Doppio corteo sabato 14 novembre: l’antifascismo per controbattere alla remigrazione. Le cose da sapere
Cresce la fibrillazione in vista di sabato 14 novembre, quando a Parma si terranno due cortei: uno pro remigrazione e l’altro nel segno dell’antifascismo. Entrambi gli appuntamenti sono alle 15.30.
Ancora non sono stati decisi i percorsi dei cortei che, comunque, saranno ben distinti. Le valutazioni sono in corso nel Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di Parma presieduto dal Prefetto. In base alle indiscrezioni raccolte il corteo per la remigrazione, che dovrebbe vedere una folta partecipazione da fuori città e ben pochi parmigiani, si dovrebbe svolgere in periferia, mentre la manifestazione antifascista vedrà il raduno in piazzale Santa Croce e, presumibilmente si dirigerà verso il centro. Piazza Garibaldi dovrebbe comunque essere off-limits per tutti.
Chi è il Comitato Remigrazione e Riconquista
Tutto nasce dalla decisione pretestuosa del Comitato Remigrazione e Riconquista, formato da CasaPound, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani, di tenere una manifestazione pro remigrazione a Parma, considerata la città italiana con maggior presenza di stranieri immigrati (pari al 18% della popolazione di 202mila abitanti). Da precisare che, a parte CasaPound, nessuna di queste realtà risulta avere una presenza in città e dunque non è improprio parlare di “invasione” . Considerate le argomentazioni (che potete leggere qui) e le parole d’ordine dei promotori, al sostantivo “invasione” si possono legittimamente aggiungere gli aggettivi “fascista” e “razzista”.
Futuro Nazionale si dissocia
È una manifestazione talmente estremista che ne prende le distanze anche Futuro Nazionale.
“Riteniamo opportuno precisare che il nostro movimento – scrive la sezione di Parma di FN – non è tra i promotori né tra gli organizzatori dell’iniziativa. Pur condividendo la necessità di affrontare con serietà il tema delle politiche migratorie e dei rimpatri previsti dalla normativa vigente, Futuro Nazionale è completamente estraneo all’organizzazione della manifestazione in oggetto”. In fondo all’articolo riportiamo ampi stralci della posizione di FN.
Non siete i benvenuti
Ad opporsi al corteo sulla remigrazione è stato, tra i primi, il sindaco Michele Guerra, con uno scatto e una determinazione tali da porlo automaticamente alla testa della manifestazione antifascista, prima ancora che la rete dei vari soggetti di sinistra si mettesse in moto e sciogliendo fin da subito il “solito” nodo se dovesse essere la società civile o i partiti a organizzare la contromanifestazione. Tutti dentro, senza arzigogoli e la lista degli aderenti è in continuo divenire.
«Il 14 novembre l’estrema destra porta a Parma un corteo nazionale per la “remigrazione”. – ha dichiarato Guerra – Chiamiamola col suo nome: deportazione, cacciare persone che vivono qui, lavorano qui, mandano i figli nelle nostre scuole, non è un’opinione di cui discutere, ma un’idea di Paese che non è compatibile con la storia italiana. Il 14 novembre saremo in piazza anche noi: Parma è antifascista, la è sempre stata». «Chi vuole attraversare le nostre strade per portare discriminazione, esclusione e messaggi violenti non è benvenuto», sottolinea il sindaco.
A ruota è seguita la presa di posizione di Francesco De Vanna, assessore nonché segretario cittadino del Partito Democratico cita Sandro Pertini: “non bisogna permettere alla libertà di uccidere la libertà”. “Ora – scrive De Vanna – comprendiamo tutta quanta la forza di questo messaggio: non si può confondere la libertà con la prevaricazione, con l’odio, con l’isolamento che genera solitudine e ci mette gli uni contro gli altri”.
Sono seguite tante altre adesioni. Ne riportiamo solo alcune. “Saremo in piazza – afferma il Movimento 5 Stelle – per difendere i valori della Costituzione, la dignità delle persone e una convivenza fondata sull’uguaglianza e sul rispetto. Alla mobilitazione per la cosiddetta “remigrazione” rispondiamo con una partecipazione pacifica, democratica e determinata. Le persone non possono essereconsiderate una minaccia per la loro origine. La sicurezza è un diritto di tutti e richiede risposte concrete, senza trasformarsi nel pretesto per alimentare discriminazioni e ostilità”.
