ge.A.P. SpA e per la possibilità di mantenere vivo ed operativo, almeno nel breve termine, l’Aeroporto Giuseppe Verdi, conferma il proprio interesse e la propria disponibilità a collaborare con Centerline Italia Srl e tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali per ricercare, se esistono, possibili iniziative che evitino la chiusura di So.Ge.A.P. SpA e quindi dell’Aeroporto internazionale Giuseppe Verdi”.
Risponde Centerline Airport Partners: “In seguito alle recenti notizie diffuse dai media e alle dichiarazioni dei sindacati riguardo alla situazione attuale dell’Aeroporto di Parma, Centerline desidera fare chiarezza e riaffermare il proprio costante impegno nei confronti del futuro a lungo termine dell’aeroporto.
Negli ultimi 14 mesi, Centerline ha sostenuto pienamente So.Ge.A.P. SpA — sotto il profilo finanziario, operativo e strategico — facendosi carico dei debiti pregressi e garantendo la continuità delle operazioni. Solo con l’ultimo aumento di capitale, Centerline ha investito 5 milioni di euro, andando ben oltre la propria quota proporzionale. Questo contributo significativo riflette la nostra fiducia nel potenziale a lungo termine dell’Aeroporto di Parma e nell’importanza di preservare questo asset fondamentale per la città e per la regione.
Abbiamo assunto questo impegno in buona fede, sulla base di una visione condivisa tra gli azionisti — inclusa UPI — secondo cui la responsabilità del rilancio dell’aeroporto sarebbe stata affrontata collettivamente. Riconosciamo che si tratta di un processo complesso e che tutti gli stakeholder hanno affrontato delle difficoltà. Tuttavia, fino ad oggi, l’onere di finanziare la continuità operativa è ricaduto in modo sproporzionato su Centerline.
Parallelamente a questo impegno finanziario, Centerline ha sviluppato un piano industriale e finanziario attentamente elaborato per l’Aeroporto di Parma. Questo piano — basato su disciplina operativa, fonti di reddito diversificate e investimenti mirati — è attualmente in fase di attuazione. Riflette l’esperienza di Centerline nei processi di rilancio di aeroporti e mira a porre Parma su un percorso di crescita sostenibile, miglioramento della connettività e creazione di valore a lungo termine per tutti gli stakeholder.
Questa situazione non è frutto di cattiva gestione o mancanza di pianificazione, bensì riflette l’urgenza che tutti gli azionisti rinnovino il proprio supporto in modo coordinato — sia a livello finanziario che operativo — nel momento in cui passiamo dalla fase di stabilizzazione a quella di crescita. Centerline ha sempre rispettato i propri impegni: abbiamo garantito il pagamento puntuale di stipendi e fornitori, condiviso un piano dettagliato di rilancio con i sindacati e aumentato la nostra quota di partecipazione al 79,5% nell’assemblea degli azionisti del 30 giugno, per evitare un’interruzione delle attività.
Ribadiamo che la sostenibilità dell’azienda dipende da contributi proporzionali e tempestivi da parte di tutti i partner. Rimaniamo fiduciosi che lo spirito di collaborazione che ha caratterizzato l’inizio di questo percorso — in particolare nella nostra partnership con UPI — possa essere ristabilito e rafforzato nelle prossime settimane.
Guardando al futuro, Centerline continua a lavorare per coinvolgere finanziatori istituzionali terzi per sostenere le esigenze a medio e lungo termine dell’aeroporto, con l’impegno di concludere questo processo entro la fine dell’anno. Parallelamente, siamo pronti a collaborare per completare l’attuale aumento di capitale, che resta fondamentale per garantire le operazioni fino al 2025.
Rivolgiamo un sentito ringraziamento alle autorità locali e regionali per il loro coinvolgimento attivo e accogliamo con favore il dialogo continuo con i sindacati e tutti gli stakeholder istituzionali. Parma merita un aeroporto all’altezza del suo ruolo economico, culturale e logistico nella regione. Raggiungere questa visione richiederà unità, fiducia reciproca e un rinnovato impegno da parte di tutte le parti coinvolte.
Centerline è orgogliosa di aver dato l’esempio. Continueremo a farlo — con professionalità, trasparenza e una ferma convinzione nell’importanza strategica dell’Aeroporto di Parma per la città e per l’intero sistema aeroportuale italiano.
Tuttavia, non possiamo farlo da soli”.
(dra.fra.)




Di seguito il commento del Sindaco di Parma, Michele Guerra, circa la situazione che interessa l’aeroporto di Parma.
“Il mancato aumento di capitale di SoGeAp e lo scenario conseguente di una liquidazione
della società e di una chiusura dell’aeroporto di Parma rappresentano una notizia grave.
