Rotta su Tirana (e poco altro)
Tornare a volare. Si fa presto a dire, ma il lavoro per i vertici Sogeap – l’ad Michele Bufo, il presidente Giovanni Banchini e l’evergreen Guido Dalla Rosa Prati, rientrato in consiglio d’amministrazione come vicepresidente – è dannatamente difficile.
Solo 4 rotte per l’estate, novità Tirana
La stagione estiva si avvicina, scatterà domenica 29 marzo, ma a due mesi il tabellone dell’aeroporto “Verdi” di Parma è desolatamente scarno: 4 voli di cui uno, l’unica vera novità, è il bisettimanale da e per Tirana, annunciato ieri da Ryanair. E peraltro entrerà in vigore il 1° giugno. Il collegamento con la capitale dell’Albania sarà il venerdì e il lunedì. Giusto giusto un weekendino.
Gli altri voli con la livrea gialloblu irlandese sono le riconferme per Cagliari e Palermo. In tutto 14 voli settimanali, compresa Tirana. Nient’altro, al momento. Anche se è probabile che si aggiunga Olbia nei tre mesi estivi.
E poi il quarto volo, col ripristino della rotta per Chișinău, la capitale della Moldova, con il vettore Flyone.
Le trattative per altre tratte dal Verdi continuano ma la realtà è questa. Non quella favoleggiata delle 12 rotte verso le grandi capitali europee, di cui si parlava nel momento del salvataggio da parte di Apollo 11, la cordata di imprenditori parmigiani, che ha scongiurato il fallimento di Sogeap lo scorso novembre.
Non è ancora detta l’ultima parola, ma i “sogni” dei parmigiani di tornare ai bei tempi, ossia di volare dal cortile di casa a Londra, o a Bruxelles, sembrano destinati a non avverarsi quest’anno.
Ancora senza handling
Ad oggi l’aeroporto è ancora semiparalizzato. La certificazione handling (ossia i movimenti a terra, carico e scarico bagagli, la bigliettazione e altri servizi) scaduta a fine ottobre non è ancora stata riottenuta. Il procedimento è in corso, a inizio gennaio si sono presentati gli ispettori Enac e se tutto filerà liscio la nuova certificazione dovrebbe arrivare a fine mese. La novità è che la domanda per il servizio handling l’ha presentata direttamente Sogeap e non più la controllata Air Mqq che presto dovrebbe essere incorporata per fusione in Sogeap.
Cassa integrazione
Per contenere i costi da dicembre è in vigore un regime di cassa integrazione a rotazione per i dipendenti che dovrebbe durare fino alla fine di marzo. Lo scalo sebbene ai minimi termini rimane comunque attivo, se non altro per i voli executive privati.
145mila passeggeri nel 2025 (+8,2%)
Con tutto quello che è accaduto nel 2025 (leggi qui e qui) c’è un dato che fa sorridere. I passeggeri l’anno scorso, rispetto al 2024, sono aumentati dell’8,2% toccando quota 145.343. Anche i movimenti (ossia i voli) sono cresciuti: 5.062 in totale, +10,9% . In gran parte si tratta di voli privati, segno, forse, di un bacino territoriale che può esserci per il Verdi, per questa tipologia.
Obiettivo 450mila passeggeri nel 2026
L’obiettivo per il 2026, fissato dai vertici Sogeap, è di raggiungere i 450mila passeggeri. Il triplo dell’anno scorso. Obiettivo “sfidante” come si dice nel gergo imprenditoriale indicando una meta difficilmente raggiungibile, tanto più se i mesi di attività effettiva saranno nove e non dodici.
Il break-even, ossia il punto di pareggio economico, è considerato raggiungibile a quota 900mila passeggeri. Prudenzialmente questo traguardo è proiettato in avanti, al 2030.
Il tutto in un sistema aeroportuale italiano che ha visto sfiorare i 230 milioni passeggeri, in aumento del 5% sul 2024 e con ulteriori prospettive di crescita. E, dunque, perché non sperare di inserirsi in questo andamento?
Ancora in “rosso”?
Non c’è dubbio che quella del “Verdi” sia una scommessa più che un’impresa. Ci sta di investire a lungo termine prima di vedere un ritorno economico, tuttavia per lo scalo parmigiano l’alea permane alta. Si sa già che gli azionisti dovranno coprire perdite consistenti anche nei prossimi anni, tanto da far ipotizzare un raddoppio dei 9 milioni sottoscritti a novembre per il salvataggio.
E dunque si ripropone la domanda proverbiale: il gioco vale la candela?
La nuova proprietà
Il capitale sociale, interamente versato, ammonta a 9.693.725,44 euro . I 9 milioni corrispondono all’impegno di Apollo 11 (6 milioni investiti dai fratelli Paolo e Luca Barilla assieme a Vittorio Bertazzoni (Smeg), Andrea Ghidini (Overmach), Alberto Figna (Agugiario e Figna Molini) e Giovanni Banchini (Compagnia Generale Riprese aeree)) con l’Unione Industriali che ha messo 3 milioni, tramite la controlla Parma Aeroporto srl. I canadesi di Centerline non hanno sottoscritto quote e però sarebbero ancora al 25% di Sogeap.
Di sicuro 8 milioni sono serviti per ripianare il buco creatosi nell’ultimo biennio. Il milione e mezzo rimanente in cassa difficilmente sarà sufficiente per traguardare il 2026, viste le poche rotte in programma. E non basterà certo la scuola di addestramento piloti, altro accordo raggiunto con Enac dai vertici Sogeap, a compensare i conti.
Francesco Dradi




Leggo Inesattezze: Olbia è già in vendita (compagnia Aeroitalia).