La risposta solidale dell’Oltretorrente all’attentato (fallito) alla sede dei Giovani Comunisti
Il dubbio che serpeggiava ieri sera in piazzale Inzani, tra le centinaia di persone accorse a sentire e dare solidarietà ai Giovani Comunisti, è se gli attentati falliti contro la loro sede, siano opera di quattro invasati oppure se si stia delineando una strategia. Una linea della tensione in stile anni Settanta, dove la lotta politica in non pochi casi sfociava negli assalti incendiari alle sedi di partito, destra contro sinistra e viceversa. E, come sappiamo, in gravi fatti di sangue e anche omicidi. A Parma ne fu vittima Mariano Lupo, il 25 agosto 1972.
Ora è presto per dire che piega prenderà la situazione ma la preoccupazione è palpabile. Il tentativo, fallito, è andato in scena in Guasti di Santa Cecilia, quasi all’angolo con strada Bixio, dove quattro giovani a torso nudo ma incappucciati hanno provato a dar fuoco alla serranda che ospita la sede della FGC, provando con bidoni della spazzatura (mercoledì) e innaffiandola di benzina (venerdì). Il trambusto provocato ha destato l’attenzione degli abitanti che si sono affacciati e con qualche urla hanno disperso gli anonimi vigliacchi.
La FGC ha convocato un’assemblea per parlarne e la risposta dell’Oltretorrente (e non solo) c’è stata: in piazza Inzani qualche centinaio di persone, molti giovani, hanno ascoltato i tanti discorsi che si sono alternati lungo due ore.
I primi interventi sono stati di Mattia Gabella e Beatrice Taverna, responsabili della FGC parmigiana. Analisi lucide sulla situazione internazionale e nazionale e sugli accadimenti a livello locale. Il clima d’odio che si sta fomentando, da parte delle forze di destra al governo, che non perdono occasione per imputare ai “diversi” le colpe di degrado, ma in realtà provando a innescare una guerra tra poveri.
È Taverna in particolare a mettere in luce il filo che collega gli ultimi avvenimenti seguiti alla morte di Abderrahim Fakir al Pilastro a Bologna, schiacciato a terra dai poliziotti che lo stavano arrestando. Le successive manifestazioni di cordoglio, protesta, solidarietà, che si sono tenute anche a Parma. E giustappunto su quella di Parma ha puntato il dito – via social – il consigliere comunale e regionale di Fratelli d’Italia, Priamo Bocchi, che vi ha letto “un’iniziativa deplorevole contro lo Stato”. E, guardacaso, alcune sere dopo si è verificato il fallito attentato incendiario alla sede della FGC. È bene precisare che Taverna non ha correlato alcuna causa-effetto, e lo ribadiamo anche noi, tuttavia la successione dei fatti e delle parole è stata questa.
Verso la fine ha portato la sua testimonianza Fabio Landini docente di Economia all’Università di Parma che sulla porta del suo studio una delle scorse mattine ha trovato disegnata una svastica, al posto dei due adesivi antifascisti che vi aveva apposto. Un chiaro segnale di intimidazione.
Il clima è questo, si sta facendo caldo non solo per il meteo.



dra.fra




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