In primo luogo, per le lavoratrici e i lavoratori del “Giuseppe Verdi”, che in momenti diversi
della “storia aeroportuale” di questo mandato amministrativo mi è capitato di incontrare e
di ascoltare e a cui va in questo momento il primo pensiero.
In secondo luogo, perché con l’ingresso del socio canadese Centerline e in seguito al lavoro
promosso dall’Amministrazione per abbandonare il progetto cargo e andare verso uno scalo
passeggeri, si pensava finalmente di poter vedere uno sviluppo commisurato alle esigenze
del territorio di Parma e delle aree ad esso limitrofe.
Il nostro impegno, anche nelle fasi più tese di questa vicenda, è sempre stato caratterizzato
da chiarezza di intenti e da lealtà, elementi fondamentali per poter discutere costruttivamente
e che mi fa piacere siano stati riconosciuti pubblicamente.
Anche dopo l’uscita dei soci pubblici da SoGeAP, a seguito del cambio dell’assetto societario
e del primo aumento di capitale, il Comune e la Regione hanno costantemente dialogato con
i gestori dell’aeroporto e lo hanno fatto ancora pochi giorni fa in un incontro a Bologna con
il socio di maggioranza e con alcuni rappresentanti dell’ambasciata canadese.
Il precipitare ora della situazione mette di fronte ad una crisi lavorativa e al rischio di una
penalizzazione infrastrutturale non positive per la città.
Senza entrare in analisi gestionali o commentare ciò che si sta leggendo in queste ore –
preoccupa, inutile negarlo, la tensione che traspare tra i soci – è necessario capire chi possa
dare davvero prospettive di equilibrio, di sostenibilità e di futuro all’aeroporto “Giuseppe
Verdi”.
Le istituzioni pubbliche, come detto, non hanno mai fatto mancare la loro disponibilità al
dialogo, che non può per evidenti ragioni tradursi in contributi di natura economica, ma che
è fatta di politiche e programmazioni di cui discutere con apertura e franchezza,
coinvolgendo anche ENAC, proprietaria dello scalo. Tale disponibilità non verrà meno ora,
ma questo dev’essere il momento della responsabilità.
Responsabilità di chi deve investire risorse private in una società privata nei confronti di chi,
a fronte di piani economici e strategici verificabili, ha responsabilità di programmazione
pubblica.
Se si crede, come ci è stato ribadito anche di recente dal socio di maggioranza, che
l’aeroporto di Parma è un aeroporto dalle prospettive promettenti e se è vero che esiste,
come abbiamo letto, un piano solido per il suo sviluppo, si vada avanti senza tatticismi,
investendo le risorse promesse.
Ci sia su questi temi profonda chiarezza. La città di Parma merita anzitutto questo”.
Colpa di uno colpa dell’altro …. La colpa è di chi non crede Parma !! Se si perde l’aeroporto che comunque va valorizzato , non in questa maniera , non valorizza Parma e di conseguenza Parma perderà !! Tutti perderemo
AEROPORTO DI PARMA: SIAMO AI TITOLI DI CODA
AVS Parma: Un finale scritto da tempo che non si è voluto vedere bruciando in 30 anni oltre 100 milioni di euro
Appello di Alleanza Verdi e Sinistra al presidente della Regione De Pascale perché non siano sprecate ulteriori risorse pubbliche e al socio storico di So.Ge.A.P. affinché sia ricollocato il personale in caso di liquidazione
Con l’aeroporto di Parma siamo ormai ai titoli di coda, ma il finale era scritto da tempo. Una società di gestione che in 30 anni non ha mai avuto un bilancio strutturalmente in attivo bruciando oltre 100 milioni di euro come può continuare ad andare avanti?
So.Ge.A.P. è stata mantenuta artificialmente in vita dapprima da una banca, la Meinl Bank, a cui la Banca Centrale Europea ha ritirato nel 2019 la licenza bancaria per ripetute violazioni delle norme antiriciclaggio e contro il finanziamento a gruppi terroristici e poi dall’Unione Parmense Industriali che, inseguendo la provinciale grandeur della piccola capitale, si è dovuta indebitare dopo aver svuotato le riserve del più antico giornale d’Italia.
La realtà è che un aeroporto ubicato a 110 chilometri da Linate e a 90 da Bologna, privo di introiti dai servizi a terra e men che meno dalle compagnie aeree che anzi vogliono essere pagate, non sta in piedi perché non ha mercato. E a certificarlo, oltre alle perdite, è il movimento dei passeggeri che negli ultimi dieci anni è stato costantemente sotto i 200.000 con un ritorno per la comunità e il territorio di Parma pressoché nullo.
