Pagare con i fiori: è un mondo matto
Il libro di Tito Pioli nel ricordo di Mario Tommasini
Pagare con i fiori: che cosa assurda! Pagare con i fiori è una roba da matti!
Fa ridere e, infatti, la gente ride quando Tito Pioli legge:“Quindici gerbere per comprare una bicicletta. Così diceva Mario Sini: nel nostro paese si paga coi fiori. Un cellulare gli dai un giglio, un trilocale tre girasoli, una visita medica dall’urologo gli dai una violetta”.
“Paghiamo coi fiori” è un capitolo del libro “Mondo Matto” scritto da Tito Pioli già anni fa e ora pubblicato dalla Nuova Editrice Berti, e presentato nei giorni scorsi all’Oltrelab, crocevia tra bar e locale da happening, gremitissimo per l’occasione.

Il reading di Pioli, con gli intermezzi della cantante e musicista Annamaria Senatore e della compagnia Anellodebole, rientrava tra gli appuntamenti per i venti anni dalla scomparsa di Mario Tommasini che ha fatto tante cose ma, su tutte, è ricordato per la chiusura del manicomio di Colorno e la liberazione dei matti, in tutta Italia, in combutta con lo psichiatra Franco Basaglia.
Al proposito all’Ape Museo è stata prorogata fino al 10 maggio “Manicomio Occupato!” la mostra documentario-fotografica sull’occupazione dell’Ospedale Psichiatrico di Colorno nel 1969.
I fiori e i matti. Per serendipità, dal podcast “Camminare fra le donne” di Sara Poma (Chora Media), traiamo questa frase: Alda Merini (ricoverata nell’ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano dal 1964 al 1972) dice riguardo a quel periodo: “Quando la legge Basaglia ci ha aperto i cancelli e abbiamo visto le rose, le abbiamo mangiate. Avevamo fame di prati e di libertà”.
Possiamo fare parallelismi, anche arditi? Naturalmente sì, sulla nostra testata.
Ritornando all’Oltrelab. “Possiamo banalmente ricordare Mario Tommasini come un personaggio politico – dice Giovanni Ronchini, critico letterario, nella prolusione – che però aveva una visione con portata poetica” ed è una naturale conseguenza che sia stato proprio “Tito Pioli, con la sua prosa inconfondibile in un libro capovolto, scaravoltato, che rovescia le regole” a riprenderne il pensiero ma attenzione, avverte Ronchini, “Mondo matto non è una biografia, né un saggio realista; il personaggio di Mario Sini (protagonista del racconto) è ispirato ma non è Mario Tommasini e anzi ricorda tantissimo San Francesco d’Assisi. Si narra di una sua conversione radicale, da un mondo borghese, conservatore aderisce ad un altro sistema di regole, quello del mondo dei diseredati e dei reietti e ne subisce lo stesso trattamento”.
Non a caso Mario Sini è scacciato a botte dalla città che non accetta il pagamento in fiori, e trova rifugio nel paese di Barbiano dove il sindaco Lecca, al contrario, ha stabilito i fiori come mezzo di pagamento.
Nella visione immaginifica di Pioli le persone reali assumono poteri taumaturgici e, in fondo, sono omaggi alla dirittura morale con tanto di nome e cognome e, accanto appunto al Mario (Tomma)Sini finiscono Fabrizio Leccabue e Alessandra Belledi, contro le mummie del potere nell’adorazione del denaro.
“La rovina di questa città – legge, infine, Tito Pioli dal suo libro – sono le old gang, questa è la città del museo delle mummie umane senza espressione; i nervi e i muscoli cominciano a muoversi solo quando parli di soldi; 500 euro si muovono cinque muscoli del viso; 5.000 euro si muovono dieci muscoli del viso; Mario Sini è stato arrestato per aver causato per decine di volte disordine pubblico (ad esempio: nel duomo di Orvieto la gente guardava i matti in gita e non più l’inferno di Luca Signorelli)e lui ha dichiarato non c’è niente di impossibile: voi siete matti, noi siamo normali”.
Scatta l’applauso convinto e liberatorio, magari fosse così facile.
E però per scardinare lo status quo ci vogliono idee folli e volontà di ferro. Come le aveva Tommasini. Senza sconfinare nell’agiografia, ha ragione Marco Boschini, anfitrione dell’incontro e direttore artistico del Festival della Lentezza: “Tutte le volte che qualcuno organizza un’iniziativa per ricordare le opere e i progetti di Mario Tommasini la città si attiva, si popola”.
Non c’è dubbio che sarà un successo anche la prima visione del docufilm “Mondo Matto – Un viaggio per Mario Tommasini”, in programma giovedì 4 giugno al Cinema D’Azeglio. Docufilm in corso di lavorazione a cura di Maddalena Tasca e Vincenzo Picone della compagnia Anellodebole. Per sostenere il docufilm è attivo un crowdfunding: https://sostieni.link/40048 .
(dra.fra)


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