Alleanza Verdi Sinistra Parma: “si oppone con fermezza alla manifestazione per la cosiddetta “remigrazione”, organizzata per il 14 novembre da gruppi dell’estrema destra. Dietro una parola apparentemente neutra si nasconde un progetto politico che indica nelle persone di origine straniera i colpevoli di problemi che hanno ben altre cause.Il lavoro precario, il costo delle case, l’impoverimento e la paura del futuro sono problemi reali. A questi si aggiungono gli effetti sempre più gravi del cambiamento climatico, che minacciano territori, risorse e condizioni di vita, aumentando le disuguaglianze e spingendo altre persone a migrare.La crisi climatica rischia di diventare anche una crisi della democrazia. Quando le condizioni di vita peggiorano, crescono la paura e il bisogno di sicurezza. È allora che le promesse autoritarie possono diventare più attraenti, fino a far sembrare la rinuncia ai diritti un prezzo ragionevole da pagare per sentirsi protetti”.
“Il 14 novembre – scrive Potere al Popolo – saremo in piazza contro il corteo neofascista che propone di deportare persone immigrate e con background migratorio come soluzione ai problemi che sono sotto gli occhi di tutti e sulla pelle di tanti. Mentre il governo risponde alla crisi sociale con decreti sicurezza e tagli, si indica alle persone schiacciate da precarietà e carovita un comodo capro espiatorio verso cui indirizzare una rabbia legittima ma strumentalizzata: le persone immigrate.
Un dito puntato verso il basso mentre oscurano le responsabilità di chi ha ingoiato risorse pubbliche per poi lasciare a casa migliaia di operai, di chi ha spalancato la sanità al privato e impoverito scuola, università e ricerca, di chi guadagna da disuguaglianze insopportabili e città sempre più inaccessibili”.
Infine il Ciac evidenzia con un fact checking tutte le falsità elencate dal Comitato Remigrazione. Potete leggerle qui.
Sui doppi cortei di sabato 14 novembre silenzio da Pietro Vignali (Forza Italia), dalla Lega e da Federica Ubaldi (Chiama Parma) mentre Fratelli d’Italia ha affidato la sua voce al consigliere comunale Giuseppe Tramuta, ex poliziotto: “Non entro nel merito politico della manifestazione, che è stata annunciata come manifestazione statica e pacifica. Parlo da tecnico, per esperienza diretta in Polizia. Organizzare una contromanifestazione nello stesso giorno, nella stessa città, è un errore grave di gestione dell’ordine pubblico. Chi ha vissuto le piazze sa che basta un contatto tra due schieramenti opposti per far saltare ogni dispositivo di sicurezza”. Pertanto Tramuta invita gli antifascisti a manifestare in un’altra data.
Di sicuro dopo il derby Parma-Bologna, in cartellone al Tardini per domani alle 18, anche sabato 14 novembre ci sarà un super lavoro per le forze dell’ordine, con numerosi contingenti allertati dalle città vicine (si parla di qualche centinaio di agenti). D’altronde la data del 14 novembre non è stata scelta a caso. Sabato prossimo i campionati di calcio di A e B sono sospesi per la pausa nazionali e così i famigerati ultras veronesi potranno venire con comodo a Parma.
Chiudiamo riportando la posizione di Futuro Nazionale.
Pur rivendicando che “La remigrazione costituisce uno dei punti qualificanti del programma politico di Futuro Nazionale e (…) è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto dal generale Roberto Vannacci, al quale viene comunemente attribuita la paternità politica e la diffusione di questo tema nel dibattito contemporaneo” e respingendo “i tentativi di presentarla come una posizione estremista o incompatibile con il confronto democratico, tuttavia, il sostegno a determinate politiche non implica automaticamente il coinvolgimento nelle singole manifestazioni che vengono organizzate per promuoverle.
Riteniamo inoltre che il dibattito pubblico debba mantenersi entro i confini del confronto democratico e rispettoso, evitando attribuzioni non verificate, etichettature generiche e contrapposizioni che rischiano di alimentare tensioni anziché favorire il dialogo.
Proprio alla luce del clima particolarmente acceso che si è sviluppato attorno a questa vicenda, Futuro Nazionale, a differenza delle forze politiche della sinistra, che anche in questa occasione sembrano interessate ad alimentare un clima di scontro permanente, noi non gettiamo benzina sul fuoco e non intendiamo contribuire all’escalation delle tensioni.
Auspichiamo che tutte le iniziative pubbliche previste nei prossimi giorni si svolgano in modo pacifico e nel pieno rispetto delle persone e delle istituzioni, affinché il confronto politico possa continuare su basi civili e democratiche”.
La Redazione




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