Sant’Ilario 2026: applausi, fiori e un cielo sempre più blu
Il sindaco Guerra: “Parma, una città in movimento”
Martedì 13 gennaio, festività del santo patrono, il Teatro Regio di Parma ha ospitato la quarantesima edizione della passerella cittadina del Premio Sant’Ilario, momento di autocelebrazione istituzionale per eccellenza che forse per la prima volta, complice la volata lunga della campagna per le prossime Amministrative ormai lanciata, ha rischiato di vedere incrinarsi la tradizionale vocazione ecumenica e bipartisan.
Per la stampa le porte del Regio si aprono in anticipo, con trenta minuti di incontro al Ridotto tra Sindaco, media e premiati, qualcuno in disparte quasi imbarazzato dalla solennità dell’occasione, altri serenamente a proprio agio perché più avvezzi all’esposizione pubblica, altri ancora galvanizzati dall’effetto “quarto d’ora di celebrità, cit. Andy Warhol”. Qualche intervista ai volti più noti, photo opportunity, un rapido ringraziamento del Sindaco a tutti i premiati per il contributo dato alla città, mentre Irene Barraco dell’Ufficio Cerimoniale, vera deus ex machina della giornata, dispensa consigli e indicazioni su tempi, percorsi, posti a sedere.

Finito l’incontro a porte chiuse, la platea (a dire il vero con qualche posto libero) e i palchi del Regio regalano il panorama delle grandi occasioni. Ci sono tutti: quelli che contano, quelli che sperano di contare, quelli che temono di non contare abbastanza.
Giunta e consiglieri comunali, con vistose mancanze tra le fila dell’opposizione, rappresentanti di categorie e associazioni, portatori d’interesse di vario genere. Cittadini comuni assai rari, giovani manco a parlarne, salvo una sparuta rappresentanza tra figli e nipoti dei premiati. Tra chi si è morettianamente chiesto “mi si nota di più se vado o se non vado?”, da segnalare la presenza dell’ex sindaco Pizzarotti, mentre non si vedono i leader della destra cittadina Cavandoli, Bocchi, Vignali, protagonisti di polemiche e contro-iniziative nei giorni precedenti (leggi qui il “Sant’Ilario dei quartieri”), optando per una sdegnosa quanto prevedibile defezione. C’è, invece, Maria Federica Ubaldi.
La cerimonia, condotta dall’ormai collaudato Michele Alinovi, si apre con un momento toccante, l’Inno Nazionale eseguito dal coro “Opera in Carcere”. Pubblico doverosamente in piedi, qualcuno si unisce al coro, per fortuna senza farsi tentare dal “poropon poropon poroponponponponpon” tra le due strofe.
Sorprendente ma intrigante la scelta del secondo pezzo: “Il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano. La maestra del coro Gabriella Corsaro chiama la platea a battere le mani e cantare, ma forse pochi tra coloro che si uniscono hanno ben presente il testo che stanno intonando. A dispetto del ritornello orecchiabile da canzonetta, è un brano amaro, graffiante e purtroppo più che mai attuale nel raccontare ipocrisie, contraddizioni e diseguaglianze della società italiana.

Il ritorno nei binari istituzionali vede l’ingresso sul palco delle Autorità, non senza qualche esitazione del padrone di casa, “sarà l’emozione, o forse la vista” scherza con apprezzabile autoironia. Si prosegue senza scossoni con il discorso di apertura dello stesso Alinovi, l’intervento del vescovo di Parma, monsignor Enrico Solmi, un rapido saluto della maschera dello Dzèvod e la lettura in dialetto di una poesia di Zerbini su San Francesco, protagonisti Cristina Cabassa, Enrico Maletti e i ragazzi di “Io Parlo Parmigiano”.
Arriva finalmente il momento clou, la consegna delle Civiche Benemerenze e delle Medaglie d’Oro. Applausi, strette di mano, mazzi di fiori alle due (due su dodici!) signore presenti nel parterre dei premiati, foto di rito.
Da segnalare il breve intervento di un ironico Paolo Nori, che non manca di punzecchiare l’autoreferenzialità un po’ provinciale di Parma, ma riconosce di sentirsi sempre più parmigiano pur essendosene andato ragazzo, ricorda affettuosamente la luce che a suo dire distingue la città, e chiude citando versi nei quali si riconosceranno molti strajè:
Tu sei una strada, qualcosa che cresce,
quanto più si allontana.
[Angelo Maria Ripellino, 26, in Poesie. 1952-1978, Torino, Einaudi 1990, p. 107]
Dopo un bel momento dedicato alla danza contemporanea con Artemis Danza, ecco l’appuntamento più atteso, quel “discorso sullo stato dell’unione” in salsa ducale con il quale ogni 13 gennaio il Sindaco in carica illustra la sua visione di Città.
Michele Guerra non si allontana dal personaggio che ormai si è cucito addosso: sorridente, rassicurante, cultura solida ma mai ostentata, il genero che ogni signora parmigiana vorrebbe a tavola per il pranzo della domenica.
Il concetto chiave del suo discorso è che Parma è una città “in movimento”, non solo per i tanti cantieri sparsi per la città, ma anche per la crescita della popolazione residente (oltre 202.000 abitanti), il turismo, l’attrattività per i giovani, la buona qualità di vita, mentre il mondo là fuori sembra avere smarrito la bussola: guerre, crisi, proteste, social pieni di rabbia digitale.
Tra ringraziamenti a chi fa cose buone per la città, citazioni filosofiche da Sant’Agostino e inviti a “posare lo smartphone”, il messaggio è chiaro: non basta la militanza da tastiera, torniamo al faccia a faccia. Le piazze di Parma sono tornate a riempirsi, ci si mobilita per i diritti, per l’ambiente, per la pace, ma anche per il passaggio della fiamma olimpica.
Insomma, Guerra costruisce la narrazione (la realtà per oggi può attendere) di una Parma che si muove davvero: cantieri in dirittura d’arrivo, nuovi voli che promettono di portarci chissà dove, teatri che cercano di reinventarsi dopo lo scandalo. A noi cittadini assegna il compito più semplice e più difficile insieme: lasciare il divano, partecipare, confrontarci…
Se vogliamo che Parma vada avanti, dobbiamo muoverci anche noi alzando gli occhi dallo schermo degli smartphone. Oppure restare comodamente alla tastiera a criticare tutto. Ma il Sindaco ci ricorda che la città va avanti, con o senza di noi.
Medaglie d’oro
COLSER–Auroradomus
Paolo Nori
Civiche Benemerenze
Ascom Confcommercio Parma
Associazione Nazionale Carabinieri e Associazione Nazionale Polizia di Stato
Emiliano Bozzetti
Club Alpino Italiano (CAI) di Parma
Parma Quality Restaurants
Società dei Concerti di Parma APS
Enrica Valla
Leggi il discorso del sindaco Michele Guerra
Leggi il racconto di Paolo Nori della cerimonia.
Guarda il video della cerimonia
Rolando Cervi




Ho apprezzato la leggerezza e la sottile ironia dell’ articolo