Nasce l’Osservatorio sul verde a San Leonardo
Gli esiti del progetto Green Lab di Ecole
Intervista a Valeria Monaco
Lavorare per il bene comune non fa molta notizia. Specie se si tratta di azioni quotidiane di tessitura di relazioni e di iniziative non eclatanti, anche se molto partecipate. È il caso del progetto Green Lab in corso di svolgimento al San Leonardo, promosso dalla cooperativa sociale Ecole.
Un progetto dal basso che si è finora dipanato in modo molto interessante e coinvolgente. Facciamo il punto con Valeria Monaco, educatrice di Ecole e operatrice di Parmawelfare nel quartiere San Leonardo.

Quali sono gli obiettivi di Green Lab ?
Gli obiettivi sono favorire la rete di associazioni attorno al tema del verde, che è un elemento di qualità nelle relazioni sociali. San Leonardo è un quartiere molto identitario e qui più che altrove i percorsi vanno costruiti assieme, dal basso.
Come è strutturato il progetto?
Il progetto Green Lab si è strutturato su cinque macro-azioni che stanno avendo tutte un buon esito. La prima erano incontri e passeggiate nel quartiere per fare una conoscenza dei luoghi e dell’ambiente che ci circonda. Come talvolta accade, le persone abitano in un posto ma per vari motivi (si sono trasferiti da poco oppure trascorrono molto tempo fuori casa, o altre situazioni) non ne conoscono la storia e quindi creare occasioni di incontro e divulgazione è importante e restituisce o fortifica un’appartenenza.
Le altre azioni cosa prevedevano?
La seconda azione riguardava le scuole. Erano previsti 50 laboratori, sempre di conoscenza del quartiere, e li abbiamo svolti quasi tutti con un buon riscontro dagli studenti e dagli insegnanti. La terza azione era il coinvolgimento dei ragazzi per la realizzazione di messaggi creativi e altre iniziative da inserire nella cornice di Parma Capitale dei Giovani e anche qui siamo a buon punto. È stata fatta l’iniziativa Social photo, con i ragazzi della Casa nel Parco in giro per il quartiere a documentare spazi pubblici e privati in modo da poter generare altre idee.
Il quarto ambito sono le eco-azioni, ossia iniziative concrete di ecologia per coinvolgere e far partecipare i cittadini nella cura del proprio quartiere. In questo ambito si è tenuto il concorso Orto bello, svolto da Ancescao (che ha la sede in via Milano) e aperto a tutti gli orti sociali della città. Altre iniziative sono previste come Puliamo il Mondo, in collaborazione con Legambiente, che si terrà in San Leonardo il 26 settembre.




Forse l’azione più interessante è quella che apre un percorso autonomo, di cura del verde. In cosa consiste?
Il quinto punto è la costituzione dell’Osservatorio sul verde a San Leonardo, che è un po’ il punto di passaggio che serve a dare continuità alle attività quando terminerà il progetto a fine anno. Gli Amici della Biblioteca di San Leonardo, in particolare Beppe Massari, hanno censito le 23 aree verdi del quartiere con una valutazione qualitativa della situazione in cui versano. Questo è un po’ il punto di partenza, ora si tratta di integrare le nozioni raccolte con la disponibilità dei cittadini e delle aziende per la cura del verde, ragionando su idee di come farlo nel rapporto col Comune di Parma.
Uno dei temi è quello degli sfalci selettivi, in modo da lasciare l’erba un po’ alta nel periodo primaverile, per favorire gli insetti impollinatori. Tuttavia va fatto in modo sensato e coordinato con le ditte che operano in appalto. Deve essere comunicato bene, per non assecondare la narrazione fantasiosa che l’erba alta nasconda leoni e serpenti, cosa che non è, ovviamente.
Che obiettivi vi date con l’Osservatorio sul verde a San Leonardo?
L’ambizione dell’Osservatorio sul verde è di proseguire oltre il progetto Green Lab in un modo che sia integrativo e non supplettivo all’azione dell’Amministrazione Comunale. Un modello di esperienza da studiare è quello dell’Aps Parchi Urbani che cura il parco Berio a San Lazzaro. Il censimento ha evidenziato che ci sono 23 aree verdi, per un totale di circa 220mila mq . Siccome gli abitanti del quartiere sono 26.800 e dunque il calcolo vede 8,18 mq di verde a disposizione pro-capite. Ma per vari motivi la percezione è diversa, si pensa ci sia poco verde a San Leonardo.
Avete già qualche idea su come organizzarsi?
Le idee possono essere tante, bisognerà riunire le disponibilità dei cittadini e vedere come auto-organizzarsi. Ad esempio potrebbe esserci la necessità di un corso di formazione per la gestione delle aree verdi, per capire come e cosa si può fare. Il tema degli sfalci ha bisogno di essere approfondito. Ripartiremo dagli incontri fatti, in collaborazione con alcune associazioni come Legambiente, Ada , Società parmense di scienze naturali. Uno di questi incontri era col titolo “Le foglie sporcano” perché c’è la consapevolezza che va ripensato anche un aspetto culturale del verde pubblico.
Tra le azioni rimaste ci sono due passeggiate promosse dal Manifesto di San Leonardo (Urban Trail Parma): una sarà con la cornice della “Laudato Sì”, l’enciclica di Papa Francesco, che invita a un rapporto nuovo con la natura, sull’altra vedremo, potrebbe essere un tour nelle aree verdi di quartiere.



Ci sono altre esperienze da segnalare?
Tra le varie iniziative svolte una da segnalare è l’esperienza di via Bassano del Grappa. È un progetto di riqualificazione urbana, che prevede anche interventi di desigillazione, ossia togliere il cemento e ripristinare il suolo naturale, che va avanti da tempo ed ha coinvolto in quattro incontri gli abitanti, un percorso partecipato reale con i cittadini.
Un primo passo è stato togliere un filare di piante ammalorate e sostituirle con dei gincko biloba. Adesso si tratta di fare i passi successivi per il desealing del piazzale Codroipo; il progetto è stato approvato dal Comune ed è finanziato per 300mila euro dalla Fondazione Cariparma e dal Comune stesso. Il cantiere dovrebbe partire a fine anno.
(dra.fra)



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