Ma si sa che a Parma la visione di insieme per le infrastrutture strategiche, al di là dei frammentati e preponderanti interessi privati, è merce totalmente assente: lo testimoniano l’inutile e impattante moncone autostradale della Ti-Bre; il ritardo pluridecennale sul raddoppio della ferrovia Parma-La Spezia; l’assenza di collegamenti di treni ad alta velocità per Roma e Milano. Risultati che sono in gran parte da ascrivere agli stessi che hanno voluto mantenere in vita a tutti i costi l’aeroporto così come realizzare 10 chilometri di autostrada che finiscono nei campi.
Abbiamo letto del pellegrinaggio e della questua in Regione dei soci industriali in cerca di aiuti e sostegni all’interno del piano aeroportuale regionale. Siamo di fronte ad un accanimento terapeutico finalizzato solo a salvare la faccia di chi ha bruciato inutilmente decine di milioni di euro.
Come Alleanza Verdi e Sinistra, ci appelliamo al presidente De Pascale affinché non vengano sprecate ulteriori risorse pubbliche per investimenti insensati, come la fallimentare conversione a cargo, o a supporto della gestione corrente.
Chiediamo invece al socio storico Unione Parmense Industriali che, in caso di liquidazione della società come ventilato nel proprio comunicato, si assuma le proprie responsabilità fino in fondo e si impegni a ricollocare il personale di So.Ge.A.P. Le ricadute di una scelta sbagliata reiterata nel tempo non possono essere pagate dai lavoratori che in tutti questi anni hanno garantito l’operatività dell’aeroporto.
Nicola Dall’Olio e Sara Fallini, Coportavoce Europa Verde Parma
Roberto Ranalli, coordinatore Sinistra Italiana Parma
Noi del Comitato Genitori No Cargo non troviamo più le parole per esprimere lo sconcerto e la delusione di fronte a quanto accaduto in questi anni. Abbiamo assistito a decisioni che hanno ignorato il buonsenso, il rispetto per l’ambiente e il benessere delle future generazioni. Ci auguriamo che questo ‘fallimento’ non apra la strada a scenari ancora peggiori di quelli che, come cittadini, abbiamo già vissuto e sopportato con fatica e indignazione.
NoCargo dovrebbe ormai diventare SiBuonSenso!!!
Le preoccupazioni di Filcams Cgil Parma, Fisascat Cisl Parma Piacenza, Uiltucs E/R
Scalo aeroportuale di Parma, la crisi rischia di avere ricadute anche su tutto il personale indiretto impegnato negli appalti di pulimento, vigilanza e ristorazione
Grande preoccupazione. É questo quanto esprimono unitariamente le Segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl Parma Piacenza e Uiltucs Uil rispetto alla situazione di incertezza riguardante l’aeroporto Giuseppe Verdi di Parma.
Solidarizzando con le lavoratrici e i lavoratori alle dipendenze dirette della società gestrice dello scalo parmense per le incertezze che stanno vivendo, le categorie dei servizi ricordano che a caduta questa situazione rischia di gravare anche su tutto il personale indiretto impegnato nei vari appalti (pulimento, vigilanza, ristorazione).
Si tratta di personale che, inquadrato in altri Contratti Nazionali di Lavoro rispetto ai colleghi assunti direttamente, garantisce con la propria indispensabile quotidiana attività la piena funzionalità della struttura, ma del quale spesso e volentieri in pochi si ricordano nel momento in cui prorompe una crisi.
Nel condividere i contenuti di perplessità e timore espressi dalle categorie dei trasporti, Filcams, Fisascat e Uiltucs si uniscono a loro nel chiedere che tutti gli attori principali (dalla società di gestione all’Unione Parmense degli Industriali, alle Istituzioni) quanto prima si riuniscano intorno ad un tavolo istituzionale per governare quella che pare essere una pesante crisi, assumendosi ognuno le proprie responsabilità. Rivendicando, tuttavia, un coinvolgendo a pieno titolo nelle dinamiche e nei percorsi che verranno avviati.
Filcams Cgil Parma
Fisascat Cisl Parma Piacenza
Uiltucs E/R
Mi pare che Centerline sia stata chiara, volete che il Verdi decolli? Allora tirate fuori I soldi.
Stavolta l UPI ha trovato pane per i suoi denti, un cliente fuori dal coro, non allineato ai voleri del clan UPI. Ma non finisce qui perché se anche decollasse, si creerà una creatura sproporzionata e incontrollabile che vivrà di luce propria.
A Bologna ed a Orio ne sanno qualcosa.
Occorre Astolfo che decolli alla ricerca del senno perduto.