L’umile lavoro di cronista

Alla sedicesima newsletter è tempo di tirare il fiato e guardare indietro il percorso fatto e, in avanti, alle prospettive.

Se c’è una cosa che non mi riesce bene, care lettrici e cari lettori, è lo scrivere editoriali che diano la linea, che esprimano una visione. Onestamente mi ritrovo di più nell’umile lavoro di cronista che scava per cercare notizie: a volte fa dei buchi nell’acqua, a volte trova dei tesori o, perlomeno, dei tesoretti.

Siamo partiti con tre obiettivi: informare su quello che succede in città (e in provincia), laddove altri non lo fanno; dare voce a chi di solito non appare sui media; costruire una community di lettrici e lettori che sostengano questa avventura editoriale no-profit.

Lo abbiamo fatto sperimentando due modalità: una trasmissione video podcast live; una newsletter settimanale. Sotto, sotto la vera scommessa era riuscire a mantenere continuità nelle uscite e non disertare l’appuntamento con lettrici e lettori. Ci siamo riusciti ed è un traguardo che non era scontato, perché l’attività di informazione che facciamo con Parma Parallela non è un lavoro ma – utilizzando un termine di altri tempi oggi desueto – una militanza. È tempo extra quello che dedichiamo a questa testata blog per affermarla nel panorama dell’informazione locale.

Parlo al plurale perché tengo a ringraziare, e molto, Rolando e Chiara, punti di riferimento di questa esperienza.

Viviamo tempi difficili per la democrazia, nel mondo. Quando prende il sopravvento la legge del più forte si riduce lo spazio per il dialogo, per il confronto delle idee, si enfatizzano le paure, si crea un clima permanente di conflitto, si comprime la libertà. Una delle conseguenze è il moltiplicarsi della propaganda a scapito delle fonti di informazione per i cittadini.

A Parma, paradossalmente, viviamo questa contrazione dell’informazione in un contesto di benessere – sempre più scricchiolante in verità – e di liberalità. E non bastano, e non possono bastare, i profili social personali, per quanto brillanti, a sopperire a questo vulnus.

“Questa città ha bisogno di parlare e di parlarsi. Il vostro tentativo è molto apprezzabile, ma dovreste sforzarvi di aprirvi di più”. Un collega giornalista di lungo corso mi diceva così, qualche giorno fa. È un pungolo, un incentivo a fare meglio.

Lasciatemi però dire, con una punta di orgoglio, che in questi quattro mesi su alcuni temi abbiamo dato notizie che non avreste trovato altrove, e fornito diversi spunti di dibattito. Nelle live video (che potete recuperare sul canale youtube) abbiamo ospitato in larga parte donne e giovani che hanno tanto da raccontare e che, di converso, solitamente sono esclusi dagli spazi mediatici.

Ci sono tanti aspetti da migliorare. Uno di questi, decisamente, è una maggior diffusione di Parma Parallela. Ne siamo consapevoli e abbiamo qualche idea in proposito, che cercheremo di mettere in pratica, un passo alla volta.

Devo però chiedere, apertamente, un sostegno all’avventura di Parma Parallela. Dateci linfa, abbonatevi al progetto, qui trovate le indicazioni per sostenerci.

Torniamo a settembre, trascorrete buone vacanze.

Francesco Dradi

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