Tra dialogo e rabbia contro la microcriminalità

Le richieste di “Giù le mani da Parma” al prefetto e alla polizia locale

Ci sono due filoni che emergono dalla conferenza stampa di “Giù le mani da Parma” il movimento civico contro la microcriminalità nato a San Leonardo, che preannuncia un terzo corteo manifestazione per sabato 21 giugno, con ritrovo in piazzale della Pace alle 10.30.

C’è il filone ufficiale, dei portavoce Gianluca Zoni e Mauro Franchi, che espone richieste di dialogo quasi moderate.

E c’è il filone rabbioso, degli aderenti, che non esita a “prendersela” con i carabinieri che durante i pattugliamenti non farebbero il loro dovere (una voce si alza per dire, addirittura, che simpatizzerebbero coi pusher) e con la magistratura che dovrebbe essere più inflessibile con i condannati, mandandoli in carcere senza concedere la sospensione condizionale della pena.

In conferenza stampa non una parola è stata rivolta contro il sindaco Guerra che, invece, nel volantino della manifestazione di sabato prossimo è il primo bersaglio, reo di “non ascoltare”.

La situazione di microcriminalità che viene posta all’attenzione è sempre e solo quella del tratto iniziale del quartiere San Leonardo, con epicentro in via Brennero. Una presenza permanente di spacciatori, tossicodipendenti e piccoli delinquenti che non si riesce ad eliminare e induce esasperazione nei residenti, denuncia Zoni.

«La discussione della mozione che abbiamo proposto in consiglio comunale – afferma il portavoce di Giù le mani da Parma – non ci ha soddisfatti, quindi faremo una conferenza stampa mensile per dire quello che succede. Le nostre manifestazioni sono servite, abbiamo visto una maggior presenza delle forze dell’ordine e anche il prefetto ha detto al sindaco che la polizia locale dev’essere attiva 24 ore».

Fatto questo preambolo Zoni elenca quattro richieste: «Primo, chiediamo un rafforzamento del presidio territoriale, sappiamo che le forze dell’ordine a disposizione sono minime per cui chiediamo al prefetto di fare richiesta al governo per aumentare l’organico».

Seconda richiesta: «Vorremmo un presidio notturno della polizia locale. Bene 45 nuovi agenti assunti, ma vorremmo che facessero adeguata formazione, per evitare che si ripetano episodi come quello noto, accaduto in via D’Azeglio recentemente» Terzo: «Serve più coordinamento tra le istituzioni e con i cittadini. Il Comitato Sicurezza della Prefettura deve essere più coinvolgente».

Quarto: «Vogliamo maggior pattugliamento delle zone critiche, come via Brennero. E il presidio di polizia locale in San Leonardo non può essere aperto solo due ore al giorno, con spesso i vigili che sono fuori in strada, e questo ben venga. Ma il presidio dev’essere presenziato, magari trasferendo personale amministrativo dal Duc». Infine Zoni avanza qualche richiesta spicciola: «ragionare sulla dotazione e l’uso di taser (pistola elettrica) alla polizia locale», «utilizzo del Daspo», «ripristino del nucleo cinofilo» «attivare convenzioni per gli assistenti civici volontari a fianco della polizia locale, intesi come volontari delle associazioni nazionali della polizia di stato o dei carabinieri».

L’avvocato Franchi chiede esplicitamente a chi sovrintende alla sicurezza «l’istituzione di un tavolo tecnico di concertazione, con la partecipazione permanente della civicità, ad esempio del coordinamento che rappresentiamo e di analoghi comitati o rappresentanze», rimarcando che «la sicurezza dev’essere la prima priorità dello Stato» a cui compete legiferare in tema di «ordine pubblico e sicurezza, come stabilisce l’articolo 117 della Costituzione».

FD

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *